Contro l’ecologismo globalista. Il XII Rapporto dell’Osservatorio Card. Van Thuan

L’ambientalismo è una grande bolla ideologica, il globalismo è un’etica dell’umanità con pochi e generici principi morali per una religione universale senza dogmi e dottrine. A questo progetto inquietante sta dando il proprio appoggio anche la Chiesa cattolica. Il dodicesimo Rapporto dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân è dedicato a Ambientalismo e globalismo, le due ideologie più pericolose del momento, che puntano a convergere su un unico piano politico mondiale.

di Stefano Fontana (20-11-2020)

Ambientalismo e globalismo, secondo il dodicesimo Rapporto dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân appena uscito per le edizioni Cantagalli (Siena, pp. 256, Euro 16), sono le due ideologie più pericolose del momento, tanto più perché convergono a tenaglia e fanno parte di un unico piano politico mondiale. Forse mai un Rapporto è stato così tempestivo, uscendo a trattare un vivo argomento di attualità proprio quando la sua realizzazione è in preoccupante fase avanzata. Tutti vedono, ma non tutti capiscono: il Rapporto serve a documentare, informare e mobilitare la resistenza.

L’ambientalismo di oggi è una grande bolla ideologica. Incubato da decenni, ora è giunto ad una fase programmaticamente pervasiva. L’idea di fondo è che l’ambiente è malato e la causa principale della malattia è l’uomo. Perfino il Covid, che con l’ambiente non ha niente a che fare, è stato proposto come sintomo della gravità del male che colpisce il pianeta. Siamo vicini alla catastrofe: il messaggio deriva non solo e non tanto da Greta Thunberg, davanti alla quale si sono prostrati interi parlamenti e Organismi internazionali, ma dalle agenzie ONU, dai centri di ricerca allineati, dalle grandi fondazioni, dai media del mondo intero e dagli opinions leaders del sistema. Andremo incontro ad un devastante riscaldamento globale causato dalle nostre emissioni di anidride carbonica, saremo travolti da catastrofi climatiche e dovremo familiarizzare con pandemie ricorrenti. Le risorse non rinnovabili si esauriscono, urge potenziare quelle rinnovabili e sostenibili e dare vita ad una green economy fondata sulla circolarità, la sostenibilità, l’equilibrio con la natura e su relazioni umane sobrie e solidali.

Questo nuovo ordine ambientalistico diventa però immediatamente politico. Bisogna collaborare tutti insieme, come anche il Covid ci avrebbe insegnato, e superare le barriere delle identità, le chiusure e i muri. Bisogna arrivare ad una società aperta globale dotata di una governance – quando non anche di un governo – mondiale in grado di far fronte alle minacce altrettanto globali all’ambiente e, di riflesso, alla convivenza solidale tra gli uomini.

Un globalismo politico, però, sarebbe impossibile senza una società globale, omogeneizzata culturalmente in un’etica dell’umanità con pochi e generici principi morali vagamente umanistici e in una religione universale senza dogmi e dottrine definite. L’etica naturale e la dottrina cattolica vanno semplificate nel dialogo interreligioso universalizzato in vista di una società multi-etnica e multi-religiosa, attuata anche tramite le immigrazioni. Ecco così collegati tra loro l’ambientalismo e il globalismo in un unico progetto politico universale. Le forze che lo perseguono sono all’opera e la realizzazione è ad uno stadio avanzato.

A questo progetto piuttosto inquietante sta dando il proprio appoggio anche la Chiesa cattolica, decisamente orientata sullo stesso percorso dell’ONU e delle forze economiche, sociali e politiche che hanno il culto dell’ambiente, illudono su soluzioni utopistiche delle disuguaglianze economiche, propongono una fratellanza universale piatta e puntano ad un programma educativo mondiale collettivistico e uniformizzante.

Puntuale arriva allora il Rapporto, che prende una ad una queste tesi sinteticamente presentate e le smonta: il quadro non tiene, i dati vengono deformati strumentalmente, la realtà viene mistificata. Il Rapporto è un vero e proprio manuale di controinformazione e di contrasto al nuovo regime che si vorrebbe imporre. Sette autorevoli saggi e quindici cronache dalle diverse aree del pianeta decostruiscono la favola che ci viene raccontata e ci riportano alla realtà. Le cose non stanno come ce le stanno narrando.

Riccardo Cascioli spiega che l’enfasi attuale sulla “sostenibilità”, cavallo di battaglia dell’ambientalismo dominante, ha origini eugenetiche in quanto considera l’uomo come il predatore di una natura originariamente equilibrata la cui presenza è da ridurre. Luis Carlos Molion illustra come il riscaldamento globale non è da nessun punto di vista prodotto dall’uomo, sgonfiando così con dati alla mano una gigantesca balla che è stata fatta penetrare nel sentire collettivo tramite una disinformazione sistematica che non può che essere pianificata. Gianfranco Battisti dimostra che la tesi dell’esaurimento delle risorse petrolifere è assolutamente insostenibile, per un motivo in particolare: nessuno conosce i dati in proposito perché le stime sono viziate in partenza dagli interessi delle multinazionali energetiche. Domenico Airoma e Antonio Casciano denunciano il programma verde dell’Unione Europea che vorrebbe azzerare entro il 2050 i gas serra immessi nell’atmosfera. Questo programma per i nostri autori avrebbe “poca scienza, molta ideologia, troppo dirigismo normativo”. Don Mauro Gagliardi ricostruisce correttamente la visione cattolica della creazione e la depura dalle sovrapposizioni ideologiche funzionali al nuovo ambientalismo. Mario Giaccio apre una porta che si vuole tenere ermeticamente chiusa, quella delle speculazioni finanziarie sulle quote di emissione tra i Paesi europei: la green economy non ha nessuna verginità da vantare dato che si fonda sulla speculazione finanziaria non meno dell’economia che si vorrebbe combattere. Infine Gaetano Quagliariello, con un ragionamento schiettamente politico, dice perché e come l’emergenza ecologista sia la via verso un nuovo ordine mondiale e di quale ordine (purtroppo) si tratti.

Nello stringente apparato disinformativo che ci fa vedere ciò che non è e desiderare quanto non ci conviene, la boccata d’aria di questo XII Rapporto dell’Osservatorio Van Thuân ci voleva proprio.

(Fonte: LaNuovaBQ)

Per acquistare il Rapporto e riceverlo a casa senza spese di spedizione scrivere a: info@vanthuanobservatory.org


Ambientalismo e globalismo: nuove ideologie politiche

XII Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo

Cosa dice il Rapporto

Sull’ecologia girano troppe bugie. Il XII Rapporto dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân, appena pubblicato da Cantagalli, mette a nudo le bugie dell’ecologismo ideologico che oggi ottengono ampi consensi anche nella Chiesa. Gli autori del Rapporto – dal titolo “ECOLOGISMO E GLOBALISMO, NUOVE IDEOLOGIE POLITICHE” – spiegano che le emissioni umane di anidride carbonica non hanno effetti sul riscaldamento globale, come invece si continua a dire; che il programma verde dell’Unione Europea ha poca scienza, molta ideologia e troppo dirigismo normativo; che il dogma dell’esaurimento delle risorse naturali non ha fondamento nei dati e le rinnovabili non sono così green come dicono di essere; che la teologia cattolica della creazione non fonda in nessun modo l’ecologismo pastoralista di oggi; che il sottosviluppo inquina più dello sviluppo; che l’ecologismo ideologico esasperato sta distruggendo molte nazioni europee … e altro ancora …

Come ogni anno, il Rapporto dell’Osservatorio presenta una serie di studi scientifici e poi una serie di Cronache dai cinque continenti, per fornire il polso della situazione mondiale. Da queste cronache si apprende per esempio che la Cina è il maggiore inquinatore mondiale anche se riesce a farsi passare per la principale soluzione tramite il “metodo cinese”, che durante il sinodo sull’Amazzonia anche la Chiesa cattolica ha ceduto all’ideologia ecologista; che i Paesi Bassi sono indeboliti e distrutti da una paranoica e scriteriata politica ecologista; che la Polonia è messa sotto-sopra da violente manifestazioni dei gruppi ambientalisti; che la Francia cerca di coprire la sua malattia spirituale con la “transizione ecologica e solidale”; che nell’Unione Europea sta avanzando un socialismo ambientalista; che la bancarotta ecologia degli Stati africani ha la causa nelle stesse società africane più che nei Paesi occidentali; che l’ecologismo americano ha le proprie origini nella religione protestante.

Il Rapporto, in altre parole, è controcorrente, demolisce con argomenti scientifici i principali luoghi comuni della vulgata ambientalista attualmente dominante e opprimente l’opinione pubblica e ha il merito di far aprire gli occhi.

Questo XII Rapporto è redatto dall’Osservatorio Cardinale Van Thuan insieme ad altri Centri di ricerca nazionali, come il Centro Studi Rosario Livatino e la Fondazione Magna Carta, e internazionali: europei e latinoamericani.

Chi sono gli Autori

Luiz Carlos Molion, scienziato brasiliano – Don Mauro Gagliardi, teologo italiano – Domenico Airoma, magistrato e vicepresidente del Centro Studi Livatino – Antonio Casciano, esperto di bioetica e biodiritto – Gianfranco Battisti, geografo dell’Università di Trieste – Gaetano Qugliariello, senatore e Presidente di Magna Carta – Mario Giaccio, scienziato dell’economia e della tecnologia delle fonti energetiche.

I Rapporti dai Cinque continenti sono stati scritti da: Julio Loredo (Amazzonia), Stefano Magni (Cina), Fabio Trevisan (Stati Uniti), Anna Bono (Africa), Luca Volonté (Unione Europea), Silvio Brachetta (Francia), Hugo Bos (Olanda), Luca Pingani (Regno Unito), Andrea Mariotto (Italia), Grzergorz Sokolovski (Polonia), Marcelo Imperiale (Argentina).

INDICE DEL XII RAPPORTO

Presentazione

Ecologia naturale ed ecologia umana, un ordine in pericolo
E. Mons. Giampaolo Crepaldi

Sintesi introduttiva

La reciprocità tra utopia e ideologia nella nuova religione ambientalista
Stefano Fontana

Il problema dell’anno: “Ambientalismo e globalismo: nuove ideologie politiche”

Riccardo Cascioli
Ecologismo: una storia inquietante

Luiz Carlos Molion
Riscaldamento globale antropico: realtà o truffa?

Mauro Gagliardi
L’ecologismo alla luce della corretta dottrina della creazione

Domenico Airoma – Antonio Casciano
“Green deal” europeo: poca scienza, molta ideologia, troppo dirigismo normativo.

Gianfranco Battisti
Esaurimento delle risorse? Il caso del petrolio

Gaetano Quagliariello
L’emergenza ecologista come via al nuovo ordine mondiale

Mario Giaccio
Economia e finanza dell’ideologia climatica

La Dottrina sociale della Chiesa nei Cinque Continenti

Julio Loredo
Amazzonia. Dalla realtà all’ideologia

Stefano Magni
Cina. Da principale causa inquinante a modello di soluzione

Fabio Trevisan
Stati Uniti. Le origini protestanti del climatismo americano

Anna Bono
Africa. La “bancarotta ambientale” degli Stati africani ha cause africane

Luca Volonté
Unione Europea. L’utopia socialista e atea nell’ambientalismo UE

Silvio Brachetta
Francia. La transizione “ecologica e solidale” di una Francia profondamente ammalata

Hugo Boss
Olanda. La follia verde che tenta di distruggere i Paesi Bassi

Luca Pingani
Regno Unito. L’ambientalismo del palazzo e quello della piazza

Andrea Mariotto
Italia. L’ecologismo di maniera dei Friday for Future

Grzegorz Sokolovski
Polonia: L’azione della Chiesa cattolica e l’ecologismo disumano

Marcelo Imperiale
Argentina. Evoluzione e attualità dell’ambientalismo nella Repubblica Argentina

Per acquistare il Rapporto e riceverlo a casa senza spese di spedizione scrivere a: info@vanthuanobservatory.org

(Fonte: Osservatorio Card. Van Thuan)