Catechesi


CLICCARE QUI: Per Voi: Lettera ai Catechisti di sant’Agostino in audio e pdf

Catechismo Tridentino originale (in pdf e in video-audio)

ATTENZIONE: scaricate qui tre Catechismi per bambini e adulti, tratti dal Catechismo san Pio X

  1. Dottrina 1;     – 2. Dottrina 2;   e il terzo: Alla scuola di Gesù, Catechismo tridentino

SCARICA QUI in comodo pdf il Catechismo di san Roberto Bellarmino

ATTENZIONE: SCARICA QUI IL CATECHISMO SPIEGATO DA PADRE DRAGONE


SCARICA QUI IL FILE che raccoglie preghiere e Catechesi sugli Angeli ed Arcangeli

SCARICA QUI in pdf una breve raccolta di Sant’Ireneo “contro le eresie”

LEGGI ANCHE QUI: Santi Cipriano e Cirillo spiegano l’eresia, la vera unità nella Chiesa e la vera Fede nella sana Dottrina

Leone XIV Giubileo dei Catechisti: il Catechismo ci ripara dalle discordie…


Questi due testi che seguono sono collegati tra loro

SCARICA QUI Chiarimenti sul ministro straordinario della comunione (e non dell’Eucaristia), per i laici

SCARICA QUI Documento ufficiale sulla diversità dei ruoli tra i Laici e i Sacerdoti


ATTENZIONE: per il Catechismo,  CERCATE SOLO L’EDIZIONE 2012 EDITA PER L’ANNO DELLA FEDE è tascabile ED E’ ANCORA ACQUISTABILE QUI , costa poco e contiene SOLO il Catechismo… vanno bene anche le edizioni prima del 2012.

  • L’attuale Codice di Diritto Canonico spiega che “i catechismi come pure gli altri scritti pertinenti all’istruzione catechetica o le loro versioni, per essere pubblicati, devono avere l’approvazione dell’Ordinario del luogo” (Can. 827) .
    Questo tipo di permesso si estende anche ai testi liturgici e alle collezioni di preghiere cattoliche “perché sia conservata l’integrità della verità della fede e dei costumi” (Can. 823) .

Ai vescovi viene affidato il compito di preservare la fede cattolica, e questo compito si estende a ogni pubblicazione che ha a che fare con gli insegnamenti o la vita devozionale della Chiesa cattolica. In questo modo, i fedeli cattolici possono confidare nel fatto che ciò che stanno leggendo è coerente con quello che la Chiesa crede e insegna, cosa che offre una certa pace mentale.

Più specificatamente, le definizioni imprimatur e imprimi potest significano in latino “Si stampi”, e rappresentano l’approvazione ufficiale da parte di un’autorità ecclesiale locale. Un libro che ha un imprimatur è stato ufficialmente approvato da un vescovo locale o da un superiore religioso prima della pubblicazione. Tecnicamente non è una “promozione” di un libro, ma semplicemente una dichiarazione relativa al fatto che il libro è esente da errori teologici per quanto ne sappia l’autorità.

In genere, i libri che hanno l’imprimatur vengono in primo luogo esaminati da un censore qualificato che ne analizza il contenuto e dà la sua raccomandazione al vescovo. Se non trova nulla che possa impedirne la pubblicazione dà un nihil obstat, che essenzialmente significa “non ci sono ostacoli”.

La prossima volta che leggerete questi termini in un libro cattolico, allora, potrete essere certi che è conforma alla fede cattolica e non contraddice alcun insegnamento centrale offertoci negli ultimi 2000 anni.

Ricordate anche che molti tipi di libri cattolici – saggi personali, poesia, riflessioni spirituali, biografie… – non richiedono una revisione da parte dell’autorità ecclesiale competente, perché non hanno a che fare con la fede in un modo che tratta di dottrina o che mira a insegnare nel nome della Chiesa. L’assenza di un imprimatur in queste opere personali non indica che contengano qualcosa di contrario alla fede e alla morale, ma semplicemente che non è richiesto canonicamente alcun imprimatur.


🙏😇 Amici: su richiesta di molti al sito CooperatoresVeritatis, ci hanno chiesto dove trovare le PROMESSE BATTESIMALI.. Eccole, abbiamo fatto questo foglietto che potrete scaricare e stampare, se volete… Queste Promesse si dicono quando volete voi, è bene ricordarle anche dopo la Confessione, prima e dopo una Messa, anche prima e dopo un Rosario… Si inizia e si termina con il Segno della Croce✝ 🙏

000 Promesse Battesimo

2024-2025-2026

Benedetto XVI con e per i Bambini, un Magistero adatto e non adattato…

“Elogio della Pace” di sant’Agostino nel 1° Messaggio per la Pace 2026 di Leone XIV

DDF Una Caro: Elogio della monogamia, la dottrina si rafforza, amplifica, non muta

Leone XIV ai giovani: la verità non ha bisogno di effetti speciali, sta nella semplicità dei Santi

Appello ai Vescovi: Cari Vescovi, senza la Dottrina, la Chiesa manca di fondamenta!

Gesù dice: Badate di non lasciarvi ingannare… sarete consegnati a causa mia, non temete. Lc.21,5-19  attraverso anche le parole di Papa Leone XIV all’Omelia e all’Angelus del 16.11.2025

L’imponente statura culturale e spirituale di Newman servirà d’ispirazione a nuove generazioni

Leone XIV agli educatori: La Chiesa è Madre e Maestra; attenti a non danneggiare i formatori

Ricordiamo Nostra aetate, sì, ma con le dovute precisazioni…

Leone XIV proclama S. Newman «co-patrono missione educativa della Chiesa, insieme a san Tommaso d’Aquino».

«Hai fatto queste cose e io ho taciuto. Pensavi che io fossi come te? Io ti riprenderò e…» Sal.50

Vetus o Novus Ordo è l’unico e sempre medesimo Sacrificio, basterebbe insegnarlo con dottrina

Ecumenismo? Il dialogo non può mai essere negoziazione o compromesso della Verità

Giovanni Paolo II: raccomando mantenere viva la dottrina di sant’Agostino nella società moderna

Benedetto XVI la morte di san Giovanni Battista: La Verità è Verità, non ci sono compromessi.

– 1985 quando Giovanni Paolo II raccomandava il magistero di san Pio X

– Benedetto XVI racconta San Pio X – Fedele al compito di confermare i fratelli nella fede

Il sensus fidelium non è automatico ed è necessario per il vero Cammino sinodale

Leone XIV: Cari giovani, Gesù è l’amico che ci accompagna sempre nella formazione della nostra coscienza.

Leone XIV: Per diventare discepoli di Gesù non ci sono scorciatoie.

Con Padre R. Barile OP la comprensione del Vetus e Novus Ordo della Messa e il caso di Traditionis Custodes

Leone XIII “Custodi di quella Fede”: contro la Massoneria ed ogni deviazione etica e morale

Gesù dice: Non giudicate, affinché non siate giudicati. Ma in che senso?

Mons. G. B. Arnaldi 1865: “Devastano la vigna della Chiesa”

Leone XIII enc. Mirae Caritatis – La Santa Eucarestia è sacrificio, penitenza, mortificazione e riparazione

Scapolare del Santo Carmelo e il Privilegio “sabatino” (2)

Lo Scapolare B.V. del Santo Carmelo e il Privilegio Sabatino (1)

Benedetto XVI “Il Papa non è un sovrano assoluto”, Discorso dalla Cattedra

Benedetto XV: calamità e flagelli sono permessi da Dio a causa dei peccati degli uomini e delle nazioni.

Professione di fede in Gesù Cristo e nella Sua Chiesa di mons. Athanasius Schneider

Mons. Schneider e Mons. Strickland: la vera dottrina sulle religioni

Benedetto XVI: grati a Dio per averci eletti cristiani e cattolici… custodi della Fede.

Leone XIII Adiutricem populi la potenza del Rosario di Maria debellatrice di tutte le eresie

365 giorni in compagnia con il magistero del cardinale Carlo Caffarra

Alcuni Sermoni di sant’Antonio di Padova sulla Risurrezione del Cristo

“Dignitas infinita”? contenuto del documento ottimo, ma la motivazione va spiegata bene!

Padre Michel M. Zanotti-Sorkine: suggerimenti ai Sacerdoti, ma anche ai Fedeli Laici

La Passione e la Morte di Cristo spiegate dal vescovo Schneider

La sofferenza theologia crucis negli insegnamenti e nella vita di san Padre Pio

Permissione Divina e: quando un atto è valido ma illecito?

Gestis Verbisque sulla validità dei Sacramenti

Giovanni Paolo II ai giovani: “non tacete la verità; lottate contro il peccato”

MATRIMONI MISTI – alcune brevi considerazioni fondamentali e DOTTRINALI – in pdf

2005: cardinale Ratzinger e la denuncia della “sporcizia nella Chiesa” e come combatterla


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Il finale di un Sermone di Sant’Alfonso Maria de Liguori contro il vizio dell’ira a partire dalle parole del Signore nel Vangelo della Quinta Domenica dopo Pentecoste: “Chiunque si adira col fratello sarà condannato in giudizi”.

  • Quando ci avvengono avversità, persecuzioni, ingiurie, diamo un’occhiata a Dio, che ci comanda in tali casi la pazienza, e così eviteremo di adirarci: Memorare timorem Dei et non irasceris proximo (Eccli, 28.8).
    Diamo un’occhiata alla volontà di Dio, che così dispone per nostro merito, e cesserà lo sdegno. Diamo un’occhiata a Gesù crocifisso, e non avremo animo di lamentarci.
    Eleazaro Re fu dimandato dalla sua sposa come facesse a ricevere tante ingiurie senza adirarsi? Mi rivolgo, rispose, a Gesù crocifisso, e così mi quieto.
    Diamo finalmente un’occhiata a’ nostri peccati, per li quali altri più grandi disprezzi e castighi abbiam meritati, e soffriremo tutto con pace.
    Dice S. Agostino, che quantunque talvolta siamo innocenti della colpa, per cui veniamo perseguitati, siamo nondimeno rei di altri peccati, che meritano castigo più grande di quello che ci affligge: Esto non habemus peccatum, quod objicitur; habemus tamen, quod digne in nobis flagelletur (S. Aug. in Ps. 68).

🙏quante e spesse volte sentiamo abusare di questa frase: “lo Spirito soffia dove vuole”, per giustificare quello che ci pare e piace… ecco cosa significa davvero quella frase… impariamo il senso corretto e facciamone tesoro!


Disfattismo e superbia sono i veri ostacoli al dialogo con Dio

Mt 21,23-27 – Lunedì della III Settimana di Avvento (16 dicembre 2024) – mons. Luigi Maria Epicoco

“Entrato nel tempio, mentre insegnava gli si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo e gli dissero: «Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?»”.

Non si riesce a comprendere nulla di questo incipit del vangelo di oggi se ci si dimentica un dettaglio importante: il giorno prima Gesù era entrato a Gerusalemme sopra un’asina, esattamente come dicevano le profezie rispetto al Messia, e varcando la soglia del Tempio lo aveva “purificato” scacciando i mercanti. È proprio a causa di questo che coloro che si sentono i padroni di casa gli chiedono conto della sua autorità. Ma Gesù vuole smontare innanzitutto la presunzione di una simile domanda, perché non si può dare nessuna risposta a chi non vuole ascoltarla. Infatti ci sono domande, anche serie, che noi facciamo solo per affermare il nostro pensiero e non perché ci interessi trovare una risposta vera. È il tipo atteggiamento di chi è in polemica con tutto avendo solo come scopo quello di demolire, di criticare, di smontare, di svalutare. A chi ragiona così non si può dare nessuna risposta perché non c’è volontà di costruire davvero nulla. Il massimo che sanno fare è rimuginare con se stessi, ma non sono capaci di nessun vero dialogo: “Ed essi riflettevano tra sé dicendo: «Se diciamo: “dal Cielo”, ci risponderà: “perché dunque non gli avete creduto?”; se diciamo “dagli uomini”, abbiamo timore della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta»”.

Chi vive così si perde ciò che della vita vale la pena, perché un simile disfattismo è solo l’affermazione di infelicità travestita di superbia e presunzione. “Rispondendo perciò a Gesù, dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose»”. Certe volte il silenzio di Dio, non è uno stato di vita spirituale che assomiglia alla notte oscura dei mistici, ma è solo la conseguenza del nostro non volerlo ascoltare veramente e sul serio, assumendocene la responsabilità.


“IL PIÙ ATROCE CASTIGO PER I FEDELI È IL CATTIVO CLERO” (SANT’ANTONIO MARIA CLARET)

Verità Dimenticate – Sant’Antonio Maria Claret: La Sacra Scrittura ci insegna che quando la giusta indignazione di Dio raggiunge il suo culmine, Egli manda l’ultimo e più atroce dei Suoi castighi: ministri infedeli, sacerdoti contaminati, pastori scandalosi

CATECISMO DE LA DOCTRINA CRISTIANA, EXPLICADO Y ADAPTADO A LA CAPACIDAD DE LOS NIÑOS (Catechismo della Dottrina Cristiana, spiegato e adattato alle capacità dei bambini), por el Excmo. é Illmo. Sr. D. Antonio (Maria) Claret, Arzobispo de Trajanópolis in part. inf., DÉCIMA SÉPTIMA EDICIÓN, BARCELONA, LIBRERÍA RELIGIOSA, 1865, Págs. 388-390:

Chi, dunque, non ringrazierà Dio per tanto bene e non darà ai sacerdoti, perché sono i suoi dispensatori, tutto l’onore e la riverenza loro dovuti? Rispettali, figlio mio, e venerali, sia perché lo esige la loro dignità di rappresentanti di Gesù Cristo, sia perché questa è la volontà del nostro Redentore che, riferendosi agli Apostoli e ai discepoli, e ai sacerdoti loro successori, disse: Chi disprezza voi, disprezza me; sia, infine, per la grande utilità che apportano al bene pubblico con il loro ministero di preghiera, sacrifici, predicazione e amministrazione dei Sacramenti, come ti ho spiegato.

Se forse sapete o sentite che un sacerdote è caduto in qualche miseria o debolezza, non stupitevi o scandalizzatevi per questo; perché come tra i primi sacerdoti, gli Apostoli, c’era un Giuda, non c’è da stupirsi se anche tra quelli dei nostri giorni c’è chi dimentica che deve essere santo; perché l’essere sacerdote non toglie che qualcuno sia un discendente di Adamo e, come tale, soggetto alle stesse miserie e debolezze degli altri uomini. Ma comprendete che il fatto che uno sia cattivo non implica che tutti gli altri lo siano; e anche per quanto riguarda il cattivo, voglio che sappiate che dovete avere compassione per la fragilità che ha avuto come uomo, e venerare la dignità sacerdotale che Cristo ha segnato in lui. Se vedete un cattivo sacerdote posto a capo di un popolo, dovete addolorarvi, temere e pensare che forse i nostri peccati hanno meritato un castigo così orrendo; perché la Sacra Scrittura ci insegna che il più grande e terribile flagello che Dio manda a un popolo è quello di dargli cattivi sacerdoti.

Quando l’ira del Signore non ha ancora raggiunto il suo culmine, Egli permette che le nazioni si armino l’una contro l’altra, che i campi siano sterili, che la carestia, la desolazione e la morte esercitino il loro dominio sulla terra; ma quando la Sua giusta indignazione raggiunge il suo culmine, Egli manda l’ultimo e più atroce dei Suoi castighipermettendo che ministri infedeli, sacerdoti contaminati, pastori scandalosi siano posti tra gli uomini. Allora si verifica che gli abomini del popolo sono la causa dei cattivi sacerdoti, e i cattivi sacerdoti sono il più grande castigo con cui Dio affligge il popolo.

Per evitare un danno così terribile, la Chiesa, sempre zelante per il bene del popolo e per l’illustre decoro dei ministri dell’altare, ha stabilito come legge dodici digiuni all’anno, tre all’inizio di ciascuna delle quattro stagioni, che chiamiamo “Temporas”, che sono il tempo stabilito per l’ordinazione dei sacerdoti, Con ciò obbliga tutti i fedeli a supplicare il Signore di non punirci dandoci cattivi sacerdotima piuttosto, avendo compassione delle nostre miserie, di mandarci ministri degni e pastori zelanti per guidarci attraverso il deserto di questo mondo, fino a quando non arriveremo felici nella terra della promessa, nella gloria eterna. Amen.


SOSTA – Quando il vizio della gola è peccato veniale e quando è mortale?

  1. Secondo san Tommaso, la gola può essere un peccato mortale o veniale.
  2. E’ peccato mortale quando si antepone il diletto a Dio e ai suoi precetti: a)Quando si viola un precetto grave per il piacere di mangiare e bere (per esempio: il digiuno e l’astinenza). b)Quando si causa volontariamente un grave danno alla salute. c)Quando si perde l’uso della ragione (per esempio: nell’ubriachezza perfetta). d)Quando suppone un grave sperpero dei beni materiali. e)Quando con essa si dà un grave scandalo.
  3. E’ peccato veniale quando, senza giungere a nessuno di questi estremi, se si oltrepassano i limiti del discreto e del ragionevole.
  4. Ordinariamente, il disordine nel mangiare e nel bere non eccede i limiti del peccato veniale; però, l’immortificazione del gusto costituisce un grande ostacolo alla santificazione.

⚜ 10 MODI IN CUI SATANA CI IMPEDISCE LA RICONCILAZIONE CON DIO.

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1 – PECCATI TROPPO GRANDI!
Il diavolo può convincerci che i nostri peccati sono troppi e troppo grandi! Quanto è astuto il diavolo, ma quanto ha torto! Gesù non è venuto per i perfetti o per i santi che non hanno peccati. Al contrario, Gesù è venuto per salvare i peccatori. Lo scopo principale e la missione della venuta di Gesù era il SALVATORE: venne per salvarci dai nostri peccati. Il perdono dei peccati si esprime soprattutto nella Confessione sacramentale!
2 – DOMANI.
Il diavolo del domani non è mai troppo lontano. Quante volte rimandiamo a domani, soprattutto nella nostra vita spirituale, ciò che dovremmo fare oggi! In spagnolo c’è una frase che dice tutto: “La Filosofia de la manana!”. Non c’è fretta, lo farò domani! Leggete l’opera classica di C.S. Lewis Le lettere di Berlicche e imparerete le tattiche del diavolo, soprattutto per convincerci nell’arte della procrastinazione!
3 – MI INNERVOSISCO: LA MIA MENTE VA IN BIANCO!!!
Può capitare, ma per rimediare perché non prepararsi la sera prima del giorno della confessione e scrivere i propri peccati su un foglio di carta come guida e aiuto per la memoria! Missione compiuta e diavolo sconfitto, per chi ha la memoria corta!
4 – IL PRETE MI CONOSCE!!!
È facile sconfiggere questo demone! Potete semplicemente andare dietro il paravento del confessionale e confessarvi in modo anonimo. Tuttavia, anche se fosse un faccia a faccia, il sacerdote vi ammirerà sempre di più per la vostra grande umiltà. Inoltre, i sacerdoti che si confessano spesso hanno probabilmente sentito questi peccati molte volte e non si scandalizzeranno e non avranno un attacco di cuore!!! Inoltre, i sacerdoti sono afflitti da debolezza e devono confessare i loro peccati ad altri sacerdoti. (Ebrei 5:2)
5 – IL PRETE POTREBBE DIRE I MIEI PECCATI!
Mai! Il sacerdote è obbligato, altrimenti potrebbe correre il rischio della scomunica, di quello che viene chiamato il sigillo della confessione, che significa che non potrà mai rivelare ciò che ha sentito nel confessionale. Ci sono stati persino sacerdoti che sono morti per proteggere il sigillo del confessionale, come nel caso di San Giovanni Nepomuceno, che non volle rivelare i peccati della Regina anche se il Re minacciò il sacerdote di morte. Infatti San Giovanni morì da martire, mantenendo il sigillo del confessionale!
6 – TORNERÒ A RIPETERE GLI STESSI PECCATI.
Un’altra tentazione comune che viene dal diavolo è quella di convincervi che non cambierete mai, che tornerete a commettere sempre lo stesso peccato e che siete davvero un “caso disperato”, un rinnegato senza speranza! Sbagliato! La teologia morale classica ci insegna il cosiddetto “principio di gradualità”. In termini laici, ciò significa che è vero che potremmo tornare a commettere lo stesso peccato. Tuttavia, grazie alla grazia del sacramento della confessione, commetteremo peccati meno frequenti e meno gravi! In altre parole, gradualmente, con l’aiuto della grazia di Dio, il peccato può essere sconfitto.
7 – IL PRETE È TROPPO OCCUPATO E IO GLI FACCIO PERDERE TEMPO!
Un altro trucco del diavolo, il serpente astuto e furbo! Al contrario, una delle funzioni primarie del sacerdote è il ministero della Riconciliazione. San Paolo insegna: “Siate riconciliati con Dio. Ora è il giorno della salvezza. Spogliatevi delle opere delle tenebre e rivestitevi dell’armatura della luce”. (Romani 13, 13) Queste furono le parole che portarono alla conversione di Sant’Agostino quando le lesse nel Giardino! Il sacerdote è ordinato per predicare la Parola di Dio, celebrare il Santo Sacrificio della Messa, ascoltare le confessioni e riconciliare le anime con Dio. Ascoltando le confessioni il sacerdote diventa un sacerdote migliore e più santo! Confessatevi e aiuterete il sacerdote nella sua santificazione personale!
8 – NON SO COME CONFESSARMI, O L’ATTO DI CONTRIZIONE????
Una scusa banale, il diavolo è dietro a tutto questo! Come è facile che il diavolo ci riempia di inutili paure per impedirci di ricevere una pioggia di grazie! Dite al sacerdote la vostra situazione e lui vi aiuterà a iniziare e a finire! La parte più importante è confessare i propri peccati, esserne veramente dispiaciuti, proporsi di evitare le occasioni prossime di peccato e confidare nell’infinita misericordia del Sacro Cuore di Gesù. Che la preghiera che risuona dai nostri cuori sia sempre GESU’ MI AFFIDO A TE!!!
9 – SONO TROPPO IMBARAZZATO!!!
È interessante il modo in cui lavora il diavolo, la sua psicologia astuta e perversa, ma di grande successo! Quando il diavolo ci tenta a peccare, ci toglie le paure e l’imbarazzo. Tuttavia, una volta che pecchiamo, il diavolo può riempirci di così tanta paura da paralizzarci, in modo che non arriviamo mai al confessionale e quindi diventiamo schiavi dei nostri peccati! San Filippo Neri era in grado di vedere il “diavolo dell’imbarazzo” che impediva alle anime di ricevere le abbondanti grazie del sacramento della confessione.
10 – POSSO CONFESSARMI DIRETTAMENTE A DIO, PERCHÉ IL PRETE?
Anche questa è una tattica tipica e frequente del nemico, il tentatore, il bugiardo e l’assassino fin dall’inizio, il diavolo!(Gv. Tuttavia, come cattolici sappiamo che Gesù ha scelto i sacerdoti come rappresentanti di Cristo, canali di grazia e strumenti di riconciliazione. Questo Gesù lo ha effettivamente fatto, istituendo il sacramento della confessione, la sera della prima domenica di Pasqua. Gli Apostoli si trovavano nel Cenacolo, paralizzati dalla paura, e Gesù passò attraverso il muro e disse: “La pace sia con voi. Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. E detto questo, alitò su di loro e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo”: Ricevete lo Spirito Santo. Se perdonate i peccati di qualcuno, vi saranno perdonati; se trattenete i peccati di qualcuno, vi saranno trattenuti”. (Giovanni 20:21-23) Perciò, per farsi perdonare i peccati mortali, Gesù ha istituito la Chiesa e il Sacramento del Suo perdono, una misericordia per rimettere i peccati e riconciliarci con il Suo Cuore amorevole e misericordioso!
 
In conclusione, tutti noi abbiamo le nostre paure, i nostri dubbi. Tutti noi abbiamo molti GHOSTS che appaiono nella nostra vita per paralizzarci dall’avvicinarci a Gesù misericordioso e amorevole. Il peggiore di tutti i peccati è quello della MANCANZA DI FIDUCIA nell’infinita misericordia del Sacro Cuore di Gesù.
Perché non vincere subito il demone della paura e fare la migliore confessione della vostra vita? Gesù vi invita fin d’ora a fidarvi e a non temere: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo su di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete riposo per le vostre anime. Perché il mio giogo è facile…”.

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