Introduzione di “Tre per sposarsi”

«E Fulton Sheen, lo conosci Fulton Sheen? Tre per sposarsi…».

di Padre Roberto Brunelli ofm conv.

L’inattesa ristampa di questa perla dimenticata è nata così: mentre stavo manifestando al parroco di Verucchio la mia inguaribile fissazione per Chesterton, il giovane sacerdote riminese replicò con una certa inconsapevolezza: «E Fulton Sheen, lo conosci Fulton Sheen? Tre per sposarsi…».

Del vescovo americano Sheen non avevo mai letto nulla. Avevo solo spostato tanti anni fa da uno scaffale all’altro della nostra biblioteca di Ancona i suoi numerosi libri, senza avere l’attrazione necessaria per sfogliarli, anche per colpa del cattivo gusto del grafico che ne aveva disegnato le copertine, un maniaco delle strisce verticali, che per quanto fossero colorate facevano sempre venire alla mente le sbarre di una galera.

Quando pochi giorni dopo mi recai a frugare stranezze nel capannone di Stefano, un artistico quanto disordinato rigattiere locale, vidi con sorpresa emergere da una informe catasta di carta un volume del vescovo Fulton: proprio quello citato da don Bellavista!

La cosa poteva sembrare un messaggio della Provvidenza, e considerato il costo, abbordabile anche per un francescano, ho ritenuto doveroso acquistare il tomo, spolverarlo e anche iniziare a leggerlo. Dopo averne gustato tutte le pagine, come già si sarà capito, è diventata quasi una missione ristamparlo.

Anzi, l’ammirazione per questo testo mi spinge all’esagerazione. Arriverei ad obbligare la sua lettura (non dico in ginocchio sopra i ceci… concedo di farlo anche sdraiati in un comodo divano!) a tutti quelli che sono così “fusi” d’amore da sposarsi in chiesa, davanti al Grande Fabbro, che li unirà in una inscindibile lega, per tutta la vita.

Ci domandiamo: per un azzardo così grande e per questa scelta senza ritorno, non c’è forse bisogno di una attenta preparazione e di una grande consapevolezza? (unita in ogni caso ad una audacia simile a quella del martirio…)

Le grandi costruzioni e i vertiginosi grattacieli non hanno forse bisogno di profonde fondamenta? Non è forse questo oscuro e invisibile lavoro di “porre basi” che permetterà di toccare il cielo senza crolli? Allora questo libro “fondamentale” potrà aiutare veramente a costruire una salda storia d’amore, che superi il tempo stesso, per giungere là dov’è la Fonte dell’Amore, la Trinità di Dio.

Ha scritto papa Francesco: «La preparazione prossima al matrimonio tende a concentrarsi sugli inviti, i vestiti, la festa e gli innumerevoli dettagli che consumano tanto le risorse economiche quanto le energie e la gioia. I fidanzati arrivano sfiancati e sfiniti al matrimonio, invece di dedicare le migliori energie a prepararsi come coppia per il gran passo che faranno insieme… Quello che importa è l’amore che vi unisce, fortificato e santificato dalla grazia».

Allora non perdete troppo tempo intorno all’involucro delle cerimonie, delegate ad altri quante più sciocchezze potete, e andate alla ricerca profonda del senso del “dono del sacramento”.

Leggete con passione questo bellissimo manuale del “gran passo”. E se il matrimonio lo avete già celebrato, questo libro, perdonate la rima, vi serva da ripasso!

Un dubbio apparentemente intelligente potrebbe farci dire: «Sì, ma come può un sacerdote celibe parlarci del matrimonio?». Una risposta valida potrebbero essere questa: il dott. Bernard quando esegui il primo trapianto di cuore non aveva mai avuto personalmente nemmeno un piccolo infarto; conosceva però l’anatomia e la fisiologia dei corpi. Allo stesso modo mons. Fulton Sheen, studiando in profondità la teologia cristiana, ha scoperto l’antropologia più vera e l’unica spiritualità che può sanare gli affetti del cuore umano e introdurre ai misteri del Grande Amore.

Come aveva già compreso il genio di Pascal: «Non solo noi non conosciamo Dio se non per mezzo di Gesù Cristo, ma non conosciamo noi stessi se non per mezzo di Gesù Cristo; non conosciamo la vita, la morte, se non per mezzo di Gesù Cristo. Pertanto, senza il Vangelo non conosciamo nulla e vediamo solamente oscurità e confusione nella natura di Dio come nella nostra». Senza Cristo anche l’amore degli sposi è confuso, limitato, finito, come il vino alle nozze di Cana. Solo grazie alla presenza e alla conoscenza del vero Sposo dell’umanità il vino, cioè la gioia dello stare insieme, ritorna a riempire la vita, abbondante e migliore. Sheen direbbe che due bicchieri hanno bisogno di un terzo elemento indispensabile: la bottiglia, che poi nel caso di Dio è “una cantina senza fine”.

Lo stile del vescovo newyorkese è cristallino e profondo, gioioso e maturo. Partendo dagli autori più disparati (da san Tommaso a Gibran, da Agostino a Shakespeare), egli ci svela il senso mistico della vocazione sponsale… Anche se scritto nel 1951, Three to Get Married ha ancora lo splendore della Bellezza che non passa.

Non abbiamo paura di affermare che questo libro non invecchierà mai, perché l’incanto dell’amore di Dio, più antico del mondo, è sempre nuovo.

Buona lettura!

fra Roberto Brunelli

Cliccare qui per l’acquisto