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Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!


QUESTO MESE CONSIGLIAMO:

Il nuovo libro dello scrittore Antonio Socci: riscrivere per i contemporanei la Divina Commedia. Un atto di fedeltà letteraria e di riscoperta del vero senso del capolavoro: la conversione dell’uomo Dante, che ognuno di noi può fare nel corso della sua vita.”

Il grande merito di Antonio Socci è quello di offrire una versione della Divina Commedia capace di invogliare alla lettura in versi tanto i navigati che l’hanno amata ai tempi del liceo, quanto i neofiti che, facendo scuole tecniche o professionali, non la conoscevano se non per sentito dire. Perché Socci fa rivivere l’esperienza di Dante Alighieri come una vera esperienza di conversione, in un cammino dagli abissi della ghiaccia fino alle superne rote del Cielo che ogni uomo fa. O ha fatto o farà, perché il destino umano è proprio questo: cercare la felicità eterna dopo aver sperimentato le secche del peccato. Non ci voleva un genio per riproporlo e disincagliare così la Commedia dalle incrostazioni didattiche di un secolo di scuola gentiliana e crociana. Ci voleva però un amante di Dante capace di comunicarlo all’uomo d’oggi, con un linguaggio più accessibile, ma capace di invogliare ad andarsi a rivedere l’originale per gustarlo al meglio. L’operazione letteraria fatta da Socci con il suo Amor Perduto, l’Inferno di Dante per contemporanei (Piemme) in uscita oggi nelle librerie è sostanzialmente questo.

Non è una critica letteraria, né una parafrasi ad usum bignami prima dell’interrogazione, ma è la riproposizione delle parole di Dante in una prosa vivida, fedele all’originale, ma capace di far comprendere il senso della conversione dantesca e il portato del Cristianesimo, senza il quale la Divina Commedia non potrebbe esistere.

Socci l’ha spiegato anche nell’intervista concessa al mensile Il Timone che la pubblicherà nel numero in uscita a novembre. “Il senso della Commedia è che siamo stati cercati uno ad uno. Il re dei cieli è venuto a cercare Dante, ma anche me e tutti noi nella foresta della vita. Solo che per capire Dante bisogna avere ben chiaro che cos’è il Cristianesimo, che non si può applicare alle nostre logiche”.

Infatti la condizione iniziale del protagonista della Commedia stupisce. È così moderna – spiega lo scrittore nell’introduzione -, così immediata per noi: l’angoscia, lo smarrimento, la solitudine, il sentirsi “gettati” nel mondo, il buio, la paura, la disperazione, il fallimento, il sentirsi braccati. Ma sorprende ancor di più quella che Dante indica come la sua personale via di salvezza da questa disperazione, da questo fallimento, individuale e collettivo: un volto di ragazza. Beatrice. Il suo primo, grande amore giovanile”.

Ecco dunque il senso: con il suo poema Dante trasforma la sua straordinaria esperienza di una «mirabile visione», in un percorso esistenziale verso la felicità che tutti possono rivivere, grazie all’avvenimento dell’Anno Santo, che è paradigmatico del ritorno a Dio. È l’esempio di un cammino di conversione che ciascuno può sempre percorrere nella sua vita quotidiana. Perché ogni istante è l’anno santo, ogni istante il Padre aspetta, trepidante, il ritorno del figliol prodigo. È un’esperienza che ciascuno è invitato a fare attraverso i cinquantasette «appelli al lettore» che Dante ha disseminato nella Commedia.

Ma prima di tutto bisogna mettere in conto che questo cammino lo si fa soltanto se si accetta l’esistenza dell’Inferno perché è questa “la garanzia che noi siamo davvero liberi e che siamo davvero amati infinitamente perché i nostri atti, ogni nostro atto, ogni nostra scelta, decisione o pensiero, ha un valore infinito agli occhi del Padre: infatti ogni nostra scelta decide il nostro destino eterno”.

Però la Divina Commedia è un’opera politicamente scorretta oggi, tanto che c’è chi ne ha chiesto la cancellazione dai programmi scolastici per i suoi presunti contenuti «islamofobici, razzisti ed omofobici».

In realtà non c’è nessun razzismo in Dante “ma su omosessualità e islam Dante può essere sentito come urticante per il semplice fatto che è un cattolico del 1300 ed è fedele alla dottrina cattolica. Peraltro coloro che incontra nel girone dei sodomiti sono tutte persone per cui egli ostenta grande stima e ammirazione e con profondo dolore li rappresenta all’Inferno, anche se – a un occhio malizioso – la sua insistenza sulla loro onorata fama potrebbe – secondo alcuni – apparire con un corrosivo significato beffardo. In ogni caso Dante colloca all’Inferno tutti i tipi di peccati e di peccatori. Fra costoro ci sono gli ignavi, gli eretici, i bestemmiatori e i lussuriosi. E poi va detto che ripercorrere i gironi infernali sembra talora un viaggio di una certa attualità: quando si incontrano usurai, ruffiani, seduttori, leccapiedi, simoniaci, barattieri (cioè corrotti), consiglieri fraudolenti, traditori degli amici e altra «simile lordura» non sembra che Dante parli di tempi troppo passati”.

Ognuno di questi peccatori viene inquadrato nella condizione di chi ha scelto ottusamente e ostinatamente di vivere quella pena. Oggi Dante sarebbe definito integralista o reazionario, ma sarebbe una lettura sbagliata e ingiusta, anche se è la lettura che ha fatto la fortuna dei Benigni, i quali si sono appropriati di Dante utilizzandolo come “spalla comica” di se stessi.

Invece la Commedia è un vero e proprio cammino di conversione e il passo iniziale è costituito precisamente dal guardare in faccia il proprio peccato e quello che il peccato è nella sua catastrofica essenza spirituale. Occorre guardarlo in faccia e riconoscersene colpevoli, “poiché se è vero – come è vero – che la misericordia di Dio perdona tutti i peccati, tutti, perfino quelli dell’anima più nera e carica di crimini, perché sono stati espiati da Gesù Cristo e da Lui siamo stati riscattati dalla schiavitù di Satana, tuttavia a noi è chiesta una condizione fondamentale: il pentimento e il proposito di non commetterli più. Quella divina non è una misericordia che fa a meno della nostra libertà e del nostro sì”. (Fonte – Andrea Zambrano)

Per il libro cliccare qui nel sito ufficiale di Antonio Socci.


ATTENZIONE – IL SITO COOPERATORE-VERITATIS ADERISCE ALLA DOLOROSA INIZIATIVA DELLA “CORREZIONE FILIALE”

VISUALIZZA QUI IL DOCUMENTO

CLICCARE QUI PER LA NUOVA RACCOLTA DI FIRME PER CHIEDERE AL SANTO PADRE UNA CORREZIONE UFFICIALE, si ringrazia il Blog del dott. Marco Tosatti  per l’informazione, cliccare qui.

3 cardinali, 9 vescovi, 636 sacerdoti religiosi e diocesani, 46 diaconi, 25 seminaristi, 51 fratelli religiosi, 150 religiose di vita attiva e contemplativa, oltre a 458 persone fra professori di teologia, insegnanti di religione, catechisti, agenti pastorali e accademici in genere, più molti fedeli, per un totale di 879.451 firmatari hanno firmato la Supplica filiale che da 2 anni attende una risposta da Francesco.

Il Card. Janis Pujats tra i firmatari della Supplica filiale


    ….. In questo articolo mons. Livi spiega la situazione e spiega il VERO CONTENUTO della Lettera al Papa…. noi lo condividiamo perché siamo, e vogliamo essere, Cooperatori della Verità!

  

 


È morto il cardinale Carlo Caffarra

Rèquiem aetèrnam, dona eis, Domine, et lux perpètua lùceat eis. Requiéscant in pace. Amen.

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Il cardinale Carlo Caffarra (1º giugno 1938 – 6 settembre 2017) è stato arcivescovo di Bologna dal 2003 al 2015. Il nostro sito vuole rendere omaggio a questo grande Defensor Fidei ricordando tutto il suo magistero e i suoi insegnamenti, che si trovano in questo link.


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Nel centenario di una delle più importanti apparizioni mariane della storia della Chiesa, prendiamo sul serio la pratica dei primi 5 sabati del mese, richiesti proprio dalla Vergine di Fatima in riparazione ai peccati contro il suo Cuore Immacolato. (Cliccare qui)


Cari Amici, il 10 maggio 1981, tre giorni prima dell’attentato, Giovanni Paolo II pronunciò un Regina Coeli davvero infuocato dallo Spirito Santo, vedi qui testo integrale, in difesa della vita umana e contro l’aborto. In questo video vi offriamo e proponiamo l’audio originale che sollecitiamo tutti ad ascoltare con molta attenzione, dal momento che parla anche della retta coscienza, del dovere della Chiesa non solo di difendere la vita umana in ogni sua fase, ma che questa difesa è fondamentale per la retta formazione di ogni coscienza, così infatti spiega san Giovanni Paolo II “La Chiesa sempre ha ritenuto il servizio alla coscienza come il suo servizio essenziale…”

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Conferenza della prof.ssa Angela Pellicciari “Matin Lutero, riformatore o rivoluzionario?”.


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 vi proponiamo di sfogliare la sezione della storia del nostro sito, arricchita da molte “curiosità” e fatti, per una lettura accurata e mirata alla sana informazione. Buona lettura.