Non aspettiamo nessun nuovo ordine mondiale

La societas Christiana.

“Oggi molti non si rendono conto della grandezza e della originalità di quella che si suol chiamare Civiltà Cristiana, la societas Christiana, abituati come sono a viverne e quasi a respirarne: ma essa, se proiettata nel suo insieme dinanzi ad uno spirito attento e sereno, soprattutto se confrontata con quello che si trova in altri contesti storici e religiosi, si rivela imponente e dà una eloquente testimonianza ai valori divini presenti nel Cristianesimo”. (1)

02-padre-spiazzi_5613813538f9dQuel Dio sconosciuto ma sempre cercato

Con queste espressioni esordiva il grande compianto teologo domenicano Padre Raimondo Spiazzi O.P. negli anni Cinquanta a fronte della grave crisi sociale e culturale, che di lì a breve sarebbe esplosa con il fatidico Sessantotto e che in quegli anni non si lasciava intravvedere grazie al boom economico, invitando credenti e non credenti a guardare con onestà ciò che il Cristianesimo ha fatto, fa e può ancora fare nella storia della civiltà umana, pur operando in condizioni di estrema difficoltà a causa di uomini accecati dalle nuove ideologie che costituiscono di fatto quello sbarramento di tenebre di cui Gesù ci aveva messo in guardia.

Ma la storia della Chiesa ci insegna e conferma la parola della fede: e cioè che la vittoria è della Luce e giammai delle tenebre – Lux in tenebris lucet.

Sappiamo bene che quando il Cristianesimo si inserì nella storia umana, duemila anni fa, il genere umano aveva già dietro di sé una lunga serie di secoli con due elementi comuni a tutte le civiltà prima di Cristo: la fede in qualche cosa che superava e dominava (vuoi nel bene, vuoi nel male – vedi per esempio le civiltà che per la divinità compivano sacrifici umani) e la convinzione che con la morte la vita non cessava totalmente, ma che attraverso i morti si prolungasse in una forma misteriosa ancora tutta da scoprire.

Insomma, potremmo addurre innumerevoli esempi, citando vasti elenchi, per provare che dalla più oscura preistoria ad oggi, gli uomini hanno dimostrato e testimoniato di credere in una vita oltre la morte e in uno o più Esseri, divinità o forze soprannaturali, indipendenti da noi, ma con cui siamo alla fine – in un certo senso – tutti legati e ordinati.

In tali contesti culturali-religiosi si sono sviluppati da sempre i primi nuclei sociali e via via i villaggi, i paese le città. Non staremo qui certo a fare una cronologia storica alla storia ed alle vicende che hanno caratterizzato ad oggi la Civiltà Cristiana, tuttavia è fondamentale imbastire attraverso gli eventi principali, questo percorso che maggiormente ci interessa, quello della nascita e dello sviluppo della società Cristiana e perchè lo riteniamo così fondamentale per l’autentico progresso dell’uomo.

Non la ragione da sola, ma fede e ragione fanno progredire l’uomo

Come insegna l’Aquinate l’uomo si differenza dagli animali anche per l’uso della mente la quale, fra le molte attività che svolge, c’è quella più alta e operativa che è l’intelletto. L’uomo può passare da una verità conosciuta a una meno conosciuta, da una verità particolare a una universale, può insomma ragionare, come ben comprende chiunque pensa ed usa la ragione.

Ed è proprio questo ragionare che ha portato l’uomo alle varie fasi del suo progresso sociale e culturale, ma anche e soprattutto a relazionarsi con Dio in Cristo Gesù, di rispondere cioè, ragionevolmente, alla Sua chiamata e di conseguenza a progredire, a crescere, a svilupparsi e, per molti aspetti, anche a migliorare il suo stato di vita e di società comune, civile.

04-benedetto-xvi_561381ed5b15aTuttavia la vera condizione per una corretta e sana società umana non dipende esclusivamente dalla conoscenza delle cose. Spiegava così l’allora cardinale Ratzinger poi Benedetto XVI:

“L’uomo che vuole limitarsi a ciò che è esattamente conoscibile, cade nella crisi della realtà, ottenendo così proprio la perdita della verità (che poi cerca). In esso c’è il grido della fede che la nostra ora terrena non può rimuovere, ma che piuttosto rende ancor più drammatico. Esiste la domanda di liberazione dalla prigione di ciò che è positivo e certo anche la domanda di liberazione da un tipo di fede che diventa essa stessa gravame e non forma di libertà…” (2)

In sostanza, spiegava il cardinale Ratzinger, la fede autentica è piuttosto una apertura alla realtà che spetta però solo a chi ha davvero fiducia, crede davvero (io credo in Dio Padre onnipotente, credo in Gesù Cristo, credo lo Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, ecc…), spetta all’uomo che davvero ama Colui che solo è in grado di farlo progredire nella vera sapienza, Colui che solo nell’espressione della vera libertà (libero arbitrio) può mettere ordine alla nostra vita. Perchè questa vera fede non proviene dal sapere umano o dai suoi ragionamenti politici e orizzontali, ma ha una sua origine ben definita, reale e concreta che superando ogni conoscenza umana dà all’uomo quel sapere che alimenta, in definitiva, la società stessa facendola progredire.

La storia stessa ci insegna che laddove la società umana è avanzata senza la concretezza della vera fede, ha fallito degradandosi ed arrestando il suo progresso.

La Bibbia è, come dicono, il libro più letto nel mondo, ma è evidente che non basta leggerlo e questo lo segnalava già san Pietro ai suoi tempi:

“La magnanimità del Signore nostro giudicatela come salvezza, come anche il nostro carissimo fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; così egli fa in tutte le lettere, in cui tratta di queste cose. In esse ci sono alcune cose difficili da comprendere e gli ignoranti e gli instabili le travisano, al pari delle altre Scritture, per loro propria rovina. Voi dunque, carissimi, essendo stati preavvisati, state in guardia per non venir meno nella vostra fermezza, travolti anche voi dall’errore degli empi; ma crescete nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo.” (2Pt.3,15-18)

Per non cadere nell’errore degli empi è chiaro che bisogna crescere nella conoscenza del Signore nostro  salvatore, nelle Scritture ci sono cose difficili da comprendere (un esempio di questa confusione ce la offre la magnifica risposta, qui, di Padre Angelo O.P.) ed è solo la Sapienza (affidata all’insegnamento della Chiesa) che può aiutare alla retta comprensione. La Bibbia infatti, pur essendo un’opera essenzialmente religiosa, non insegna affatto una religione in forma sistematica, né è stata scritta per essere divisa fra Antico e Nuovo Testamento, o fra Ebrei e Cristiani. Giusto per fare un esempio: a differenza delle figure sibilline dei vati delle mitologie pagane, i profeti biblici sono persone concrete e storiche che, con combattiva energia, propugnavano il genuino concetto della vera religione e dell’unico vero Dio e attaccavano duramente i connazionali quando osavano prendersi gioco di Dio, introdurre abusi idolatrici nelle pratiche religiose e di vita quotidiana. In sostanza l’insegnamento profetico si riduce ai due principi che abbiamo visto all’inizio di queste riflessioni, ma con un progresso in più: la fede nell’unico Dio e l’esercizio di una giustizia sociale e individuale quale conseguenza e applicazione della vera religione.

I Profeti non sono affatto messaggeri di sventura quando prevedono i castighi di Dio a causa della disobbedienza degli uomini, piuttosto sono messaggeri soprattutto di speranza per l’avvenire degli uomini e per il loro autentico processo  di sviluppo.

Non attendiamo un “nuovo ordine mondiale” il nuovo ordine l’ha portato Cristo

06-massoneria-nuovo-ordinemondiale2_5613846543afd“La venuta del Messia è l’avvento del “nuovo ordine” per il genere umano (3), non ne attendiamo un altro”. Questo Tempo è cominciato con l’Incarnazione di Dio e terminerà con il suo ritorno glorioso. Non c’è l’attesa di un “nuovo ordine mondiale” nelle Sacre Scritture, ciò che doveva avvenire – per aiutare l’uomo a salvarsi e a  santificarsi – e che ha dato alla società umana il potere di crescere e svilupparsi con salti di qualità, è avvenuto duemila anni fa.

Non a caso diciamo infatti che Cristo è ieri, oggi e sempre, Lui è l’Alfa e l’Omega. L’evento messianico è arrivato in quella maturazione che san Paolo definisce “la pienezza del tempo” quando “…Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge,  per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l’adozione.  E, perché siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei nostri cuori, che grida: «Abbà, Padre».  Così tu non sei più servo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede per grazia di Dio.” (Gal.4,4-7), per concludersi, questo tempo, con il ritorno glorioso di Cristo, non c’è alcuna attesa intermedia, nessun nuovo ordine mondiale e Gesù stesso ammonisce su questo tempo: «Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc.1,15), e lo ripeterà sulla Croce a compimento della propria missione: «Tutto è compiuto!» (Gv.19,30) e che in latino suona ancora meglio: consummatum est.

Comprendere questo è molto importante per valutare con ragionevolezza e vera fede la validità di una civiltà Cristiana che sta alle radici e fondamenta della missione stessa della Chiesa secondo, appunto, l’ordine dato dal Cristo: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura.  Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato».(Mc.16,16)

Questo è il “nuovo ordine”, questa è la missione evangelizzatrice della Chiesa.

Il nuovo ordine era (ed è) la civiltà Cristiana

La Dottrina cattolica di fatto e ridotta al nocciolo, è sempre stata assai molto più semplice delle mitologie e delle religioni esterne o pagane. Il fulcro di tale dottrina da accogliere come dono ma anche quale programma del nuovo ordine portato dal Cristo, si riduce essenzialmente a quanto segue. Perdonateci la catechesi che seguirà, ma non ci farà male fare un pò di ripasso, dunque:

– esiste un solo Dio distinto (mai diviso) in tre Persone il quale ha creato l’universo intero, la terra e quanto contiene, gli angeli e l’uomo. Quest’ultimo nella persona di Adamo era felice e libero, ma con Eva la donna che Dio gli pose accanto perchè non fosse solo, peccò di superbia abusando della propria libertà. Siccome Adamo rappresentava e costituiva fisicamente e moralmente tutta la storia umana, il peccato suo fu il peccato dell’umanità e come tale si trasmette agli uomini i quali, perciò, nascono con il peccato (vedi CCC).

Per redimerli è sceso sulla terra la Seconda Persona della Trinità, Gesù Cristo, nato prodigiosamente dalla Vergine Maria, morto in croce e davvero risorto e poi asceso al cielo.

In attesa di questo ritorno glorioso Gesù ha fondato ed istituito la Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica, la quale mediante i sette Sacramenti procura agli uomini il dono soprannaturale della grazia e la vita eterna dopo la morte.

Nel Sacramento dell’Eucaristia, che si rinnova per mezzo dei sacerdoti nella celebrazione della Messa, è realmente presente Gesù Cristo in corpo, sangue, anima e divinità, il quale, alla fine dei tempi verrà a giudicare i vivi e i morti che risorgeranno nella carne per essere avviati o in paradiso o all’inferno per l’eternità. (4)

09-chi-ha-visto-me-ha-visto-il-padre_5613851250e35La dottrina è tutta qui: quale è, dunque, l’ostacolo maggiore che impedisce agli uomini di accogliere questo dono di Dio ed anzi, fa suscitare spesso le persecuzioni contro i Cristiani? E’ l’invito alla conversione, a questo “nuovo ordine”, non si scappa.

Spieghiamolo bene. La dottrina di Gesù Cristo era ed è la concezione “nuova” generale dell’uomo e per l’uomo, la sua riabilitazione dopo il peccato, ecco alcuni esempi di come si esprime Gesù: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!» (Mc.1,38) «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». (Mc.2,17)

Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce» (Gv.18,37)

«Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto»(Gv.14,6-7). E ancora quando alle Nozze di Cana  la Madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà» (Gv.2,1-11), l’intercessione della Madre affiancata dalla nostra obbedienza al Figlio divino, sollecita il miracolo e salva l’uomo dal disastro.

Ora, questa “nuova” religione veniva a capovolgere le fondamenta dell’esistenza pagana e delle altre religioni. In queste, infatti, la vita dell’uomo si esauriva negli ideali terreni che voleva raggiungere e le posizioni che intendeva conquistare in riferimento al breve tempo di vita che va dalla nascita alla morte e, lasciando sempre comunque in sospeso il definitivo traguardo, ossia della vita eterna dopo la morte.

Sì, molte altre religioni e gli stessi pagani, a modo loro, credevano e credono in un qualche cosa dopo la morte, ma in modo inesprimibile e del tutto errato. Non basta infatti credere in un “qualcosa” dopo la morte, non basta dopo che è venuto il Figlio di Dio a rivelarci il progetto del Padre e la verità sulla nostra esistenza e dove siamo diretti.

L’insegnamento di Gesù arriva a scardinare e a sconvolgere tutti i progetti umani senza Dio o di quelle società contro il Dio Vivo e vero o, se preferite contro la legge naturale con la quale è imbastito il progetto di Dio. La dottrina cristiana infatti non è un agglomerato di teorie, quanto abbiamo letto sopra crea e da origine ad un nuovo stile di vita – un ordine nuovo – che è parte del progetto di Dio per l’uomo di ogni tempo, la Sua Parola è infatti per sempre, inalterabile, la guida sicura, non è la Bibbia che deve adeguarsi alle nuove generazioni al contrario, è l’uomo in ogni tempo che deve fare della Parola incarnata il suo stile di vita, la societas, il vero progresso.

“dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” (Mt.22,17-22), dove è finito quel dare a Dio ciò che è Suo e gli appartiene?

Quando il Signore Gesù dice: «Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? (..)  Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.  Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.  Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena..» (Mt. 6,25-34), – Egli non dava semplicemente una dottrina morale, piuttosto annuncia un principio di “ottima igiene”, dava un vero nuovo ordine mondiale alla creatura da Lui rigenerata, come spiega mons. Fulton – vedi qui -, diceva in sostanza Gesù che l’unico modo per giungere a sviluppare l’io sta nel dimenticare sè stessi; che per giungere alla vera maturità sia fisica quanto spirituale, insieme e armonicamente, sta nel non fissarsi, non fermarsi ai disturbi corporali che imprigionano l’io, mentre il “disinteressarsi” ci conduce a cercare ben fuori dell’io per trovare Colui che tutto sostenta: Dio.

Gesù in quella risposta: “dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”, accende piuttosto l’interesse per una autentica comunità civile – spiega mons. Fulton – il quale, appunto, è cura anche per l’egoismo personale e spinge perciò l’uomo a dare a Cesare quel che gli è dovuto in quel “dare e avere” che si genera in ogni circolo sociale; e a Dio un ritorno di ciò che già era Suo: l’uomo, la sua anima, il soffio vitale che lo anima, i talenti che possiede…

Da questo comprendiamo bene allora cosa sta accadendo nelle nostre società odierne: le tasse sono triplicate, Cesare prende molto di più di quanto gli spetta e offre sempre meno servizi e soprattutto stravolge le Leggi divine a tal punto che l’uomo non sta più “dando a Dio” quanto Gli è dovuto, anzi, con le nuove leggi di Cesare si uccidono i doni di Dio, si uccide per legge la vita umana, si uccide l’uomo con l’eutanasia, lo si impoverisce dei suoi talenti perchè non trova più lavori dignitosi, non trova lavoro, si sta stravolgendo l’uomo – maschio e femmina – così Dio li ha creati pensando di poterlo fare ma che, in verità, come ebbe a dire Fulton Sheen: ” Lamentele contro la morale tradizionale non presentano alcuna novità, se non quella di dare alla lamentela contro Mosè una “nuova carnagione” nel senso usato oggi dagli specialisti di cosmesi, i quali iniziano la loro pubblicità chiedendo al pubblico: “quale carnagione volete avere oggi?”. Non le hanno però dato una nuova faccia –  hanno semplicemente dato una nuova etichetta ad un vecchio errore…”, oggi possiamo davvero aggiornare questa frase in questo modo: “quale sesso volete avere oggi?”. Non le hanno però dato una nuova sessualità –  hanno semplicemente dato una nuova etichetta ad un vecchio errore…”

Ma Gesù al rappresentate di Cesare – Pilato – aveva già detto: «Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande» (Gv.19,4-15), Pilato cerca così di sfoggiare il suo senso della morale cercando di liberare Gesù. Per tre volte lo riconosce innocente, e lo dice, ma la morale sociale diventa più forte di quella spirituale e alla fine cede al compromesso “lavandosene le mani”, la morale “egoistica” ha il sopravvento. E’ quello che sta avvenendo oggi con questa falsa morale sulla nuova antropologia dell’uomo.

Cesare moderno e i suoi rappresentanti hanno definitivamente dissociato  la morale individuale da quella sociale, ma per lavorare davvero per il bene della società e dell’uomo – spiega Fulton Sheen, si deve gioco forza essere letteralmente trascinati dall’entusiasmo verso “qualche cosa” di esterno alla società stessa. L’umanesimo dissociato da Colui che è l’unico e vero modello di ogni uomo (un Dio fatto uomo) non solo è deleterio e velenoso e nocivo per l’uomo, ma da solo neppure basterebbe a risolvere il dramma sociale e culturale del nostro tempo perchè, il vero e disinteressato “distacco” dalla società che stritola, lo possiamo avere laddove si concretizza l’attaccamento a Dio. Non si scappa. 

Gesù insegna come vivere

Insegna che esiste l’anima da salvare, che la vita terrena è soltanto un episodio, un passaggio seppur importante per l’identità dei singoli dai quali meriti o colpe dipenderà la destinazione eterna.

05-la-morte-cristiana_56138574e42a8Gesù trasporta il significato e la finalità della vita terrena (leggasi le Beatitudini) in quell’aldilà che per i pagani e le altre religioni è l’oscuro regno del mistero.

Gesù instaura ed insegna l’autentica fratellanza umana, la solidarietà che rende più umana la società, e quindi i padroni e gli schiavi sono uguali per dignità. Il progetto di Dio per l’uomo e la donna è inscritto nella legge naturale, di come devono andare le cose per una società più giusta: la moglie è e sarà sempre la compagna del marito e né il divorzio né l’adulterio possono spezzare ciò che Dio ha unito, il vincolo indissolubile del matrimonio; i bambini non si possono abusare o uccidere.

Le vicende terrene dell’uomo nei suoi istinti peggiori di violenza, lussuria, concupiscenza, di superbia e di avarizia, devono essere combattuti e superati con le virtù, l’uomo deve sottomettersi, per il suo bene, al dominio dello Spirito Santo.

E sebbene Gesù non condanna la felicità su questa terra, Egli la condanna quale colpa ed ostacolo se, per inseguirla, gli uomini dimenticano la vera meta che è il Cielo con tutto ciò che Cristo insegna e laddove Egli non obbliga nessuno alla sofferenza, sollecita però ognuno a prendere la propria croce e a seguirlo sul Calvario.

Questo e quant’altro Gesù insegnava veniva fedelmente ripetuto dalle labbra dei Cristiani che, anche a costo della propria vita come infatti accadeva ed accade, le mettevano in pratica dando vita alla prima forma autentica di una nuova società, di un nuovo ordine a servizio dell’uomo e per l’uomo.

A prova di ciò leggiamo un famoso passo della Lettera a DiognetoIl mistero cristiano

V. 1. I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini.

2. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale.

3. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri.

4. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale.

5. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera.

6. Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati.

7. Mettono in comune la mensa, ma non il letto.

8. Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne.

9. Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo.

10. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi.

11. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati.

12. Non sono conosciuti, e vengono condannati. Sono uccisi, e riprendono a vivere.

13. Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano.

14. Sono disprezzati, e nei disprezzi hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti.

15. Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati ed onorano.

16. Facendo del bene vengono puniti come malfattori; condannati gioiscono come se ricevessero la vita.

17. Dai giudei sono combattuti come stranieri, e dai greci perseguitati, e coloro che li odiano non saprebbero dire il motivo dell’odio.

Questo è il nuovo ordine portato dal Cristo e non ne attendiamo altri.

08-agostino-ricerca-di-dio_5613863121ed7E qui ci fermiamo perchè dell’incalzare degli eventi poi, che si sono succeduti nel tempo e nella storia, ognuno può fare le più svariate ricerche. Ciò che qui vi abbiamo proposto è quanto invece non può essere messo affatto in discussione, neppure con la moda del dialogare a “tutti i costi” o in nome del rispetto e della tolleranza o delle varie ecumanie perchè, ed è bene dirlo, il primo rispetto e la prima forma di tolleranza la dobbiamo proprio a quel Dio che rivelandosi nell’Incarnazione, parlandoci, morendo per noi e risorgendo, facendosi uomo come noi si è davvero guadagnato questo diritto, il diritto ad essere ascoltato senza contestazioni.

Queste e non altre sono le fondamenta dell’autentica civiltà Cristiana nata dal progetto di Dio per il bene dell’uomo, solo in questo nuovo ordine: «Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc.1,15), l’uomo progredisce e le società si arricchiscono. Tutto ciò che gli rema contro conduce alla degradazione dell’uomo, alla disgregazione delle società, al regresso della cultura stessa.

Nella conclusione del testo di Padre Spiazzi O.P. (e da me utilizzato per dare vita a questo articolo) non si nascondono le problematiche associate al nostro tempo.

Possono essere fioriere di gravi conseguenze per la civiltà del nostro tempo e per la stessa civiltà Cristiana, la imponenza migratoria numerica della moltitudine non cattolica, e che non intende convertirsi, fermenti espansionistici delle regioni asiatiche, la diffusione delle eresie del protestantesimo disgregate nell’America meridionale e persistente in Europa attraverso le nuove ideologie liberiste, la sterile litigiosità delle nazioni che si dicevano cristiane e le loro odierne politiche ideologiche devastanti sia a livello economico quanto a livello etico e morale, il senso di pigrizia di molti cattolici, l’avanzare dell’edonismo, del relativismo e di certa irreligiosità come di certa dissacrazione di ciò che è sacro.

Per non tacere sull’impossibilità di un certo dialogo con l’Islam. Infatti l’Islam porta con sé un modello di società assolutamente estranea al Vangelo e per certi versi incompatibile con la civiltà Cristiana, non basta condividere quattro voci dalle Beatitudini per dirsi cristiani o in comune crescita. L’Islam tende ad unire le popolazioni attraverso una sottomissione politica espansionistica che da origine allo “Stato islamico” e procede con leggi che provengono dal Corano, leggi alle quali tutti sono poi obbligati. Essi procedono per tappe migratorie, raggiunto lo scopo il mondo infedele verrà posto sotto l’egida della loro confessione. Insomma, tutto questo unito alla grave apostasia interna alla Chiesa, stanno portando alla scristianizzazione dell’Europa e del mondo.

Ma c’è sempre una speranza perché la vittoria è di Cristo!

La religione Cristiana non si ferma mai davanti alle tragedie, davanti alle persecuzioni, davanti alle vicende drammatiche, essa ha per postulato mandato divino la concordia nella carità e a questo fine, che è soprannaturale nella sfera della fede ed è di storica preveggenza in campo politico, mira e tende la Chiesa nella quale si realizza la sublime legge di sintesi e di vita che sant’Agostino ha così espresso: “libertà, novità, carità”. Sintesi, forse, copiata e stravolta da una certa Rivoluzione con il suo trittico: “libertè, egalitè, fraternitè”.

03-pio-xii_561387b618224Ad ogni modo è bene per noi riprendere le parole profetiche del venerabile Pio XII:

“La chiesa di Cristo, fedelissima depositaria della divina educatrice saggezza, non può pensare né pensa d’intaccare o disistimare le caratteristiche particolari, che ciascun popolo con gelosa pietà e comprensibile fierezza custodisce e considera qual prezioso patrimonio. Il suo scopo è l’unità soprannaturale nell’amore universale sentito e praticato, non l’uniformità, esclusivamente esterna, superficiale e per ciò stesso debilitante.

Tutte quelle direttive e cure, che servono ad un saggio ordinato svolgimento di forze e tendenze particolari, le quali hanno radici nei più riposti penetrali d’ogni stirpe, purché non si oppongano ai doveri derivanti all’umanità dall’unità d’origine e comune destinazione, la chiesa le saluta con gioia e le accompagna con i suoi voti materni. Essa ha ripetutamente mostrato, nella sua attività missionaria, che tale norma è la stella polare del suo apostolato universale.

Innumerevoli ricerche e indagini di pionieri, compiute con sacrificio, dedizione e amore dai missionari d’ogni tempo, si sono proposte di agevolare l’intera comprensione e il rispetto delle civiltà più svariate, e di renderne i valori spirituali fecondi per una viva e vitale predicazione dell’evangelo di Cristo. Tutto ciò che in tali usi e costumi non è indissolubilmente legato con errori religiosi troverà sempre benevolo esame e, quando riesce possibile, verrà tutelato e promosso.” (5)

Vogliamo concludere con un appello bellissimo che Benedetto XVI rivolse all’Urbe e all’Orbe nel Natale del 2005:

“Svegliati, uomo: poiché per te Dio si è fatto uomo” (Sant’Agostino, Discorsi, 185). Svegliati, uomo del terzo millennio! A Natale l’Onnipotente si fa bambino e chiede aiuto e protezione. Il suo modo di essere Dio mette in crisi il nostro modo di essere uomini; il suo bussare alle nostre porte ci interpella, interpella la nostra libertà e ci chiede di rivedere il nostro rapporto con la vita e il nostro modo di concepirla. L’età moderna è spesso presentata come risveglio dal sonno della ragione, come il venire alla luce dell’umanità che emergerebbe da un periodo buio. Senza Cristo, però, la luce della ragione non basta a illuminare l’uomo e il mondo. Per questo la parola evangelica del giorno di Natale – “Veniva nel mondo / la luce vera, / quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9) – echeggia più che mai come annuncio di salvezza per tutti.

(…) Uomo moderno, adulto eppure talora debole nel pensiero e nella volontà, lasciati prender per mano dal Bambino di Betlemme; non temere, fidati di Lui! La forza vivificante della sua luce ti incoraggia ad impegnarti nell’edificazione di un nuovo ordine mondiale, fondato su giusti rapporti etici ed economici. Il suo amore guidi i popoli e ne rischiari la comune coscienza di essere “famiglia” chiamata a costruire rapporti di fiducia e di vicendevole sostegno…”.

 Sia lodato Gesù Cristo +


NOTE

1) Padre Raimondo Spiazzi O.P. in Civiltà Cristiana – 1957

2) ABC di  Joseph Ratzinger, a cura di Robert Zollitsh, LEV 2013 pag.114

3) Padre Raimondo Spiazzi O.P. in Civiltà Cristiana – 1957

4) ibidem sopra

5) Enciclica Summi Pontificatus di Pio XII 20.10.1939 – vedi qui