Esorcismo, il sonetto del Diavolo in onore della Madonna

Vera Madre son io d’un Dio ch’è Figlio
e son Figlia di Lui benché Sua Madre.
Ab aeterno nacqu’Egli, ed è mio Figlio.
Nel tempo io nacqui e pur gli son Madre.
Egli è mio Creator ed è mio Figlio,
son io sua creatura e gli son Madre;
fu prodigio divin l’esser mio Figlio
un Dio eterno e me aver per Madre.
L’esser quasi è comun tra Madre e Figlio
perché l’esser dal Figlio ebbe la Madre
e l’esser dalla Madre ebbe anche il Figlio.
Or, se l’esser dal Figlio ebbe la Madre
o s’ha da dir che fu macchiato il Figlio,
o senza macchia s’ha da dir la Madre.

-baseilsonetto-1_55c7007de1608Il Sonetto, di cui s’erano perse le tracce, fu ritrovato dall’esorcista Padre Francesco Bamonte che ha raccontato i fatti in una puntata di Vade Retro su TV2000 dedicato a “La Donna che schiaccia il serpente”.

“Avevo avviato delle ricerche approfondite per arrivare alle fonti – spiega Padre Bamonte – perché l’episodio cominciava ad essere messo in dubbio, ed ho scoperto che questo componimento lirico del Demonio, obbligato da Dio, fu citato nel 1907 dal cardinale Francesco Salesio della Volpe al processo ordinario romano che si svolse fra il 1907 e il 1928 per la beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio il Papa Pio IX – si è lui il Papa che ha proclamato nel 1854 il dogma dell’Immacolata Concezione e il cardinale Francesco Salesio era uno degli addetti al servizio personale del Papa e quindi ha dato una testimonianza ed ha portato questo documento che il Papa aveva letto e – dopo che era stata promulgata l’Immacolata Concezione – il Papa si commosse profondamente quando gli fu letto questo Sonetto – scritto da “questo cantore singolare” dell’Immacolata”.

L’esorcista Padre Gabriele Amorth, nella rivista La Madre di Dio del marzo 2004, ha spiegato come andarono i fatti:

“Nel 1823, ad Ariano Irpino (Avellino), due celebri predicatori domenicani – p. Cassiti e p. Pignataro – furono invitati ad esorcizzare un ragazzo. Allora si discuteva ancora fra i teologi sulla verità dell’Immacolata Concezione, che fu poi proclamata dogma di fede trentun anni dopo, nel 1854. Ebbene, i due frati imposero al Demonio di dimostrare che Maria era Immacolata; e per di più – da bravi ‘buffoni’ napoletani – gli ingiunsero di farlo mediante un sonetto, una poesia di quattordici versi endecasillabi, a rima obbligata. [E si noti che l’indemoniato era un ragazzino di appena dodici anni, per di più analfabeta]. Subito Satana pronunciò questi versi”.

E spiegava ancora così Padre Amorth: “Tutti gli esorcisti sanno quanto sia efficace, durante gli Esorcismi, invocare la Vergine, per ragioni ben note che il Demonio stesso è stato costretto a rivelare. Infatti, talvolta Dio obbliga il Diavolo a dire la verità.

Un giorno Padre Candido, il famoso esorcista della “Scala Santa” a Roma, interrogò il demonio: “Come mai reagisci di più quando invoco la Madonna che quando invoco Gesù?”. Ecco la risposta: “Perché sono più umiliato ad esser vinto da una semplice creatura”.

Un’altra volta un esorcista bresciano, don Faustino Negrini, impose al demonio di dire che cosa lo spaventa di più in Maria. Il diavolo rispose:

“Perché è la più umile di tutte le creature, mentre io sono il più superbo. È la più ubbidiente e io sono il più ribelle. È la più pura e io sono il più sozzo”.

A mia volta, dopo aver ricordato a Satana questa sua ultima risposta, in cui la Vergine veniva esaltata come la più umile, la più ubbidiente e la più pura di tutte le creature, gli comandai che mi dicesse quale è la quarta virtù per cui ha tanta paura della Madonna. Subito mi rispose: “È la sola creatura che mi vince sempre, perché non è mai stata sfiorata dalla più piccola ombra di peccato”.

La forza di Maria contro Satana, dovuta alle quattro virtù elencate, è un modello anche per noi. Non sappiamo i piani di Dio su Maria, per preparare la parusia; ma sappiamo l’aiuto che Ella ci dà ora, come Madre nostra in ordine alla salvezza; quindi, in particolare, in ordine alla lotta contro il peccato.

L’inimicizia tra la Donna dell’Apocalisse e il Drago perdura sempre e la lotta è senza tregua. Paolo è molto chiaro al riguardo: “Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del Diavolo. La nostra battaglia, infatti, non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef 6, 11-13).

L’opposizione inconciliabile della Vergine Immacolata al Diavolo tentatore ci dice come il ricorso a lei nelle tentazioni del Male e nelle prove della vita ci invita a confidare nel potere d’intercessione di Maria”

0017-sonetto-immacolata-4_55c7023f2d1afNon dimentichiamo che: “Medaglia miracolosa” (o medaglia della Madonna delle Grazie, o medaglia dell’Immacolata) è il nome che la tradizione devozionale cattolica ha dato alla medaglia realizzata in seguito ai fatti del 1830 a Parigi, in rue du Bac n.140, che ebbero per protagonista Santa Caterina Labouré, novizia nel convento delle figlie della carità di San Vincenzo de’ Paoli, la quale riferì di aver avuto delle apparizioni della Madonna. Secondo quanto riferito da suor Labouré, questa medaglia è stata coniata dietro ordine esplicito della Madonna, dato durante la seconda apparizione (27 novembre 1830), come segno di amore, pegno di protezione e sorgente di grazie. Apparizioni riconosciute dalla Chiesa.

I Pontefici Gregorio XVI e Pio IX hanno fatto uso dell’effigie e, come sappiamo, Pio IX fu il Papa che proclamò il dogma dell’Immacolata. Da allora, la Cappella delle Apparizioni è divenuta un frequentato luogo di culto e si sono contati da allora ben oltre cinquanta milioni di pellegrini e la Medaglia, distribuita nel mondo, con bel oltre il migliaio di esemplari tra materiali semplici e preziosi, in argento ed oro. Anche San Pio X, il venerabile Pio XII, san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno venerato la Medaglia portandola sotto la talare.

Non dimentichiamo che: Nostra Signora di Lourdes (o Nostra Signora del Rosario o, più semplicemente, Madonna di Lourdes) è l’appellativo con cui la Chiesa cattolica venera Maria in rapporto ad una delle più venerate apparizioni mariane.

Il nome della località si riferisce al comune francese di Lourdes, nel cui territorio – tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858 – la giovane Bernadette Soubirous, contadina quattordicenne del luogo, riferì di aver assistito a diciotto apparizioni di una “bella Signora” in una grotta poco distante dal piccolo sobborgo di Massabielle: « Io scorsi una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla sui piedi »

Questa immagine della Vergine, vestita di bianco e con una cintura azzurra che le cingeva la vita, è poi entrata nell’iconografia classica. 25 marzo: sedicesima apparizione. Finalmente la Signora, anche se il roseto non fiorisce, rivela il proprio nome, risponde alla domanda con queste parole pronunciate in dialetto guascone, l’unica lingua che Bernadette comprendeva: « Que soy era Immaculada Councepciou » – « Io sono l’Immacolata Concezione ».

La ragazzina parte correndo e, durante il cammino, ripete in continuazione queste parole che per lei sono incomprensibili. La frase emoziona ed impressiona il parroco. Bernardette ovviamente ignorava quest’espressione teologica che descriveva la Santa Vergine. Solo quattro anni prima, nel 1854, papa Pio IX ne aveva fatto una verità (un dogma) della fede cattolica. Bernardette riferì: “Lei alzò gli occhi al cielo, unendo, in segno di preghiera, le Sue mani che erano tese ad aperte verso la Terra, e mi disse: << Io sono l’Immacolata Concezione>>.

Nel luogo delle Apparizioni indicato da Santa Bernadette fu posta nel 1864 una statua della Madonna. Intorno alla grotta delle apparizioni è andato nel tempo sviluppandosi un imponente santuario.

0017-sonetto-immacolata-1_55c702d2808c4Attorno al luogo di culto si è ampliato successivamente un importante movimento di pellegrini. Si calcola che oltre settecento milioni di persone abbiano visitato Lourdes.

Non dimentichiamo che: “Come è bello riunirsi in famiglia per lasciare che Dio parli al cuore dei suoi membri attraverso la sua Parola viva ed efficace! Nella preghiera, specialmente nella recita del Rosario,la famiglia contempla i misteri della vita di Gesù, interiorizza i valori che medita e si sente chiamata a incarnarli nella propria vita”. (Benedetto XVI – messaggio alle famiglie, 18 gennaio 2009)

“Gesù Cristo non ha organizzato campagne contro la povertà, ma ha annunciato ai poveri il Vangelo, per un riscatto integrale dalla miseria morale e materiale. Lo stesso fa la Chiesa, con la sua opera incessante di evangelizzazione e promozione umana. Invochiamo la Vergine Maria, Madre di Dio, perché aiuti tutti gli uomini a camminare insieme sulla Via della pace.” (Benedetto XVI – Angelus, 1 gennaio 2009)

Non dimentichiamo che: ” Maria è assunta in cielo in corpo e anima: anche per il corpo c’è posto in Dio. Il cielo non è più per noi una sfera molto lontana e sconosciuta. Nel cielo abbiamo una madre. E la Madre di Dio, la Madre del Figlio di Dio, è la nostra Madre. Egli stesso lo ha detto. Ne ha fatto la nostra Madre, quando ha detto al discepolo e a tutti noi: “Ecco la tua Madre!” Nel cielo abbiamo una Madre. Il cielo è aperto, il cielo ha un cuore.” (Benedetto XVI – Omelia 15 agosto 2005)

Auguriamo a tutti di attinger grazie su grazie, in occasione della prossima Solennità dell’Assunta in Cielo. La Tuttapura e la Tuttasanta (come amano invocarLa gli Ortodossi), ci benedica e ci porti al Suo unico, vero ed inimitabile, Gesù Cristo.

Ave Maria, e non dimentichiamo di dire il Rosario “ogni giorno” come ha raccomandato la nostra Mamma in tutte le Apparizioni.