QUIZ: appartieni ad una setta?

Prima di offrirvi il Questionario vi invitiamo anche a seguire la puntata di Vade Retro di TV2000 nella quale due ex appartenenti alla sètta dei Testimoni di Geova (che ricordiamo non sono cristiani dal momento che negano e rigettano la dottrina patristica sul Cristo, oltre che ad una interpretazione della Bibbia assolutamente falsata), raccontano e svelano i punti oscuri di questa formazione e gli inganni perpetrati ai danni della gente ignara.


Questo Questionario, elaborato da esperti (anche psicologi e sociologi) in materia, permette di evidenziare le “caratteristiche comuni” a tutti i culti con effetti negativi sul comportamento, sulla libertà e sulla psicologia della persona.

Non intende circoscriversi, badate bene, ad un unico gruppo, né intende riferirsi alla religione in quanto tale, anzi, al contrario questo Questionario intende proprio salvaguardare la religione stessa da quei gruppi che al suo interno ne stravolgono sovente i veri fini e l’autentico insegnamento, tutelandone la serietà.

Infatti, questo Questionario non è applicabile ai cosiddetti “monasteri o comunità religiose” specialmente secolari, nelle quali è implicito che esista una certa disciplina, detta Regola, accettata liberamente come stile di vita comune insieme e dove il concetto di famiglia non si sviluppa con dei bambini da crescere, ma tra persone adulte il cui libero arbitrio si autoregola ed alimenta proprio attraverso la Regola e le Costituzioni già collaudate nel tempo, approvate dalla Gerarchia Cattolica, rese pubbliche e quindi a conoscenza di chiunque.

In sostanza queste domande e risposte faranno luce sul gruppo laicale a cui appartenete, indipendentemente dalla religione, ossia, non si vuole giudicare alcuna religione che tale si rispetti con questo termine, ma sondare il terreno su dove vi trovate.

Rispondete sinceramente e francamente alle domande: non avete motivo di sentirvi in colpa a farlo perché queste domande possono aiutarvi a capire chi siete, quanta padronanza avete del vostro libero arbitrio e come stare meglio, ma è importante rispondere con tutta onestà con un si o con un no evitando ogni tipo di giustificazione. (*)

quiz-3_54509d736b5311. Nel tuo gruppo vengono scoraggiati i dubbi, le critiche o le idee che non sono in sintonia con il sistema di elaborazione al suo interno?

2. Tendi a razionalizzare (o a giustificare) tutto ciò che viene fatto dal tuo gruppo, anche quando sei consapevole che questo va contro il tuo “sesto senso” di ciò che è giusto e sbagliato?

3. Ti senti spesso esausto per la lunghezza delle attività, incontri e progetti del gruppo?

4. Il tuo gruppo utilizza un linguaggio speciale, ricco di neologismi e di termini generalmente incomprensibili agli esterni?

5. I dubbi esposti vengono considerati una mancanza di fede, di consacrazione, di impegno o quale mancanza di lealtà verso il gruppo? In sostanza: i tuoi pensieri (naturalmente non contrari alla retta fede, ma non in linea con la programmazione del gruppo) sono diventati qualcosa da combattere/reprimere/condannare?

6. Riesci a vivere il culto al di fuori della programmazione del gruppo, ossia: preghi di tua spontanea volontà o solo quando è previsto dal programma del gruppo?

7. Ti ritrovi spesso a fare sempre più cose nel gruppo che non avresti fatto di tua iniziativa?

8. Il tuo gruppo umilia o critica pubblicamente i suoi membri?

9. Il tuo gruppo possiede un sistema di punizioni o di premi per il comportamento dei suoi membri?

10. Il tuo gruppo ritiene ossessivamente di essere perseguitato da altri gruppi o da persone che hanno altre convinzioni?

11. La prospettiva di abbandonare il tuo gruppo ti spaventa o ti sembra molto difficile da attuare?

12. Senti il bisogno, qualche volta e in crescendo, di lasciare di nascosto il tuo gruppo?

13. Ti è stato detto (o pensi) che se abbandoni il gruppo ti accadrà sicuramente qualcosa di brutto?

14. Il tuo gruppo filtra l’informazione e le comunicazione esterne? Ritiene di essere “il solo” ad avere la soluzione a tutti i tuoi problemi?

15. Le idee o il sistema di credenze del leader viene considerato al di sopra di ogni critica, ritenuto di carattere sacro o intoccabile?

16. Segui un particolare individuo, del tuo gruppo, che esige ubbidienza e lealtà cieca ed assoluta?

17. I membri del tuo gruppo si considerano particolarmente eletti, superiori o un’élite esclusiva?

18. Senti il bisogno di salvare o convertire altri al tuo sistema di gruppo e metodo?

19. Il tuo gruppo mantiene la segretezza verso gli estranei sulle sue opere, insegnamenti, attività o credenze?

20. Il tuo gruppo associa la purezza e la bontà all’essere membri del gruppo, e l’impurità o il male a coloro che si pongono al di fuori del gruppo?

21. Poni la missione o le attività del tuo gruppo al di sopra dei tuoi obiettivi ed ideali personali? Gli interessi del gruppo hanno la precedenza sui tuoi interessi?

22. Ti scopri a ragionare in termini di noi-loro, noi-contro gli altri esterni al gruppo?

23. Vedi sempre meno i membri della tua famiglia ed amici che non appartengono al tuo gruppo o che non accettano di condividerlo?

24. Da che sei entrato nel gruppo i tuoi rapporti con parenti e familiari che non ne fanno parte sono radicalmente cambiati?

25. Se sei coniugato/a il tuo coniuge è stato spinto in qualche modo ad entrare nel gruppo?

26. Esiste fra i coniugi la libertà di non aderire al gruppo? se è sì, l’armonia familiare ne risente? I figli sono lasciati liberi di scegliere?
27. Il tuo gruppo usa frequentemente per le testimonianze pubbliche svelare confessioni private per rafforzare la missione o gli obiettivi privati del gruppo?

28. La comunicazione (le amicizie) all’interno e dall’esterno del tuo gruppo viene controllata o censurata in qualche maniera?

29. Il tuo gruppo critica, emargina, abbandona o disprezza gli individui che decidono di abbandonare il gruppo?

30. Le confessioni, i difetti o le debolezze dei singoli vengono usate pubblicamente nel gruppo come monito disciplinare?

31. I membri, quando devono fare scelte di vita personali, cercano forse di avere prima il permesso o l’approvazione dei leader del gruppo? In questo caso in vista anche di un fidanzamento o matrimonio vi sentite pilotati dal gruppo a riguardo della scelta del partner?

32. Avverti una forte pressione a partecipare sempre agli incontri, adunanze, lezioni e seminari del gruppo e ti senti colpevole se non vi partecipi?

33. Avverti una pressione a dare una parte dei tuoi guadagni al gruppo o di spendere denaro in corsi, libri o progetti speciali?

34. I bisogni finanziari del gruppo vengono ritenuti più importanti del tuo proprio benessere economico, anche a riguardo delle necessità dei figli?

35. Il tuo gruppo opera discriminazioni contro qualcuno per quanto riguarda la diversità, o altri gruppi legati alla fede ma non del tuo giro?

36. Il tuo gruppo possiede una struttura totalitaria, ossia: uno stretto controllo gerarchico a causa del quale i membri non possono avere iniziative?

37. Ti domandi a volte se ti sei lasciato coinvolgere in un gruppo restrittivo?

38. Hai una bassa o scarsa stima di te stesso, ossia: avverti una perdita di identità perché l’hai fusa con il gruppo?

39. Hai difficoltà a prendere delle semplici decisioni e fare delle scelte importanti anche quelle che riguardano il concepimento dei figli? In sostanza questa domanda vi chiede se siete controllati dal gruppo a riguardo dei numeri dei figli imposti; se siete costretti ad abortire, ma anche se siete costretti a farne secondo la volontà del gruppo. Ricordati che ogni gravidanza è un dono e non una imposizione.

40. Ti senti spesso ansioso/a, depresso, inquieto o nervoso?

41. Ti senti isolato/a, solo/a, colpevole, cinico specialmente verso chi non fa parte del tuo gruppo?

42. Hai difficoltà di memoria a breve termine?

43. Ti sembra di non avere nulla in cui credere, o da condividere, al di fuori del gruppo?

44. Avverti qualche volta del disagio ed insofferenza verso il gruppo o verso coloro che ne detengono la leadership?

45. Avverti qualche volta un senso di supina incensazione verso il gruppo o coloro che ne detengono la leadership, fino a non poter fare a meno di loro?

46. Hai qualche volta degli incubi o sogni spiacevoli?

47. Trovi difficile o impossibile smettere di compiere le pratiche mentali o rituali del gruppo?

48. Hai mai visto se nel tuo gruppo fioriscono idee o iniziative (buone naturalmente) che poi avete potuto realizzare liberamente?

49. Nel tuo gruppo vi sentite liberi di poter fare qualcosa che non era prevista nel programma abitudinale degli incontri?

50. Le vacanze o i giorni festivi come le Domeniche, sono sempre associati esclusivamente al programma e attività del gruppo? La vostra famiglia è libera di trascorrere la festività religiosamente in modo indipendente?

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(*) – Se hai risposto affermativamente a dieci domande, la situazione è seria ma non drammatica, sei ancora in tempo per riprenderti la tua libertà ed ora puoi comprendere da te stesso che hai una identità da recuperare;

– se sei affermativo/a oltre le dieci domande, comincia a preoccuparti, sei entrato in una spirale pericolosa;

– se sei stato affermativo/a ad oltre venti domande, è già un miracolo che tu abbia potuto completare il Questionario, ma hai bisogno di aiuto per uscire da questa schiavitù e il tuo gruppo è un gruppo gravemente restrittivo, in qualsiasi religione esso si trovi.

– Se sei affermativo/a oltre le quaranta domande il gruppo al quale hai aderito è distruttivo.

– Se invece hai risposto negativamente ad almeno 25 domande, la metà del Questionario, il gruppo a cui appartieni seppur equilibrato rischia di diventare settario, perciò cerca di essere tu stesso a renderlo sempre equilibrato e in sintonia con l’autentica libertà di ogni individuo, nel rispetto della vera dignità di tutti.

Ricordati: non è la religione (quella vera) a rendere schiave le persone, ma spesso sono i gruppi che le compongono che, differenti fra loro, non tutti agiscono per un bene comune.

Diffida sempre da chi ti rende schiavo/a, da chi inibisce la tua libertà, da chi si impossessa della tua volontà. L’autentica religione rende libera la persona aumentando e perfezionando la sua specifica identità nei confronti di sé stesso e del prossimo.

Donarsi a Dio o, come usa dire San Luigi M. Grignon de Montfort “essere schiavi di Maria Santissima” non sono la stessa cosa che il Questionario vi ha proposto perché, infatti, nel libero arbitrio cattolico la cosiddetta “donazione totale e la schiavitù” sono donate dal libero arbitrio ragionevole dell’uomo che resta comunque e sempre libero in se stesso, cosa che nelle sètte ciò non avviene perché il soggetto viene inibito, reso stordito e usato per altri fini.

Aiuta la vera religione a non essere testimonianza di intolleranza e schiavitù in un mondo in cui questa viene usata per negare all’Uomo la sua Anima, il suo fine ultimo, il suo scopo di vita.

Esci dalle sètte!

La libertà che hai di donarti veramente a Dio è il dono più grande che abbiamo nell’esercizio del libero arbitrio. Dio non vuole l’uomo ricintrullulito, ma lo vuole libero, lo vuole cosciente e consapevole delle sue scelte. Ci vuole per sè, certamente, ma per donarci la vera libertà dei Figli di Dio, eredi della promessa, eredi della divinizzazione autentica.

Sia lodato Gesù Cristo + Sempre sia lodato

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ATTENZIONE: vi invitiamo a conoscere il GRIS una Organizzazione voluta dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) proprio per far fronte al problema delle sètte in Italia. In questo link troverete tutti gli indirizzi diocesi per diocesi, regione per regione, un contatto, il nome della persona da contattare, e l’archivio nel quale sono raccolti molti documenti che vi aiuteranno a fare discernimento sul gruppo a cui appartenete.

cliccare qui http://www.db.gris.org/gris/organizzazione/index.html

Riocordiamo che il vero Cristiano è parte intengrante DI UN POPOLO il cui camminare non è mai isolato o appartato, è un camminare in un cuor solo e un anima sola, perciò diffidate dei gruppi chiusi. Abbiate il coraggio di esercitare il libero arbitrio con quella libertà dei veri figli di Dio, Popolo eletto, un gregge che ha stima di se stesso perchè nella COMUNIONE DELLA CHIESA la garanzia non è l’ “io” ma DIO.