Ratzinger

 

MONUMENTALE INTERVENTO DI BENEDETTO XVI aprile 2019 sulla crisi della Chiesa

Rosario completo, in latino, con Papa Benedetto XVI

31.12.2022 Benedetto XVI è morto:

Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam 🙏

il nostro “speciale”

A-Dio Benedetto XVI (1927-2022)

🙏 ATTENZIONE scarica qui: Preghiera privata per Benedetto XVI

 

 

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Bellissima raccolta in video del Pellegrinaggio di Sua Santità Benedetto XVI in Terra Santa (8-15 maggio 2009), cliccare qui per leggere tutti i testi ufficiali del viaggio.

ATTENZIONE – Scarica in pdf: Misteri del Rosario meditati da Benedetto XVI  mentre puoi entrare qui per recitare tutto il Rosario in latino con Benedetto XVI, con l’audio originale.

Il nostro piccolo, ma grande nell’affetto, tributo a Benedetto XVI, sia per il suo genetliaco, il 16 aprile 91 anni, sia per la elezione alla Sede Petrina il 19 aprile 2005.
Grazie santo Padre Benedetto XVI, per tutto, per il suo magistero e per la sua preghiera per noi e per la Chiesa.

Un grazie tutto speciale e particolare, arricchito non soltanto da immagini e video, ma anche dalle parole, dal suo Magistero che è davvero universale, per questo abbiamo messo come musica il Te Deum laudamus.
Qui per voi abbiamo scelto questi due brevi spezzoni, buon ascolto:

“L’uomo, nella sua vita, è in costante attesa: quando è bambino vuole crescere, da adulto tende alla realizzazione e al successo, avanzando nell’età, aspira al meritato riposo. Ma arriva il tempo in cui egli scopre di aver sperato troppo poco se, al di là della professione o della posizione sociale, non gli rimane nient’altro da sperare. La speranza segna il cammino dell’umanità, ma per i cristiani essa è animata da una certezza: il Signore è presente nello scorrere della nostra vita, ci accompagna e un giorno asciugherà anche le nostre lacrime. Un giorno, non lontano, tutto troverà il suo compimento nel Regno di Dio, Regno di giustizia e di pace.”
(Benedetto XVI – Omelia Vespri di Avvento 28.11.2009)

“Siamo chiamati a dire con la voce, il cuore e la vita il nostro “grazie” a Dio per il dono del Figlio, fonte e compimento di tutti gli altri doni con i quali l’amore divino colma l’esistenza di ciascuno di noi, delle famiglie, delle comunità, della Chiesa e del mondo. Il canto del Te Deum, che oggi risuona nelle Chiese di ogni parte della terra, vuole essere un segno della gioiosa gratitudine che rivolgiamo a Dio per quanto ci ha offerto in Cristo. Davvero «dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia» (Gv 1,16).” (Benedetto XVI – Omelia Vespri Te Deum 31.12.2009)


I NOSTRI AUGURI PER I 95 ANNI DI BENEDETTO XVI

Sulla Lettera di Benedetto XVI – Febbraio 2022

Benedetto XVI, nel 2014: “La rinuncia alla verità è letale per la fede”. Lo stesso diceva Pio XI

Dalle Ultime Conversazioni i tre anelli di Ratzinger-Benedetto XVI

1969: quando Ratzinger aveva inquadrato la situazione

Benedetto XVI scrive su Giovanni Paolo II per il Centenario della sua nascita

Benedetto XVI: ultimo Papa d’Occidente?

Ratzinger CdF 1989: Alcuni aspetti della Meditazione Cristiana (Yoga, pratiche orientali, occultismo, false apparizioni, ecc…)

scaricabile qui in formato pdf, gratuitamente: Calendario Benedetto XVI 2020

MONUMENTALE INTERVENTO DI BENEDETTO XVI aprile 2019 sulla crisi della Chiesa

Benedetto XVI testi inediti, in audio, sul vero Amor di Dio per noi e noi a Lui

Quando Wojtyla e Ratzinger difesero Ecclesia Dei e la Messa antica

Ratzinger Benedetto XVI: la Liturgia opera di Cristo (1)

Immagini e GIF Benedetto XVI per tutti

La visita di Benedetto XVI alle Clarisse di Albano – 19 marzo 2017

Adorazione e Culto Eucaristico nel magistero integrale di Benedetto XVI

La Fraternità Sacerdotale San Pio X non è scismatica (Benedetto XVI)

Raniero La Valle, Ratzinger e l’evoluzione del dogma

Ricordare Benedetto XVI nel modo giusto – 2°parte

Come ricordare onestamente Benedetto XVI (1)

Benedetto XVI: Mese di maggio Magistero integrale

Benedetto XVI in Luce del mondo (1)

Via Crucis Venerdì Santo 2005 con Ratzinger

Ratzinger docet: la Chiesa di Cristo non è un partito politico

Due interviste del 1992 al cardinale Ratzinger

Calendario 2016 con Benedetto XVI

dal post-pontificato: Ratzinger spiega i retroscena della Dominus Jesus

Dicono di lui: A Natale cenava qui da noi Ratzinger

(qui in basso, cliccare sulle icone per accedere ai singoli scritti)

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Dal libro intervista: “Luce del mondo” – Benedetto XVI Una conversazione con Peter Seewald – 2010 – Libreria Editrice Vaticana
🙏🤓 a chi vuole risposte, queste bastano…
sul caso della pedofilia nella Chiesa.
 
D. Chi ha seguito i mass media in quei giorni deve avere avuto l’impressione che la Chiesa Cattolica fosse nient’altro che un sistema di ingiustizie e di reati di tipo sessuale. Subito si è affermato che ci sarebbe un nesso immediato tra la dottrina sessuale cattolica, il celibato e gli abusi. Ma non si diceva che casi simili si erano verificati anche in istituzioni non cattoliche. (..) La rivista protestante “Christian Science Monitor” ha pubblicato uno studio secondo il quale le Chiese protestanti in America sono colpite dal fenomeno pedofilia in misura ben maggiore.
Sugli abusi, la Chiesa Cattolica viene osservata e giudicata in modo diverso rispetto agli altri?
 
R. In realtà Lei ha già dato la risposta. (..) Se osserviamo le proporzioni reali, questo non ci autorizza certo a voltarci da un’altra parte о a minimizzare i fatti. Però dobbiamo anche evidenziare che non si tratta di una specificità del sacerdozio cattolico о della Chiesa Cattolica. Sono cose purtroppo semplicemente radicate nella condizione di peccatore dell’uomo che esiste anche nella Chiesa Cattolica e che ha portato a questi terribili risultati.
 
D. Quando era Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e immediatamente dopo che negli Stati Uniti erano divenuti noti casi di abusi sessuali, Lei impartì delle disposizioni su come trattare quesi casi. In esse si parla anche della collaborazione con le autorità giudiziarie pubbliche e di ulteriori misure preventive. Qualsiasi tentativo di insabbiamento andava evitato. Nel 2003 quelle disposizioni furono rese più severe. Che conseguenze ha tratto il Vaticano dai nuovi casi?
 
R. Quelle linee guida ora sono state nuovamente elaborate e di recente ne è stata pubblicata un’ultima versione, e sempre sulla base dell’esperienza fatta, vale a dire per potere reagire a questa situazione sempre meglio, in maniera più precisa e più giusta. Il Diritto penale in questo caso da solo non basta. Perche un cosa è affrontare questi casi in maniera giuridicamente corretta, altra cosa è fare in modo che possibilmente non accadano più. A questo scopo, abbiamo disposto una grande visitazione apostolica dei seminari maschili. Qui evidentemente vi sono state omissioni, per cui i giovani non sono stati seguiti con sufficiente attenzione, giovani che sembravano avere un talento per le attività giovanili e anche una disposizione religiosa, ma nei quali si sarebbe dovuto riconoscere che non erano adatti al sacerdozio.
La prevenzione, quindi, è un aspetto importante. A questo si aggiunge la necessità di un’educazione positiva alla vera castità ed un modo giusto di rapportarsi alla sessualità propria ed a quella dell’altro. Anche in ambito teologico c’è molto da sviluppare, e per questo creare anche la giusta atmosfera. E poi, rispetto alla singole vocazioni, è chiaro che l’intera comunità dovrebbe partecipare alla riflessione e all’azione ed essere vigile. Da un lato guidando e sostenendo quelle persone, dall’altro aiutando anche i superiori a riconoscere se sono idonee о meno.
Dev’essere quindi adottato un intero fascio di misure, preventive da un lato e reattive dall’altro, essere positivamente impegnati nella creazione di un’atmosfera in cui queste cose possono essere eliminate, superate e possibilmente escluse.
 
D. La gran parte dei casi di abuso sessuale si registra tra gli anni Settanta e Ottanta. (..)
 
R. È evidente che vi ha contribuito la situazione spirituale degli anni Settanta che già aveva incominciato a profilarsi negli anni Cinquanta. Proprio in quegli anni fu sviluppata la teoria per la quale la pedofilia dovesse essere considerata come una cosa positiva. Ma soprattutto venne sostenuta la tesi – che è penetrata anche nella teologia morale cattolica – che non esiste qualcosa di male in sé. Esisterebbe soltanto un male “relativo”. Quello che è bene о male dipenderebbe dalle conseguenze.
In un contesto simile, in cui tutto è relativo e il male di per sé non esiste – esiste solo il bene relativo ed il male relativo – le persone che hanno una tendenza a un atteggiamento simile non trovano più limiti. E chiaro che in generale la pedofilia è più una malattia; ma il fatto che potesse attecchire in questo modo ed espandersi in tale misura è dovuto anche ad una situazione spirituale per la quale nella Chiesa
iniziarono ad essere messi in discussione i fondamenti della teologia morale, il bene e il male. Bene e male erano divenuti interscambiabili e non si trovavano più nettamente in opposizione l’uno all’altro.
 
D. Anche la rivelazione della doppia vita del fondatore della comunità religiosa dei “Legionari di Cristo”, Marciai Maciel Degollado, ha scosso la Chiesa. Accuse di abusi nei riguardi di Maciel, morto negli Stati Uniti nel 2008, circolavano già da anni.
 
R. Purtroppo abbiamo affrontato la questione solo con molta lentezza e con grande ritardo. In qualche modo era molto ben coperta e solo dal 2000 abbiamo iniziato ad avere dei punti di riferimento concreti. Era necessario avere prove certe per essere sicuri che le accuse avessero un fondamento. (..) Tutto quello che è menzogna e occultamento, non deve essere. Purtroppo nella storia della Chiesa ci sono sempre state epoche in cui si sono verificate queste situazioni che poi si allargano per così dire proprio sulla scia del clima spirituale del tempo. Il problema di fondo è la sincerità.
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Lettera (datata 6 febbraio 2022 ma resa pubblica l’8 febbraio, 2022 e letta pubblicamente dal suo Segretario mons.Georg Gänswein) con la quale Benedetto XVI reagisce al Rapporto Monaco e alle polemiche ed alle accuse false sulla questione degli abusi.

Città del Vaticano, 6 febbraio 2022

Cari fratelli e sorelle,
dopo la presentazione del rapporto sugli abusi per l’Arcidiocesi di München e Freising, il 20 gennaio 2022, mi è urgente rivolgere a voi tutti una parola personale. Infatti, anche se mi è stato dato di essere arcivescovo di München e Freising solo per cinque anni, tuttavia l’appartenenza interiore all’arcidiocesi di Monaco, che è casa mia, rimane inalterata.

Quindi desidero dire dal cuore una parola di ringraziamento. In questi giorni di esame di coscienza e riflessione mi è stato dato di esperire cosí tanto incoraggiamento, cosí tanta amicizia e cosí tanti segni di fiducia che non mi sarei mai potuto immaginare. In particolare vorrei ringraziare il piccolo gruppo di amici che con abnegazione ha redatto per me le 82 pagine della mia dichiarazione per lo Studio legale, poiché da solo non sarei riuscito a scriverle. Oltre e dietro alle domande che lo Studio legale mi aveva posto c’erano circa 8mila pagine di documenti digitali da leggere e valutare. Questi collaboratori mi hanno pure aiutato a studiare e analizzare le quasi 2mila pagine del rapporto. I risultati vengono pubblicati in allegato alla mia lettera.

Nel soverchiante lavoro di quei giorni – la redazione della dichiarazione – è sopraggiunto un errore [Versehen] in merito alla domanda sulla mia partecipazione alla seduta ordinaria del 15 gennaio 1980. Questo errore [Fehler], che malauguratamente è capitato, non era intenzionale e spero che sia scusabile. Ho già fatto presente il punto nel comunicato stampa dell’Arcivescovo Gänswein del 24 gennaio 2022. Ciò non cambia nulla in merito alla cura e alla dedizione che per quegli amici sono state e sono ovviamente un ovvio imperativo. Che quell’errore [Versehen] sia stato usato per dubitare della mia veridicità, sí, per rappresentarmi come un mentitore, mi ha profondamente colpito. Tanto piú toccanti sono per me le numerose voci di incoraggiamento, di attestati di stima e di calorose lettere di incoraggiamento, testimonianze che mi hanno raggiunto da moltissime persone. Sono in particolare grato per la fiducia, per il sostegno e per la preghiera che papa Francesco mi ha espresso personalmente. In ultimo, vorrei ringraziare in particolare la piccola famiglia del monastero “Mater Ecclesiæ”, la cui compagnia – nelle ore gioiose e in quelle difficili – mi dà quella coesione interiore che mi sostiene.

Alla parola di ringraziamento deve però seguire, adesso, anche una parola di pentimento [Bekenntniss]. Mi commuove sempre di piú, che la Chiesa collochi ogni giorno, all’inizio della celebrazione dei Divini Misteri, in cui il Signore ci dà la sua Parola e sé stesso, la confessione della nostra colpa e la supplica per il perdono. Noi preghiamo pubblicamente il Dio vivente di perdonare i nostri peccati, sí, i nostri grandi e grandissimi peccati. Vedo bene che la parola “grandissimi” non si riferisce allo stesso modo a ogni giorno, a ogni singolo giorno; però mi chiede ogni giorno se io non debba parlare anche oggi di un grandissimo peccato. E mi è di grande consolazione, per quanto grande possa essere oggi il mio peccato, che il Signore mi perdona, se davvero mi lascio scrutare da lui e se veramente sono pronto al cambiamento del mio sé.

In tutti gli incontri, specialmente durante i numerosi viaggi apostolici, con le persone abusate da preti, ho potuto guardare negli occhi le conseguenze del grandissimo peccato, e ho imparato a comprendere che noi stessi veniamo coinvolti in questo grandissimo peccato quando scegliamo di ignorarlo oppure non lo affrontiamo con le necessarie fermezza e responsabilità, come troppo spesso è accaduto e accade. Come in occasione di quegli incontri, posso soltanto, ancora una volta, esprimere a tutte le vittime di abuso sessuale la mia profonda vergogna, il mio grande dolore e il mio sincero rammarico, nonché la preghiera di essere perdonato. Ho avuto grandi responsabilità, nella Chiesa cattolica. Tanto piú grande è il mio dolore per i delitti e per gli errori che sono accaduti nei tempi e nei luoghi del mio mandato. Ogni singolo caso di violenza sessuale è orribile e non può essere sistemato. Le vittime di abusi sessuali hanno la mia piú solidale empatia, e mi rammarico per ogni singolo caso.

Comprendo sempre piú l’angoscia e la paura che Cristo visse sul Monte degli Ulivi, quando vide tutto l’orrore che egli dovette superare dall’interno. Che in quel momento i discepoli potessero dormire è purtroppo la situazione che anche oggi di nuovo sussiste, e nella quale anche io mi sento chiamato in causa. Per questo posso soltanto pregare il Signore e tutti gli angeli e i santi, e voi, cari fratelli e sorelle, di pregare per me il Signore nostro Dio.

Molto presto comparirò davanti al Giudice definitivo della mia vita. Anche se, guardando indietro alla mia lunga vita, ho molte ragioni di tremare e di avere paura, sono tuttavia sereno e tranquillo, perché confido nel fatto che il Signore è non soltanto il giudice giusto, ma anche l’amico e il fratello che ha già supplito le mie insufficienze, e che dunque oltre che giudice è anche il mio avvocato (Paraclito). Guardando all’ora del giudizio mi si fa perspicua anche la grazia dell’essere cristiani: me ne viene la conoscenza e, sí, l’amicizia con il giudice della mia vita, e questo mi fa attraversare fiduciosamente l’oscura porta della morte. Mi torna a tal proposito sempre in mente quel che Giovanni racconta all’inizio della sua Apocalisse: egli vede il Figlio dell’Uomo in tutta la sua altezza, e cade prostrato davanti a lui come morto. Egli però stende la mano su di lui e gli dice: «Non temere, sono io» (cf. Ap 1,12-17).

Cari amici, con questi sentimenti vi benedico tutti.

Benedetto XVI