Vita

Non è vero che la Chiesa ha cessato di essere cattolica.
Nulla di veramente cattolico, nulla di davvero conforme alla fede ha perso la cittadinanza nella Chiesa; e noi tutti dobbiamo darci insieme da fare perché ciò sia percepibile da chiunque aderisca, senza prevenzioni e senza pregiudiziale attaccamento a sé, alla comunione di vita della Chiesa.
Nulla, invece, si conserva con la divisione e nulla si può per essa acquisire davvero: poiché infatti, quando una stessa cosa, che in precedenza rappresentava un aspetto o un momento della totalità della Chiesa, le si rivolta contro, essa non è più la medesima.
Essa si è separata, ha preso le distanze: è ora espressione di amor proprio e perciò si è profondamente modificata.
Solo l’unità può essere feconda.
Agostino ha posto in rilievo con molta incisività questa problematica, facendo riferimento alle vicende sperimentate nella patria africana […].
Egli ha gridato con forza ai donatisti: se pure avete tutto, lo stesso “amen”, lo stesso “alleluja” (cioè lo stesso canone ed i medesimi inni, lo stesso “Credo”), però non avete una cosa: spezzando l’unità avete infranto il vincolo della carità e dell’amore.
Lo Spirito Santo, però, non abita che nella carità: e senza di lui non possedete nulla, soltanto forme niente più che vuote.”
(Joseph Ratzinger – Monaco di Baviera – Bollettino Diocesano, 10 luglio 1977)
 
 
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Ratzinger: dal seminario di Frisinga alla teologia a Monaco

Mio fratello, il Papa — Cardinale

Il dramma della libera docenza e gli anni di Frisinga

Arcivescovo e stemma

Ratzinger vs. Rahner


Lutto – mons. Georg Ratzinger è morto a Ratisbona

1 luglio 2020
Con la scomparsa del fratello, che aveva 96 anni, Benedetto XVI perde l’ultimo membro della sua famiglia. Il 18 giugno scorso si era recato in Germania per visitarlo, rimanendo con lui alcuni giorni.
 
Requiem aeternam done eis, Domine,
et lux perpetua luceat eis.
Requiescant in pace. Amen
 
Georg Ratzinger in una foto d'archivio

 

Georg Ratzinger in una foto d’archivio – Ansa

 

E’ morto a Ratisbona monsignor Georg Ratzinger, fratello di Bendetto XVI. Il sacerdote musicista aveva 96 anni ed era malato da tempo. Proprio per l’aggravarsi delle sue condizioni, il Papa emerito il 18 giugno si era recato in Germania, rimanendo a Ratisbona per qualche giorno e ritornando a Roma il 22 giugno. I due fratelli, sempre molto uniti, erano stati ordinati presbiteri lo stesso giorno. E Benedetto XVI, benché a sua volta gravato dagli anni (ha tre anni in meno di Georg) e dagli inevitabili acciacchi dell’età, non aveva voluto mancare di dargli un ultimo saluto finché era in vita cosciente. Al punto che il portavoce della diocesi di Ratisbona aveva definito “un elisir di vita” il suo viaggio in Germania.

Nato a Pleiskirchen, in Baviera, il 15 gennaio 1924, Georg Ratzinger aveva iniziato a suonare l’organo nella chiesa parrocchiale fin da quando aveva 11 anni. Nel 1935 entra nel seminario minore di Traunstein, ma nel 1942 viene arruolato nelle Reichsarbeitsdienst, e in seguito nella Wehrmacht, con la quale combatte anche in Italia. Catturato dagli Alleati nel marzo 1945, resta prigioniero a Napoli per alcuni mesi prima di essere rilasciato e di poter far ritorno in famiglia. Nel 1947 assieme al fratello Joseph, entra nel seminario Herzogliches Georgianum di Monaco di Baviera. Il 29 giugno 1951, entrambi i fratelli, insieme a una quarantina di altri compagni, vengono ordinati sacerdoti nel Duomo di Frisinga dal cardinale Michael von Faulhaber. Dopo essere diventato maestro di cappella a Traunstein, per trent’anni, dal 1964 al 1994, è il direttore del coro della Cattedrale di Ratisbona, il coro dei “Regensburger Domspatzen”. Ha girato il mondo facendo numerosi concerti e ha diretto molte incisioni per Deutsche Grammophon, Ars Musici e altre importanti etichette discografiche con produzioni dedicate a Bach, Mozart, Mendelssohn e altri autori.

Il Papa emerito Benedetto XVI passeggia con il fratello Georg in una foto d'archivio

 

Il Papa emerito Benedetto XVI passeggia con il fratello Georg in una foto d’archivio – Vatican Media

Come già ricordato, Georg e Joseph Ratzinger sono sempre stati molto uniti. Il 22 agosto 2008 il musicista venne insignito della cittadinanza onoraria di Castel Gandolfo, dove spesso si recava per trascorrere qualche giorno insieme a Benedetto XVI, durante i soggiorni estivi del Papa. E proprio in quella occasione il Pontefice aveva dato una chiave di lettura del rapporto che lo legava al fratello. “Dall’inizio della mia vita – aveva sottolineato – egli è stato sempre per me non solo compagno, ma anche guida affidabile. È stato per me un punto di orientamento e di riferimento con la chiarezza, la determinazione delle sue decisioni. Mi ha mostrato sempre la strada da prendere, anche in situazioni difficili».

«Mio fratello ed io – aveva detto Georg Ratzinger 11 anni fa durante un’intervista – eravamo entrambi chierichetti, tutti e due servivamo Messa. Ci fu presto chiaro, prima a
me e poi a lui, che la nostra vita sarebbe stata a servizio della Chiesa». E aveva condiviso i ricordi dell’infanzia: «A Tittmoning Joseph aveva ricevuto la cresima dal cardinale Michael Faulhaber, il grande arcivescovo di Monaco. Ne era rimasto impressionato e aveva detto che sarebbe voluto diventare anche lui cardinale. Ma, solo qualche giorno dopo quell’incontro, osservando il pittore che tinteggiava i muri di casa nostra, disse anche che da grande avrebbe voluto fare l’imbianchino…».