Quicumque

La SS.ma Trinità fonte e culmine della santità.

Santa Messa SS. Trinità in rito tradizionale a Vocogno in Val Vigezzo (VB).
Omelia di don Alberto Secci di Domenica 31 Maggio 2026.

Sia lodato Gesù Cristo.

Quasi come prolungamento del tempo di Pasqua, che è finito ieri, entriamo nel tempo dopo la Pentecoste, il cosiddetto tempo “ordinario” dell’anno liturgico, quasi come unione tra questo grande tempo pasquale e il tempo della normale vita cristiana, cioè dell’applicazione della redenzione che Cristo ci ha ottenuto alla vita.

Ci sono due feste collocate immediatamente dopo la Pentecoste: la prima domenica dopo la Pentecoste, che è la festa di oggi, la Santissima Trinità, e la domenica prossima il Corpus Domini. Sì, perché per essere cattolici sono due i misteri della fede: l’unità e la Trinità di Dio — festa della Santissima Trinità — e l’altro, l’incarnazione, la passione e la morte di nostro Signore Gesù Cristo. E dove si trova l’incarnazione, la passione, la morte redentrice del Signore? Nella Santissima Eucaristia, Corpus Domini. C’è una logica: non vivete mai in modo schizofrenico la liturgia. C’è una grande intelligenza nel cristianesimo, anche nell’anno liturgico.

Ebbene, le letture sono state brevissime: Epistola e Vangelo. Qualcuno potrebbe dire: fossero così tutte le domeniche! Lo pensa soprattutto il prete che deve cantarle, con o senza voce. Il tempo è stato brevissimo: mi concedete di rimpiegarlo?

Vorrei, perché lo si cita, qualcuno di voi lo legge perché dice un po’ di Ufficio Divino, ma chi lo conosce davvero? Oggi, con le tecnologie, potete procurarvelo anche voi: leggere un testo essenziale nella festa di oggi, il simbolo di Sant’Atanasio. Sapete che Sant’Atanasio è il campione della difesa non solo della divinità di Cristo, ma della verità di Dio Trinità.

A tutti i santi siamo debitori, ma ci sono santi a cui siamo più debitori. E permettetemi di dire: Sant’Atanasio è uno di questi. Non è un santo sentimentale, ma è un santo dei fondamenti della fede. Senza di lui la Chiesa sarebbe rimasta immersa nell’eresia ariana. E quanto c’è bisogno oggi di un nuovo Atanasio, quando siamo di fronte a una nuova forma di arianesimo: perché le eresie non cambiano.

Ebbene, ve lo leggo. Vi supplico, non perdetevi dopo la terza riga, perché ve lo leggo tutto. Lo si recita nell’ora di Prima oggi, ma una volta si recitava tutte le domeniche nell’ora di Prima, dopo i tre salmi: corrisponde, nell’Ufficio Divino della domenica, a quello che è il Credo cantato. Il Credo è una professione di fede nella Santissima Trinità.

Questo è il simbolo di Sant’Atanasio. Ve lo leggo nella traduzione italiana:

“Chiunque vuole essere salvo, prima di tutto bisogna che abbracci la fede cattolica. Fede che, se uno non conserverà integra e inviolata, senza dubbio sarà dannato in eterno.

La fede cattolica consiste in questo: che si veneri un solo Dio nella Trinità di persone e la Trinità nell’unità di natura, senza confondere le persone né separarne la sostanza. Giacché altra è la persona del Padre, altra quella del Figlio, altra quella dello Spirito Santo; ma del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo una sola è la divinità, uguale la gloria, coeterna la maestà.

Quale è il Padre, tale è il Figlio, tale è lo Spirito Santo. Increato è il Padre, increato il Figlio, increato lo Spirito Santo. Eterno è il Padre, eterno il Figlio, eterno lo Spirito Santo. Tuttavia non vi sono tre eterni, ma uno solo è l’Eterno. Così pure non vi sono tre increati né tre immensi, ma uno solo è l’increato e uno solo l’immenso.

Similmente onnipotente è il Padre, onnipotente il Figlio, onnipotente lo Spirito Santo; e tuttavia non vi sono tre onnipotenti, ma uno solo è l’onnipotente. Così il Padre è Dio, il Figlio è Dio, lo Spirito Santo è Dio; e tuttavia non vi sono tre dèi, ma un solo Dio. Così il Padre è Signore, il Figlio è Signore, lo Spirito Santo è Signore; e tuttavia non vi sono tre signori, ma un solo Signore.

Infatti, come la fede cristiana ci obbliga a professare che ciascuna persona è Dio e Signore, così la religione cattolica ci proibisce di dire che ci sono tre dèi o tre signori.

Il Padre non è stato fatto da alcuno, né creato né generato. Il Figlio è dal solo Padre: non è stato fatto né creato, ma generato. Lo Spirito Santo è dal Padre e dal Figlio: non è stato fatto, né creato, né generato, ma procede.

Dunque c’è un solo Padre, non tre padri; un solo Figlio, non tre figli; un solo Spirito Santo, non tre spiriti santi. E in questa Trinità nulla è prima o dopo, nulla è maggiore o minore, ma tutte e tre le persone sono tra loro coeterne e coeguali; cosicché in tutto, come già detto, si deve adorare l’unità nella Trinità e la Trinità nell’unità.

Pertanto, chi vuole salvarsi deve credere così della Trinità. Ma per la salvezza eterna è necessario anche credere fedelmente all’incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo.

La vera fede consiste nel credere e professare che nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, è Dio e uomo. È Dio, generato dall’eternità dalla sostanza del Padre; ed è uomo, nato nel tempo dalla sostanza della madre. Perfetto Dio e perfetto uomo, sussistente in anima razionale e corpo umano. Uguale al Padre secondo la divinità, minore del Padre secondo l’umanità.

E, sebbene sia Dio e uomo, non sono due, ma un solo Cristo: uno, non per conversione della divinità nella carne, ma per assunzione dell’umanità in Dio; uno assolutamente, non per confusione di sostanza, ma per unità di persona. Infatti, come anima razionale e corpo sono un solo uomo, così Dio e uomo sono un solo Cristo, il quale patì per la nostra salvezza, discese agli inferi e il terzo giorno risuscitò dai morti.

Salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente, di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Alla sua venuta tutti gli uomini risorgeranno con i loro corpi e renderanno conto delle proprie opere. E coloro che avranno operato il bene andranno alla vita eterna, mentre coloro che avranno operato il male al fuoco eterno.

Questa è la fede cattolica: se uno non la crede fedelmente e fermamente, non potrà salvarsi.”

Prendetelo a casa, scaricatelo come potete, tenetelo con voi, fatene più volte all’anno una preghiera. La preghiera non è un sentimento: discende dalla verità rivelata. E se trovate difficoltà a seguire questo, è un campanello d’allarme: vuol dire che la vostra fede è protestantizzata, dove cercate solo un Dio che risponda ai vostri bisogni.

Permettetemi alcune considerazioni. L’importante è stare su questo testo. Capite bene che, se se ne commenta anche solo una riga, si potrebbero fare ore. Ma la festa della Trinità è il miglior antidoto al naturalismo.

C’è un naturalismo radicale, quello di chi dice che esistono solo le cose che colgono i sensi. Ma c’è anche un cristianesimo caduto nel naturalismo, per cui Dio diventa la proiezione dei propri bisogni: sei tu che stabilisci com’è Dio. Il miglior antidoto è la rivelazione: Dio si è rivelato, si è fatto conoscere, e bisogna stare attenti a non cambiarlo.

Mi viene in mente, nella festa della Trinità, il mio vecchio parroco, ormai ottantenne, che continuò fino a 96 anni senza neanche portare gli occhiali. C’erano catechisti che aiutavano, ma poi la dottrina la faceva lui. Tutti in chiesa: non c’erano attività alternative. In Quaresima si faceva tutti i giorni, un’ora prima della scuola pomeridiana. E la grande questione era spiegare la Trinità ai bambini di sette, otto anni. Altro che “Gesù mio amico”.

Perché Dio deve farsi conoscere? Perché ha conseguenze enormemente pratiche. Se Dio è Trinità, come descritto da Atanasio, allora tutto cambia.

Immaginate un Gesù redentore non in rapporto con il Padre: ne viene fuori un santone, un supereroe che soddisfa i tuoi bisogni. Invece è la seconda persona della Trinità che si è fatta uomo e vive in obbedienza totale al Padre: “non faccio la mia volontà, ma quella del Padre”. Gesù vive per la gloria del Padre. Se dimentichi la Trinità, Gesù vive per te. E così abbiamo costruito la Chiesa in questi anni.

Anche il sacerdote è per la salvezza delle anime, ma la salvezza delle anime è per la gloria del Padre. Altrimenti si riduce tutto a un adattarsi ai bisogni.

Guardate tutte le confusioni di questi anni: nascono perché non c’è più la Trinità. Pensate alla perdita del senso del sacrificio: la Messa ridotta a pasto comunitario. Ma il sacrificio è essenziale: il Padre manda il Figlio, il Figlio si offre liberamente, e in questa offerta siamo salvati.

Il Padre si compiace solo nel Figlio: qui sta il segreto della morale cattolica. Non è fare quello che puoi, ma diventare come Cristo. Per questo ci sono i sacramenti: per assimilarci a Lui. Senza distacco dal peccato, la comunione non opera.

E poi lo Spirito Santo, che procede dal Padre e dal Figlio, è amore. La vita cristiana è vita di amore, ma un amore che non può mai essere contro la verità. Non si può giustificare il peccato in nome dell’amore.

Questo ha conseguenze pratiche: anche nell’educazione, dove si pensa che l’amore sostituisca la verità, mentre nasce dalla verità.

La Trinità è unità di persone in un solo Dio: da qui l’importanza dell’unità nella Chiesa. Il peccato porta sempre fuori dalla comunione.

Tenete a mente il simbolo di Sant’Atanasio, riprendetelo: vi educa.

Sia lodato Gesù Cristo.

I commenti sono chiusi.

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑