Le stazioni quaresimali, cosa sono e come farle

BREVI CENNI STORICI SULLE SACRE STAZIONI QUARESIMALI (da un testo del 1903)

La pia pratica di una conveniente preparazione alla grande Solennità di Pasqua è antichissima nella Chiesa Romana.

012-stazioni-quaresima-6_54d8b7956d815A tale preparazione erano particolarmente chiamati i catecumeni che si disponevano a ricevere il santo Battesimo nella notte precedente la Pasqua ; ma non vi erano meno interessati tutti i fedeli che alimentavano così lo spirito di fervore per corrispondere degnamente alla sublime vocazione cristiana.

Questa preparazione non consisteva soltanto nel digiuno, la cui origine apostolica è provatissima, specialmente per i due giorni del mercoledì e venerdì che furono subito consacrati a questo esercizio di penitenza, ma non tardò ad esplicarsi con pratiche esteriori di pietà che in sensibilmente vennero a compenetrarsi colla liturgia, facendo anzi nella Quaresima la parte precipua della liturgia stessa. Così accadde che le stazioni quadragesimali in Roma divennero pratiche ufficiali e solenni alle quali partecipavano clero e popolo, e molto spesso il Pontefice precedeva col suo esempio.

Perché “Stazione”

Stazione è il termine preso dall’uso militare romano ad indicare il luogo assegnato alle guardie, nel senso liturgico fu adoperata a significare l’assistenza dei fedeli alle sacre funzioni in una data chiesa, come una sorta di “guardia” al Santissimo. Lo stesso concetto verrà usato poi per la pia pratica della Via Crucis con le sue “stazioni”.

Le Stazioni appartengono senza dubbio alla più remota antichità. Ne fa cenno Tertulliano, scrittore ecclesiastico della prima metà del III secolo, e San Leone Magno (Papa dal 29/09/440 al 10/11/461) nei suoi sermoni allude sovente a questa pratica.

012-stazioni-quaresima-3_54d8b809206adTuttavia l’ordinatore più accurato di questo esercizio, che specialmente nella Quaresima aveva preso notevole sviluppo, fu il Santo Pontefice Gregorio Magno.

Per lo spirito di penitenza, da cui era dominato questo pontefice illustre, la pratica delle stazioni romane, mentre rimaneva una devozione rituale per alcuni giorni solenni dell’anno nei quali il Papa si recava col suo clero a celebrare i divini misteri nelle celebri basiliche, per il tempo di quaresima divenne una vera pratica penitenziale che dai papi successivi e specialmente da San Gregorio II, ebbe un ordinamento sempre più perfetto, di guisa che celebrandosi la Santa Messa solenne del giorno nella chiesa della stazione, si ebbe la piena compenetrazione di questa devota pratica colla liturgia la quale, moltissime volte nelle sue parti più importanti specialmente nell’Epistola e nel Vangelo della messa, si riporta al titolo ossia chiesa stazionale.

Il luogo in cui doveva tenersi la prossima stazione veniva anticamente indicato nella precedente funzione stazionale: per il giorno delle Ceneri era risaputo che la stazione doveva essere Santa Sabina.

I fedeli si radunavano in una chiesa speciale, anch’ essa designata antecedentemente, e dalla quale si doveva muovere la processione per la chiesa stazionale. L’ ora non fu sempre la stessa, perchè all’uso antico di celebrare nei giorni di digiuno il divin Sacrificio nel pomeriggio, dopo che i fedeli avevano atteso alle loro occupazioni e prima dell’ unico pasto, sottentrò più tardi la celebrazione mattutina anche nei giorni penitenziali.

In questa chiesa adunque dove si radunavano i fedeli e dove si aspettava il papa coi suoi diaconi veniva recitata una preghiera che si diceva appunto “collecta” o preghiera dell’ adunanza; quindi tutti se ne partivano nel debito ordine per recarsi al canto devoto delle Litanie verso la chiesa stazionale.

Il corteo era preceduto dalla preziosa Croce che si soleva usare in tale circostanza, e che era portata da un suddiacono: quando partecipava il papa, la processione si rendeva più solenne per l’intervento degli alti ufficiali pontificii che recavano i vessilli e le ricchissime suppellettili destinate esclusivamente per il divino Sacrificio.

Giunto il corteo alla Chiesa stazionale veniva cantata la Messa solenne ed aveva luogo l’Omelia.

La Messa non aveva il Kyrie o la litania giacché suppliva quella che era stata recitata per la processione; però si ripeteva l’ introito e si compievano tutte le altre cerimonie consuete della messa papale (pontificale).

012-stazioni-quaresima-5_54d8b983ddbb8Prima della Comunione un suddiacono annunciava al popolo:

“Domani la stazione sarà nella Chiesa di S. Giorgio in Velabro”, allora il coro rispondeva: Sieno grazie a Dio.

Quindi dopo la Comunione e la collecta super populum (orazione sopra il popolo) che suppliva allora la benedizione finale, i fedeli venivano licenziati (ite, missa est) ed il clero si ritirava alle proprie case.

Quando il Papa non interveniva alla cerimonia stazionale, si recava da lui un accolito offrendogli per devozione un po’ di bambagia intinta nell’olio delle lampade della chiesa stazionale. Presentandosi al Pontefice domandava innanzi tutto di essere benedetto: “iube, domne, benedicere”; ed impetrata la benedizione, proseguiva: “hodie futi statio ad S. Sabinam, quae salutat te”, ossia: oggi la stazione fu a S. Sabina, che ti saluta.

A quel punto il Papa rispondeva: Deo gratias, e baciato riverentemente quel batuffolo di bambagia, lo consegnava al suo chierico di servizio (Cubiculario) perchè lo custodisse diligentemente, onde riempirne poi il suo cuscino funebre.

Questa era generalmente e per sommi capi la liturgia delle stazioni. In alcuni giorni però si facevano delle cerimonie particolari e talora lunghissime, perchè, come sopra ho accennato, la quaresima era altresì una lunga e solenne preparazione al Battesimo. In certi giorni quindi i catecumeni erano ammessi ai riti preparatori al sublime mistero della rigenerazione che a loro doveva recare il gaudio pasquale.

Quanto alla scelta delle chiese stazionali per la Quaresima, che poi divenne definitiva e fissata nel messale romano, non è possibile scoprire il criterio con cui venne fatta. Certo due pensieri principalmente vi dominarono; l’uno che le chiese o basiliche scelte per le stazioni influissero grandemente nell’ animo dei catecumeni a prepararsi in modo conveniente al Battesimo; l’altro che i più celebri santuari della città fossero onorati dalla devozione pubblica e solenne del clero con il popolo.

Quale risveglio di fede e di vita cristiana se ne aspettava il grande Pontefice S. Gregorio I detto Magno! Ed invero nulla si può ideare di più soprannaturalmente efficace al rinnovamento sociale che questi riti, queste preghiere presentate a Dio collettivamente da un intero popolo, preceduto dal suo santo pastore che presso le Reliquie gloriose dei martiri pasce coll’ esempio, colla parola, coi Sacramenti il gregge di Cristo !

Ma non era soltanto il popolo di Roma che accorreva numeroso alle cerimonie stazionali, ben presto si aggiunsero i pellegrini che venivano apposta nella città per assistere devotamente e compiere assieme ai romani le devozioni annesse a codesto esercizio. Così, per citare un sol fatto, quando Carlo Magno si recò la prima volta a Roma, nell’anno 774, egli si fece un dovere di assistere alla Messa solenne che il Papa stesso dovea celebrare la domenica di Pasqua a Santa Maria Maggiore, il lunedì a S. Pietro, ed il martedì a S. Paolo fuori delle mura, i quali giorni sono anche adesso i giorni assegnati per le stazioni in quelle basiliche.

Le mutate condizioni dei tempi e delle costumanze sociali fecero modificare, non però nella parte sostanziale e più importante, alcuni riti della Quaresima; la disciplina del catecumenato è andata in disuso, ma la splendida liturgia quadragesimale è sempre viva, sempre palpitante di quella rigogliosa attualità che è tutta propria delle opere di Dio; e poiché essa mira principalmente a condurre i cuori ad una sincera contrizione non vi ha per il popolo cristiano un miglior mezzo di formazione e rinnovazione dello spirito.

012-stazioni-quaresima-7_54d8b8d9ea952Per questo i Pontefici appoggiarono sempre colla loro autorità e colla concessione di copiose indulgenze, il devoto esercizio delle stazioni.

Tali concessioni si estesero poi anche ai fedeli che fuori di Roma praticassero qualche devozione consimile visitando o chiese od altari delle proprie città designati a supplire le chiese stazionali di Roma. In questo caso il Vescovo della diocesi decideva quali chiese – nella propria città – dovessero supplire quelle stazionali di Roma e, facendone richiesta a Roma, riceveva solitamente la benedizione papale e quindi il permesso per celebrare in piena comunione con Roma e lucrando le medesime indulgenze.

Così spiegava il Patriarca di Venezia, cardinale Pietro Lafontaine con una Lettera del 1917, dopo aver ottenuto dal Papa il permesso di dare il via alla pia pratica nelle chiese stazionali di Venezia scelte dal suo Patriarca.

“Al Clero e al Popolo di Venezia – il card. Patriarca

Il Pontefice S. Gregorio il Grande addolorato nel vedere i flagelli coi quali ai tempi suoi Dio richiamava il popolo cristiano sulla via della giustizia, esortava ed invitava i fedeli ad impetrare la misericordia divina e il patrocinio dei Santi, e indiceva all’uopo delle processioni di penitenza.

Finché le forze glielo consentirono, egli stesso interveniva anche alle funzioni delle Stazioni di Quaresima e predicava al popolo. La eco delle sacre Stazioni risuona ancora a Roma durante la Quaresima nelle preci stazionali. Mutate le condizioni dei tempi non si può seguire in tutto il rito primitivo: tuttavia ogni giorno i fedeli concorrono ad una Chiesa stazionale secondo l’ordine notato nel Messale Romano. Ivi si espongono con solennità le reliquie dei Santi e ad ora determinata si fanno delle devote processioni al canto di preci stabilite.

Nelle angustie dalle quali oggi più che in altri tempi il mondo è stretto da ogni parte, ho deliberato d’invitare anch’ io il mio popolo ad impetrare la misericordia del Signore mediante le preghiere stazionali, qui a Venezia. Il S. Padre, a cui ho umiliato il mio pensiero, si è degnato d’incoraggiarmi con una amorevolissima lettera…”

Veniamo ad oggi che, come ben sappiamo, il Papa apre la Quaresima nel giorno delle Ceneri a Santa Sabina.

Un volume dedicato alle chiese stazionali di Roma, la cui visita è tradizione nel tempo di Quaresima, lo propone la Libreria Editrice Vaticana con Le chiese stazionali di Roma. Un itinerario quaresimale, libro a firma dell’ambasciatrice polacca Hanna Suchocka. Le chiese stazionali, spiega l’autrice, sono “delle chiese nelle quali vengono celebrate le ‘stazioni’, cioè un luogo dove si riuniscono i fedeli, per concedersi una ‘sosta’ particolare, lasciando in disparte per un po’ le faccende di ogni giorno. Questa sosta viene accompagnata dalla riflessione e dalla preghiera”.

Luoghi storici e tradizione assai “radicata” a Roma già nel III secolo, e ufficializzata nel messale romano a partire da Papa Gregorio Magno (590-604), che svolse “un ruolo decisivo nell’organizzazione del sistema delle stazioni e nella scelta della liturgia”, cosicché a ogni giorno della Quaresima era assegnata una chiesa diversa, ripercorrendo le orme dei numerosi martiri che avevano sparso il loro sangue sul suolo dell’Urbe.

Questa tradizione cadde in disuso all’inizio del XIV secolo, in seguito al trasferimento della sede papale ad Avignone, ma è rifiorita negli anni ’60 del XX secolo.

L’autrice condivide così con i lettori la propria esperienza spirituale, scandita attraverso la visita alle 44 chiese stazionali (anche se alcune delle basiliche papali si ripetono), dal mercoledì delle Ceneri, con la statio presso la chiesa di Santa Sabina sull’Aventino, fino a Santa Maria Maggiore nel mercoledì della Settimana Santa. L’itinerario si conclude nella chiesa di San Pancrazio la Domenica in Albis, una settimana esatta dopo la Pasqua.

Il volume – corredato da parecchie fotografie delle diverse chiese visitate e delle numerose opere d’arte in esse custodite –, si caratterizza come un itinerario tematico di visita ad alcune delle più belle chiese della Capitale, accompagnato da un racconto personale dell’autrice, e dall’indicazione delle letture bibliche del giorno, così da costituire anche un cammino di fede.

Completano l’opera un elenco dei Papi, una bibliografia scelta e una mappa di Roma ove sono indicate una per una tutte le chiese stazionali, così da agevolare gli itinerari dei lettori.

Purtroppo…. “… l’attuale Messale “romano”, sia nella forma typica che nella versione italiana non ha mantenuto l’elenco delle chiese quaresimali che da secoli scandiscono la preparazione alla Pasqua in tutta Roma. La soppressione di tutte le particolarità romane della liturgia e l’assenza di un messale “proprio” per la Diocesi di Roma, che sia realmente “romano” perché in grado di conservare e trasmettere ciò che liturgicamente ha segnato il vissuto di fede della Città Apostolica, ha portato ad una svalutazione stessa della prassi delle liturgie stazionali. Negli ultimi anni esiste un tentativo dell’Ufficio liturgico della Diocesi di Roma di sottolineare quanto sia importante il tessuto delle stazioni intese giustamente come un cammino per pellegrini verso la Pasqua.

012-stazioni-quaresima-8_54d8ba10917bdL’unico retaggio, che gode del favore dei media per la presenza del Romano Pontefice, sopravvive nelle liturgia del mercoledì delle Ceneri in cui il Vescovo di Roma si reca nella chiesa primaziale di Sant’Anselmo all’Aventino in cui si svolge la “colletta”, ovvero il luogo dove si raduna l’assemblea, dalla quale si snoda una breve processione che conduce fino alla prima delle stationes nell’antica basilica di Santa Sabina, e la solenne stazione del Giovedì santo presso la Basilica Lateranense, in cui il Papa celebra la messa in cena Domini…” (di Francesco Bonomo, vedi qui)

(purtroppo abbiamo visto come da due anni la suggestiva celebrazione del Giovedì Santo nel Laterano, della Cena Domini, non si svolge più….)

Oggi l’onere della guida alle Stazioni Quaresimali è affidata alla Pontificia Accademia Cultorum Martyrum (vedi qui) entrando nel sito troverete ulteriori approfondimenti, stazione per stazione, anche con l’ausilio di libretti – in latino e in italiano – che si stanno preparando.

Sia lodato Gesù Cristo

sempre sia lodato e santa Quaresima a tutti.


DOWNLOAD: Litanie per le Stazioni Quaresimali