Cari Amici, come abbiamo spiegato tante volte, non stiamo qui a fare processi, a promuovere o a condannare qualcuno, ma siamo qui per “trasmettere ciò che abbiamo ricevuto” (cfr.1Cor.15,1-8; o meglio ancora Gal.1,1-10) dalla santa Madre Chiesa (una, santa, cattolica ed apostolica), attraverso l’insegnamento dei Padri, dei Santi, dei Dottori, del magistero e del Catechismo.
La complessità degli eventi che stiamo vivendo – e subendo per altri versi – in quest’ultimo secolo trascorso e al tempo stesso appena iniziato, non ci risparmia il dovere di assumerci la responsabilità della informazione corretta e il dovere di imparare cosa sta accadendo… cominciando, se vogliamo facilitarci il tutto, proprio dalla famosa Pascendi Dominici gregis di san Pio X sulla condanna del Modernismo di cui tanto abbiamo spiegato qui i passaggi più salienti.
Quando vi proponiamo video di incontri tra persone sagge che ne sanno più di noi, non è certo per confondere, al contrario… è per aiutarci a comprendere proprio la difficoltà di questi tempi per i quali, infatti, si parla proprio di “CONFUSIONE” ma anche di apostasia… fino all’eresia. Ricordiamo che qui troverete il testo integrale del video scaricabile in formato pdf.
Ma attenzione, non con l’intento di fare processi alle persone, quanto piuttosto per capire come dobbiamo reagire noi continuando a rimanere fedeli alla Santa Madre Chiesa, pregare per il Papa, i Vescovi, i nostri superiori, i sacerdoti ed anche per noi stessi… ricordando che: “La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti…” (Ef.6,12).
Parole come “PARADIGMA” non devono intimidirci perché non ne conosciamo il significato… esso s’impara! Così come “MODERNISMO”, oppure come lo stare attenti a non dare dell’eretico, in automatico, a chiunque la pensi diversamente, ma ragionare non per condannare noi qualcuno, ma per rimanere, noi, nella vera Fede della Chiesa Cattolica.
Con questa breve premessa vi invitiamo e sollecitiamo tutti a fare un grande sforzo per tentare di comprendere davvero cosa bolle nella pentola del Demonio…. il quale però non sa fare i famosi coperchi e perciò tutto alla fine viene a galla. Da una parte c’è Satana (nonostante viene negata la sua persona dal generale dei gesuiti, peggio per lui) con un suo progetto distruttivo contro l’Uomo; dall’altra però c’è il progetto di Dio su ognuno di noi, che ha già vinto tutto e cerca solo DISCEPOLI… Non stiamo a preoccuparci di chi salverà “La Chiesa”, Essa è nelle mani sicure di Cristo, dello Sposo, e nei Cuori Sacratissimi di Gesù e Maria, la Chiesa è al sicuro tuttavia, come spiegano le Scritture stesse, Ella subirà feroci attacchi interni ed esterni, fino al punto di sembrare soccombere, ma qui scatta quel “non praevalebunt” che ci rammenta che non siamo noi i salvatori… ma a noi è chiesto da che parte stare, non esiste una via di mezzo. Ecco quel “prendere ogni giorno la propria croce” e seguire Gesù Cristo, il Nostro Signore e nostro Dio. Non ci è chiesto, infatti, di scegliere “in quale chiesa stare” perché non esistono “altre chiese”, non esistono altri “pastori o papi”, ma ci è chiesto se seguire il Cristo (nella sua Chiesa bimillenaria, per noi oggi, con tutto il suo patrimonio dottrinale), oppure «Forse anche voi volete andarvene?» (Gv.6,67). Non segue un dialogo, una discussione, un processo, un sinodo, una maggioranza, ma una vera professione di FEDE: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio»…. con tutto ciò che questo comporta, a cominciare dalla salita sul monte Calvario, fino a lasciarsi crocifiggere con Cristo, in Cristo e per Cristo, per poter risorgere con Lui e ricevere, alla fine della buona battaglia, il premio promesso.
Conferenza di presentazione del libro “Esortazione o rivoluzione? Tutti i problemi di Amoris Laetitia”, alla presenza dell’autore Stefano Fontana, moderato da Julio Loredo della TFP (Milano, 20 maggio 2019)
SOSTA – Perché lo “spirito” di “Amoris laetitia” non si può accettare?

- Il documento Amoris Laetitia ha un passaggio che apre alla possibilità di ricevere l’Eucaristia da parte di cosiddetti “divorziati risposati” che decidessero di continuare a convivere come marito e moglie e non in stato di continenza completa, come indicato dalla Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II per quelle unioni che dovessero formalmente rimanere tali per la crescita dei figli.
- Questo scenario apre a due possibilità da cui non si scappa. Due scenari in cui viene lesa la Legge Divina. 1) O il matrimonio che ha subito il divorzio non si deve più ritenere indissolubile. 2) Oppure l’Eucaristia può essere ricevuta anche in stato di peccato. Ma la Legge divina implica tanto l’indissolubilità del matrimonio quanto la necessità di ricevere l’Eucaristia in stato di grazia. Dunque, tanto in un caso quanto nell’altro c’è un’evidente ferita alla Legge Divina, legge che non è nelle disponibilità di chiunque, nemmeno del Papa.
- Ovviamente Amoris Laetitia poggia su un assunto della teologia morale sofisticato ma vero. A dimostrazione che i pericoli sono spesso nei dettagli più indiscussi e indiscutibili. Tale documento è, infatti, pervaso dal richiamo alla differenza tra stato oggettivo e stato soggettivo di peccato, affermando che non a tutte le situazioni oggettive di peccato corrisponde uno stato soggettivo di colpa. Il che è verissimo. Ma quando? Per i singoli peccati, non per gli stati di peccato. Vediamo perché. Volendo ipotizzare che Mario e Teresa (divorziati risposati) abbiano iniziato la loro relazione senza piena consapevolezza della gravità e che da questa siano nati dei figli che esigono vicinanza ed educazione, una volta che Mario e Teresa decidessero di avvicinarsi alla Fede devono o non devono essere adeguatamente informati? E quando saranno informati sugli impegni della vita cristiana, come potranno più avvalersi di tale inconsapevolezza?
- Amoris laetitia si fa in un certo senso ancora più problematica quando si appella all’impossibilità di vivere in continenza, pena il non alimentare l’amore tra i conviventi. Ma di quale amore si parla? Dio può dunque volere atti intrinsecamente negativi (unione coniugale quando non c’è il matrimonio) per fini terzi?
- Cari pellegrini, la logica è logica. Se poi ci dicono che in questi casi la logica non servirebbe perché ingabbierebbe, allora lo dicano chiaramente e sarà un libera tutti!.. come al nascondino. Chi non vuole più essere cattolico ha la libertà (naturale e non morale!) di farlo, ma è nel nostro diritto rivendicare la libertà di continuare ad essere cattolici. E non si può rompere la comunione con 2000 anni di storia della Chiesa!
