100° di Fatima, i 5 primi sabati del mese chiesti dalla SS. Vergine

Nel centenario di una delle più importanti apparizioni mariane della storia della Chiesa, prendiamo sul serio la pratica dei primi 5 sabati del mese, richiesti proprio dalla Vergine di Fatima in riparazione ai peccati contro il Suo Figlio Gesù, contro l’Eucaristia e gli altri Sacramenti, contro il suo Cuore Immacolato.

Cari Amici, nel Centenario di Fatima non possiamo e non vogliamo sottovalutare l’appello materno di Maria che vuole vederci tutti salvi.

La Nostra Mamma ha escogitato un sistema davvero semplice e alla portata di tutti: il Santo Rosario, ma anche un impegno mensile atto ad aiutarci a non farci sbandare troppo in questa “valle di lacrime”.

Ricordiamo che queste devozioni e queste pie pratiche non sono obbligatorie, non sono dogmi ma…. se un medico ci svelasse la medicina per salvaguardare il corpo da ogni malattia, non ascolteremo di più chi ci affidasse la medicina per salvare l’anima?

Nei due pdf che vi offriamo (vedete in basso e scaricateli), ci sono le cosiddette “pagelle”, due immagini che potrete stampare, o tenere come sfondo del vostro PC, e che vi aiuteranno a mantenere il passo, mese dopo mese, all’impegno che vorrete assumere.

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Che cosa sono questi “primi Sabati del mese”?

La Madonna apparendo a Fatima disse a Lucia: “Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”.

Suor Lucia disse poi che ogni battezzato dovrebbe far proprio questo appello di Maria.

Nel segreto del 13 luglio 1917, la Madonna aveva detto:

«verrò a chiedere…. la comunione riparatrice nei primi sabati».

È questa la grande Promessa del Cuore di Maria.

Queste le Condizioni per ottenerla:

1 – Confessione, fatta entro gli otto giorni precedenti, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Se uno nella confessione si dimentica di fare tale intenzione, può formularla nella confessione seguente.

2 – Comunione, fatta in grazia di Dio con la stessa intenzione della confessione.

3 – La Comunione deve essere fatta nel primo sabato mese.

4 – La Confessione e la Comunione devono ripetersi per cinque mesi consecutivi senza interruzione, altrimenti si deve ricominciare da capo.

5 – Recitare la corona del Rosario, almeno la terza parte (ossia cinque Misteri) con la stessa intenzione della confessione.

6 – Meditazione, per un quarto d’ora fare compagnia alla

Santissima Vergine meditando sui misteri del Rosario.

Noi consigliamo di cominciare il primo sabato del mese di febbraio per concludere, questo ciclo, nel mese di giugno dedicato ai Sacratissimi Cuori di Gesù e Maria. Inoltre, per chi volesse poi ripetere la pia pratica, la potrebbe iniziare ad agosto e così terminare la seconda nel mese di dicembre dedicato al Natale di N.S. Gesù Cristo e alla Immacolata Concezione.

Poi, ovviamente, ognuno può iniziare quando vuole. Tenete solo a mente che se si salta un mese si deve ricominciare…. perciò, prima si incomincia più probabilità si hanno di portare a frutto la pia devozione.

Alcune domande ricorrenti

– Perché dovrei fare questa pratica, non basta il Rosario quotidiano?

Non c’è nessun obbligo né per la recita del Rosario quotidiano, e neppure per queste devozioni. Questi atti sono un dono che Maria ci ha fatto per aiutarci e accompagnarci, quotidianamente, in questo nostro pellegrinaggio. Tuttavia è ovvio: colui che ama davvero Maria, farà di tutto per assecondarLa in ciò che ci chiede per la nostra salvezza. Chi ama Gesù, farà di tutto per fare tutto ciò che Lui ci chiede, il Rosario e queste devozioni sono un aiuto per questi nostri impegni di discepoli del Cristo. Nessuno giudicherà mai chi non farà queste pie pratiche, ognuno risponderà a Dio personalmente delle proprie scelte.

– Se non faccio questa pratica, mi salverò lo stesso?

La salvezza è un dono gratuito di Dio che dipende, principalmente, da Dio stesso. Da soli non potremo mai salvarci! Tuttavia Dio non è…. un distributore di bibite, o uno che agitando una bacchetta magica, ci risolve i problemi che derivano, per altro, dalle nostre colpe, infedeltà e responsabilità. Con l’Incarnazione divina e il “Fiat”, il Sì di Maria Santissima, Dio ha voluto coinvolgerci in prima persona, come si è lasciato coinvolgere Egli stesso in prima persona. Perciò, laddove è ovvio che la salvezza non viene dai nostri meriti, è anche vero che Dio ama vederci coinvolti nel Suo Progetto di salvezza per noi. Non possiamo rispondere con un “sì, o un no”, perché ognuno conosce la propria situazione. Le devozioni sono però quel sostegno all’anima, come le vitamine e gli integratori lo sono per il corpo. Infine lo vediamo in Famiglia: se un genitore, la mamma, ci chiedesse un favore, ci chiedesse di fare qualcosa, non lo faremo per lei anche se ciò ci costasse qualche sacrificio?

– Ma non sembrano un tantino superate queste cose?

Ma vedi! Tante volte ci lamentiamo con Dio perché, diciamo, “non ascolta le mie preghiere”…. Da quando in qua è superato chiedere un favore al genitore, al superiore, al datore di lavoro o ad un amico? E ci lamentiamo pure perché non ci concede quello che vogliamo noi! L’Apostolo ci aveva già ammonito in questo: “Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri. Gente infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare Dio?” (Gc.4,1-7) La Vergine Santa ci ha offerto un rimedio per superare questi ostacoli, ci ha donato il Suo Rosario e le pie pratiche che sono state sempre affidate ai Santi i quali le hanno poi divulgate quali mezzi “sicuri e certi” per ottenere i favori da Dio. L’apostolo Giacomo che abbiamo citato, dice ancora nello stesso brano: “Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. O forse pensate che la Scrittura dichiari invano: fino alla gelosia ci ama lo Spirito che egli ha fatto abitare in noi? Ci dà anzi una grazia più grande; per questo dice: Dio resiste ai superbi; agli umili invece dà la sua grazia…”. Ora, queste pie pratiche sono un vero esercizio per la nostra anima, per sottomettere l’orgoglio e la superbia, e per esercitare in noi tutte le virtù, soprattutto l’umiltà che non è semplicemente una virtù, è assai di più. Nessuno è obbligato a fare queste devozioni, ma non esistono altri mezzi per fortificare l’anima e vincere le tentazioni, non esistono altre “vitamine” per l’anima.

– Io sapevo che i Sacramenti, quali la Confessione e l’Eucaristia, ricevuti in stato di grazia e con pentimento, bastano a salvarci… non è così? Perché la Madonna ci viene a complicare le cose?

Intanto la Vergine Santissima non viene mai per complicarci le cose, al contrario, Ella è sempre presente come una Mamma saggia e prudente, amorevole, rivelandoci piuttosto i desideri del Figlio Gesù perché, è bene sottolinearlo, la Madre non viene a noi all’insaputa del Figlio,  e tutto ciò che ha detto e fa, lo ha fatto e lo fa nel Nome del Figlio e quale Suo desiderio. Maria riflette su di noi non solo un mare infinito di Grazie che provengono dal Figlio, ma anche l’identità del Suo Figlio Gesù con tutti i Suoi desideri di salvezza che sono, per altro, contenuti già nelle Sacre Scritture. Queste pratiche, dunque, non sostituiscono i Sacramenti, al contrario, ci preparano a ben riceverli. Queste pie pratiche predispongono le anime nostre ad una santa confessione, a desiderare e rimanere in stato di Grazia. Facciamo un esempio pratico. Siamo invitati ad una festa importante, come ci prepareremo? Non penseremo forse a tutte le opportunità per sistemare il corpo, i capelli, gli abiti, persino i profumi? Ecco, leggendo il Vangelo il regno dei Cieli è simile ad un banchetto nuziale in Matteo 22,1-14 e in Luca 14,16-24. La prima riflessione da fare riguarda la figura del re che “fece un banchetto di nozze per suo figlio”. Un re esigente, che vuole ad ogni costo che la sala del banchetto sia piena di invitati e che tutti indossino l’abito di nozze. Se, sulle prime, giudichiamo il re come un uomo orgoglioso e pure esigente, a ben rifletterci arriviamo invece a comprendere che il re (immagine di Dio Padre che manda il Figlio Suo sulla terra a farsi uomo, sposando così l’umanità intera) è immagine di Dio, esigentissimo nel senso che vuole fare degli esseri umani uno stuolo immenso di Suoi figli santi e che pertanto li vuole il più possibile simili a Gesù. Gesù stesso dice: “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste…” (Mt.5,48), è una parola! Chi potrebbe mai dire di se stesso di essere “perfetto” come il Padre? Gesù è il modello da seguire e la Madre ci offre le opportunità, i rimedi, per raggiungere la meta. Quindi non viene a complicare le cose, ma piuttosto a semplificarle. Certo, ci sono dei sacrifici da fare, ma quanti sacrifici facciamo spesse volte per cose mondane? All’anima da salvare, all’amore gratuito a Gesù e alla Sua Madre, ci pensiamo davvero?

– Ma le rivelazioni private non sono dogmi, non si è obbligati a fare queste cose!

Lo abbiamo spiegato sopra: nessuno ha mai parlato di obbligo, neppure la Vergine Santa ai tre Pastorelli ha mai parlato di obbligo. Neppure Gesù nei Vangeli parla di obbligo e tuttavia è chiaro che, se vogliamo raggiungere la meta (vuoi tu?), come spiegherà San Paolo nell’esempio dell’atleta: “deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta…” (Eb.12,1-2); “dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù….” (Filip.3,12-14), è ovvio che qualcosa dobbiamo fare. Sempre San Paolo lo spiega con l’esempio più significativo: “Non sapete che coloro i quali corrono nello stadio corrono tutti, ma uno solo ottiene il premio? Correte in modo da riportarlo. Chiunque fa l’atleta è temperato in ogni cosa; e quelli lo fanno per ricevere una corona corruttibile; ma noi, per una incorruttibile. Io quindi corro così; non in modo incerto; lotto al pugilato, ma non come chi batte l’aria; anzi, tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non avvenga che, dopo aver predicato agli altri, io stesso sia squalificato…” (1Cor.9,24-27). L’esempio paolino è validissimo anche per noi oggi. Pensiamo alle Olimpiadi, ai tornei calcistici, alle coppe del mondo e quant’altro di simile. Non c’è l’obbligo per lo spettatore di seguire i campionati, ma se si sente uno “sportivo” non perderà un solo incontro e sarà pronto a fare ogni sacrificio per non perdere le partite. Così l’atleta, farà di tutto per salire sul podio, sacrificandosi per giorni interi, nessuno lo obbliga, ma se vuole vincere deve fare dei sacrifici. Noi vogliamo dirci “cristiani”, ma quando si tratta poi di devozioni si storce il naso e si cercano tutte le giustificazioni più stravaganti per omettere i sacrifici da farsi, con la pretesa poi di vincere lo stesso e magari di salire sul podio più alto….. Svegliamoci allora e cerchiamo di essere sinceri con noi stessi: “Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni.” (1Tim.6,12). La Vergine Santa, possiamo dire in questo caso, è il nostro allenatore… ma per vincere dobbiamo ascoltare i Suoi suggerimenti, le proposte, le pratiche che ci offre.

Ave Maria.


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