L’Epifania manifesta colui che ha nelle mani il regno, la potestà e l’impero. La fede non è mero sentimento, ma conoscenza che potenzia l’intelligenza. Questa salvezza reale richiede la nostra obbedienza per costruire insieme, con Lui, una cultura e un mondo nuovi.
Santa Messa Epifania di N. S. Gesù Cristo in rito tradizionale a Vocogno in Val Vigezzo (VB).
Omelia di don Alberto Secci.
Martedì 6 Gennaio 2026.
Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato
“Ecce advenit dominator Dominus, et regnum in manu eius, et potestas, et imperium”. È un latino facile, almeno per i termini, quello dell’introito: il Signore sovrano che domina ha nelle sue mani il regno, la potestà e l’impero.
Povera Epifania, culmine delle feste natalizie, così umiliata dalla cultura laicista e cattolico-liberale di cui siamo imbevuti, fatta di “distinguo”, prudenze umane e convenienze. Per questa mentalità è impossibile capire questa antifona e cogliere la verità dell’Epifania: quel bambino nato a Betlemme è il sovrano Signore.
Nella liturgia cattolico-romana, il sacerdozio è rivestito di solennità e il Papa veniva portato in sedia gestatoria non per copiare i re di un tempo, come dicono certi “storici da strapazzo”, ma per manifestare la regalità di Cristo, di cui il Papa è vicario,. Cristo deve essere Re e avere nelle mani il regno, la potestà e l’impero non solo per giustizia, essendo Dio, ma per necessità nostra: la salvezza è una questione reale. Se la nostra vita non si pone sotto Gesù Cristo, in ginocchio e obbediente a Lui, non è salva.
La salvezza consiste in una nuova nascita, un reale cambiamento che il Signore non opera senza la nostra corrispondenza, il nostro consenso e la nostra intelligente obbedienza,. Questo è il grande segreto dell’Epifania; altrimenti facciamo solo poesia scadente, come certi presepi viventi che sono diventati “macchiette” prive di adorazione.
L’Epifania è manifestazione: il Signore si fa conoscere. Egli ha talmente l’impero in mano da usare i fenomeni della natura, come la stella che guidò i Magi, sapienti che già conoscevano le Scritture. La vita di Gesù è un’epifania continua attraverso i miracoli, che manifestano la potenza di Dio, e attraverso la voce del Padre al battesimo nel Giordano.
Il Signore non ci salva nonostante noi. Esiste una forma falsificata di cattolicesimo che pretende una salvezza senza l’uomo, ma la grazia non esclude l’uomo: bisogna assecondare il lavoro di Dio in noi attraverso l’obbedienza ai comandamenti. La fede non è un salto nel buio, ma una virtù che si innesta sull’intelligenza e la amplifica, rendendo l’uomo più intelligente,. Al contrario, chi vive nel dubbio o nell’agnosticismo rimane limitato, perché dopo il peccato originale la ragione ha bisogno dell’aiuto della grazia per funzionare correttamente,.
Il modernismo ha cercato di distruggere l’Epifania riducendo la religione a un “sentimento” o a un’”immanenza vitale” viscerale. Invece, la religione chiede intelligenza e obbedienza ai segni. Ciò che i Magi cercavano non era una teoria, ma una presenza concreta: un bambino. Oggi, quella presenza è la Chiesa, il corpo di Cristo nel mondo, che deve produrre un’intelligenza nuova nella storia,.
Se però escludiamo Gesù Cristo dalle cose concrete — come il lavoro, le scelte di vita e la scuola — dove finisce il Suo regno? Spesso ci comportiamo da borghesi, lasciando il mondo nelle mani dei laicisti, ma il cristianesimo non è questo. L’impero del Signore significa “fare la Chiesa”, che non è solo pregare, ma è una ramificazione di un modo di vivere che c’entra con tutto: lavoro, famiglia e convivenza.
Il mondo è da fare con Cristo; non dobbiamo perdere i nostri anni. Dobbiamo tornare a costruire realtà nuove, come le scuole, perché quel bambino riconosciuto dai Magi è veramente il sovrano Signore che ha nelle sue mani il regno, la potestà e l’impero.
Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato
