Apologetica

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15975008_739938949494903_3619445699281649140_oATTENZIONE….. ci è stato chiesto se la frase attribuita a san Tommaso d’Aquino: “QUESTA E’ UNA MELA, CHI NON E’ D’ACCORDO PUO’ ANDARSENE” quanto sia vera e se esiste una fonte…. La nostra risposta è la seguente:

a fra’ Guglielmo da Baskerville, Umberto Eco (proprio a riguardo delle fonti) attribuiva questa frase: “Se tutti fossero autentici, Nostro Signore non sarebbe stato suppliziato su due assi incrociate, ma su di una intera foresta…”  è evidente che esiste un CONTRABBANDO di citazioni, soprattutto oggi con la rete…. così come in passato c’è stato anche un contrabbando di RELIQUIE…. Il punto non è l’Autore di una citazione, ma quando ad un autore si attribuisce un pensiero dannoso non suo…. in tal caso abbiamo un grave problema e pure un danno enorme. L’aneddoto secondo il quale Tommaso d’Aquino, avviando le sue lezioni, sarebbe stato solito indicare una mela poggiata lì… quale MONITO agli studenti a non perdere tempo con discorsi inutili (questo vuol dire in sostanza la frase), NON HA UNA FONTE DIRETTA… Chi ben conosce l’Aquinate comprende che la frase è a lui attribuita, ma difficilmente sua…. in rete si possono riscontrare almeno 46 siti (molti dei quali anche autorevoli) che la citano… e nessuno porta la fonte perché è evidente che non c’è… ciò che conta è la frase nella sua sostanza e che se attribuita ad un Autore, può essere egli DANNEGGIATO per ciò?! Il grande Padre domenicano Michele Casali (deceduto nel giugno 2004), grande studioso dell’Ordine e dei suoi Santi, fondatore del “Centro Domenicano”, pur riconoscendo di non aver mai trovato la fonte della frase negli scritti dell’Aquinate o che parlino di lui, specificava di aver fatto anche lui stesso uso di questo aneddoto… poiché il suo contenuto SINTETIZZA quel “PRINCIPIO DI NON CONTRADDIZIONE” proprio e tipico dell’Aquinate. Dunque la frase è corretta e NON danneggia nessuno a cui viene attribuita… Si potrebbe però risalire ad un autentico autore dallo stesso nome…. il filosofo scozzese Thomas Reid – presbiteriano – il quale, ponendo un problema di filosofia della conoscenza, usando un concetto di principio contro la dottrina cattolica, affermava:

  • “Prendo una zolla di terriccio; la scolpisco dandole la forma di una mela; con essenza di mele le do il profumo di una mela, e con della vernice posso darle una buccia e il colore di una mela. Ecco allora un corpo che, se lo giudichiamo con la nostra vista, col nostro tatto o col nostro odorato, è una mela. A questo io risponderei che nessuno dei nostri sensi ci illude, nel caso di specie. La mia vista e il mio tatto testimoniano che ha la forma e il colore di una mela; questo è vero. Il senso dell’olfatto testimonia che ha il profumo di una mela; anche questo è vero e non c’è inganno. Allora dove sta l’inganno? È evidente che sta nel fatto che poiché questo corpo ha alcune qualità appartenenti a una mela io concludo che esso è una mela. Si tratta di una fallacia, ma non dei sensi, bensì di un non sequitur..”

Thomas Reid replicava così a un uomo che cercava di confutare uno degli argomenti con cui storicamente i protestanti rigettavano “la dottrina papista della transustanziazione”: è evidente allora come la frase, sintetizzata e ristretta, abbia voluto essere una sorta di RIVINCITA laddove a dire cose simili fu uno che non solo non era cattolico, ma usava la filosofia per distruggere la dottrina cattolica…. Per concludere: non ce lo vediamo un san Tommaso d’Aquino iniziare le sue lezioni con aneddoti simili, ma se questa REPLICA o rivincita può aiutare oggi a far comprendere il vero concetto del suo più genuino “principio di non contraddizione”, non ne esce un danno ma un guadagno, basta specificare e spiegare… 


 

2020

 

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