Don Camillo

 

 

 

Cari Amici, per chi fosse interessato ad entrare nel cuore del Catechismo della Chiesa e comprendere bene cosa è la vera morale cattolica, ecco un bel dono da parte del domenicano Padre Domenico Spadafora, che ringraziamo fraternamente per averci concesso il permesso di pubblicarli sul nostro canale.
Qui il canale di Padre Domenico OP

 


 

I DONI DELLO SPIRITO SANTO – don Luca Tuttocuore

Omelia di un Sacerdote: entrare dentro la vera Fede

Omelia di un Sacerdote: dentro la Parabola del ricco e Lazzaro

Omelia di un Sacerdote: l’amministratore disonesto

Omelia di un Sacerdote: vera Misericordia vero perdono

Omelia di un sacerdote: chi si umilia sarà esaltato

Omelia di un Sacerdote: cosa è la vera Sapienza?


Catechesi di don Pietro Cutuli sul Sinodo dell’Amazzonia


. Omelia: “sforzatevi di entrate per la porta stretta”

. Omelia: “non sono venuto a portare la pace, ma…”


Che cosa è il peccato contro lo Spirito Santo? Risponde Don Mario Proietti

Visita speciale, inedita, a Don Dolindo Ruotolo, per Voi

“Ma perché la Madonna non fa vedere l’inferno al Papa?” (di Don Alfredo Maria Morselli)

Consigliamo: Nell’oceano di fuoco di Divo Barsotti – di Aldo Maria Valli, imperdibile.

Don Alfredo M.Morselli scrive ai suoi Vescovi e chiede una dichiarazione dottrinale

  • Dall’Isola di Patmos, consigliamo il seguente articolo del domenicano Padre Giovanni Cavalcoli: LA FALSITÀ DELLA SUPPOSTA MUTABILITÀ DELLA DOTTRINA DELLA HUMANAE VITAE.
    “Se poi ci si immagina che un Papa “rivoluzionario” possa mutare la legge naturale o divina, come per esempio dichiarare non più valida la dottrina della Humanae Vitae, vuol dire che si ha perso il senno… (..) Purtroppo, invece, la mentalità sessantottina si riscontra nella pastorale del Papa attuale. Si spiega allora come di recente egli abbia potuto fare un elogio estremamente imprudente del Sessantotto. E il quotidiano Avvenire, di rincalzo, nel numero del 14 febbraio scorso, a pag.21, ha avuto l’infelice idea di rievocare la simpatia per il Sessantotto…”

 

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Padre Giorgio Maria Farè – sulla imposizione della Comunione alla mano alla riapertura delle Messe con il popolo. Qui l’audio.

Armiamoci di santo coraggio, di santa pazienza e anche di santa furbizia; evitiamo polemiche, evitiamo discussioni.
Se uno, una cosa, non ce l’ ha chiara dentro, è inutile che io mi metta lì, a spiegargli san Tommaso, avrà mille ragioni per dire “si ma…”, e cosa guadagniamo? Niente.
Usciamo dalla mentalità delle crocerossine e viviamo la nostra vita di fede con grande dignità. A Pier Giorgio Frassati, quando gli dicevano che era un bigotto, un tradizionalista, lui rispondeva: “No, io sono semplicemente un cristiano cattolico”.
Ecco, facciamo i cristiani cattolici e rispettiamo la coscienza delle persone, sempre.
La cosa interessante, è che io, nella mia vita, non ho mai negato la Comunione in mano a nessuno, mai; e mai la negherò, perchè ognuno si assume la sua responsabilità davanti a Dio; la Chiesa lo consente e ognuno risponderà davanti a Dio; eppure sono contrario a questa pratica.
Invece noto, che chi è contrario alla Comunione in bocca, nega, obbliga, umilia e minaccia, chi desidera la Comunione in bocca.
Per la Comunione in bocca, si sta scatenando l’ inferno. Questa è già una cartina torna sole, questa è già, una prova grande come il mondo, che fà capire molto bene come stanno le cose e che fà capire molto bene, dove ciascuno sia collocato.
Tocchiamo l’ Eucarestia, tocchiamo la Vergine Maria, gli unici due pilastri che Dio ci ha dato, e immediatamente, si rivelano le intenzioni dei cuori e immediatamente si capisce, chi è tizio chi è caio, dove è tizio e dove è caio, subito! E uno a quel punto ne prende atto.
Mi viene in mente padre Pio e Cleonice; quando Cleonice Morcaldi, da ragazza, dovette abbandonare la sua terra natale, per andare a fare la maestra e per un anno fu spedita in un paese lontano e non potè più vedere nè sentire padre Pio, anche perchè non c’ era il telefono, ma il massimo che c’ era, era scrivere una lettera, inviarla per posta, e aspettare la risposta; mi ha colpito sempre questo particolare del racconto di Cleonice che per un anno lei non si confessò, è scritto nel suo diario e quando l’ ho letto, sono rimasto basito.
E lei dice: ” io, decisi in coscienza, di non andare a confessarmi da nessuno, solo dal padre (padre Pio).
Quando lei tornò, dopo un anno, padre Pio le disse:
“vieni vieni piccina che dobbiamo fare un bel bucato”, e la confessò. Ma padre Pio, non l’ ha sgridata, non l’ ha rimproverata per questa sua scelta, non le ha detto hai sbagliato.
Ma lei ha avuto un’ intuizione assolutamente geniale:
“NON VADO A METTERE LA MIA ANIME, IN MANI CHE NON SIANO QUELLE DI PADRE PIO. PIUTTOSTO, ASPETTO”
E questo fà eco a tutto quello che dicono i santi, da san Francesco di Sales, a santa Teresa di Gesù, anche san Giovanni della Croce, in alcune parti, sull’ importanza del direttore spirituale, del confessore e cioè che sia la persona giusta! Perchè solo se è la persona giusta, ci porta in cielo e Cleonice, ebbe questa sapiente intuizione.
Se ho sete non vado a bere nella pozzanghera, i cani bevono nella pozzanghera, io no. Non và bene tutto perchè io ho bisogno, mai scendere a compromesso.
La nostra coscienza, ha bisogno di essere trattata nel modo migliore possibile. Meglio aspettare che avvelenarsi.
Non è. uno vale l’ altro; e infatti, i sacerdoti facevano avanti e indietro da Padova, più volte l’ anno, per andare a parlare con padre Pio, per confessarsi da lui e ricevere le sue indicazioni. Eppure nel nord Italia ce ne erano tanti di preti. Ma quanti erano come padre Pio?
E infatti qualcuno, venne da Cracovia per andare da padre Pio, qualcuno che si chiamava Karol Wojtyla, e di preti ce ne erano anche in Polonia.

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Santuario della “Madonna della Milicia” (PA)
Qui si fanno miracoli!  Abbiamo tagliato il video recuperando l’omelia per facilitarne l’ascolto a quanti non possono stare molto tempo al PC, ma ciò che vi abbiamo confezionato, ascoltatelo.
Don Salvo (don Salvatore Priola) riprende, fraternamente, i sacerdoti che non credono più, e fanno omelie scandalose contro la Fede Cattolica. Riprende il sacerdote che ha usato il pulpito per affermare di non credere nel “Credo”, così come riprende, giustamente, anche i fedeli che si sono messi a ridere, senza pensare minimamente alla gravità del fatto, e critica il Vescovo che non lo ha rimosso, perché è scandalo ai fedeli!
Riprende anche quei sacerdoti che, abusivamente stanno modificando le parole della Messa per favorire gli incontri ecumenici definendo, questa ecumania del tutto FASULLA….
E riprende i Vescovi che tacciono, ricordando loro che Vescovo significa colui che vigila… e che essi devono vigilare affinchè questi scandali finiscano.
Insomma, un Don Salvo appassionato e sofferente, ma deciso ad attivare la più evangelica “correzione fraterna” e tentare anche di svegliare i Fedeli dicendo loro: “dovete alzarvi quando sentite queste cose e dire: NON VI è CONSENTITO”…. e non ridere….

Consentiteci una riflessione: in questa terra di Sicilia, dove un vescovo ha silenziato un sacerdote, gli ha tolto la parrocchia e il ministero….. perché in fondo diceva le stesse cose, seppur con toni diversi, il Signore sta provvedendo risvegliando gli animi di altri sacerdoti….

ecco la trascrizione del testo:

Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo come noi diciamo nel Credo, come diremo fra poco nel Credo, benchè ci sia qualche prete stralunato che ultimamente sproloquia, insieme a tanti altri, persino dall’ambone nel dire stupidaggini enormi quanto l’universo. (Il Parroco si riferisce alla scandalosa vicenda torinese del prete che alla Messa della Notte di Natale ha detto «Io al Credo non ci credo» sostituendolo con il canto di “Dolce è sentire” )
Il Credo, di cui facciamo ogni domenica professione, contiene la maturazione nel tempo dal punto di vista teologico e dottrinale di un incontro, di un’esperienza, di un vissuto esistenziale con Gesù Cristo : non sono parole al vento!
Quei 12 articoli del Credo che noi ogni domenica ripetiamo “non sono un formuletta”, una “tiritera” imparata a memoria da ripetere scriteriatamente senza consapevolezza.

Nel Concilio di Efeso nel 431 i Padri della Chiesa dopo quattro secoli dagli eventi accaduti a Gerusalemme, a Nazaret, in Galilea, in Giudea; dopo quattro secoli di riflessione, di dialogo, di confronto, di studio, di approfondimento i Padri della Chiesa hanno formulato la dottrina cattolica sulla divinità del Figlio di Dio Cristo Gesù – e ora dopo 1600 anni c’è qualche prete e forse persino qualche vescovo che si permette di turlupinare l’intelligenza la buona fede e la semplicità del cuore di tanti fedeli a cui veramente poi i media danno risonanze planetarie perché certo non verranno a sentire la predica di un prete cattolico NO! Dovranno dare risonanza alle parole stralunate di un prete che ha perso la fede e che ancora il vescovo tiene al suo posto.

La nostra fede è in Gesù Cristo Figlio di Dio vero Dio e vero uomo e chi non la vuole accettare se ne stia a casa, diventi pure testimone di Geova faccia quello che vuole – ma questa è la nostra fede da 2000 anni e siamo arrivati al punto di svenderla, di essere accondiscendenti con un buonismo stupido.
Dobbiamo custodire la fede!
Che cosa abbiamo fatto barzellette in questi giorni?
Che cosa siamo venuti a vedere in questi giorni?
Qual’ è la testimonianza che Dio ci da su quel Bambino che è nato?
Possiamo mettere in dubbio tutto: tutto possiamo mettere in dubbio ma dobbiamo avere la decenza di prendere le distanze fisiche, concettuali, teologiche, prendere le distanze e non dichiararci più cristiani cattolici.

Che siano vescovi, che siano preti o che siano pure dei semplici fedeli laici: se uno ha perso la fede abbia il coraggio di deporre i segni del cristianesimo e di non infettare la fede semplice delle persone che ancora credono.
E voi fratelli e sorelle abbiate il coraggio, mi dispiace che si sono messi a ridere a Torino, bisognava che ci fosse in mezzo al popolo di Dio, dovete avere il coraggio quando sentite un prete dire cose contrarie alla fede cattolica: dovete avere il coraggio di alzarvi e di dirlo anche durante la messa: “questo non le è consentito!”

E’ tempo di mettersi in piedi quando sentite dire cose contrarie al nostro Credo anche se le dice un Vescovo anche se le dice un prete mettetevi in piedi e ditelo: “Padre, Eccellenza non le è consentito” perché c’è un Vangelo, perché c’è un catechismo della chiesa cattolica universale e non si può pestare sotto il piedi il Vangelo siamo tutti sotto il Vangelo, siamo tutti sotto il vangelo dal Papa a scendere: siamo tutti sotto il Vangelo: non è consentito a nessuno alterare la fede che abbiamo ricevuto in dono: a nessuno è consentito – siamo tutti servi della Parola, tutti!

Dobbiamo essere tutti fedeli a quel Credo che abbiamo ricevuto: alla comprensione del mistero della fede che i padri ci hanno consegnato e che noi abbiamo il dovere di custodire e di tramandare.

Siamo arrivati a un livello di confusione, a un livello di stupidaggini , di eresie, di cretinate proclamate con una solennità come se fossero dogmi di fede e i pastori della chiesa a cominciare dai vescovi sono più colpevoli dei preti deficienti che si permettono di dire certe cose; perché loro dovrebbero vigilare “episcopos” in greco vuol dire “colui che vigila” e se il vescovo è troppo impegnato alle sue faccende renderà conto a Dio di quello che fa.

Bisogna vigilare sulla fede del popolo perché oggi c’è troppa confusione: dentro la chiesa c’è troppa confusione.
Dobbiamo rinnovare la nostra professione di fede dobbiamo recuperare la gioia di essere cristiani cattolici, la fierezza!
Dobbiamo recuperare i caratteri precisi della nostra cristianità che è fedeltà al Vangelo, non è fedeltà a forme tradizionali perchè non si tratta di essere tradizionalisti o progressisti: nella chiesa queste categorie sono fasulle! Non ci sono tradizionalisti e non ci sono progressisti nella chiesa: queste cose lasciatele alla politica.

Nella chiesa si è fedeli a Cristo o si è infedeli a Cristo, si è fedeli al Vangelo o non si è fedeli al Vangelo!
Non è questione di restare attaccati, come diceva Gustave Thibon il filosofo contadino, non è questione di restare attaccati ai parapetti della strada per non volersi muovere per paura di fare un passo in avanti, come farebbero i tradizionalisti e non è questione di essere progressisti i quali vorrebbero che dalle strade a precipizio si togliessero i parapetti così che qualcuno possa rovinare giù e precipitare.

Non è questo il punto non è restare attaccati a delle forme vuote ai dei contenitori vuoti – qui in gioco non ci sono “forme” qui in gioco c’è la fede perchè quando si arriva a negare validità al Credo quando un prete piuttosto che far fare la professione di fede dopo il vangelo, dopo l’omelia fa suonare Dolce è sentire non ha capito più niente si è perso e sta facendo perdere gli altri : tutti quelli che seduti lì a Torino si sono messi a ridere mentre avrebbero dovuto alzarsi e dire “scusi reverendo non le è consentito di fare questo “perchè la liturgia della chiesa non è del prete è della Chiesa la liturgia!” e se io impazzissi in questo momento e incominciassi a dire … non non leggiamo più il Vangelo di Marco li leggo una bella pagina del libro Cuore …. voi vi dovete alzare in piedi e dire “caro padre Salvo non ti è consentito fare questo” non possono omettere parti della messa non si possono cambiare parti della messa (tantomeno inventarsi delle preghiere eucaristiche , tralaltro ambigue e inefficaci, come ha fatto don Fredo sempre nella stessa Messa della Notte di Natale. N.d.R.).

Cè qualche altro prete che ha detto “siccome siamo in tempo di amicizia con i luterani”, i quali non credono nella Presenza Reale di Gesù nell’Eucaristia, che si permette di saltare la parte dove il Sacerdote dice: Pregate fratelli e sorelle perchè il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio Onnipotente e sapete perchè lo saltano?
Perchè non credono più questi preti diventati luterani!

Non credono più che quel Pane e quel Vino sull’Altare sono il il Corpo e il Sangue del Signore e questo in nome di che cosa?
Di un ecumenismo fasullo.

E’ tempo che ci mettiamo in piedi là dove vediamo la fede cattolica pestata sotto i piedi anche dai pastori della chiesa: ci dobbiamo mettere in piedi e dirlo chiaramente: “Eccellenza, Reverendo non le è consentito!”

Perchè la fede non è dei preti, non è dei vescovi non è proprietà loro : la fede è della Chiesa e voi fratelli e sorelli voi siete pietre vive della Chiesa di Cristo
Voi fratelli e sorelle: tutti noi in comunione siamo membra vive del corpo di Cristo di cui l’unico capo e Signore è Gesù Cristo, non un uomo , Gesù Cristo l’Unigenito Figlio di Dio che ha fatto di tutti noi figli di Dio, di noi tutti figli di Dio.

Noi non siamo aderenti di un’associazione religiosa , a un movimento religioso,non abbiamo preso una tessera di appartenenza, non siamo stati fidelizzati: noi siamo figli di Dio e abbiamo il dovere dei figli e abbiamo anche i diritti di figli e voi , voi avete diritto di avere dai pastori il cibo buono.

Come i figli hanno diritto di sedersi a tavola e di non essere avvelenati dai genitori così voi avete diritto di esigere dai pastori della Chiesa che diano a voi il cibo buono
quello che viene dal Vangelo che è fedele al deposito della fede, così si chiama tecnicamente
Sapete qual’è il deposito della fede?
E’ il Credo: 12 articoli intoccabili, immodificabili che sintentizzano 2000 anni di comprensione del mistero della fede che Dio ha rivelato in Cristo Gesù : “Il Figlio amato” nel quale Dio ha posto il Suo compiacimento.
Questa è la nostra fede questa è la fede della Chiesa.
Continuate voi ( i fedeli) : “E noi ci gloriamo di professarla, in Cristo Gesù nostro Signore. Amen”.
E allora professiamola questa fede
Credo in un solo Dio… “