Vogliamo riscoprire il valore della benedetta Acqua Santa?

Vi regaliamo un prezioso libretto, solo nove pagine, ma molto preziose….

Asperges me, Domine, hyssopo et mundabor…. Mi aspergerai, o Signore, con issopo e sarò mondato… con queste parole iniziava  – ed inizia – la Messa nel rito antico, una santa tradizione che purtroppo è andata smarrendosi in questi ultimi cinquant’anni a causa degli abusi avanzati con il rito moderno. Ma non vogliamo fare polemiche, le stesse Norme infatti non hanno abolito il “rito dell’aspersione”, l’averlo tolto è un vero abuso. Certo, lo si mantiene solo nel rito pasquale, e in altre poche occasioni, ma l’averlo tolto nelle messe della domenica ha fatto sì che, le nuove generazioni, crescessero senza più il ricordo, senza più l’interesse, senza più apprezzare il valore dell’Acqua Santa e il suo potenziale anche nelle nostre case.

Infatti non parliamo ora prettamente dell’Acqua Santa del rito della Messa, vedi qui, ma più nello specifico dell’Acqua Santa, benedetta, portata dentro le nostre case. Oggi verremmo tacciati di medioevalismo, di superstizione, di “roba da vecchiette”…. eppure è paradossale che, l’uso di benedire con acqua benedetta, viene fortemente mantenuto non solo in tutte le altre religioni che “ammiriamo“, ma persino da falsi santoni, maghi e ciarlatani, e la gente paga, paga enormi somme di danaro per un’acqua che non da nulla perché – quella davvero benedetta – viene solo dalle mani di un sacerdote validamente ordinato nella Chiesa Cattolica.

E non facciamoci intimidire da chi tratta questi argomenti con un sorrisetto superficiale e di compassione. Gesù lo disse chiaramente in diverse occasioni: “La tua fede ti ha salvato” (Mc.10,52), alla base di un “sacramentale” – che è sempre gratuito attenzione – deve esserci questa e non altra Fede, la Fede che riponiamo è in Colui che ha promesso, la cui promessa è “Parola di Dio” che si realizza per mezzo del sacerdote, per questo noi crediamo.

Vi facciamo perciò dono di questo piccolo libretto, Don Alfonso Maria Weigel, solo nove pagine, nelle quali si raccontano esperienze di vita che forse faremo bene a ricordare, scarica qui il pdf. Quando i genitori benedivano i propri figli con l’acqua santa, quando i contadini benedivano i propri campi di lavoro, quando le mamme stesse benedivano il talamo, la casa, i pasti, i figli, tutto, perché il Signore Gesù potesse Egli stesso essere coinvolto nella vita domestica delle persone. Benedivano i Defunti ogni giorno aspergendoli con l’acqua santa, e se ci studiassimo di scoprire quale REFRIGERIO giunge a quelle Anime ancora in Purgatorio, correremmo a chiedere al sacerdote di benedirci l’acqua da portare a casa, e lo faremo ogni giorno.

Non è superstizione! La superstizione, per essere tale, ha questi connotati: non c’è fede in Gesù Cristo, ma in se stessi; non si crede nella Chiesa ma nelle proprie idee; si usano segni sacramentali scimmiottandoli perché ci si guadagna, si vendono, si fa commercio e si vive una vita disordinata, per nulla attinente con il Vangelo. Nessun altro può benedire l’acqua e farla diventare “santa” se non il sacerdote e per determinati scopi approvati dalla santa Chiesa.

L’uso dell’Acqua Santa è antichissimo. San Giustino infatti ci fa sapere nella sua II apologetica che fin dai suoi tempi, cioè al principio del II secolo, ogni domenica si poneva gran cura perchè, dovunque si adunavano i fedeli, non mancasse l’acqua benedetta, colla quale il sacerdote li aspergeva perchè fossero sempre meglio purificati. E prima ancora di san Giustino il papa san Alessandro comandò ai sacerdoti di benedir tutto il popolo con l’Acqua Santa: e dalle parole del suo decreto rilevasi che questa pratica era già in uso fin dai tempi apostolici. Il primo autore di questa istituzione è attribuito all’apostolo san Matteo.

Asperges me, Domine, hyssopo et mundabor, cliccare qui per saperne di più.

Ecco come istruiva una volta la Chiesa i propri fedeli:

L’acqua benedetta si pone all’ingresso della chiesa, affinchè il popolo che vi entra, mondato delle colpe veniali(per quelli mortali ci si deve confessare), preghi con maggiore purità di coscienza, e più facilmente impetri ciò che chiede. Il che tanto più conviene ai cristiani al primo metter piede entro le chiese, in quanto che gli Ebrei erano soliti purificarsi prima di entrare nel tempio; ed è perciò che al suo ingresso si trovano capacissime vasche espressamente ordinate a questo scopo.

Si costuma inoltre di portarla alle proprie abitazioni, ed ivi conservarla con decenza presso il letto onde usarla per farsi il segno della Santa Croce nel coricarsi, nel levarsi, in tempo di gravi tentazioni, di procelle, di malattie, non che di qualunque altro bisogno, e così chiamare sopra di se la benedizione del Cielo, e sempre più rinvigorirsi contro gli assalti dei propri nemici.

Si aspergono ancora:

  • – le case, le stalle, le mandrie, onde tener lontane le infestazioni degli spiriti maligni;
  • – Le suppellettili, le vesti, i cibi, affinchè il loro uso riesca profittevole sia all’anima che al corpo;
  • – il cimitero e i cadaveri dei fedeli, onde rendere sempre più efficaci i suffragi che si fanno alle anime dei defunti;
  • – finalmente tutti i luoghi Sacri e gli oggetti di culto, affinchè santificati con questa aspersione riesca di maggiore gradimento al Signore l’uso che se ne fa, e ispirino i fedeli la venerazione che si meritano.

Per godere poi tutti i vantaggi a cui è ordinata l’Acqua Santa, bisogna usarla con sentimenti di fede (che non è sentimentalismo o romanticismo), di umiltà e di contrizione, giacchè quest’Acqua non opera se non per via di impetrazione, e sempre a misura delle disposizioni di chi se ne serve. E’ dunque interesse di ogni cristiano d’adoperarla frequentemente, ma sempre con grande rispetto, e di tenerne sempre provveduta la propria casa.

Che fine ha fatto QUESTA FEDE?

L’Acqua Santa sparita dalle nostre abitazioni, sparita dall’uso benedicente che si facevano i coniugi, ha provocato senza dubbio la mancanza di PROTEZIONE E BENEDIZIONE nelle nostre case e nelle vite dei nostri familiari. Leggete questo libretto, vi farà bene. Ci farà bene riprendere questa Tradizione benedetta, specialmente in tempo di Quaresima, nelle domeniche e riprendere così la santa abitudine di ricordare non solo le nostre tradizioni, ma soprattutto invocare il Signore che ritorni ad essere il Custode delle nostre famiglie.

Qualcuno si è giustamente e saggiamente posto questa domanda: quale differenza passa tra l’acqua santa e l’acqua benedetta e  l’acqua esorcizzata?

Ottima la risposta del domenicano Padre Angelo Bellon che potrete leggere qui, e riportiamo solo questo passaggio importante:

  • L’acqua di Lourdes non è un’acqua benedetta. Pertanto non può  essere usata per il culto. È un’acqua salutare: si beve, vi si fa il bagno, è un segno della  presenza di Maria nella nostra vita. È un pò come l’acqua esorcizzata. Si legge che le prime persone che hanno bevuto dell’acqua scaturita a Lourdes dalla sorgente scavata con le proprie mani da Bernadette su indicazione di Maria provavano una grande pace.

E’ ovvio che fare uso dell’Acqua Santa, benedetta, impone per noi un cambiamento di vita e di costume…. NON PIU’ PECCARE, convertirsi alle leggi di Dio, pregare, vivere con onestà etica e morale davanti a Dio e testimoniare al mondo chi siamo, in chi crediamo, in Chi poniamo la nostra Fede: siamo nel mondo, ma non siamo del mondo…(Gv.15,18-19), per questo l’Apostolo Giovanni può affermare, come diretta testimonianza: ” Non vi meravigliate, fratelli, se il mondo vi odia..“(1Gv.3,13)

Coraggio allora! Riscopriamo ciò che davvero conta per risanare le nostre vite, quelle dei nostri familiari, quelle degli amici, e per convertire i nostri nemici… Vi supplichiamo, cari Sacerdoti, riscoprite questo sacramentale per voi, ma anche per noi che siamo stati affidati alle vostre cure, sollecitate i Fedeli a riscoprire il valore dell’Acqua Santa ed educateli ad un uso quotidiano in Famiglia. Commoventi e veraci sono le parole nei ricordi di papa Benedetto XVI:

“Personalmente, non dimenticherò mai con quale devozione e con quale interiore dedizione mio padre e mia madre segnavano noi bambini con l’acqua benedetta, facendoci il segno della croce sulla fronte, sulla bocca e sul petto quando dovevamo partire, tanto più se poi si trattava di un’assenza particolarmente lunga. Questa benedizione era un gesto di accompagnamento, da cui noi ci sapevamo guidati: il farsi visibile della preghiera dei genitori che ci seguiva e la certezza che questa preghiera era sostenuta dalla benedizione del Redentore. La benedizione era anche un richiamo a noi, a non uscire dallo spazio di questa benedizione.” (vedi qui)

Un giorno Bernadette mi fece notare che facevo male il segno della croce. Le risposi che certamente non lo facevo tanto bene quanto lei che lo aveva imparato dalla Madonna. «Bisogna farci attenzione» mi disse «perché vuol dire molto farsi bene il segno della croce». (Suor Emilienne Duboé, luglio 1866)

Scarica qui il libretto in formato pdf, gratuitamente.

Laudetur Jesus Christus