Premessa: Vogliamo sottolineare che, questo tipo di argomento è “nuovo” anche per la Chiesa. Ossia: se è vero che non vi è nulla da aggiungere a quanto la Chiesa insegna da duemila anni sull’Uomo, è anche vero che i nemici, le mode del momento, sfruttano di tutto per poter scardinare la verità ed introdurre elementi apparentemente nuovi, ma che sono sempre vecchie eresie ammantate di nuove pelli…
Nella sua seconda lettera a Timoteo (2Tm 4,3), Paolo avverte profeticamente che arriverà il tempo in cui gli uomini, “avendo prurito di udire”, rifiuteranno la sana dottrina per seguire maestri compiacenti e favole inventate.
I passi chiave dell’insegnamento paolino includono:
- La fedeltà all’insegnamento: L’Apostolo esorta a rimanere saldi nella fede ricevuta (cfr. 2Tm 1,13). Questo esige tutto, dai Sacramenti, all’etica, alla morale, al comportamento.
- Il rigetto delle novità ingannevoli: Paolo mette in guardia contro i “vari e peregrini insegnamenti” che allontanano dalla grazia di Cristo, dalla sua morale, dalla sua dottrina consegnata alla Chiesa.
- La coerenza di vita: La dottrina non è un mero esercizio intellettuale, non sono formulette da fissare al passato, ma deve trasformarsi in opere di carità e comunione nella verità.
La Chiesa, dunque, “corregge” (anche se non lo fa più con gli anatemi) ciò che molti chiamano cultura woke soprattutto quando questa diventa ideologia: cioè quando pretende di imporre “nuovi diritti”, categorie e programmi educativi come se fossero verità assolute, arrivando a confondere libertà e arbitrio e, in particolare, a mettere in discussione l’ordine naturale della persona e della famiglia.
La cultura woke (dall’inglese woke, participio passato del verbo wake, “sveglio”) è un’espressione che indica un’alta consapevolezza, con una bella dose di superba pretesa, riguardo ai temi della giustizia sociale, delle disuguaglianze economiche e dei diritti civili, con particolare attenzione alle discriminazioni razziali, di genere e della comunità LGBTQ+.
La correzione cattolica avviene in tre grandi direzioni:
- riaffermare la dignità umana e una sana antropologia,
- respingere il relativismo morale e
- proporre dialogo, educazione e “memoria storica”, senza farsi assorbire da colonizzazioni ideologiche.
Riaffermare la dignità della persona (anche quando la “cultura woke” tocca il tema del genere)
La Chiesa non discute mai “contro” le persone, ma contro idee che, secondo l’insegnamento cattolico, finiscono per ledere la verità sull’essere umano e dunque la sua stessa dignità. In particolare, la Dottrina cattolica (nello specifico abbiamo la Dottrina Sociale della Chiesa) mette in guardia dalle forme di gender e varie quando diventano ideologia pubblica, con la pretesa di imporre l’errore.
Nella dichiarazione Dignitas Infinita si ricorda che, in certi contesti, “tentare di introdurre nuovi diritti” può portare a “colonizzazione ideologica”, dove la teoria del genere “annulla le differenze” nel tentativo di rendere tutti uguali.
Inoltre, la Chiesa respinge l’idea che “la propria identità” possa essere ri-definita (e dunque modificata) in modo radicale, indipendentemente dalla verità del corpo e della creazione. Dignitas Infinita afferma che la vita umana, in tutte le dimensioni, fisiche e spirituali, è “un dono di Dio”, che si creda o meno a Dio, e che “desiderare” una sorta di ribellione da questa verità equivale a cedere all’antica tentazione di “farsi Dio”.
“Si distingue, ma non si separa”
Uno dei punti più chiari è la distinzione — ma anche il rifiuto della separazione — tra:
- sesso biologico e
- ruolo socio-culturale del sesso (genere).
La Chiesa lo esprime così (riportato in Dignitas Infinita):
“Il sesso biologico e il ruolo socio-culturale del sesso (genere, ossia lavori e mansioni che si distinguono nei ruoli tra Uomo e Donna, come per la questione procreativa) possono essere distinti ma non separati.”
E, nello stesso solco, ricorda che “tutti i tentativi di oscurare” la differenza sessuale uomo-donna “debbono essere respinti”, perché la differenza appartiene all’opera creatrice e la reciproca accoglienza di essa aiuta la persona a scoprire dignità e identità. (n.59)
La stessa Dottrina Cattolica (per l’educazione) descrive l’effetto culturale devastante che si ha quando: programmi educativi e tendenze legislative che promuovono un’identità personale e affettiva “radicalmente” separata dalla differenza biologica, dove “l’identità… è affidata alla scelta dell’individuo” e che, secondo tale ideologia, essa può cambiare nel tempo.
Contro il relativismo morale: legge morale naturale e verità oggettive
Un’altra radice della “correzione” cattolica è filosofico-morale: quando l’ideologia diventa potere culturale, spesso si appoggia a un relativismo che pretende che non esistano norme morali oggettive valide per tutti.
In Evangelii Gaudium Papa Francesco, ricordando la denuncia di Benedetto XVI contro il RELATIVISMO, collega la crisi culturale a “un costante aumento del relativismo” e nota che la Chiesa insiste sull’esistenza di norme morali oggettive valide per tutti, norme che alcuni, nel dibattito pubblico, presentano come “ingiuste” perché sarebbero “opposte ai diritti umani”. (n.64)
In risposta e correggendo da questo modo errato di pensare, propone un’educazione che insegni certamente un pensiero critico ma che favorisca valori morali naturali, validi in ogni tempo, a prescindere dal rapporto di fede della singola persona. In una parola il Papa sostiene la Legge Naturale quale fondamento unitivo del vero pensiero sull’identità della Persona Umana.
Inoltre, nel documento sulla partecipazione dei cattolici alla vita politica, la Congregazione per la Dottrina della Fede spiega che oggi esiste un relativismo culturale “evidente” nel modo in cui si giustifica un’idea di pluralismo etico che “sanziona… la disintegrazione della ragione e i principi della legge morale naturale”, fino alla conclusione ingannevole che tale pluralismo sarebbe “condizione per la democrazia”. (n.2) SCARICA QUI IL PDF
Metodo: dialogo, identità, memoria storica (non “deconstructionism”)
La Chiesa, che è MADRE E MAESTRA e non una matrigna, non risponde solo con divieti: risponde con una proposta culturale e spirituale.
- Dialogo che non sia “senza identità”
Il magistero pontificio ha sottolineato che non si può creare una vera cultura del dialogo senza una reale identità: il dialogo “sarebbe come acqua che si disperde”. Occorre saper chi si è, da dove si viene, e non vivere “alla moda”. L’identità del Cristiano è l’unica realtà completa che possa spiegare all’Uomo le domande che spesso si pone: chi siamo, da dove veniamo, perché si nasce, il perchè della sofferenza e della morte, dove siamo diretti, ecc.. Se nel dialogo si mettono da parte le risposte che il Cristianesimo offre a chi onestamente domanda, esso diventa infruttuoso, o peggio ancora, manipolatorio, relativista, ingannevole.
Attenzione alle ideologie che cercano di regnare senza opposizione
Persino in Fratelli Tutti viene descritta una cultura che perde il senso della storia e avanza un “decostruzionismo”, dove la libertà pretende di creare “tutto da zero”. Le ideologie, per operare, “distruggono (cambiando il linguaggio) tutte le differenze” così da “regnare indisturbate”. (n.13)
Questo è spiegato dalla preoccupazione di Dignitas Infinita: quando una visione antropologica pretende di diventare assoluta e di dettare come educare i bambini, si entra in una dinamica ideologica pericolosa. (nn.56 e 59)
E concretamente, come si “corregge” nella vita pubblica?
La correzione cattolica, quando entra nello spazio pubblico, tende a:
- proporre verità sull’umano (dignità, famiglia, legge morale naturale),
- difendere i più vulnerabili, ma non a discapito della verità,
- sostenere lo Stato di diritto e la giustizia (per evitare che il più forte imponga la propria visione come “criterio di verità”).
In un discorso, il Papa ricorda che “la misura di una civiltà” si vede come tratta i più vulnerabili e richiama a non farsi dettare da logiche ingiuste, ma a sostenere anche “lo Stato di diritto” per evidenziare che il potere dello Stato è limitato e subordinato alle leggi giuste, garantendo l’uguaglianza di tutti i cittadini e la tutela dei diritti fondamentali che costituiscono l’autentico BENE COMUNE.. (Discorso 10.1.2024)
E in una lettera ai vescovi degli USA parla del rischio di criteri ideologici che “distorgono” la vita sociale e impongono la volontà del più forte come criterio di verità”. (10.2.2025)
Conclusione
In sintesi, la Chiesa Cattolica che è Madre e Maestra, raccglie le sfide del nostre tempo, non si tira indietro, entra nel dialogo anche con nuovi linguaggi e “corregge” ciò che viene percepito come cultura woke soprattutto quando le sue proposte antropologiche diventano ideologia totalizzante: allora ribadisce che la vita è dono di Dio, che sesso biologico e ruolo socio-culturale si possono distinguere ma non separare, che esistono norme morali oggettive fondate sulla natura dell’uomo e che il dialogo autentico richiede identità e memoria, non de-costruzione indiscriminata o colonizzazione ideologica.
Preghiera breve: + Signore, manda la tua sapienza per distinguere la verità dalla moda, donaci carità e coraggio nel dialogo, e proteggi la dignità di ogni persona creata a tua immagine. Amen.
COSA E’ LA “CULTURA WOKE”? IN MOLTI CE LO CHIEDETE, ECCO UNA PICCOLA SINTESI DI BASE: vi offriamo due riflessioni una del professor Trabucco, una è la nostra…
LA TIRANNIA MORALE DEL WOKE (di Daniele Trabucco https://www.facebook.com/daniele.trabucco.1 ):
👉 La cultura woke è viziata nel suo principio, perché muove da una concezione radicalmente falsa dell’uomo e del reale. Non nasce da un eccesso successivo di una buona intenzione, né rappresenta una deviazione accidentale di un progetto originariamente emancipatore.
Il suo errore è più profondo: consiste nel rifiuto di riconoscere che l’essere precede la volontà, che l’identità non è una materia infinitamente disponibile e che la libertà, quando pretende di creare da sé il proprio fondamento, finisce per dissolvere ciò che vorrebbe liberare.
Da questa negazione originaria discende l’intera grammatica woke. Se nulla possiede una consistenza propria, allora tutto può essere ridefinito.
Le parole possono essere sottratte alla loro storia, le identità ricomposte secondo categorie ideologiche, le genealogie spezzate e il passato convocato davanti a un tribunale che giudica epoche remote attraverso le ossessioni morali del presente.
La storia cessa così di essere eredità, continuità e memoria, per diventare un materiale da correggere, espungere o sostituire.
L’operazione è ancora più radicale sul piano dell’identità. L’uomo non viene più riconosciuto nella complessità di ciò che riceve, di ciò che è e di ciò che liberamente diviene, bensì ricondotto a una serie di appartenenze politicamente sorvegliate.
La persona, privata di ogni consistenza anteriore alla scelta, viene apparentemente assolutizzata e in realtà resa più fragile, perché chi può essere indefinitamente ridefinito può anche essere indefinitamente manipolato.
La cultura woke pretende così di emancipare l’uomo dalla realtà stessa, come se ogni limite fosse un sopruso e ogni dato un residuo di oppressione. In questa pretesa si rivela la sua vocazione più distruttiva: non interpretare il mondo, bensì sostituirlo con un ordine artificiale nel quale il linguaggio non nomina più ciò che è, la memoria non custodisce più ciò che è stato e l’identità non riconosce più alcuna continuità. Il suo esito non è la liberazione, ma lo sradicamento.
Una civiltà, infatti, che recide il rapporto tra libertà e verità, tra identità e storia, tra parola e realtà, finisce inevitabilmente per consegnare tutto alla volontà di chi possiede il potere di nominare. E quando il potere pretende di rifare il reale, la prima vittima non è una tradizione particolare: è l’uomo stesso.
IL NOSTRO PICCOLO CONTRIBUTO
👉 Grazie Daniele, perchè tra l’altro hai colto il senso anche del Vangelo di oggi… Mt 13,1-23
Gesù è il seminatore perché diffonde instancabilmente la Parola di Dio che è Verità e Lui stesso non ha detto che ci “racconta UNA verità da sottoporre ai cambiamenti modaioli dei tempi”, ma che “SEMINA”, porta SE STESSO che è “Via, Verità e Vita” è RIVELAZIONE di ciò che siamo, perchè nasciamo e dove siamo diretti, lo scopo della vita stessa… “conoscerete la verità ed essa vi farà liberi” Gv 8,32
Questo NON muta con i tempi, non cambia la Verità se qualcuno dice: “ma io NON credo”… ed è dal RIFIUTO a credere, e dell’usare la ragione stessa, che nascono poi i conflitti…
Nella seconda Lettura san Paolo lo esprime ancora più chiaramente, Rm 8,18-23:
“La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dal- la schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.”
“La cultura woke – come giustamente sottolinei – è viziata nel suo principio, perché muove da una concezione radicalmente falsa dell’uomo e del reale.”
E ancora, giustamente osservi:
“In questa pretesa si rivela la sua vocazione più distruttiva: non interpretare il mondo, bensì sostituirlo con un ordine artificiale nel quale il linguaggio non nomina più ciò che è, la memoria non custodisce più ciò che è stato e l’identità non riconosce più alcuna continuità. Il suo esito non è la liberazione, ma lo sradicamento.”
Infatti, una sintesi di tale cultura diabolica è la seguente:
- Antropologia e Salvezza: Il wokismo viene talvolta presentato come una “religione secolare” (laicista) che cerca la salvezza e la redenzione senza la necessità di “un Dio”, tramite lo sforzo umano e il rigorismo morale (vedi per esempio la cancel culture, ossia la cultura della cancellazione a prescindere da ciò che è vero e bene da ciò che è falso e male), mentre il Vangelo offre la salvezza per grazia e fede in Dio e per tutti attraverso la LEGGE NATURALE…
- Universalismo contro la specifica Identità: La fede cristiana pone al centro la visione stessa di Dio che “non c’è più giudeo né greco” (Gal. 3,28), promuovendo un’unità universale attraverso FIDES ET RATIO, mentre la cultura woke frammenta la società in categorie identitarie e di contrapposizione, ideologiche, di partito..
- Perdono e Giustizia: Nella cultura woke si cambiano i principi e l’obiettivo non è più il reinserimento (perdono), ma il riconoscimento pubblico del danno e l’esclusione sociale di chi trasgredisce i nuovi codici morali, anche quando fossero INGIUSTI…. vedi per esempio l’aborto, l’eutanasia, il gender… Chi si ribella a questo codici “morali” modaioli, verrà perseguito per legge..
- Equità e Linguaggio: La giustizia viene così ridefinita – ideologicamente – come “equità”, cercando di correggere gli squilibri sistemici spesso attribuiti contro il Vangelo stesso e contro la stessa Legge naturale. Questo ha portato ad una ACCUSA su come il linguaggio (ovviamente CRISTIANO) e la rappresentazione storica SAREBBE RESPONSABILE DELLE DISUGUAGLIANZE, spingendo verso la rimozione di elementi considerati offensivi… per esempio tutti quegli aspetti descritti nei Vangeli a riguardo dell’etica e dell’autentica morale.
C’è, infine, un aspetto INGANNEVOLE importante della cultura woke… la DIFESA DEGLI ULTIMI E LA SENSIBILITA’ SOCIALE… dove essi sostengono che l’attenzione alle ingiustizie promossa dall’attivismo woke sia perfettamente in linea con l’insegnamento di Gesù.. - Difesa degli ultimi: L’impegno per l’inclusione, l’uguaglianza e la difesa delle minoranze emarginate rispecchierebbe l’attenzione di Gesù verso i poveri, gli oppressi e gli esclusi della società. Ma in molti passi del Vangelo Gesù sottolinea che non basta l’impegno sociale laddove lo si facesse RIFIUTANDO LA GRAZIA… la “difesa verso gli ultimi” non può svolgersi senza la conoscenza di Dio…
- Sensibilità sociale: l’avversione verso il razzismo, il classismo e ogni forma di discriminazione, nella cultura woke, viene privata della autentica MOTIVAZIONE… e laddove si muove battaglia per combattere una ingiustizia, si finisce per crearne di nuove. Ecco perchè, la sensibilità sociale autentica, ha un indirizzo specifico: Dottrina sociale DELLA Chiesa… alla cui base è la legge naturale che non è monopolio di qualcuno, ma è patrimonio di ogni essere umano e in ogni tempo, essa non muta ed è la bussola con la quale orientarsi per evitare ogni ideologia. 🙏
