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Catechismo Tridentino originale (in pdf e in video-audio)
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- Dottrina 1; – 2. Dottrina 2; e il terzo: Alla scuola di Gesù, Catechismo tridentino
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LEGGI ANCHE QUI: Santi Cipriano e Cirillo spiegano l’eresia, la vera unità nella Chiesa e la vera Fede nella sana Dottrina
Leone XIV Giubileo dei Catechisti: il Catechismo ci ripara dalle discordie…
Questi due testi che seguono sono collegati tra loro
SCARICA QUI Documento ufficiale sulla diversità dei ruoli tra i Laici e i Sacerdoti
ATTENZIONE: per il Catechismo, CERCATE SOLO L’EDIZIONE 2012 EDITA PER L’ANNO DELLA FEDE è tascabile ED E’ ANCORA ACQUISTABILE QUI , costa poco e contiene SOLO il Catechismo… vanno bene anche le edizioni prima del 2012.
- L’attuale Codice di Diritto Canonico spiega che “i catechismi come pure gli altri scritti pertinenti all’istruzione catechetica o le loro versioni, per essere pubblicati, devono avere l’approvazione dell’Ordinario del luogo” (Can. 827) .
Questo tipo di permesso si estende anche ai testi liturgici e alle collezioni di preghiere cattoliche “perché sia conservata l’integrità della verità della fede e dei costumi” (Can. 823) .
Ai vescovi viene affidato il compito di preservare la fede cattolica, e questo compito si estende a ogni pubblicazione che ha a che fare con gli insegnamenti o la vita devozionale della Chiesa cattolica. In questo modo, i fedeli cattolici possono confidare nel fatto che ciò che stanno leggendo è coerente con quello che la Chiesa crede e insegna, cosa che offre una certa pace mentale.
Più specificatamente, le definizioni imprimatur e imprimi potest significano in latino “Si stampi”, e rappresentano l’approvazione ufficiale da parte di un’autorità ecclesiale locale. Un libro che ha un imprimatur è stato ufficialmente approvato da un vescovo locale o da un superiore religioso prima della pubblicazione. Tecnicamente non è una “promozione” di un libro, ma semplicemente una dichiarazione relativa al fatto che il libro è esente da errori teologici per quanto ne sappia l’autorità.
In genere, i libri che hanno l’imprimatur vengono in primo luogo esaminati da un censore qualificato che ne analizza il contenuto e dà la sua raccomandazione al vescovo. Se non trova nulla che possa impedirne la pubblicazione dà un nihil obstat, che essenzialmente significa “non ci sono ostacoli”.
La prossima volta che leggerete questi termini in un libro cattolico, allora, potrete essere certi che è conforma alla fede cattolica e non contraddice alcun insegnamento centrale offertoci negli ultimi 2000 anni.
Ricordate anche che molti tipi di libri cattolici – saggi personali, poesia, riflessioni spirituali, biografie… – non richiedono una revisione da parte dell’autorità ecclesiale competente, perché non hanno a che fare con la fede in un modo che tratta di dottrina o che mira a insegnare nel nome della Chiesa. L’assenza di un imprimatur in queste opere personali non indica che contengano qualcosa di contrario alla fede e alla morale, ma semplicemente che non è richiesto canonicamente alcun imprimatur.
🙏😇 Amici: su richiesta di molti al sito CooperatoresVeritatis, ci hanno chiesto dove trovare le PROMESSE BATTESIMALI.. Eccole, abbiamo fatto questo foglietto che potrete scaricare e stampare, se volete… Queste Promesse si dicono quando volete voi, è bene ricordarle anche dopo la Confessione, prima e dopo una Messa, anche prima e dopo un Rosario… Si inizia e si termina con il Segno della Croce✝ 🙏
2024-2025-2026
Benedetto XVI con e per i Bambini, un Magistero adatto e non adattato…
“Elogio della Pace” di sant’Agostino nel 1° Messaggio per la Pace 2026 di Leone XIV
DDF Una Caro: Elogio della monogamia, la dottrina si rafforza, amplifica, non muta
Leone XIV ai giovani: la verità non ha bisogno di effetti speciali, sta nella semplicità dei Santi
Appello ai Vescovi: Cari Vescovi, senza la Dottrina, la Chiesa manca di fondamenta!
Gesù dice: Badate di non lasciarvi ingannare… sarete consegnati a causa mia, non temete. Lc.21,5-19 attraverso anche le parole di Papa Leone XIV all’Omelia e all’Angelus del 16.11.2025
L’imponente statura culturale e spirituale di Newman servirà d’ispirazione a nuove generazioni
Leone XIV agli educatori: La Chiesa è Madre e Maestra; attenti a non danneggiare i formatori
Ricordiamo Nostra aetate, sì, ma con le dovute precisazioni…
«Hai fatto queste cose e io ho taciuto. Pensavi che io fossi come te? Io ti riprenderò e…» Sal.50
Vetus o Novus Ordo è l’unico e sempre medesimo Sacrificio, basterebbe insegnarlo con dottrina
Ecumenismo? Il dialogo non può mai essere negoziazione o compromesso della Verità
Giovanni Paolo II: raccomando mantenere viva la dottrina di sant’Agostino nella società moderna
Benedetto XVI la morte di san Giovanni Battista: La Verità è Verità, non ci sono compromessi.
– 1985 quando Giovanni Paolo II raccomandava il magistero di san Pio X
– Benedetto XVI racconta San Pio X – Fedele al compito di confermare i fratelli nella fede
Il sensus fidelium non è automatico ed è necessario per il vero Cammino sinodale
Leone XIV: Per diventare discepoli di Gesù non ci sono scorciatoie.
Leone XIII “Custodi di quella Fede”: contro la Massoneria ed ogni deviazione etica e morale
Gesù dice: Non giudicate, affinché non siate giudicati. Ma in che senso?
Mons. G. B. Arnaldi 1865: “Devastano la vigna della Chiesa”
Scapolare del Santo Carmelo e il Privilegio “sabatino” (2)
Lo Scapolare B.V. del Santo Carmelo e il Privilegio Sabatino (1)
Benedetto XVI “Il Papa non è un sovrano assoluto”, Discorso dalla Cattedra
Professione di fede in Gesù Cristo e nella Sua Chiesa di mons. Athanasius Schneider
Mons. Schneider e Mons. Strickland: la vera dottrina sulle religioni
Benedetto XVI: grati a Dio per averci eletti cristiani e cattolici… custodi della Fede.
Leone XIII Adiutricem populi la potenza del Rosario di Maria debellatrice di tutte le eresie
365 giorni in compagnia con il magistero del cardinale Carlo Caffarra
Alcuni Sermoni di sant’Antonio di Padova sulla Risurrezione del Cristo
“Dignitas infinita”? contenuto del documento ottimo, ma la motivazione va spiegata bene!
Padre Michel M. Zanotti-Sorkine: suggerimenti ai Sacerdoti, ma anche ai Fedeli Laici
La Passione e la Morte di Cristo spiegate dal vescovo Schneider
La sofferenza theologia crucis negli insegnamenti e nella vita di san Padre Pio
Permissione Divina e: quando un atto è valido ma illecito?
Gestis Verbisque sulla validità dei Sacramenti
Giovanni Paolo II ai giovani: “non tacete la verità; lottate contro il peccato”
MATRIMONI MISTI – alcune brevi considerazioni fondamentali e DOTTRINALI – in pdf
2005: cardinale Ratzinger e la denuncia della “sporcizia nella Chiesa” e come combatterla
“Omobenedizioni”? Ci sono vescovi che dicono: NO
Il finale di un Sermone di Sant’Alfonso Maria de Liguori contro il vizio dell’ira a partire dalle parole del Signore nel Vangelo della Quinta Domenica dopo Pentecoste: “Chiunque si adira col fratello sarà condannato in giudizi”.
- Quando ci avvengono avversità, persecuzioni, ingiurie, diamo un’occhiata a Dio, che ci comanda in tali casi la pazienza, e così eviteremo di adirarci: Memorare timorem Dei et non irasceris proximo (Eccli, 28.8).
Diamo un’occhiata alla volontà di Dio, che così dispone per nostro merito, e cesserà lo sdegno. Diamo un’occhiata a Gesù crocifisso, e non avremo animo di lamentarci.
Eleazaro Re fu dimandato dalla sua sposa come facesse a ricevere tante ingiurie senza adirarsi? Mi rivolgo, rispose, a Gesù crocifisso, e così mi quieto.
Diamo finalmente un’occhiata a’ nostri peccati, per li quali altri più grandi disprezzi e castighi abbiam meritati, e soffriremo tutto con pace.
Dice S. Agostino, che quantunque talvolta siamo innocenti della colpa, per cui veniamo perseguitati, siamo nondimeno rei di altri peccati, che meritano castigo più grande di quello che ci affligge: Esto non habemus peccatum, quod objicitur; habemus tamen, quod digne in nobis flagelletur (S. Aug. in Ps. 68).
🙏quante e spesse volte sentiamo abusare di questa frase: “lo Spirito soffia dove vuole”, per giustificare quello che ci pare e piace… ecco cosa significa davvero quella frase… impariamo il senso corretto e facciamone tesoro!

Disfattismo e superbia sono i veri ostacoli al dialogo con Dio
Mt 21,23-27 – Lunedì della III Settimana di Avvento (16 dicembre 2024) – mons. Luigi Maria Epicoco
“Entrato nel tempio, mentre insegnava gli si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo e gli dissero: «Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?»”.
Non si riesce a comprendere nulla di questo incipit del vangelo di oggi se ci si dimentica un dettaglio importante: il giorno prima Gesù era entrato a Gerusalemme sopra un’asina, esattamente come dicevano le profezie rispetto al Messia, e varcando la soglia del Tempio lo aveva “purificato” scacciando i mercanti. È proprio a causa di questo che coloro che si sentono i padroni di casa gli chiedono conto della sua autorità. Ma Gesù vuole smontare innanzitutto la presunzione di una simile domanda, perché non si può dare nessuna risposta a chi non vuole ascoltarla. Infatti ci sono domande, anche serie, che noi facciamo solo per affermare il nostro pensiero e non perché ci interessi trovare una risposta vera. È il tipo atteggiamento di chi è in polemica con tutto avendo solo come scopo quello di demolire, di criticare, di smontare, di svalutare. A chi ragiona così non si può dare nessuna risposta perché non c’è volontà di costruire davvero nulla. Il massimo che sanno fare è rimuginare con se stessi, ma non sono capaci di nessun vero dialogo: “Ed essi riflettevano tra sé dicendo: «Se diciamo: “dal Cielo”, ci risponderà: “perché dunque non gli avete creduto?”; se diciamo “dagli uomini”, abbiamo timore della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta»”.
Chi vive così si perde ciò che della vita vale la pena, perché un simile disfattismo è solo l’affermazione di infelicità travestita di superbia e presunzione. “Rispondendo perciò a Gesù, dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose»”. Certe volte il silenzio di Dio, non è uno stato di vita spirituale che assomiglia alla notte oscura dei mistici, ma è solo la conseguenza del nostro non volerlo ascoltare veramente e sul serio, assumendocene la responsabilità.
“IL PIÙ ATROCE CASTIGO PER I FEDELI È IL CATTIVO CLERO” (SANT’ANTONIO MARIA CLARET)

SOSTA – Quando il vizio della gola è peccato veniale e quando è mortale?
- Secondo san Tommaso, la gola può essere un peccato mortale o veniale.
- E’ peccato mortale quando si antepone il diletto a Dio e ai suoi precetti: a)Quando si viola un precetto grave per il piacere di mangiare e bere (per esempio: il digiuno e l’astinenza). b)Quando si causa volontariamente un grave danno alla salute. c)Quando si perde l’uso della ragione (per esempio: nell’ubriachezza perfetta). d)Quando suppone un grave sperpero dei beni materiali. e)Quando con essa si dà un grave scandalo.
- E’ peccato veniale quando, senza giungere a nessuno di questi estremi, se si oltrepassano i limiti del discreto e del ragionevole.
- Ordinariamente, il disordine nel mangiare e nel bere non eccede i limiti del peccato veniale; però, l’immortificazione del gusto costituisce un grande ostacolo alla santificazione.
10 MODI IN CUI SATANA CI IMPEDISCE LA RICONCILAZIONE CON DIO.



