Il vero ruolo dei padrini e delle madrine per i Sacramenti nella Chiesa

«Non vergognarti della testimonianza da rendere al Signore nostro» (2Tim.1,8)
Qualche padrino non si rende conto della grazia che riceve e dell’impegno che si assume nell’accompagnare al Battesimo o alla Cresima un figlio di Dio. E forse rimane distratto o disorientato in questo suo ruolo…
Sono stato chiamato a «fare da padrino/madrina». Chi mi ha chiamato?

PREMESSA… come spiegheremo con documenti alla mano, padrino e/o madrina, è un SERVIZIO che la Chiesa ha concesso a determinate condizioni che vengono dai Vangeli e dalla predicazione apostolica e dei santi Padri.
La Chiesa, proprio in qualità di MADRE ha da sempre TUTELATO le persone e le famiglie NELLA FEDE DELLA CHIESA ed insieme, lo spiega anche in Atti al cap. 2 vv.37-48, associando anche l’aiuto ECONOMICO a chi fosse in difficoltà. Da queste necessità nasce anche il DIACONATO, per esempio, che si occupava di servire i poveri alla mensa e al vestiario ed agli alloggi…
Facciamo un esempio pratico: il calcio… o altri sport, PUOI ESSERE PARTE DELLA SQUADRA SOLO SE RISPETTI LE REGOLE DEL GIOCO …. non importa quanto sei bravo, quanti goal fai… se durante una partita violi le regole, si viene puniti, ammoniti, fino all’espulsione.
Ora… perchè queste regole le rispettiamo e quando si tratta della Chiesa e dei Sacramenti, ci sentiamo superiori a queste regole e diamo la colpa alla MADRE CHIESA accusandola di sminuirci o di offenderci?
Lo stesso vale per il lavoro, in Famiglia stessa non siamo noi genitori a dare delle regole ai nostri figli??
Le REGOLE non sono una castrazione o una umiliazione perché la Chiesa non le ha inventate, ma le vengono dai Vangeli, purtroppo, l’aver dipinto un Gesù “compagnone” in questi ultimi 50 anni, ha fatto sì che si perdesse la VERITA’ e abbiamo finito con il sostituire DIO a NOI stessi, alle nostre opinioni, ai nostri sentimenti, mettendolo in secondo piano… ecco perchè poi ci sentiamo “sminuiti” quando la Chiesa ci ammonisce.

Sullo stesso tema ricordiamo anche questo: “Responsum” CdF ad un dubbio sulla validità del Battesimo – 6.10.2020”
e questo: Magistero integrale Benedetto XVI – Battesimo del Signore

Vediamo adesso, insieme, i Documenti e la sana dottrina sull’argomento.

Si può scaricare il file in comodo pdf qui

L’istituzione dei padrini risale alla Chiesa primitiva, come un vero servizio, quando venne imposto il dovere di battezzare i bambini, anche se, presumibilmente, all’inizio i bambini venivano presentati dai genitori. Tertulliano si riferisce agli sponsores o garanti (ma i termini usati in epoca antica sono diversi e molto evocativi: susceptores, gestantes, fideiussores, protestantes), che assistono al battesimo dei bambini (De Baptismo, 18, 11, in PL I, 1221).
L’esigenza dei padrini era forse correlata con il battesimo concepito come nuova nascita, che perciò esigeva nuovi padri “nella Fede”. Più tardi, in continuità con questa linea di riflessione, san Tommaso d’Aquino ricorderà che la rigenerazione spirituale operata dal battesimo assomiglia a quella carnale e, come in questa il bambino ha bisogno di una nutrice e di un pedagogo, così in quella spirituale c’è bisogno di qualcuno che lo istruisca nella fede e nella vita cristiana (Summa Th. III, q. 67, a. 7).
Ma il padrinato ha probabilmente rapporto anche con il catecumenato, tenuto conto della situazione in cui si trovano i cristiani durante la persecuzione da parte dell’impero romano: onde evitare che nelle comunità penetrasse qualche intruso, si esigeva che il candidato al battesimo fosse presentato da qualche fedele conosciuto, il quale garantisse la serietà delle sue intenzioni e lo accompagnasse durante il catecumenato e il conferimento del sacramento, come pure ne curasse in seguito la fedeltà all’impegno preso.

E sia chiaro che questo servizio non è mai stato un obbligo, ma una scelta (un dono responsabile e di responsabilità) da parte dei genitori a poter ricevere un aiuto generoso e di garanzia per la crescita dei figli in ambito cristiano. Non a caso, Benedetto XVI affermò che laddove non vi fossero stati i requisiti per adempiere a questo servizio da parte dei padrini e madrine scelti dai genitori, si possa chiedere AL CATECHISTA che prepara per esempio un catecumeno, a questo onere.
Se i genitori non volessero questa garanzia, verrebbe e viene meno anche questa scelta. Di conseguenza è inutile che alcuni se la prendano con la santa Madre Chiesa perché un vescovo (mons. Mogavero) ha deciso, oggi, di sospendere questo servizio nella propria diocesi. Egli ha fatto bene e noi faremo meglio a comprendere la sana dottrina in materia, anzichè rincorrere polemiche sterili o con la fede del “faccio da me”…
Caso analogo si è avuto nel 2020 con mons. Fusco, Vescovo della diocesi di Sulmona il quale ha sospeso per tre anni, ad experimentum, il padrinato e madrinato, con la seguente motivazione:
«La figura del padrino e della madrina, la loro presenza nei sacramenti del Battesimo e della Confermazione risulta spesso una sorta di adempimento formale, in cui rimane ben poco visibile la dimensione della fede. La scelta viene compiuta abitualmente con criteri e finalità diverse (relazioni di parentela, di amicizia, di interesse, ecc.), senza considerare lo specifico ruolo che il padrino e la madrina è chiamato a svolgere ovvero quello di trasmettere la fede che deve vivere in prima persona per poi poterla testimoniare (…).
Non è stata una decisione presa da un giorno all’altro – dichiara monsignor Fusco – ma frutto di una riflessione e di un confronto durati circa un anno e mezzo assieme ai parroci e ai catechisti, con tanti incontri nelle foranie, zone pastorali e parrocchie….Meno positive sono state invece le reazioni da parte di alcune famiglie che non riescono a cogliere questa problematica ma, vedendo in maniera un po’ superficiale la figura del padrino e della madrina, pensano: “Ma a noi sta bene, perché toglierla?”. Questa è anche un’opportunità di riflessione per la comunità diocesana»…»;
altri Vescovi stanno prendendo questa decisione e noi, per gli stessi motivi, li sosteniamo in quanto Catechisti… e la ragione sta nel fatto che la presenza formale è diventata nel tempo e in molti casi un qualcosa di puramente ornamentale, e non invece una figura di accompagnamento significativo, che è deputata ad accompagnare il percorso di crescita nella Fede della Chiesa, di colui o colei che riceve il Sacramento.

IL BATTESIMO (dal Codice di Diritto Canonico:849-878)
CAPITOLO IV (Cann. 872-874)

I PADRINI (o per le Madrine)

Can. 872 – Al battezzando, per quanto è possibile, venga dato un padrino, il cui compito è assistere il battezzando adulto nell’iniziazione cristiana, e presentare al battesimo con i genitori il battezzando bambino e parimenti cooperare affinché il battezzato conduca una vita cristiana conforme al battesimo e adempia fedelmente gli obblighi ad esso inerenti.
Can. 873 – Si ammettano un solo padrino o una madrina soltanto, oppure un padrino e una madrina.
Can. 874 – §1. Perché uno possa essere ammesso all’incarico di padrino, è necessario che:
1) sia designato dallo stesso battezzando o dai suoi genitori o da chi ne fa le veci oppure, mancando questi, dal parroco o dal ministro e abbia l’attitudine e l’intenzione di esercitare questo incarico;
2) abbia compiuto i sedici anni, a meno che dal Vescovo diocesano non sia stata stabilita un’altra età, oppure al parroco o al ministro non sembri opportuno, per giusta causa, ammettere l’eccezione;
3) sia cattolico, abbia già ricevuto la confermazione e il santissimo sacramento dell’Eucaristia, e conduca una vita conforme alla fede e all’incarico che assume;
4) non sia irretito da alcuna pena canonica legittimamente inflitta o dichiarata;
5) non sia il padre o la madre del battezzando.
§2. Non venga ammesso un battezzato che appartenga ad una comunità ecclesiale non cattolica, se non insieme ad un padrino cattolico e soltanto come testimone del battesimo.

Infatti non si comprenderebbe come possano rappresentare una comunità ecclesiale coloro che non siano in piena comunione e, tanto meno, ne esprimano la fede. In tal caso la Chiesa che è MADRE ha introdotto, con tutte le cautele possibili, la figura del testimone (can. 874 § 2), che svolgerebbe un ruolo simile a quello del testimone nel matrimonio. Una soluzione che andrebbe ben spiegata per evitare malintesi e interpretazioni fuorvianti, in quanto il testimone non è in nessun modo “una specie di padrino”, ma una figura completamente diversa atta semmai a sollecitare e spingere il padrino o la madrina (se battezzati e cattolici, ma al momento non conformi alla pratica dottrinale) a tornare ad essere veri testimoni della Fede e quindi a regolarizzare le proprie note stonate, prima di voler pretendere di assumere un incarico così impegnativo davanti a Dio e nella Comunità ecclesiale.
Lo dice il Signore Gesù: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro…» (Lc.6,39-42)

e ANCORA:
se appartenenti alla Chiesa ortodossa, unita a noi con strettissimi vincoli, potranno assolvere l’incarico di padrino/madrina, ma sempre assieme a un padrino/madrina della Chiesa cattolica, ma occorre tener presente che:

  • nel Battesimo dei bambini «si ammettano un solo padrino o una madrina soltanto, oppure un padrino e una madrina» (can. 873).
  • per la Confermazione, «è conveniente che come padrino venga assunto colui che ebbe il medesimo incarico nel Battesimo» (can. 893 § 2).
  • nella Confermazione degli adulti è opportuno che il ruolo del padrino o della madrina non sia affidato al fidanzato o alla fidanzata.

PERCIO’: chi può fare il padrino e la madrina e che cosa significa oggi?

Ogni cattolico che abbia ricevuto la Confermazione e l’Eucaristia, che abbia compiuto i 16 anni e che conduca, per quanto possibile, una vita conforme alla fede, può fare da padrino/madrina nel rito del Battesimo.
Ciò che però conta maggiormente non è né il numero né l’età, quanto piuttosto la qualità.
Secondo la tradizione della Chiesa i padrini (e madrine) sono membri della comunità cristiana che presentano colui che deve essere battezzato o cresimato, li accompagnano nel loro itinerario di formazione e ne garantiscono la preparazione e la sincerità, nonchè anche l’aiuto e il sostentamento economico laddove ve ne fosse la necessità.
Nel rito per il Battesimo i padrini si affiancano ai genitori per manifestare la presenza della Chiesa-Madre che presenta e accoglie i suoi nuovi figli. Se poi sarà necessario, i padrini dovranno collaborare con i genitori affinché il bambino possa giungere ad una personale professione della fede e la possa esprimere nella realtà della vita. Sempre sono comunque tenuti a dare una chiara testimonianza di fede.
Proprio per questo loro ruolo ecclesiale, che amplia in senso spirituale la famiglia del battezzando, i padrini non possono essere i genitori (Cf Codice di diritto canonico, 874).

La scelta della madrina e del padrino, dunque, è certamente delicata: ad essi è chiesto di accompagnare il bambino nella via della fede con la loro testimonianza di vita cristiana, con la loro preghiera e con le parole e soprattutto i fatti. Il loro compito è ancor più delicato e prezioso quando i genitori, pur chiedendo il Battesimo dei loro figli, si trovano in grave disagio religioso (ossia di un cattolicesimo non praticante o apostata, o indifferente alla sana Dottrina).
È comprensibile, allora, che la Chiesa richieda che la madrina e il padrino conducano una vita conforme alla fede cristiana e all’incarico che assumono, e quindi non riconosca idonei a questo compito quei battezzati la cui vita personale, familiare, sociale viola pubblicamente la legge del Signore.
La comunità ecclesiale, che esprime la tutela spirituale con la scelta dei padrini e delle madrine, si impegna ad assumere atteggiamenti e comportamenti concreti di testimonianza, per essere realmente “madre” ed educatrice, con la vita e l’impegno, dei piccoli e delle loro famiglie. Può essere scelto per il ruolo di padrino o madrina una sola persona.

Non possono fare perciò da padrini e madrine quelle persone che:

  • sono sposate solo civilmente
  • sono conviventi
  • sono divorziate
  • sono separate ma convivono con un altro partner
  • sono o si dicono cattolici ma non praticano la via dei Comandamenti e dei Sacramenti
  • dicono di essere praticanti ma di fatto sono contro la Legge naturale

Potrebbero fare da padrini (e madrine) persone separate ma non conviventi che non hanno chiesto il divorzio o persone divorziate che però siano state costrette a subire il divorzio. In questi casi è onesto e fondamentale parlarne preventivamente con il Parroco per valutare la situazione.
Per poter fare da padrino bisogna chiedere personalmente il nulla osta (Documento di idoneità dei padrini) al Parroco della Parrocchia in cui al momento si è domiciliati.
Al battesimo ci può essere o un solo padrino o una sola madrina o un padrino e madrina insieme. Non sono ammessi due padrini o due madrine.
Per la cresima non è obbligatorio che il padrino o la madrina siano dello stesso sesso del figlioccio/a. E’ raccomandato che almeno uno sia stato già coinvolto fin dal Battesimo del figlioccio/a, ma anche in questo caso non è obbligatorio.

Un fax-simile per adempiere ai propri DOVERI di padrino o madrina

Io sottoscritto/a (nome e cognome) nato/a a __ il ________ e qui residente in via ___________________
appartenente alla parrocchia di _____________________
chiede di essere ammesso/a all’incarico di padrino/madrina nella celebrazione del Sacramento del Battesimo della Cresima di _________________ (nome battezzando/cresimando)
Dichiaro:

  • di aver compiuto i sedici anni;
  • di essere stato/a battezzato/a nella Chiesa cattolica;
  • di aver ricevuto i Sacramenti dell’Eucaristia e della Cresima;
  • di non trovarmi in una posizione matrimoniale irregolare per la Chiesa cattolica
    (divorziato/a e risposato/a civilmente, sposato/a solo civilmente, convivente);
  • di condurre una vita conforme alla fede cristiana e all’incarico che mi assumo.
    In fede (segue firma)________________

DAL RITO DEL BATTESIMO, ALL’INGRESSO, dal Messale leggiamo:
DIALOGO CON I GENITORI E I PADRINI

  1. Il celebrante interroga per primo i genitori: Che nome date al vostro bambino?
    Genitori: (dicono il nome) N. . . .
    Celebrante: Per N. che cosa chiedete alla Chiesa di Dio?
    Genitori: Il Battesimo. (Nella seconda risposta, i genitori possono esprimersi con altre parole, come ad esempio: La fede, oppure La grazia di Cristo, o La vita eterna.)
  2. Il celebrante si rivolge ai genitori con queste parole o con altre simili:
    Cari genitori, chiedendo il Battesimo per il vostro figlio, voi vi impegnate a educarlo nella fede perché, nell’osservanza dei comandamenti, impari ad amare Dio e il prossimo, come Cristo ci ha insegnato. Siete consapevoli di questa responsabilità?
    Genitori: Sì.
  3. Rivolgendo la parola al padrino, o ai padrini, il celebrante, con queste espressioni o con altre simili, domanda:
    E tu padrino, (oppure: E tu madrina,) sei disposto (a) ad aiutare i genitori in questo compito così importante?
    Padrino (o madrina): Sì.

Quindi, questo ruolo non è un obbligo, ma chi lo accetta deve (e risponde) liberamente impegnandosi secondo le regole della Chiesa… Se viene a mancare questo “dialogo” di sincerità e di impegno, decade anche il ruolo, semplice!

In conclusione… non è “colpa” della Chiesa, è Gesù Cristo che ha stabilito le regole del gioco… e la Chiesa le rende sempre più “aggiornate” ma non può cambiarle… la Parola di Dio è “ieri, oggi e sempre”, siamo noi che dobbiamo adeguarci ad essa e non il contrario, questo non precluderà mai la nostra gioia e la nostra serenità se sapremo offrire al Signore I LIMITI, I DIFETTI CHE LA NOSTRA CONDIZIONE UMANA SPESSE VOLTE CI IMPONE…
Non scoraggiamoci e non molliamo mai LA VERITA’, piuttosto facciamo in modo di capire perché il Signore Gesù ci vuole nel Suo Cuore e nell’Eucaristia, nella Chiesa, a determinate condizioni.

«Non vergognarti della testimonianza da rendere al Signore nostro» (2Tim.1,8)
Qualche padrino non si rende conto della grazia che riceve e dell’impegno che si assume nell’accompagnare al Battesimo o alla Cresima un figlio di Dio. E forse rimane distratto o disorientato in questo suo ruolo…
Sono stato chiamato a «fare da padrino/madrina». Chi mi ha chiamato?

Preghiera del padrino e della madrina
+Padre Santo, ti ringrazio d’avermi chiamato ad accompagnare uno dei tuoi figli a ricevere la Tua Grazia.
Ti ringrazio per il Dono che riversi nel mio e nel suo cuore. Concedimi di essere per lui uno strumento del tuo Amore, e dona a lui di incontrare in modo sempre più vivo il tuo Figlio Gesù.
Voglio presentartelo tutti i giorni, perché in ogni momento egli sia gradito al tuo cuore e rimanga unito alla tua Chiesa, Corpo di Cristo, per mezzo dello Spirito Santo. Possa crescere in sapienza, santità e grazia! Amen.


Un piccolo extra che conferma quanto sopra:

Dal Catechismo Maggiore di Papa San Pio X

  1. Chi sono i padrini e le madrine del Battesimo?
    I padrini e le madrine del Battesimo sono quelle persone, che per disposizione della Chiesa tengono al sacro fonte i bambini, rispondono in vece loro e si rendono garanti in faccia a Dio della loro cristiana educazione, specialmente se vi mancassero i genitori.
  2. Siamo noi obbligati a stare a quelle promesse e rinunzie che hanno fatto per noi i nostri padrini?
    Siamo obbligati senza dubbio a stare alle promesse e alle rinunzie che hanno fatto per noi i nostri padrini, perché Dio non ci ha ricevuti nella sua grazia che a queste condizioni.
  3. Quali persone si debbono eleggere per padrini e madrine?
    Si debbono eleggere per padrini e madrine persone cattoliche, di buoni costumi e ossequenti alle leggi della Chiesa.
  4. Quali sono le obbligazioni dei padrini e delle madrine?
    I padrini e le madrine sono obbligati a procurare che i loro figli spirituali siano istruiti nelle verità della fede, e vivano da buoni cristiani, edificandoli col buon esempio.