Don Morselli su Papa Francesco e il celibato

La decisione di ordinare viri probati (cioè uomini sposati) al sacerdozio non è soltanto una scelta pastorale (mancanza di preti in alcuni territori), ma una vera e propria deriva teologica che modifica il sacerdozio ministeriale.


Si può dire che dove non c’è la Messa non c’è la Chiesa?

di don Alfredo M. Morselli

  1. Lo status quaestionis

Il 27 gennaio 2019, nel corso della conferenza stampa durante il volo di ritorno da Panama[1], il Santo Padre si è pronunciato sulla possibilità di ammettere al sacerdozio alcuni viri probati, per provvedere ai sacramenti in nelle regioni particolarmente sprovviste di clero. D’altro canto, il Pontefice si è dichiarato contrario al celibato opzionale prima del diaconato, come è possibile invece secondo la prassi degli ortodossi e di alcune comunità cattoliche di rito orientale.

Fritz Lobinger

Nella fattispecie il Santo Padre ha rivisitato[2] le tesi di Mons. Fritz Lobinger nei seguenti termini:

C’è un libro di padre Lobinger [il Vescovo Fritz Lobinger, Preti per domani, Emi, 2009]., è interessante – questa è una cosa in discussione tra i teologi, non c’è decisione mia. La mia decisione è: celibato opzionale prima del diaconato, no […]. Tornando a padre Lobinger, ha detto: “La Chiesa fa l’Eucaristia e l’Eucaristia la fa la Chiesa” Ma dove non c’è Eucaristia, nelle comunità – pensi lei, Carolina, alle Isole del Pacifico…

[…]

forse lì… in tanti posti… dice Lobinger: chi fa l’Eucaristia? In quelle comunità i “direttori”, diciamo, gli organizzatori di quelle comunità sono diaconi o suore o laici, direttamente. E Lobinger dice: si può ordinare un anziano, sposato – è la sua tesi – si potrebbe ordinare un anziano sposato, ma soltanto che eserciti il munus sanctificandi, cioè che celebri la Messa, che amministri il sacramento della Riconciliazione e dia l’Unzione degli infermi. L’ordinazione sacerdotale dà i tre muneraregendi – governare, il pastore –; docendi – insegnare – e sanctificandi. Questo viene con l’ordinazione. Il vescovo darebbe soltanto le facoltà per il munus sanctificandi: questa è la tesi. il libro è interessante.

Il Papa ha sostanzialmente offerto due argomenti favorevoli all’ordinazione di viri probati uxorati: Il primo si potrebbe formulare così:

  1. Se l’Eucarestia fa la Chiesa, dove non viene celebrata l’Eucarestia come fa ad esserci la Chiesa? Come facciamo a dire che la Chiesa nasce dall’Eucarestia?
  2. Il secondo argomento ipotizza una sorta di scorporamento del triplice dono insito nel carattere, lasciando al vir probatus il solo munus sanctificandi.

Il Papa non ha fatto esplicitamente proprio l’argomento secondo il quale, perché ci si Chiesa in un certo luogo, lì si deve celebrare la S. Messa: pur facendo un assist a suo favore[3] e definendo il libro di Lobinger “interessante”. Ha tuttavia invitato i teologi a studiare la cosa[4]. E io allora cerco di rispondere a questo appello.

 

[1] https://tinyurl.com/ritorno-panama

[2] Dico che il Papa ha rivisitato, perché rispetto al quanto afferma Lobinger nel libro indicato come fonte nelle pubblicazioni ufficiali dell’intervista (Fritz Lobinger, Preti per domani. Nuovi modelli per nuovi tempi, Bologna: emI, 2009), Francesco restringe le possibilità di preti uxorati a casi straordinari, quando invece l’autore citato sembra prospettare una soluzione generale per un futuro povero di vocazioni. Es. Il titolo del § 7 a pag. 60 è “Non è una misura di emergenza transitoria”. Inoltre non sembra essere di Lobinger neppure la motivazione addotta “La Chiesa fa l’Eucaristia e l’Eucaristia la fa la Chiesa”: non l’ho travata nel libro, ma può darsi che l’autore ne abbia parlato o scritto altrove.

[3] L’editore italiano del libro lo pubblicizza sul suo sito in questi termini: “Celibato dei preti e viri probati, Francesco consiglia un libro” e “Leggi il libro consigliato da Papa Francesco”: non è troppo lontano dal vero; cf. https://tinyurl.com/libroconsigliatodalpapa.

[4] “[…] è una cosa in discussione tra i teologi, non c’è decisione mia […] Ma i teologi devono studiare”.