Il Volto di Gesù Misericordioso di Don Dolindo Ruotolo

Molti di noi forse, e assai probabilmente, hanno avuto tra le mani questa immaginetta, o avranno visto almeno una volta questo Volto Santo, ma pochi conoscono la sua origine che sarà per noi edificante conoscere.

La storia è breve, semplice, tipica di quelle “vie silenziose” attraverso le quali la Divina Provvidenza ama imprimere la Sua firma.

La signora Anna di Trani racconta che nel 1960 suo padre, che all’epoca lavorava a Napoli, conobbe Don Dolindo un sacerdote che in quella città nutriva già fama di santità. Tra la famiglia di Trani e Don Dolindo Ruotolo nacque subito una grande amicizia e una folta corrispondenza epistolare.

La bontà e la saggezza del prete conquistarono l’intera famiglia, in particolare la madre Lucia, pittrice dilettante che decise di ritrarre l’umile sacerdote napoletano. Dopo che Don Dolindo vide quel quadro a lui dedicato, invitò la signora Lucia a raffigurare il volto di Gesù e gli indicò come modello la foto della Sacra Sindone, ma per tre volte la esortò umilmente a ricominciare da capo, perché non era soddisfatto del risultato ottenuto.

Vista la difficoltà, Don Dolindo, decise allora di intervenire benedicendo le mani, i colori e i pennelli della signora Lucia e affermò che Gesù “aveva scelto proprio lei” per dipingere il suo Volto. Nel 1963 la signora Lucia tornò da Napoli e si rimise all’opera incoraggiata anche dalla famiglia.

Nelle lettere che Don Dolindo scrisse, a nome del Signore, le rivelò che la realizzazione di quel Volto avrebbe aiutato tante persone a convertirsi. Finalmente con la speciale benedizione dell’umile Sacerdote, Lucia riuscì a dipingere un volto di una particolare bellezza e fascino che il santo prete, appena lo vide, commosso le disse: “E’ Lui!”.

Il quadro (una tela piccola 50×70) venne regalato allo stesso Don Dolindo e da quel momento migliaia di copie vennero distribuite in tutto il mondo. Qualche anno fa l’autrice del dipinto, all’età di novanta anni, decise di fotografare nuovamente il quadro originale con l’aiuto di un fotografo professionista ma solo in quella circostanza si accorse che il suo dipinto raffigurante il volto di Gesù era stato rubato dalla casa del santo sacerdote napoletano, ormai scomparso. Lucia sognava di vedere quel quadro accanto alla tomba del Servo di Dio, oggi meta di numerosi pellegrini di tutto il mondo, ma ci si è dovuti accontentare di una fotografia.

L’originale è scomparso, dunque, non si sa chi l’abbia, ma la Provvidenza che opera in mille modi, ha fatto in modo che l’immagine rimanesse in circolazione. Ingrandendo l’immagine qui a lato, potrete scaricarla e tenerla con voi, oppure potrete farne richiesta alla Casa Editrice Mariana.

A seguire la Lettera che Don Dolindo scrisse a Lucia, per confermare l’ispirazione di Gesù stesso.

5 febbraio 1966

Gesù all’anima tua:

Quando mi dipingevi con questa immagine ed il tuo pennello, mosso dal tuo amore, tracciava gli occhi miei, io avevo lo sguardo mio sopra di te e sulla tua famiglia. Circolano ora, dovunque, le fotografie del tuo dipinto e da ognuna di esse si irradia su di te, figlia mia, lo sguardo di benedizione che io ti rivolgo quando preghi, quando gemi, quando implori misericordia sugli altri.

Mi dipingesti nella maestà del mio volto ed ogni immagine del tuo dipinto è un’implorazione del mio regno d’amore e di misericordia sul mondo. Perciò ti benedico e moltiplico su di te e sulla tua casa le mie benedizioni. Gesù tua vita e tuo amore. Amen.

Vi benedico…

Il povero sacerdote Don Dolindo Ruotolo


Qualche tempo prima, Don Dolindo Ruotolo, fu sempre testimone di questo Amore Misericordioso di Gesù attraverso un’altro prodigio raccontato sempre da lui stesso al:

Dott. Nicola Bellantuomo –  6 dicembre 1962

Nel 1957 una signora del Messico volle fotografare un Tabernacolo Eucaristico, perché un’opera d’arte. Quando sviluppò la fotografia, con sua sorpresa, invece  del Tabernacolo trovò questo Volto di Gesù. Nessuna immagine di Gesù era sull’altare o intorno.

(qui Don Dolindo scrive ora su ispirazione) Gesù. Ti guardo con occhi di misericordia e di amore, e ti vigilo in ogni momento della tua giornata. Vengo in te Sacramentato, e dimoro con infinito amore nell’anima tua. Sta in pace, ti ho sul cuore mio.

Ti benedico + Vi benedico tutti.

Il povero sacerdote Don Dolindo Ruotolo

Si legga anche qui: Visita speciale, inedita, a Don Dolindo Ruotolo, per Voi

Laudetur Jesus Christus


👉👉👉 Non voglio agitarmi. Mio Dio, io confido in Te! (don Dolindo)


📢Gesù all’anima: “Perché vi confondete agitandovi? Lasciate a me la cura delle vostre cose, e tutto si calmerà. Vi dico, in verità, che ogni atto di vero, cieco, completo abbandono in me produce l’effetto che desiderate e risolve le situazioni più spinose.
Abbandonarsi a me non significa arrovellarsi, sconvolgersi e disperarsi, volgendo poi a me una preghiera agitata perché io segua voi, e cambiare così l’agitazione in preghiera.
Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell’anima, stornare il pensiero dalla tribolazione, e rimettersi a me, perché io solo operi, dicendo: pensaci Tu.
E’ contro l’abbandono, essenzialmente contro, la preoccupa-zione, l’agitazione, il voler pensare alle conseguenze di un fatto. E’ come la confusione che portano i fanciulli che pretendono che la mamma pensi alle loro necessità e vogliono pensarci essi, intralciando con le loro idee e le loro fisime infantili il suo lavoro.
Chiudete gli occhi e lasciatevi portare dalla corrente della mia grazia. Chiudete gli occhi e non pensate al momento presente, stornando il pensiero dal futuro come da una tentazione. Riposate in me, credendo nella mia bontà, e vi giuro per il mio amore che dicendomi con queste disposizioni: pensaci Tu, io ci penso in pieno, vi consolo, vi libero, vi conduco.
E quando debbo portarvi in una via diversa da quella che vedete voi, io vi addestro, vi porto nelle mie braccia, vi faccio trovare, come bimbi addormentati nelle braccia materne, all’altra riva. Quello che vi sconvolge e vi fa male immenso è il vostro ragionamento, il vostro pensiero, il vostro assillamento, ed il volere ad ogni costo provvedere voi a ciò che vi affligge.
Quante cose io opero quando l’anima, tanto nelle sue necessità spirituali quanto in quelle materiali, si volge a me, mi guarda, e dicendomi: pensaci Tu, chiude gli occhi e riposa!
Avete poche grazie quando vi assillate voi per produrle, ne avete moltissime quando la preghiera è affidamento pieno a me. Voi nel dolore pregate perché io operi, ma perché io operi come voi credete…
Non vi rivolgete a me, ma volete voi che io mi adatti alle vostre idee. Non siete infermi che domandano al medico la cura, ma che gliela suggeriscono. Non fate così, ma pregate come vi ho insegnato nel Pater:

  • sia santificato il tuo nome, cioè sii glorificato in questa mia necessità;
  • venga il tuo regno, cioè tutto concorra al tuo regno in noi e nel mondo;
  • sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra, cioè disponi Tu

  • in questa necessità come meglio ti pare per la vita nostra eterna e temporale. Se mi dite davvero: sia fatta la tua volontà, che è lo stesso che dire: pensaci Tu, io intervengo con tutta la mia onnipotenza, e risolvo le situazioni più chiuse.
    Ecco, tu vedi che il malanno incalza invece di decadere? Non ti agitare, chiudi gli occhi e dimmi con fiducia: sia fatta la tua volontà, pensaci Tu. Ti dico che io ci penso, e che intervengo come medico, e compio anche un miracolo quando occorre.
    Tu vedi che l’infermo peggiora? Non ti sconvolgere, ma chiudi gli occhi e di’: pensaci Tu. Ti dico che io ci penso, e che non c’è medicina più potente di un mio intervento di amore.
    Ci penso solo quando chiudete gli occhi. Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, a tutto pensare, e vi abbandonate così alle forze umane, o, peggio, agli uomini, confidando nel loro intervento. E’ questo che intralcia le mie parole e le mie vedute.
    Oh, come io desidero da voi questo abbandono per beneficarvi, e come mi accoro nel vedervi agitati! Satana tende proprio a questo: ad agitarvi, per sottrarvi alla mia azione e gettarvi in preda alle iniziative umane.
    Confidate perciò in me solo, riposate in me, abbandonatevi a me in tutto. Io faccio miracoli in proporzione al pieno abban-dono in me, e del nessun pensiero di voi. Io spargo tesori di grazie quando voi siete nella piena povertà. Se avete vostre risorse, anche in poco, o se le cercate, siete nel campo naturale, e seguite quindi il percorso naturale delle cose, che è spesso intralciato da satana.
    Nessun ragionatore o ponderatore ha fatto miracoli, eppure tra i santi opera divinamente chi si abbandona a Dio. Quando vedi che le cose si complicano, di’ con gli occhi dell’anima chiusi: Gesù, pensaci Tu. E distraiti, perché la tua mente è acuta… e per te è difficile vedere il male e confidare in me distraendoti da te.
    Fa’ così per tutte le tue necessità; fate così tutti, e vedrete grandi, continui e silenziosi miracoli. Ve lo giuro per il mio amore. Ed io ci penserò, ve l’assicuro.
    Pregate sempre con questa disposizione di abbandono e ne avrete grande pace e frutto, anche quando io vi faccio la grazia dell’immolazione di riparazione e di amore, che comporta la sofferenza.
    Ti sembra impossibile? Chiudi gli occhi e di’ con tutta l’anima: Gesù, pensaci Tu. Non temere, ci penserò e benedirai il mio Nome umiliandoti. Mille preghiere non valgono un atto solo di abbandono: ricordatelo bene.
    Non c’è novena più efficace di questa: O Gesù mi abbandono in te, pensaci Tu!