Culto, storia e devozione al Preziosissimo Sangue di Gesù

Mese di Luglio dedicato al Preziosissimo Sangue di Gesù

Carissimi Fratelli e Sorelle!

Inizia oggi il mese de Luglio, che la tradizione popolare dedica alla contemplazione del Preziosissimo Sangue di Cristo, mistero insondabile di amore e di misericordia. […] Il Sangue di Cristo è la prova inconfutabile dell’amore del Padre celeste per ogni uomo, nessuno escluso. Tutto questo è stato ben sottolineato dal Beato Giovanni XXIII, devoto al Sangue del Signore fin dall’infanzia, quando in famiglia ne sentiva recitare le speciali Litanie. Eletto Papa, scrisse una Lettera apostolica per promuoverne il culto (Inde a primis, 30 giugno 1959) invitando i fedeli a meditare sul valore infinito di quel Sangue, del quale “una sola goccia può salvare tutto il mondo da ogni colpa” (Inno Adoro Te devote). (Giovanni Paolo II, Angelus del 1° Luglio 2001)

Cari fratelli e sorelle!

In passato la prima domenica di luglio si caratterizzava per la devozione al Preziosissimo Sangue di Cristo. Alcuni miei venerati Predecessori nel secolo scorso la confermarono, e il beato Giovanni XXIII, con la Lettera Apostolica Inde a primis (30 giugno 1960), ne spiegò il significato e ne approvò le Litanie. Il tema del sangue, legato a quello dell’Agnello pasquale, è di primaria importanza nella Sacra Scrittura. (..) Cristo non ha risposto al male con il male, ma con il bene, con il suo amore infinito. Il sangue di Cristo è il pegno dell’amore fedele di Dio per l’umanità. Fissando le piaghe del Crocifisso, ogni uomo, anche in condizioni di estrema miseria morale, può dire: Dio non mi ha abbandonato, mi ama, ha dato la vita per me; e così ritrovare speranza. La Vergine Maria, che sotto la croce, insieme con l’apostolo Giovanni, raccolse il testamento del sangue di Gesù, ci aiuti a riscoprire l’inestimabile ricchezza di questa grazia, e a sentirne intima e perenne gratitudine. (Angelus di Benedetto XVI del 5 luglio 2009)

Con queste parole, sia Giovanni Paolo II quanto Benedetto XVI, ricordavano ai Fedeli di ben cominciare il mese di luglio. Naturalmente sia la Solennità del Corpus Domini, sia quella del Sacro Cuore di Gesù sono strettamente correlate ed inseparabili alla contemplazione del Preziosissimo Sangue versato perché non esiste un corpo senza sangue, e a nulla servirebbe il sangue senza un corpo…  Diamo ora un breve sguardo d’insieme alla storia:

QUI IL TESTO IN AUDIO-VIDEO

Origine e significato. Il cristianesimo è la religione del Sangue di Cristo. Redenzione e santificazione, grazia e gloria, non sono che diversi aspetti della sua efficacia. Tutta la storia della Chiesa è storia del Preziosissimo Sangue, perché è quella della predicazione del Vangelo e dell’amministrazione dei sacramenti. San Paolo è il vero Dottore del Preziosissimo Sangue. Forse pochi sanno che questa devozione prese la sua forma moderna da Santa Caterina da Siena (1347-1380, clicca qui per avere un libretto su santa Caterina curato da noi), la profetessa del Preziosissimo Sangue, di lei la Chiesa ha confermato la così detta “DOTTRINA DEL SANGUE” che troviamo sia nel Dialogo della Divina Provvidenza, sia generosamente sparsa in tante Lettere da lei inviate a molte persone, e poi anche da San Gaspare del Bufalo (1786-1837), ma anche da santa Maria Maddalena dè Pazzi, ed altri. Santa Caterina da Siena fu giustamente chiamata la «Mistica del Sangue», perché il Sangue Prezioso di Gesù era costantemente nel suo pensiero. Le sue numerose lettere hanno inizio tutte nel nome del Prezioso Sangue. Al suo confessore diceva: «Abbiate sempre il Sangue di Gesù davanti agli occhi». Nei Dialoghi scrive: «Quel Sangue è l’unico maestro. Il Sangue di Gesù ci ha nuovamente creati». Con l’invocazione al Prezioso Sangue ottenne la conversione del cavaliere perugino Niccolò Toldo, condannato ingiustamente alla pena capitale. Sarebbe morto disperato e con l’odio nel cuore se non fosse intervenuta S. Caterina. L’accompagnò ella stessa sul patibolo, gli parlò del Sangue di Gesù, prese il suo capo fra le mani, glielo aggiustò sotto la mannaia ed il poveretto morì esclamando: «Gesù! Caterina!». Diciamo anche noi con lei: «O Gesú, il mio cuore diventa fuoco, pensando a Te!» Le anime dei santi sono tante fornaci brucianti unicamente d’amore per Gesù. E le nostre? Quanta tiepidezza! Quale attaccamento alle cose terrene!

– Veneriamo poi la Madonna del Preziosissimo Sangue. Alla luce di Maria, il Preziosissimo Sangue diventa ancora più prezioso, perché solo in Lei raggiunge la sua piena efficacia redentrice. Alla luce del Preziosissimo Sangue, Maria ci diventa più amabile, perché questo Sangue è dono Suo, è Sangue Suo più che il sangue di qualunque figlio lo sia di sua madre. E Gesù, quasi per riconoscenza, volle affidarle i frutti di quel Sangue che da Lei aveva ricevuto. Maria, Madre, figlia, gloria del Preziosissimo Sangue, depositaria e distributrice del suoi frutti, è, con San Giuseppe, la sua prima devota. Essa ne raccolse, conservò e onorò le prime stille sparse da Gesù nella Circoncisione. Anche noi dobbiamo esserne devoti, perché anche noi siamo, con la grazia del Battesimo, figli del Preziosissimo Sangue; abbiamo il dovere di diventarne apostoli fedeli, per diventare anche noi un giorno la sua gloria, con i Santi che ci hanno già preceduto.

– Infine la Festa. Questa fu istituita dal beato Pontefice Pio IX e fissata al 1º luglio. Il suo significato è l’universalità e l’efficacia redentrice del Preziosissimo Sangue. L’indulgenza accordata a chi recita con devozione le famose Litanie del Preziosissimo Sangue, è di sette anni. Giovanni XXIII nel 1960, volle che, alle invocazioni in riparazione delle bestemmie che si recitano a conclusione dell’esposizione eucaristica (“Dio sia benedetto”) fosse aggiunto, per tutta la Chiesa, “benedetto il Suo Preziosissimo Sangue”.

Si parlava di san Gaspare del Bufalo, ebbene, un giorno, più che mai amareggiato per le lotte che doveva superare nel diffondere la devozione al Prez.mo Sangue, si rasserenò e predisse che sarebbe salito sulla Cattedra di S. Pietro un Pontefice che ne avrebbe favorito e inculcato il culto. Questo papa, possiamo dirlo senza pericolo di sbagliare, è stato Giovanni XXIII. Fin dall’inizio del suo pontificato venne pubblicamente esortando i fedeli a coltivare questa devozione; rivelando che egli stesso recitava nel mese di luglio tutti i giorni le litanie del Preziosissimo Sangue, come aveva appreso da fanciullo nella casa paterna. Anziché affidarla ad un cardinale volle riservare a sé la Protettoria della Congregazione dei Missionari del Prez.mo Sangue e, parlando nella Basilica di S. Pietro, ai cardinali, vescovi, prelati e a migliaia di fedeli, il 31 gennaio 1960 per la chiusura del Sinodo Romano, esaltò S. Gaspare come «Il vero e più grande apostolo della devozione al Prez.mo Sangue nel mondo». Il 24 gennaio dello stesso anno approvò per la Chiesa Universale le Litanie del Prez.mo Sangue e nel successivo 12 ottobre volle che alle invocazioni del «Dio sia benedetto» fosse aggiunto, per tutta la Chiesa, anche «Benedetto il suo Prez.mo Sangue». Ma l’atto ufficiale più solenne è senza dubbio la Lettera Apostolica «Inde a primis» del 30 giugno 1960, con la quale rivolgendosi al mondo cattolico, approvava, esaltava ed inculcava il culto verso il Prez.mo Sangue, additando in esso unitamente a quello per il S. Nome di Gesù e per il S. Cuore, una fonte di copiosi frutti spirituali ed il rimedio contro i mali che opprimono l’umanità. Possiamo chiamare perciò Giovanni XXIII «IL PAPA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE» predetto da S. Gaspare.

Nel 1903 moriva a Lucca S. Gemma Galgani. Era innamoratissima del Prezioso Sangue ed il programma della sua vita fu: «Gesù, Gesù solo e questo crocifisso». Fin dai più teneri anni provò l’amaro calice della sofferenza, ma l’accettò sempre con eroica sottomissione alla volontà di Dio. Gesù le aveva detto: «Nella tua vita ti darò tante occasioni di guadagnare meriti per il cielo, se saprai sopportare la sofferenza». E tutta la vita di Gemma fu un calvario. Eppure ella chiamava i dolori più atroci «doni del Signore» e si offriva a lui come vittima di espiazione per i peccatori. Ai dolori che le mandava il Signore si aggiungevano le vessazioni di Satana e queste la facevano soffrire ancora di più. Così tutta la vita di Gemma fu rinuncia, preghiera, martirio, immolazione! Quest’anima privilegiata più volte fu confortata da estasi, nelle quali restava rapita contemplando Gesù crocifisso. Com’è bella la vita dei santi! La loro lettura ci entusiasma, ma il più delle volte il nostro è un fuoco di paglia e alla prima avversità sfuma il nostro fervore. Cerchiamo di imitarli nella fortezza e nella perseveranza, se vogliamo seguirli nella gloria.

Vi sono state sempre al mondo anime sante che si sono offerte vittime per allontanare i castighi di Dio dalla povera umanità. Una di queste fu S. Maria Maddalena de’ Pazzi, nobile fiorentina. Fu devotissima del Prez.mo Sangue e condusse una vita d’aspra penitenza e di continua preghiera. Moltissime volte al giorno faceva l’offerta del Divin Sangue all’Eterno Padre, per ottenere misericordia per i peccatori. Le apparve un giorno Gesù coperto di sangue ed ella gli chiese di poter soffrire le sue stesse pene. Gesù le disse: «Il mio Sangue non cerca vendetta come quello di Abele, ma soltanto misericordia. Esso lega le mani alla Giustizia Divina!». Allora la santa rispose: «Mi coprirò col tuo Sangue, o Gesù, e Dio non vedrà i miei peccati». Quante volte si dice (ma con disprezzo): «Cosa fanno i frati e le suore, chiusi in ozio nei conventi?» Pregano, pregano notte e giorno per noi. Guai se non ci fossero! Se non salisse a Dio la loro continua preghiera, unita a quella di Cristo, chi implorerebbe pietà per noi? Ma noi… preghiamo per loro? Preghiamo per queste vocazioni?

A Ferrara, nella chiesetta di S. Maria in Vado, nella Pasqua del 1171, un sacerdote mentre celebrava la S. Messa, fu assalito da forti dubbi sulla reale presenza di Gesù Cristo nell’Eucarestia. Dopo l’elevazione, quand’egli spezzò l’Ostia consacrata, ne uscì sangue con tanta veemenza che ne rimasero spruzzate le pareti e la volta. La fama di tanto prodigio si sparse per tutto il mondo e la pietà dei fedeli eresse una grandiosa basilica che racchiude intatte le pareti e la volta del piccolo tempio, sulle quali ancora oggi, circondate da tanti anellini d’oro, si possono vedere chiaramente le gocce del Sangue Prodigioso. Quanti pretesti oggi per non ascoltare la S. Messa, neppure nelle feste di precetto! Quante volte la Messa festiva diventa l’ora degli appuntamenti, della ostentazione dei propri abiti e delle più immodeste acconciature! Si direbbe proprio che in certa gente si sia spenta del tutto la fede!

Una delle devozioni più care a S. Gaspare del Bufalo fu quella alla Regina del Prez.mo Sangue. Fece dipingere un quadro della Madonna con il Bambino Gesù sulle ginocchia, che stringe in mano il calice del suo Sangue. E la Vergine dimostrò, con molti prodigi, quanto le fosse cara una tale devozione. Molte volte, durante le prediche, il Santo fermava la pioggia benedicendo il cielo con quella prodigiosa immagine. Ad un gruppo di devoti, venuti da lontano ad ascoltarlo e che non potevano far ritorno perché si era scatenato un furioso temporale, consegnò quel quadro ed essi, pur camminando sotto la pioggia, giunsero perfettamente asciutti alle loro case. Davanti a quell’effige con la recita di tre Ave Maria, guarì istantaneamente un contadino che si era ferito gravemente ad un dito. Presso Albano Laziale, invocando il Nome della Vergine, salvò da sicura morte un confratello missionario che era precipitato con la carrozza dall’alto di un ponte. Moltissime volte, mentre predicava, fu vista una luce misteriosa scendere dal Cielo e inondare sia l’Immagine della Madonna, sia il volto del Santo. Imitiamo S. Gaspare in questa devozione tanto efficace, uniamo l’amore alla Vergine con quello al Prez.mo Sangue e saremo certamente ricolmi di celesti favori. Ma, in modo particolare, evitiamo il peccato, che rinnova le trafitture al Cuore adorabile della nostra Madre celeste.

Diceva san Gaspare: – Il Signore in ogni tempo ha suscitato delle divozioni atte a porre argine al torrente delle iniquità. Ma se in altri tempi la Chiesa la vediamo… combattuta or contro un dogma or contro un altro, nei tempi nostri però la guerra è alla Religione nella totalità, è al Crocifisso Signore. Convien dunque riprodurre le glorie della Croce e del Crocifisso… ora necessita ridire ai popoli a qual prezzo sian ricomprate le anime. Convien far conoscere per quali vie il Sangue di Gesù monda le anime… convien rammentare che questo Sangue si offre ogni mattina sull’altare. (Regol, pag. 80)… e mentre tanti abusano del prezzo di Redenzione vi sia uno stuolo di anime che cerchino di compensare i torti che riceve Gesù. (Cr. pag. 364).

QUI INVITIAMO A SCARICARE ALTRO MATERIALE PREZIOSO:

mese al preziosissimo sangue di gesu_2004

mese al preziosissimo sangue_2005

preghiere al preziosissimo sangue librettino

Litanie al Preziosissimo Sangue.

(approvate da Papa Giovanni XXIII)

Kyrie, eléison. Kyrie, eléison.

Christe, eléison. Christe, eléison.

Kyrie, eléison. Kyrie, eléison.

Christe, audi nos. Christe, audi nos.

Christe, exáudi nos. Christe, exáudi nos.

Pater de cælis Deus, miserére nobis.

Fili, Redemptor mundi, Deus, miserére nobis

Spiritus Sancte, Deus, miserére nobis

Sancta Trinitas, unus Deus, miserére nobis.

Sanguis Christi, Unigéniti Patris Æterni, salva nos.

Sanguis Christi, Verbi Dei incarnáti, salva nos.

Sanguis Christi, Novi et ætérni Testamenti, salva nos.

Sanguis Christi, in agonia decúrrens in terram, salva nos.

Sanguis Christi, in flagellatióne prófluens, salva nos.

Sanguis Christi, in coronatióne spinárum emánans, salva nos.

Sanguis Christi, in Cruce effúsus, salva nos.

Sanguis Christi, prétium nostræ salútis, salva nos.

Sanguis Christi, sine quo non fit remissio, salva nos.

Sanguis Christi, in Eucharístia potus et lavácrum animárum, salva nos.

Sanguis Christi, flumen misericórdiæ, salva nos.

Sanguis Christi, victor dǽmonum, salva nos.

Sanguis Christi, fortitúdo Mártyrum, salva nos.

Sanguis Christi, virtus Confessórum, salva nos.

Sanguis Christi, gérminans Vírgines, salva nos.

Sanguis Christi, robur periclitántium, salva nos.

Sanguis Christi, levámen laborántium, salva nos.

Sanguis Christi, in fletu solácium, salva nos.

Sanguis Christi, spes pæniténtium, salva nos.

Sanguis Christi, solámen moriéntium, salva nos.

Sanguis Christi, pax et dulcédo córdium, salva nos.

Sanguis Christi, pígnus vitæ ætérnæ, salva nos.

Sanguis Christi, ánimas líberans de lacu Purgatórii, salva nos.

Sanguis Christi, omni glória et honóre digníssimus, salva nos.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, parce nobis, Dómine.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, exáudi nos, Dómine.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, miserére nobis.

  1. Redemísti nos, Domine, in Sánguine tuo.
  2. Et fecísti nos Deo nostro regnum.

Orémus. Omnípotens sempitérne Deus, qui unigénitum Fílium tuum mundi Redemptórem constituísti, ac eius Sánguine placári voluísti: concéde, quǽsumus, salútis nostræ prétium ita venerári, atque a praeséntis vitæ malis eius virtúte deféndi in terris, ut fructu perpétuo lætémur in cælis. Per eúndem Christum Dóminum nostrum. R. Amen.

Signore, pietà. Signore, pietà.

Cristo, pietà. Cristo, pietà.

Signore, pietà. Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci. Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici

Padre celeste, Dio abbi pietà di noi

Figlio redentore dei mondo, Dio abbi pietà di noi

Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Sangue di Cristo, Unigenito dell’eterno Padre …….. salvaci

Sangue di Cristo, Verbo di Dio incarnato salvaci

Sangue di Cristo, della nuova ed eterna alleanza salvaci

Sangue di Cristo, scorrente a terra nell’agonia.. salvaci

Sangue di Cristo, profuso nella flagellazione salvaci

Sangue di Cristo, stillante dalla Coronazione di spine salvaci

Sangue di Cristo, effuso sulla Croce salvaci

Sangue di Cristo, prezzo della nostra salvezza salvaci

Sangue di Cristo, senza il quale non vi è perdono salvaci

Sangue di Cristo, nell’Eucaristia bevanda e lavacro delle anime

salvaci

Sangue i Cristo, fiume di misericordia salvaci

Sangue di Cristo, vincitore dei demoni salvaci

Sangue di Cristo, fortezza dei martiri salvaci

Sangue i Cristo, vigore dei confessori salvaci

Sangue di Cristo, che fai germogliare i vergini salvaci

Sangue di Cristo, sostegno dei vacillanti salvaci

Sangue di Cristo, sollievo dei sofferenti salvaci

Sangue i Cristo, consolazione nel pianto salvaci

Sangue di Cristo, speranza dei penitenti salvaci

Sangue di Cristo, conforto dei morenti salvaci

Sangue di Cristo, pace e dolcezza dei cuori salvaci

Sangue di Cristo, pegno della vita eterna salvaci

Sangue di Cristo, che liberi le Anime dei purgatorio salvaci

Sangue di Cristo, degnissimo di ogni gloria ed onore salvaci

Agnello di Dio, che togli i peccati dei mondo perdonaci, o Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati dei mondo esaudiscici, o Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati dei mondo abbi pietà di noi.

Ci hai redenti, o Signore, con il tuo Sangue.

E ci hai fatti regno per il nostro Dio.

Preghiamo – O Signore, eterno e onnipotente, il quale disponeste che il Vostro Figliuolo divenisse il Redentore del mondo, e voleste essere placato nel Suo Sangue, fate che venerando noi il prezzo del nostro riscatto, per i Suoi meriti scampiamo da tutti i mali qui in terra, per conseguirne poi in cielo la pienezza. Per lo stesso Gesù Cristo nostro Signore. Così sia.


Giovanni XXIII

Inde a primis – Lettera apostolica

Venerabili Fratelli, Salute e Apostolica Benedizione!

Più volte ci è accaduto fin dai primi mesi del Nostro servizio pontificale, e la parola fu sovente precorritrice ansiosa ed innocente del Nostro stesso sentimento, di invitare i fedeli in materia di devozione viva e quotidiana a volgersi con ardente fervore verso l’espressione divina della misericordia del Signore sulle singole anime, sulla sua Chiesa e sul mondo intero, di cui Gesù resta il redentore ed il Salvatore. Vogliamo dire la devozione al Preziosissimo Sangue.

Questa devozione ci fu istillata nello stesso ambiente domestico in cui fiorì la nostra fanciullezza, e tuttora ricordiamo con viva emozione la recita delle Litanie del Preziosissimo Sangue che i nostri vecchi facevano nel mese di luglio.

Memori della salutare esortazione dell’Apostolo: “Badate a voi; badate al gregge in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituito vescovi per pascere la Chiesa di Dio, acquistata da lui col proprio sangue”, crediamo, o Venerabili Fratelli, che tra le sollecitudini del Nostro universale ministero pastorale, dopo la vigilanza sulla sana dottrina, debba avere un posto di privilegio quella che riguarda il retto svolgimento e l’incremento della pietà religiosa, nelle manifestazioni del culto liturgico e privato. Ci sembra pertanto particolarmente opportuno richiamare l’attenzione dei nostri diletti figli sul nesso indissolubile che deve unire le due devozioni, già tanto diffuse in seno al popolo cristiano, cioè al Nome Santissimo di Gesù e al suo Cuore Sacratissimo, quella che intende onorare il Sangue preziosissimo del Verbo incarnato, “sparso per molti in remissione dei peccati“.

Se, infatti, è di somma importanza che tra il Credo cattolico e l’azione liturgica della Chiesa regni una salutare armonia, poiché “Lex credendi legem statuat supplicandi”, e non siano mai consentite forme di culto che non scaturiscano dalle sorgenti purissime della vera fede, è giusto altresì che fiorisca una simile armonia tra le varie devozioni, in modo che non vi sia contrasto o dissociazione tra quelle che sono stimate come fondamentali e più santificanti, ed in pari tempo sulle devozioni personali e secondarie abbiano il primato nella stima e nella pratica quelle che meglio attuano l’economia dell’universale salvezza operata dal “solo Mediatore tra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, colui che diede se stesso prezzo di riscatto per tutti”. Movendosi in questa atmosfera di retta fede e di sana pietà, i credenti sono sicuri di “sentire cum Ecclesia”, ossia di vivere in comunione di preghiera e di carità con Gesù Cristo, fondatore e Sommo Sacerdote di quella sublime religione, che da lui trae, col nome, ogni sua dignità e valore. Se diamo ora un rapido sguardo ai mirabili progressi che la Chiesa Cattolica ha operato nel campo della pietà liturgica, in salutare consonanza con lo sviluppo della sua fede nella penetrazione delle verità divine, è indubbiamente consolante il costatare che nei secoli a noi più vicini non sono mancati da parte di questa Apostolica Sede chiari e ripetuti attestati di consenso e di incoraggiamento, per tutte e tre le devozioni sopra menzionate: devozioni che furono praticate fin dal medioevo da molte anime pie e furono poi diffuse in varie Diocesi, Ordini e Congregazioni religiose, ma che attendevano dalla Cattedra di Pietro il suggello dell’ortodossia e dell’approvazione per la Chiesa universale.

Ci basti ricordare che i Nostri Predecessori fin dal secolo XVI hanno arricchito di spirituali favori la devozione al Nome Santissimo di Gesù, di cui si era fatto nel secolo precedente apostolo infaticabile, in Italia, San Bernardino da Siena. In onore di questo Santissimo Nome furono anzitutto approvati l’Ufficio, la Messa, ed in seguito le Litanie. Né meno insigni furono i privilegi concessi dai Romani Pontefici al culto verso il Cuore Sacratissimo di Gesù, nella cui ammirabile propagazione tanta parte hanno avuto le rivelazioni fatte dal Sacro Cuore a Santa Margherita Maria Alacoque.

E così alta e unanime è stata la stima dei Sommi Pontefici verso questa devozione, che essi si compiacquero di illustrarne la natura, difenderne la legittimità, inculcarne la pratica con molti atti ufficiali, cui hanno posto coronamento tre importanti Encicliche su questo argomento.

Ma anche la devozione al Sangue Preziosissimo, di cui è stato propagatore ammirabile nel secolo scorso il sacerdote romano San Gaspare del Bufalo, ebbe il meritato consenso e il favore di questa Sede Apostolica. Giova infatti ricordare che per ordine di Benedetto XlV furono composti la Messa e l’Ufficio in onore del Sangue adorabile del Salvatore divino; e che Pio IX, a soddisfazione di un voto fatto a Gaeta, ne volle estesa la festa liturgica alla Chiesa universale. Fu infine Pio Xl, di felice memoria, che a ricordo del XlX Centenario della Redenzione, elevò la suddetta festa a rito doppio di prima classe, affinché dalla accresciuta solennità liturgica più intensa si facesse la devozione stessa e più copiosi si riversassero sugli uomini i frutti del Sangue redentivo.

Seguendo pertanto l’esempio dei Nostri Predecessori, allo scopo di favorire ulteriormente il culto verso il Sangue prezioso dell’Agnello immacolato Cristo Gesù, ne abbiamo approvate le Litanie, secondo l’ordine compilato dalla Sacra Congregazione dei Riti, incoraggiandone altresì la recita in tutto il mondo cattolico; sia in privato che in pubblico, con l’elargizione di speciali indulgenze.

Possa questo nuovo atto della “cura di tutte le Chiese”, propria del Supremo Pontificato, in tempi di più gravi ed urgenti bisogni spirituali, risvegliare nell’animo dei credenti la convinzione del valore perenne, universale, sommamente pratico delle tre devozioni sopra elogiate.

Nell’approssimarsi perciò della festa e del mese dedicati al culto del Sangue di Cristo, prezzo del nostro riscatto, pegno di salvezza e di vita eterna, ne facciano i fedeli l ‘oggetto di più devote meditazioni e di più frequenti comunioni sacramentali. Riflettano essi, illuminati dai salutari insegnamenti che promanano dai Libri Sacri e dalla dottrina dei Padri e Dottori della Chiesa, al valore sovrabbondante, infinito, di questo Sangue veramente preziosissimo, “cuius una stilla salvum facere totum mundum quit ab omni scelere”, come canta la Chiesa con l’Angelico Dottore, e come ha sapientemente confermato il Nostro Predecessore Clemente Vl. Ché, se infinito è il valore del Sangue dell’Uomo-Dio ed infinita è stata la carità che lo spinse ad effonderlo fin dal giorno ottavo della sua nascita e poi con sovrabbondanza nell’agonia dell’orto, nella flagellazione e coronazione di spine, nella salita al Calvario e nella Crocifissione, e infine dalla ampia ferita del costato, a simbolo di quello stesso Sangue divino che scorre in tutti i Sacramenti della Chiesa, è non solo conveniente ma sommamente doveroso che ad esso siano tributati omaggi di adorazione e di amorosa riconoscenza da parte di tutti i rigenerati nelle sue onde salutari.

E al culto di latria, da rendersi al Calice del Sangue del Nuovo Testamento, soprattutto nel momento della sua elevazione nel sacrificio della Messa, è quanto mai decoroso e salutare che tenga dietro la Comunione con quel medesimo Sangue, indissolubilmente unito al Corpo del Salvatore nostro nel sacramento dell’Eucaristia. In unione allora col Sacerdote celebrante, i fedeli potranno con piena verità ripetere mentalmente le parole che egli pronuncia nel momento della Comunione: “Calicem salutaris accipiam et nomen Domini invocabo… Sanguis Domini Nostri Jesu Christi custodiat animam meam in vitam aeternam. Amen” In tal modo i fedeli, che vi si accosteranno degnamente, percepiranno più abbondanti i frutti di redenzione, di risurrezione e di vita eterna, che il Sangue sparso da Cristo “per impulso dello Spirito Santo” ha meritato al mondo intero. E nutriti del Corpo e del Sangue di Cristo, resi partecipi della sua vita divina che ha fatto sorgere legioni di martiri, essi andranno incontro alle lotte quotidiane, ai sacrifici, sino al martirio, se occorre, in difesa della virtù e del regno di Dio, sentendo in se medesimi quell’ardore di carità, che faceva esclamare a san Giovanni Crisostomo: “Partiamo da quella Mensa come leoni spiranti fiamme, divenuti terribili al demonio, pensando chi sia il nostro Capo, e quanto amore abbia avuto per noi… Questo Sangue, se degnamente ricevuto, allontana i demoni, chiama presso di noi gli angeli, e lo stesso Signore degli angeli… Questo Sangue, versato, purifica tutto il mondo. . . Questo è il prezzo dell’universo, con questo Cristo redime la Chiesa. .. Tale pensiero deve frenare le nostre passioni. Fino a quando, infatti, rimarremo attaccati al mondo presente? Fino a quando rimarremo inerti? Fino a quando trascureremo di pensare alla nostra salvezza? Riflettiamo sui beni che il Signore si è degnato di concederci, siamone grati, glorifichiamolo non solo con la fede, ma anche con le opere “. Oh! se i cristiani riflettessero più sovente al paterno monito del primo papa: “Vivete con timore nel tempo del vostro pellegrinaggio; ben sapendo che non a mezzo di cose corruttibili, quali l’oro e l ‘argento, siete stati riscattati. .. ma col prezioso Sangue di Cristo, dell’Agnello immacolato e incontaminato!”; se porgessero essi più sollecito ascolto all’esortazione dell’Apostolo delle genti: “Siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Iddio, e portatelo nel vostro corpo!”.

Quanto più degni, più edificanti sarebbero i loro costumi; quanto più salutare per l ‘umanità intera la presenza nel mondo della Chiesa di Cristo! E se tutti gli uomini assecondassero gli inviti della grazia di Dio, che li vuole tutti salvi, perché ha voluto che tutti fossero redenti dal Sangue del suo Unigenito e tutti chiama a essere membri di un solo mistico Corpo, di cui Cristo è il Capo, quanto più fraterni diverrebbero i rapporti tra gli individui, i popoli, le nazioni; quanto più pacifica, più degna di Dio e dell’umana natura, creata a immagine e somiglianza dell’Altissimo, risulterebbe la sociale convivenza. È alla contemplazione di questa sublime vocazione che san Paolo invitava i fedeli provenienti dal popolo eletto, tentati di pensare con nostalgia e un passato che era stato soltanto una pallida figura e il preludio della Nuova Alleanza: “Voi vi siete accostati al monte Sion e alla città di Dio vivente, alla Gerusalemme celeste, e alle miriadi di angeli, adunata assemblea dei primogeniti iscritti nei cieli, a Dio giudice, e agli spiriti dei giusti arrivati alla perfezione, e a Gesù mediatore del Nuovo Patto, e al Sangue della aspersione, che parla meglio di quello di Abele “. Pienamente fiduciosi, o Venerabili Fratelli, che queste Nostra paterne esortazioni, rese note da voi nel modo che crederete più opportuno al Clero e ai fedeli a voi affidati, non solo volentieri saranno salutarmente attuate, ma altresì con fervido zelo, in auspicio delle grazie celesti e in pegno della Nostra particolare benevolenza, con effusione di cuore impartiamo la Benedizione Apostolica a ciascuno di voi e a tutti i vostri greggi, e in modo particolare a coloro che risponderanno generosamente e piamente al Nostro invito.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 30 giugno 1960, vigilia della Festa del Preziosissimo Sangue di N.S.G.C., anno secondo del Nostro Pontificato.

Cliccare qui per scaricare l’articolo in PDF