L’esorcismo di papa Leone XIII, la preghiera a San Michele Arcangelo

Prima di passare ai testi dell’Esorcismo e della Preghiera a San Michele Arcangelo, veniamo ai fatti e dove qui il Concilio non c’entra ancora nulla anzi, forse è a causa di questa storia i danni che ne sono derivati e la stessa provvidenziale Consacrazione fatta da Papa Francesco, a San Michele Arcangelo per la Città del Vaticano, ci suggeriscono quanto sia saggio non disprezzare le profezie (1Tess 5,20).

Leone XIII, intuendo i pericoli del nostro tempo, provvide all’inserimento delle cosiddette “preghiere leonine” da recitarsi al termine di ogni Messa. Il Sacerdote deve recitarle da solo o con i fedeli se presenti, i quali devono intrattenersi anche per il ringraziamento dell’Eucaristia ricevuta. Queste Preghiere constano di tre Ave Maria, la Salve Regina, la preghiera per la Chiesa: “Dio, nostro rifugio e nostra forza, guarda propizio al popolo che Ti invoca: e, per l’intercessione della gloriosa e immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, di san Giuseppe, suo Sposo, dei tuoi santi Apostoli Pietro e Paolo e di tutti i Santi, esaudisci, misericordioso e benigno, le pre-ghiere che Ti presentiamo per la con-versione dei peccatori, per la libertà e l’esaltazione della santa Madre Chiesa. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.

A chiudere la famosa invocazione a San Michele Arcangelo: O san Michele Arcangelo, difendici nella lotta; sii nostro presidio contro le perfide insidie del demonio. «Che Iddio lo soggioghi» noi lo domandiamo supplicando. E tu, Principe della Milizia Celeste caccia nell’ Inferno satana e gli altri spiriti maligni che a perdizione delle anime vanno errando per il mondo.

R. Amen.

(tre volte) Cuore santissimo di Gesù. – (tre volte) Abbi pietà di noi.

Nel 1928, poiché da più parti si sentiva già l’aria della ribellione, si fece notare che queste preghiere non essendo vera liturgia ma “devozione privata”, non dovevano più dirsi pubblicamente e dunque lasciando la facoltà a chiunque avesse voluto di farle in forma del tutto privata, ma poi le pressioni seguirono e così si decise di aprire una sessione presso la Congregazione dei Riti che ebbe luogo lo stesso anno, ponendo così la questione per una più decisa abolizione.

Come riferisce Padre Jungmann, specialista della liturgia della Messa, il reverendo Franz Brehm, che partecipava alla riunione, gli raccontò che quando tutti erano già giunti all’accordo per sopprimere queste preghiere leonine, si alzò un anziano cardinale che, addolorato per questa decisione, volle dare questa personale testimonianza e nella quale fu direttamente coinvolto:

Leone XIII in persona gli aveva confidato di aver inserito quell’invocazione a San Michele Arcangelo dapprima contro la Massoneria poi a causa di una visione soprannaturale che aveva avuto dopo la Messa. Di tutto si può dire di questo pontefice, fuorché fosse uno che aveva le allucinazione. Nel raccontare i fatti il cardinale stesso espresse quanto fosse ancora vivo il ricordo e l’emozione, ma anche il terrore che Leone XIII vide e seppe raccontargli.

Il papa aveva visto intere legioni di demoni attaccare la Chiesa, accanirsi contro di Essa così violentemente che ebbe quasi a cadere per fare l’atto di ritirarsi come da proteggersi contro qualcuno che gli si scagliava addosso.

Ne ebbe così grande dolore e profondo timore da compilare egli stesso un lungo esorcismo – mai avvenuto prima nella Chiesa – “in satanam et angelos apostaticos” (contro satana e gli angeli apostati), che inserì obbligatoriamente nel rituale romanum. (1)

E qui veniamo ad un giallo.

007-esorcismo-leon-xiii-2_56ab6570d045aNella redazione originale voluta da Leone XIII poco prima della sua morte nel 1903 c’era un passaggio, nella preghiera, alquanto misterioso che riportava queste parole: “Dove sta la sede dell’intrepido Pietro, lì hanno messo (i demoni) il trono della loro iniquità”, la traduzione riportata oggi dagli antichi messali dice: Ecclesiam, Agni immaculati sponsam, faverrimi hostes repleverunt amaritudinibus, inebriarunt absinthio; ad omnia desiderabilia ejus impias miserunt manus. Ubi sedes beatissimi Petri et Cathedra veritatis ad lucem gentium constituta est, ibi thronum posuerunt abominationis et impietatis suæ; ut percusso Pastore, et gregem disperdere valeant./

Ecco la Chiesa, Sposa dell’Agnello Immacolato, saturata di amarezza e abbeverata di veleno da nemici molto astuti; essi hanno posato le loro empie mani su tutto ciò che c’è di più sacro. Laddove fu istituita la sede del beato Pietro e la cattedra della Verità, là hanno posto il trono della loro abominazione nell’empietà; in modo che colpito il pastore, il gregge possa essere disperso”.

Nell’edizione del rituale romanum dei tempi di Pio XI, l’esorcismo era stato inspiegabilmente abbreviato (nel rituale moderno non c’è proprio), e questa enigmatica ma anche inequivocabile frase, era una di quelle eliminate, senza dubbio per prudenza non certo per mala fede, però non fu un bene.

Quale fu, infatti, l’importanza di quello che vide Leone XIII? E sufficiente la risposta nelle parole di Paolo VI in quel lontano 29 giugno 1972 alla Festa dei Santi Pietro e Paolo quando disse : abbiamo la sensazione che «da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio», ed è sufficiente come ulteriore risposta la nuova Consacrazione fatta da Papa Francesco della quale, però, non riusciamo a spiegarci come mai non sia stata pubblicata sul sito ufficiale del Vaticano, con il Discorso della benedizione della statua, anche l’Atto di Consacrazione.

Non dimentichiamo che Leone XIII fu anche il papa che approvò le Apparizioni di La Salette. E’ ancora valido il messaggio escatologico consegnato a Leone XIII nel quale si annunciano gravi castighi per l’umanità, ma parla anche dell’afflizione della Chiesa, della sua grave apostasia e dell’opera di satana fra le sue membra. Nel 2017 ricorderemo i 100 anni dalle Apparizioni di Maria a Fatima, mettiamoci sotto il suo manto e riportiamo alla luce queste Preghiere…

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1) da Papi in libertà di padre Josè-Apeles Santolaria – Ed. Piemme – e cliccare sulle immagini per ingrandirle


 

EXORCISMUS IN SATANAM ET ANGELOS APOSTATICOS

In nómine Patris, et Fílii, et Spiritus Sancti. Amen.

Ad S. Michaëlem Archangelum Precatio

Princeps gloriosíssime, cæléstis milítiæ, sancte Michaël Archángele, defénde nos in prælio adversus príncipes et potestátes, advérsus mundi rectóres tenebrárum harum, contra spirituália nequítiæ, in celéstibus. Veni in auxilium hóminum; quos Deus ad imáginem similitúdinis suæ fecit, et a tyránnide diáboli emit prétio magno. Te custódem et patrónum sancta veneratur Ecclésia; tibi trádidit Dóminus ánimas redemptórum in supérna felicitáte locándas. Deprecáre Deum pacis, ut cónterat sátanam sub pédibus nostris, ne ultra váleat captivos tenére hómines, et Ecclésia nocére. Offer nostras preces in conspéctu Altíssimi, ut cito antícipent nos misericórdiæ Dómini, et apprehéndas dracónem, serpéntem antíquum qui est diábolus et sátanas, et ligátum mittas in abyssum, ut non sedúcat ámplius gentes.

Exorcismus

IN NÓMINE Jesu Christi Dei et Dómini nostri, intercedénte immaculáta Vírgine Dei Genetrice María, beáto Michaéle Archángelo, beátis Apóstolis Petro et Paulo et ómnibus Sanctis, si es in ordine exorcistae, dicas; alioquin omittas:et sacra ministérii nostri auctoritáte confisi, deinde omnes simul, dicendo:
ad infestatiónes diabólicæ fraudis repelléndas secúri aggrédimur.

Psalmus 67

EXSÚRGAT Deus, et dissipéntur inimici ejus, et fúgiant qui odérunt eum, a fácie ejus.
Sicut déficit fumus, deficiant: sicut fluit cera a fácie ignis, sic péreant peccatóres a fácie Dei.

V. Ecce Crucem Dómini: fúgite, partes advérsæ.
R. Vicit Leo de tribu Juda, radix David.

V. Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos.
R. Quemádmodum sperávimus in te.

EXORCIZÁMUS te, omnis immúnde spíritus, omnis satánica potéstas, omnis incúrsio infernális adversárii, omnis légio, omnis congregátio et secta diabólica, in nómini et virtúte Dómini nostri Jesu + Christi, eradicáre et effugáre a Dei Ecclésia, ab animábus ad imáginem Dei cónditis ac pretióso divíni Agni sánguini redémptis +. Non ultra áudeas, serpens callidíssime, decípere humánum genus, Dei Ecclésiam pérsequi, ac Dei electos excútere et cribráre sicut tríticum +. Imperat tibi Deus altíssimus +, cui in magna tua supérbia te símililem habéri adhuc præsúmis; qui omnes hómines vult salvos fíeri, et ad agnitiónem veritátis veníre. Imperat tibi Deus Pater +; ímperat tibi Deus Fílius +; ímperat tibi Deus Spíritus Sanctus +. Imperat tibi Christus, ætérnum Dei Verbum caro factum +, qui pro salúte géneris nostri tua invídia pérditi, humiliávit semetípsum factus obédiens usque ad mortem; qui Ecclésiam suam ædificávit supra firmam petram et portas ínferi advérsus eam numquam esse prævalitúras edixit, cum ea ipse permansúrus ómnibus diébus usque ad consumatiónem sæculi. Imperat tibi sacraméntum Crucis +, omniúmque christiánæ fídei Mysteriórum virtus +. Imperat tibi excélsa Dei Génetrix Virgo Maria +, quæ superbíssimum caput tuum a primo instánti immaculátæ suæ Conceptiónis in sua humilitáte contrivit. Imperat tibi fides sanctórum Apostolórum Petri et Pauli ceterorúmque Apostolórum +. Imperat tibi Mártyrum sanguis, ac pia Sanctórum et Sanctárum ómnium intercéssio +.

Ergo, draco maledicte et omnis légio diabólica adjurámus te per Deum + vivum, per Deum + verum, per Deum + sanctum, per Deum, qui sic diléxit mundum, ut Filium suum unigénitum daret, ut omnis, qui credit in eum, non péreat, sed hábeat vitam ætérnam: cessa decípere humánas creatúras, eisque æternæ perditiónis venénum propináre: désine Ecclesiæ nocére et ejus libertáti láqueos injícere. Vade, sátana, invéntor et magister omnis fallaciæ, hostis humánæ salútis. Da locum Christo, in quo nihil invenísti de opéribus tuis; da locum Ecclesiæ unae, sanctæ, cathólicæ, et Apostólicae, quam Christus ipse acquisívit sánguine suo. Humiliáre sub potenti manu Dei; contremísce et éffuge, invocato a nobis sancto et terríbili Nómini Jesu, quem ínferi tremunt, cui Virtútes cælórum et Potestátes et Dominatiónes subjéctæ sunt; quem Chérubim et Séraphim indeféssis vócibus laudant, dicéntes: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus Deus Sábaoth.

si receptus es ordinem diaconis, dicas

V. Dóminus vobíscum.
R. Et cum spíritu tuo.

alioquin:

V. Dómine, exaúdi oratiónem meam.
R. Et clamor meus ad te véniat.

Oratio

Oremus:
Deus cæli, Deus terræ, Deus Angelórum, Deus Archangelórum, Deus Patriarchárum, Deus Prophetárum, Deus Apostolórum, Deus Mártyrum, Deus Confessórum, Deus Virginum, Deus qui potestátem habes donáre vitam post mortem, réquiem post labórem: quia non est Deus præter te, nec esse potest nisi tu, créator ómnium visibílium et invisibílium, cujus regni non erit finis: humíliter majestati glóriæ tuæ suplicámus, ut ab omni infernálium spirítuum potestáte, láqueo deceptióne et nequítia nos poténter liberáre, et incólumes custodíre dignéris. Per Christum Dóminum nostrum.

R. Amen.

V. Ab insídiis diáboli,
R. libera nos, Dómine.

V. Ut Ecclésiam tuam secúra tibi fácias libertáte servire,
R. te rogámus, audi nos.

V. Ut inimícos sanctæ Ecclésiae humiliáre dignéris,
R. te rogámus, audi nos.

R. Amen.

Et aspergatur locus aqua benedicta.+


 

– Esorcismo inserito nel Rito Romano e composto da Leone XIII

L’Esorcismo contro Satana e gli angeli ribelli è stato composto da Papa Leone XIII (1810-1903), ed è stato incluso nel Rituale Romanum nel 1903, ultimo anno del suo pontificato. Secondo la tradizione, egli compose questa preghiera il 13 ottobre 1884, dopo avere celebrato la Santa Messa nella Cappella vaticana. Al termine della celebrazione, il Papa rimase per circa dieci minuti ai piedi dell’altare, come in estasi. Ritiratosi nei suoi appartamenti, egli compose la preghiera a San Michele, ordinando che fosse recitata alla fine di ogni Messa bassa (riportata alla fine di questa pagina) , e l’esorcismo che segue. Secondo alcuni Autori, egli aveva inteso un dialogo tra Satana e Gesù Cristo durante il quale il Signore avrebbe concesso al demonio un certo periodo di tempo di accresciuto potere sulla Terra. La versione qui riportata è quella integrale dell’anno 1903 in latino-italiano. Esistono due tipi di esorcismi:

1) L’esorcismo solenne e pubblico, fatto dal sacerdote (validamente ordinato) per liberare una persona posseduta unicamente col consenso del Vescovo diocesano;

2) L’esorcismo privato, che tutti i fedeli, come nel caso di questa preghiera, possono recitare con frutto, da soli o in comune, in chiesa o fuori dalla chiesa.

Questo sacramentale è consigliabile:

l Quando si sente che più intensa si fà l’azione del demonio in noi (tentazione di bestemmia, di impurità, di odio, di disperazione, ecc…);

l Nelle famiglie (discordie, epidemie, ecc…);

l Nella vita pubblica (immoralità, bestemmia, profanazione delle feste, scandali, ecc…);

l Nelle relazioni tra i popoli (guerre, ecc…);

l Nelle persecuzioni contro il clero e contro la Chiesa;

l Nelle malattie fisiche e spirituali, nei temporali, nell’invasione di animali nocivi, ecc…

Attenzione: quando si incontra il simbolo X il semplice fedele deve farsi solo il segno della Croce in silenzio, mentre il sacerdote può tracciarlo. Le parti contrassegnate dal simbolo (¯) sono riservate ai sacerdoti o ai diaconi.

Ai nostri tempi, molti cattolici, confondendo per ignoranza (o per mala fede) il sacerdozio regale (che tutti ricevono col sacramento del Battesimo) con il sacerdozio ministeriale (che si riceve unicamente col sacramento dell’Ordine), affermano erroneamente (sulla scia dei protestanti) che «siamo tutti esorcisti». Niente di più falso! Nostro Signore Gesù Cristo ha conferito il potere di cacciare i demoni solo ai sacerdoti, i quali ricevono questa facoltà con il terzo degli Ordini minori, quello dell’Esorcistato, e in maniera più piena al momento dell’ordinazione. Attenti dunque a quei ciarlatani, che spesso si definiscono «carismatici», e che, pur non essendo sacerdoti, affermano di poter espellere i demoni dal corpo di una persona in virtù di una fantomatica «potestà» che non hanno mai ricevuto ed in particolare non fatevi mai imporre le mani da nessuno che non sia un sacerdote cattolico, diffidate dai laici che vi impongono le mani, non hanno alcuna potestà.

Exorcismus in satanam et angelos apostaticos
Jussu Leonis Pp. XIII editus
(Acta Sanctæ Sedis, vol. XXIII)

In nomine Patris, et Filii, X et Spiritus Sancti. Amen.
Psalmus LXVII.
Exsurgat Deus et dissipentur inimici ejus: et fugiant qui oderunt eum a facie ejus.
Sicut deficit fumus, deficiant: sicut fluit cera a facie ignis, sic pereant peccatores a facie Dei.

Psalmus XXXIV.

Judica, Domine, nocentes me: expugna impugnantes me.
Confundantur et revereantur quærentes animam meam.
Avertantur retrorsum et confundantur cogitantes mihi mala.
Fiat tamquam pulvis ante faciem venti: et angelus Domini coarctans eos.
Fiat viæ illorum tenebræ, et lubricum: et angelus Domini persequens eos.
Quoniam gratis absconderunt mihi interitum laquei sui: supervacue exprobraverunt animam meam.
Veniat illi laqueus quem ignorat; et captio quam anscondit, apprehendat eum: et in laqueum cadat in ipsum.
Anima autem meam exsultabit in Domino: et delectabitur super salutari suo.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto.
Sicut erat in principio, et nunc et semper, et in sæcula sæculorum. Amen.

Ad Sanctum Michaëlem Archangelum. Precatio.

Princeps gloriosissime cælestis militiæ, sancte Michaël Archangele, defende nos in prælio et colluctatione, quæ nobis adversus principes et potestates, adversus mundi rectores tenebrarum harum, contra spiritualia nequitiæ, in cælestibusus. Veni in auxilium hominum, quos Deus creavit inexterminabiles, et ad imaginem similitudinis suæ fecit, et a tyrannide diaboli emit pretio magno.

Præliare hodie cum beatorum Angelorum exercitu prælia Domini, sicut pugnasti contra ducem superbiæ luciferum, et angelos ejus apostaticos: et non valuerunt, neque locus inventus est eorum amplius in cœlo. Sed projectus est draco ille magnus, serpens antiquus, qui vocatur diabolus et satanas, qui seducit universum orbem; et projectus est in terram, et angeli ejus cum illo missi sunt.

En antiquus inimicus et homicida vehementer erectus est. Transfiguratus in angelum lucis, cum tota malignorum spirituum caterva late circuit et invadit terram, ut in ea deleat nomen Dei et Christi ejus, animasque ad æterna gloriæ coronam destinatas furetur, mactet ac perdat in sempiternum interitum. Virus nequitiæ suæ, tamquam flumen immundissimum, draco maleficus transfundit in homines depravatos mente et corruptos corde; spiritum mendacii, impietatis et blasphemiæ; halitumque mortiferum luxuriæ, vitiorum omnium et iniquitatum.

Ecclesiam, Agni immaculati sponsam, faverrrimi hostes repleverunt amaritudinibus, inebriarunt absinthio; ad omnia desiderabilia ejus impias miserunt manus. Ubi sedes beatissimi Petri et Cathedra veritatis ad lucem gentium constituta est, ibi thronum posuerunt abominationis et impietatis suæ; ut percusso Pastore, et gregem disperdere valeant.

Adesto itaque, Dux invictissime, populo Dei contra irrumpentes spirituales nequitias, et fac victoriam. Te custodem et patronum sancta veneratur Ecclesia; te gloriatur defensore adversus terrestrium et infernorum nefarias potestates; tibi tradidit Dominus animas redemptorum in superna felicitate locandas. Deprecare Deum pacis, ut conterat satanam sub pedibus nostris, ne ultra valeat captivos tenere homines, et Ecclesiæ nocere. Offer nostras preces in conspectu Altissimi, ut cito anticipent nos misericordiæ Domini, et apprehendas draconem, serpentem antiquum, qui est diabolus et satanas, ac ligatum mittas in abyssum, ut non seducat amplius gentes. Hinc tuo confisi præsidio ac tutela, sacra sanctæ Matris Ecclesiæ auctoritate, ad infestationes diabolicæ fraudis repellendas in nomine Jesu Christi Dei et Domini nostri fidentes et securi aggredimur.

V. Ecce Crucem Domini, fugite partes adversæ.
R. Vicit Leo de tribu Juda, radix David.
V. Fiat misericordia tua, Domine, super nos.
R. Quemadmodum speravimus in te.
V. Domine, exaudi orationem meam.
R. Et clamor meus ad te veniat.
V. Dominus vobiscum (¯).
R. Et cum spiritu tuo.

Oremus.

Deus, et Pater Domini nostri Jesu Christi, invocamus nomen sanctum tuum, et clementiam tuam supplices exposcimus ut, per intercessionem immaculatæ semper Virginis Dei Genitricis Mariæ, beati Michaëlis Archangeli, beati Joseph ejusdem beatæ Virginis Sponsi, beatorum Apostolorum Petri et Pauli et omnium Sanctorum, adversus satanam, omnesque alios immundos spiritus, qui ad nocendum humano generi animasque perdendas pervagantur in mundo, nobis auxilium præstare digneris. Per eumdem Christum Dominum nostrum. Amen.

Exorcismus

Exorcizamus te, omnis immundus spiritus, omnis satanica potestas, omnis incursio infernalis adversarii, omnis legio, omnis congregatio et secta diabolica, in nomine et virtute Domini Nostri Jesu X Christi, eradicare et effugare a Dei Ecclesia, ab animabus ad imaginem Dei conditis ac pretioso divini Agni sanguine redemptis X. Non ultra audeas, serpens callidissime, decipere humanum genus, Dei Ecclesiam persequi, ac Dei electos excutere et cribrare sicut triticum X.
Imperat tibi Deus altissimus X, cui in magna tua superbia te similem haberi adhuc præsumis; qui omnes homines vult salvos fieri et ad agnitionem veritaris venire.
Imperat tibi Deus Pater X;
Imperat tibi Deus Filius X;
Imperat tibi Deus Spiritus Sanctus X.
Imperat tibi majestas Christi, æternum Dei Verbum, caro factum X, qui pro salute generis nostri tua invidia perditi, humiliavit semetipsum facfus hobediens usque ad mortem; qui Ecclesiam suam ædificavit supra firmam petram, et portas inferi adversus eam nunquam esse prævalituras edixit, cum ea ipse permansurus omnibus diebus usque ad consummationem sæculi.
Imperat tibi sacramentum Crucis X, omniumque christianæ fidei Mysteriorum virtus X.
Imperat tibi excelsa Dei Genitrix Virgo Maria X, quæ superbissimum caput tuum a primo instanti immaculatæ suæ conceptionis in sua humilitate contrivit.
Imperat tibi fides sanctorum Apostolorum Petri et Pauli, et ceterorum Apostolorum X.
Imperat tibi Martyrum sanguis, ac pia Sanctorum et Sanctarum omnium intercessio X.
Ergo, draco maledicte et omnis legio diabolica, adjuramus te per Deum X vivum, per Deum X verum, per Deum X sanctum, per Deum qui sic dilexit mundum, ut Filium suum unigenitum daret, ut omnes qui credit in eum non pereat, sed habeat vitam æternam.
Cessa decipere humanas creaturas, eisque æternæ perditionìs venenum propinare: desine Ecclesiæ nocere, et ejus libertati laqueos injicere. Vade, satana, inventor et magister omnis fallaciæ, hostis humanæ salutis. Da locum Christo, in quo nihil invenisti de operibus tuis; da locum Ecclesiæ uni, sanctæ, catholicæ, et apostolicæ, quam Christus ipse acquisivit sanguine suo. Humiliare sub potenti manu Dei; contremisce et effuge, invocato a nobis sancto et terribili nomine Jesu, quem inferi tremunt, cui Virtutes cælorum et Potestates et Dominationes subjectæ sunt; quem Cherubim et Seraphim indefessis vocibus laudant, dicentes: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dominus Deus Sabaoth.

V. Domine, exaudi orationem meam.
R. Et clamor meus ad te veniat.
V. Dominus vobiscum (¯).
R. Et cum spiritu tuo.

Oremus.

Deus cœli, Deus terræ, Deus Angelorum, Deus Archangelorum, Deus Patriarcharum, Deus Prophetarum, Deus Apostolorum, Deus Martyrum, Deus Confessorum, Deus Virginum, Deus qui potestatem habes donare vitam post mortem, requiem post laborem; quia non est Deus præter te, nec esse posset esse nisi tu creator omnium visibilium et invisibilium, cujus regni non erit finis: humiliter majestati gloriæ tuæ supplicamus, ut ab omni infernalium spirituum potestate, laqueo, deceptione et nequitia nos potenter liberare, et incolumes custodire digneris. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

V. Ab insidiis diaboli,
R. Libera nos Domine.
V. Ut Ecclesiam tuam secura tibi facias libertate servire;
R. Te rogamus, audi nos.
V. Ut inimicos sanctæ Ecclesiæ humiliare digneris;
R. Re rogamus, audi nos.

Ne reminiscaris Domine delicta nostra, vel parentum nostrorum: neque vindictum sumas de peccatis nostris.

Pater noster, qui es in cælis, sanctificetur nomen tuum, adveniat regnum tuum, fiat voluntas tua sicut in cælo et in terra; panem nostrum quotidianum da nobis hodie, et dimitte nobis debita nostra sicut et nos dimittimus debitoribus nostris, et ne nos inducas in tentationem, sed libera nos a malo. Amen.

Et aspergatur locus aqua benedicta.

Magnificat

Magnificat anima mea Dominum;
Et exultavit spiritus meus in Deo salutari meo,
Quia respexit humilitatem ancillæ suæ; ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes.
Quia fecit mihi magna qui potens est, et sanctum nomen ejus,
Et misericordia ejus a progenie in progenies timentibus eum.
Fecit potentiam brachio suo;
Dispersit superbos mente cordis sui.
Deposuit potentes de sede, et exaltavit humiles.
Esurientes implevit bonis, et divites dimisit inanes.
Sucepit Israel, puerum suum, recordatus misericordiæ suæ,
Sicut locutus est ad patres nostros, Abraham et semini ejus in sæcula.

Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto.
Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in sæcula sæculorum. Amen.

Ad Sanctum Michaëlem Archangelum

Sancte Michaël Archangele, defende nos in prælio, contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium.
Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiæ cælestis,
Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude.
Amen.


 

 traduzione in italiano

Esorcismo contro Satana e gli angeli ribelli Pubblicato per ordine di Papa Leone XIII
(Atti della Santa Sede, vol. XXIII)

Nel nome del Padre, e del Figlio, X e dello Spirito Santo. Amen.

Salmo 67. (Si recita in piedi)

Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano; e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
Come si disperde il fumo, tu li disperdi, come fonde la cera di fronte al fuoco, periscano gli empi davanti a Dio.

Salmo 34. (Si recita in piedi)

Signore, giudicate chi mi accusa, combattete chi mi combatte.
Siano confusi e coperti di ignominia quelli che attentano alla mia vita;
Retrocedano e siano umiliati quelli che tramano la mia sventura.
Siano come pula al vento e l’angelo del Signore li incalzi;
la loro strada sia buia e scivolosa quando li insegue l’angelo del Signore.
Poiché senza motivo mi hanno teso una rete, senza motivo mi hanno scavato una fossa.
Li colga la bufera improvvisa, li catturi la rete che hanno tesa.
Io invece esulterò nel Signore per la gioia della sua salvezza.
Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora, e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Supplica a San Michele Arcangelo composta da Leone XIII sulla base della sua visione

Gloriosissimo principe della milizia celeste, San Michele Arcangelo, proteggeteci nella lotta e nel combattimento che dobbiamo affrontare contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti (Ef 6, 12). Venite in aiuto agli uomini che Dio ha fatto per l’immortalità; li fece a immagine della propria natura (Sap 2, 23), e comprati a caro prezzo (1 Cor 6, 20), dalla tirannia del demonio.

Anche oggi, voi, San Michele e tutto l’esercito degli Angeli beati, combattete la battaglia del Signore, così come un tempo avete lottato contro Lucifero, il corifeo della superbia, e contro i suoi angeli apostati. Ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e Satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli (Ap 12, 8-9).

Ed ecco che questo antico nemico, omicida fin dal principio (Gv 8, 44) si è innalzato con veemenza, travestito da angelo di luce (2 Cor 11, 14), scortato dall’orda degli spiriti perversi, percorre in ogni senso la terra, e inserendosi ovunque al fine di abolire il nome di Dio e del Suo Cristo, di rubare, di far perire e di perdere nella dannazione senza fine le anime che dovevano incoronare la gloria eterna. Il malefico drago trasfonde negli uomini mentalmente depravati e corrotti dal cuore un fiume di abiezione: il germe della sua malizia, lo spirito di menzogna, di empietà e di bestemmia, il soffio mortale del vizio, della lussuria e dell’iniquità universalizzata.

Ecco la Chiesa, Sposa dell’Agnello Immacolato, saturata di amarezza e abbeverata di veleno da nemici molto astuti; essi hanno posato le loro empie mani su tutto ciò che c’è di più sacro. Laddove fu istituita la sede del beato Pietro e la cattedra della Verità, là hanno posto il trono della loro abominazione nell’empietà; in modo che colpito il pastore, il gregge possa essere disperso.

O San Michele, capo invincibile, rendetevi dunque presente al popolo di Dio che è alle prese con lo spirito d’iniquità, dategli la vittoria e fatelo trionfare. La Santa Chiesa vi venera come suo Custode e suo Protettore; vi rende gloria come suo Difensore contro tutti i poteri malvagi, sulla terra e negli inferi; a voi, il Signore ha affidato la missione di condurre le anime da Lui redente nel luogo della suprema felicità. Pregate il Dio della pace che schiacci Satana sotto i nostri piedi, affinché non possa più né trattenere gli uomini prigionieri, né nuocere alla Chiesa. Offrite le nostre preghiere alla presenza dell’Altissimo, affinché sopraggiungano per noi al più presto le misericordie del Signore (Sl 78, 8), e che voi afferriate il drago, l’antico serpente che è il diavolo o Satana, e che, legato nell’abisso, non possa più sedurre le nazioni (Ap 20, 3). Così, affidandoci alla vostra protezione e al vostro patrocinio, con la sacra autorità di nostra madre la Santa Chiesa, è con ogni fiducia che intraprendiamo di respingere, in nome di Gesù Cristo, nostro Dio e Signore, le infestazioni dell’astuzia diabolica.

V. Ecco la Croce del Signore, fuggite potenze nemiche.
R. Vinse il Leone della tribù di Giuda, il discendente di Davide.
V. Che la vostra misericordia, Signore, sia su di noi.
R. Siccome abbiamo sperato in Voi.
V. O Signore, esaudite la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Voi.
V. Il Signore sia con voi (¯).
R. E con il tuo spirito.

Preghiamo.

Dio e Padre di nostro Signore Gesù Cristo, invochiamo il vostro santo Nome; e, supplichevoli, chiediamo insistentemente la Vostra clemenza, per l’intercessione dell’Immacolata sempre Vergine Maria, Madre di Dio, di San Michele Arcangelo, di San Giuseppe, sposo di Maria, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e di tutti i Santi, degnateVi di concederci soccorso contro Satana e tutti gli altri spiriti impuri che percorrono il mondo con l’intento di nuocere al genere umano e di perdere le anime. Per Cristo nostro Signore. Così sia.

Esorcismo

Noi ti imponiamo di fuggire, spirito immondo, potenza satanica, invasione del nemico infernale, con tutte le tue legioni, riunioni e sètte diaboliche, in nome e per il potere di nostro Signore Gesù X Cristo: sii sradicato dalla Chiesa di Dio, allontanato dalle anime create a immagine di Dio e riscattate dal prezioso Sangue del divino Agnello X. D’ora innanzi non ardire, perfido serpente, di ingannare il genere umano, di perseguitare la Chiesa di Dio, e di scuotere e crivellare, come frumento, gli eletti di Dio X.

007-esorcismo-leon-xiii-1_56ab64b93c14aTe lo comanda l’Altissimo Dio X, al quale, nella tua grande superbia, presumi di essere simile; che vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla verità.
Te lo comanda Dio Padre X;
Te lo comanda Dio Figlio X;
Te lo comanda Dio Spirito Santo X.
Te lo comanda il Cristo, Verbo eterno di Dio fatto Carne X che, per la salvezza della nostra progenie perduta dalla tua gelosia, si è umiliato e fatto obbediente fino alla morte; che edificò la sua Chiesa sulla ferma pietra (di Pietro) assicurando che le forze dell’inferno non avrebbero mai prevalso contro di essa e che sarebbe con essa restato per sempre fino alla consumazione dei secoli.
Te lo comanda il segno sacro della Croce X e il potere di tutti i misteri della nostra fede cristiana X.
Te lo comanda la eccelsa Madre di Dio, la Vergine Maria X che dal primo istante della sua Immacolata Concezione, per la sua umiltà, ha schiacciato la tua testa orgogliosa.
Te lo comanda la fede dei Santi Pietro e Paolo e degli altri Apostoli X.
Te lo comanda il sangue dei Martiri, e la potente intercessione di tutti i Santi e Sante X.
Dunque, dragone maledetto, e ogni schiera diabolica, noi ti scongiuriamo per il Dio X vivo, per il Dio X vero, per il Dio X santo; per Dio, che ha tanto amato il mondo da sacrificare per esso il suo Figlio unigenito, affinché, chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia la vita eterna; cessa di ingannare le umane creature e di propinare loro il veleno della dannazione eterna: cessa di nuocere alla Chiesa e di mettere ostacoli alla sua libertà. Vattene, Satana, inventore e maestro di ogni inganno, nemico della salvezza dell’uomo. Cedi il posto a Cristo, sul quale nessun potere hanno avuto le tue astuzie; cedi il posto alla Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica, che lo stesso Cristo ha acquistato col suo Sangue. Umìliati sotto la potente mano di Dio, trema e fuggi all’invocazione che noi facciamo del santo e terribile Nome di quel Gesù che fà tremare l’inferno, a cui le Virtù dei cieli, le Potenze e le Dominazioni sono sottomesse, che i Cherubini e i Serafini lodano incessantemente, dicendo: Santo, Santo, Santo è il Signore, Dio delle celesti milizie.

V. O Signore, esaudite la mia preghiera.
R. E il mio grido giunga fino a Voi.
V. Il Signore sia con voi (¯).
R. E con il tuo spirito.

Preghiamo.

Dio del cielo, Dio della terra, Dio degli Angeli, Dio degli Arcangeli, Dio dei Patriarchi, Dio dei Profeti, Dio degli Apostoli, Dio dei Martiri, Dio dei Confessori, Dio delle Vergini, Dio che avete il potere di donare la vita dopo la morte, e il riposo dopo la fatica, giacché non vi è altro Dio fuori di Voi, né ve ne può essere se non Voi, Creatore eterno di tutte le cose visibili e invisibili, il cui regno non avrà fine; umilmente vi supplichiamo di volerci liberare da ogni tirannia, laccio, inganno e infestazione degli spiriti infernali, e a mantenercene sempre incolumi. Per Cristo nostro Signore. Amen.

V. Dalle insidie del demonio,
R. Liberateci o Signore.
V. Affinché la vostra Chiesa sia libera nel vostro servizio, noi vi preghiamo.
R. Vi supplichiamo, ascoltateci o Signore.
V. Affinché vi degnate di umiliare i nemici della santa Chiesa;
R. Vi supplichiamo, ascoltateci, o Signore.

Ora, Signore, ricordatevi di me e guardatemi. Non punitemi per i miei peccati e per gli errori miei e dei miei padri (Tb 3, 3).

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

Si asperga il luogo con acqua benedetta.

Magnificat

L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre (Lc 1, 46-55).

Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora, e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

A San Michele

San Michele Arcangelo, difendeteci nella battaglia; siate nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti su di lui il suo dominio, Vi preghiamo supplichevoli: e Voi, o Principe della milizia celeste, col divino potere ricacciate nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Così sia.


 

Riportiamo ora i fatti descritti anche da Don Marcello Stanzione

Il 20 febbraio 1878 al termine di un conclave durato solo 36 ore il cardinale Gioacchino Pecci fu eletto papa e prese il nome di Leone XIII ( 1810- 1903). Molte persone, oggi anziane, ricordano che, prima della Riforma liturgica del Concilio Vaticano II, il celebrante ed i fedeli si mettevano in ginocchio, alla fine di ogni messa, per recitare una preghiera alla Madonna ed una al Principe degli Angeli, scritta dal papa Leone XIII, che diceva:

“San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, contro le malvagità e le insidie del demonio sii nostro aiuto. Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi! E tu, Principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime”.

Il Papa del collegamento dei cattolici francesi alla Repubblica ed alle grandi encicliche sociali che, pur non passando per un pontefice reazionario, riconosce la mano di Lucifero nelle crisi che scuotono il mondo. Egli rende obbligatorio, alla fine di ogni Messa, la recita di una preghiera a San Michele per reclamare il suo soccorso contro gli Angeli ribelli.

Ma cos’è accaduto? “Io non mi ricordo esattamente in quale anno è accaduto… un bel mattino, il grande papa Leone XIII aveva celebrato la Santa Messa ed assisteva ad una Messa di ringraziamento, come sua abitudine. Improvvisamente, lo si vide alzare bruscamente la testa, e fissare intensamente qualcosa al di sopra della testa del celebrante. Egli aveva lo sguardo fisso, senza battito di ciglia ma esprimendo un sentimento di terrore e di meraviglia, il suo volto cambiava colore ed espressione. Accadeva qualcosa di strano e di grande. Finalmente, come ritornando in se stesso, e dandosi con la mano un colpo leggero ma energico, si alzò. Lo si vide recarsi nel suo studio personale… I suoi familiari lo seguirono, impressionati ed ansiosi. Gli chiedevano premurosamente: “Santo Padre, non vi sentite bene? Avete bisogno di qualcosa? – Nulla, nulla”, rispose, e si rinchiuse. In capo ad una mezz’ora, egli fece chiamare il segretario della Congregazione dei Riti e, tendendogli un foglio, gli disse di farla stampare e di farla pervenire a tutti gli Ordinari del mondo. Che conteneva ? La preghiera che noi recitiamo alla fine della Messa con il popolo, e che comporta la supplica a Maria e l’ardente invocazione al Principe della Milizia celeste, implorando Dio di precipitare Satana nell’Inferno” (La preghiera fu instaurata nel 1886; si diceva in ginocchio, solennemente, fu soppressa dopo il Concilio Vaticano II. E’ la testimonianza resa dall’abate Pecchenino, riportata da La Civiltà Cattolica, nel 1930).

Quel testo, eccolo:

  • “San Michele, Arcangelo, difendeteci nella lotta, Siate il nostro soccorso contro la malizia e le insidie del demonio. Che Dio lo comandi, noi ve ne supplichiamo. E voi, Principe della Milizia celeste, per la virtù divina, ricacciate nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che sono sparsi nel mondo in vista di perdere le anime. Amen!”.

Secondo il suo segretario particolare, Monsignor Rinaldo Angeli, Leone XIII, quel mattino, aveva avuto una visione che l’aveva agghiacciato di orrore. Egli aveva visto innumerevoli demoni, ridenti e trionfanti, riunirsi al di sopra di Roma, come un gregge di corvi, ed investire la Città con la loro presenza maledetta. Il papa aveva avuto l’intuito che occorreva pregare ardentemente San Michele di respingerli. Nel 1987 Giovanni Paolo II, in visita al santuario di San Michele Arcangelo, sul monte Gargano, ebbe a dire: “Questa lotta contro il demonio, che contraddistingue la figura dell’Arcangelo Michele, è attuale anche oggi, perché il demonio è tuttora vivo e operante nel mondo. In questa lotta, l’Arcangelo Michele è a fianco della Chiesa per difenderla contro le tentazioni del secolo, per aiutare i credenti a resistere al demonio che come leone ruggente va in giro cercando chi divorare”.

Nel 1994, il Papa san Giovanni Paolo II ebbe a dire, riguardo alla famosa preghiera a San Michele di Leone XIII:

“Anche se oggi questa preghiera non viene più recitata al termine della celebrazione eucaristica, invito tutti a non dimenticarla, ma a recitarla per ottenere di essere aiutati nella battaglia contro le forze delle tenebre e contro lo spirito di questo mondo”.

Nello stesso ordine d’idea, Leone XIII doveva ugualmente comporre un esorcismo, che egli incoraggiava a recitare spesso. La preghiera, presto divenuta celebre, fu più particolarmente applicata, a partire dal 1930 e secondo il desiderio di Pio XI, per la conversione della Russia comunista.

Ecco la versione integrale della Preghiera a San Michele Arcangelo secondo Papa Leone XIII che oggi pochissimi cattolici conoscono nella sua forma originaria:

  • “Gloriosissimo Principe degli eserciti celesti, San Michele Arcangelo, difendici nel combattimento e nella lotta che conduciamo ‘contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti (Ef 6, 12)’. Vieni ad aiutare gli uomini che Dio ha creato incorruttibili, fatti a Sua immagine e somiglianza, (Sp 2,23) e ricomprati a prezzo così caro della tirannia del diavolo (1 Cor 6, 20). Combatti oggi, con l’armata degli angeli beati, le battaglie del Signore come hai combattuto una volta il capo dell’orgoglio, Lucifero, e i suoi angeli ribelli; [affinché essi] ‘non prevalsero e non ci fosse più posto per loro in Cielo’. Fu precipitato questo ‘grande drago, l’antico serpente, colui che chiamiamo il diavolo e Satana, colui che sconvolge il mondo intero: fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli’ (Ap 12, 8-9).

Questo antico nemico e omicida (Gv 8, 44) si è ribellato veementemente. “Mascherato da angelo di luce” (2 Co 11,14), con tutta l’orda degli spiriti maligni, percorre e invade la terra in profondità per cancellare da essa il Nome di Dio e del suo Cristo, per rubare, per uccidere e per perdere con la morte eterna le anime destinate alla corona di gloria eterna. Il veleno della sua malizia, come un fiume ripugnante, il drago malefico lo fa scorrere negli uomini dallo spirito depravato e dal cuore corrotto; spirito di menzogna, spirito d’empietà e di bestemmia; soffio mortale della lussuria, di tutti vizi e iniquità. Nemici molto furbi hanno messo le loro mani empie su tutto quello che la Chiesa, sposa dell’Agnello immolato, ha di più prezioso e l’hanno saturata di amarezza. Là dove si stabilirono la Sede del beato Pietro e il Pulpito della Verità per la luce delle nazioni, là hanno posto il trono dell’abominio, della loro empietà; così che colpendo il pastore, possano disperdere il gregge. Sii dunque presente San Michele Arcangelo, capo invincibile presso il popolo di Dio, contro gli assalti delle forze spirituali del male e dà loro la vittoria! Sei tu che la Santa Chiesa venera come suo custode e padrone. Tu che la Chiesa si glorifica di avere come difensore contro le potenze criminali della terra e dell’inferno. Sei tu colui a cui il Signore ha affidato le anime dei redenti per introdurli nella felicità celeste. Scongiura il Dio della pace di schiacciare Satana affinché esso non possa più incatenare gli uomini né nuocere alla Chiesa. Presenta le nostre preghiere all’Altissimo affinché si manifesti prestissimo per noi la misericordia del Signore (Ps 78,8 – quid?). Afferra il drago, l’antico serpente, cioè il diavolo e Satana, e caccialo incatenato ai piedi di Gesù crocifisso perché non possa mai più sedurre le nazioni (Ap 20,3). Perciò, con la tua mano forte e la tua protezione, appoggiati sulla grazia del nostro battesimo (il prete aggiungerà “e appoggiati sull’autorità sacra del nostro ministero”) […], intraprendiamo con fiducia e sicurezza, nel Nome di Gesù Cristo, nostro Dio e Signore, di respingere gli attacchi e le furberie del demonio”.

Che la Tua misericordia, Signore, si eserciti su di noi.
R: Nella misura della nostra speranza in Te.
Signore, esaudisci la mia preghiera.
R: E che il mio grido giunga fino a Te.

Preghiamo:

Dio e Padre del Nostro Signore Gesù Cristo, invochiamo il Tuo Santo Nome e
supplichiamo la Tua bontà: che, per l’intercessione di Maria Immacolata, Madre di
Dio e Sempre Vergine, di San Giuseppe, sposo della stessa Santa Vergine, di San
Michele Arcangelo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e di tutti i santi, Tu degni di
concederci il Tuo soccorso contro Satana e contro tutti gli altri spiriti impuri che si
aggirano nel mondo per nuocere al genere umano e per perdere le anime.
Per lo stesso Gesù Cristo Nostro Signore, Amen”.

Sessantacinque anni prima di papa Leone XIII, il 30 dicembre, la beata mistica tedesca Anna Caterina Emmerick ( 1774-1824) vide in una visione la stessa battaglia spirituale e infine la vittoria della Chiesa. Anche a lei Dio mostrò come la Chiesa, sarebbe stata salvata da tremende tribolazioni attraverso l’aiuto particolare dell’Arcangelo Michele. Che questa visione sia per noi tutti un forte incoraggiamento quando, davanti ai nostri occhi, abbiamo presenti tutte le difficoltà del mondo e della Chiesa, per le quali umanamente sembra non esserci soluzione.

“Di nuovo vidi san Pietro con l’alta cupola. San Michele stava su di essa con una veste luminosa di rosso sangue e con una grande bandiera da guerra in mano. In terra si svolgevano tanti combattimenti. Verdi e blu lottavano contro bianchi ( cristiani) e questi bianchi, che avevano al di sopra di essi una spada rossa di fuoco, sembravano soccombere. La Chiesa era di color rosso sangue come l’angelo e qualcuno mi disse: ‘Ella viene lavata nel sangue’. Più durava il combattimento, più scompariva il colore del sangue della Chiesa che diventava sempre più trasparente. L’Arcangelo Michele però scese e si unì ai bianchi. Essi furono dotati di meraviglioso coraggio e non ne sapevano il motivo. Michele percuoteva i nemici e quelli scappavano in tutte le
direzioni. Durante il combattimento in continuazione alcuni gruppi dei nemici passavano dall’altra parte, e una volta fu addirittura una moltitudine. Sopra la lotta apparivano anche schiere di santi. Quando l’angelo fu sceso dal tetto della basilica, vidi l’una grande croce luminosa con il Salvatore. Dalle sue ferite si diffondevano fasci di luce sul mondo. I raggi del costato sgorgavano in un torrente ricco e largo sulla Chiesa che si trovava sotto e con essi la illuminava. Vidi anche sospeso in cielo un cuore rosso, luminoso, dal quale un fascio di raggi bianchi andava verso il costato e un altro fascio si riversava sulla Chiesa e su molte regioni. Mi fu detto che quello era il Cuore di Maria. Quando in terra il combattimento finì, la Chiesa e l’angelo che ora scompariva, erano bianchi e luminosi. La croce sparì al suo posto sulla Chiesa stava una donna, alta e splendente che stendeva il suo manto dorato e luminoso su di essa. Sotto la Chiesa gli uomini si umiliavano a vicenda e si riconciliavano. Vescovi e pastori si incontravano e si scambiavano i loro libri. Le sette riconoscevano la Chiesa per via della vittoria meravigliosa e della luce della rivelazione che avevano visto su se stesse. Sentivo uno splendore e una vita soprannaturale nella natura e una santa commozione in tutti gli uomini; la vicinanza del regno di Dio”.

Quindi la beata comprese una cosa molto consolante:

“Vedevo che questo regno si avvicinava per la brama di molti cristiani umili, fedeli e devoti. Poi ho ricevuto la bella certezza: Maria è la Chiesa e la Chiesa è nostra madre. Dio è nostro padre e Gesù è nostro fratello. Superato il combattimento, vedevo ora la Chiesa luminosa come il sole, in una grande festa”.

A Roma la Pia Unione di san Michele Arcangelo fu approvata dal Vaticano di Roma il 30 agosto 1878 nella chiesa di Sant’Eustachio e trasferita poco dopo, con decreto del 5 ottobre 1879, nella Collegiata di Sant’Angelo in Pescheria. Con bolla del 29 luglio 1880 papa Leone XIII, devotissimo dell’arcangelo, elevava il sodalizio a Unione Prima Primaria. Scopi dell’Unione: onorare i santi angeli e particolarmente san Michele per ottenere la difesa e l’esaltazione della Chiesa, la conversione dei peccatori, l’umiltà di cuore e l’accrescimento della fede, lo stabilimento del regno di Dio nelle anime, la liberazione delle anime del purgatorio e la grazia di una buona morte.

Tra i motivi indicati nello statuto:  “La Chiesa ci insegna che fra gli spiriti celesti essa onora san Michele in modo tutto particolare, perché lo considera il vincitore degli angeli malvagi che si ribellarono contro Dio. Perciò protettore efficace per noi contro ogni loro diretto o indiretto intervento malefico”.

Ogni primo lunedì del mese nella chiesa di sant’Angelo in Pescheria di Roma si celebra una speciale finzione in onore e vengono accolte le consacrazioni a san Michele; il 29 settembre di ogni anno viene celebrata la festa della Polizia, di cui l’arcangelo è patrono. La chiesa di sant’Angelo in Pescheria è chiamata così perché era la chiesa dei pescatori del Tevere. Edificata nel V secolo su basi di templi romani e ampliata nel 1870, è stata sempre dedicata a sant’Angelo, cioè a san Michele. Qui operano dal 1908 i Chierici Regolari minori, detti Caracciolini perché fondati nel XVI secolo dal napoletano Francesco Caracciolo e Agostino Adorno di Genova, entrambi devoti a san Michele. Addirittura Agostino Adorno morì un 29 settembre segno della sua particolare predilezione per l’Arcangelo. Fin dalla loro fondazione nel 1588 i padri Caracciolini hanno avuto a cuore in modo particolare il culto di san Michele ed in ogni loro chiesa vi era un altare dedicato all’arcangelo principe delle celesti milizie. E’ inoltre loro particolare iniziativa la recita della Corona di san Michele che fin dalla fine del 1600 era una pratica specifica del loro ordine religioso che veniva diffusa dai loro conventi. Già nel 1708 e poi nel 1726 venivano stampati a cura dell’ordine dei libretti con la corona di san Michele. In modo particolare era devoto all’Arcangelo il venerabile Bartolomeo Simorilli, religioso Caracciolino, che è stato nell’ordine probabilmente uno dei più devoti amici di san Michele. E che visse nella chiesa di san Michele a Catania detta pure dei minoriti.

Nel 1700 i Chierici Regolari Minori venivano anche chiamati dal popolo con il significativo nome di “i Religiosi di san Michele”. E quando l’ordine agli inizi del 1900 viveva il momento più triste della sua esistenza e tutto sembrava crollare ed i Caracciolini erano ormai prossimi alla soppressione avendo perso tutti i loro grandi conventi e non avevano più un tetto dove ripararsi fu sempre l’Arcangelo che venne in loro aiuto e ad essi fu offerta la Casa-Chiesa di san Michele cioè sant’Angelo in Pescheria a Roma da dove ancora oggi viene divulgato il culto dell’Arcangelo con la diffusione della corona angelica e dello scapolare di san Michele. A sant’Angelo in Pescheria a Roma vi è la sede prima-primaria della confraternita di san Michele e da questa dipendono le varie delegazioni nel mondo.