9 ottobre 1958, muore il Venerabile Pontefice Pio XII – vogliamo ricordarlo così.
“Per organizzare il seminario delle missioni, monsignor Pacelli ha fatto aprire un credito che l’alta amministrazione del Vaticano ha rischiato di non concedergli: «Voi pensate troppo in grande per dei sottosviluppati », critica un cardinale della curia: «Questi sottosviluppati salveranno la Chiesa. Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato rinnegherà il suo Dio, in cui la Chiesa dubiterà come Pietro ha dubitato. Sarà tentata di credere che l’uomo è diventato Dio, che suo Figlio non è che un simbolo, una filosofia come tante altre, e nelle chiese i cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta, come la peccatrice che gridò davanti alla tomba vuota: Dove lo hanno messo?»”
E disse ancora il futuro Pontefice:
«Sono preoccupato per le confidenze della Vergine alla piccola Lucia di Fatima. Questo insistere da parte della Buona Signora sui pericoli che minacciano la Chiesa è un avvertimento divino contro il suicidio che rappresenta l’alterare la Fede nella sua liturgia, nella sua teologia e nella sua anima.
(..) Io combatterò questa battaglia con tutte le mie forze all’interno della Chiesa, come al di fuori di Essa, anche se le forze del male forse un giorno potrebbero approfittare della mia persona, delle mie azioni o dei miei scritti, come si prova oggi a deformare la storia della Chiesa. Tutte le eresie umane che alterano la Parola di Dio sono fatte per sembrare di essere migliori di Essa.»
La fonte primaria da cui è tratta questa celebre citazione attribuita al cardinale Eugenio Pacelli (futuro Papa Pio XII) è il libro biografico francese “Pie XII davanti alla storia” (titolo originale: Pie XII devant l’histoire), scritto da Monsignor Georges Roche e Philippe Saint Germain.
Le frasi riportate si trovano nell’edizione pubblicata nel 1972 dalla casa editrice Editions du Jour / Robert Laffont a Parigi.
Nel libro, gli autori riportano questo estratto attribuendolo a una confidenza o a uno scritto privato del cardinal Pacelli risalente all’epoca in cui ricopriva la carica di Segretario di Stato vaticano (prima del 1939), legando le sue preoccupazioni sia alla costruzione del Seminario delle Missioni sul Gianicolo voluto da Pio XI, sia alle apparizioni e al messaggio della Madonna di Fatima.
TUTTAVIA ATTENZIONE: NESSUNA VOCE AUTOREVOLE HA CONFERMATO L’AUTENTICITA’ DEI RACCONTI… e neppure sconfessati… quindi ne prendiamo atto e, chiunque abbia scritto questi passaggi, attribuendoli a Pio XII, certo è che conosceva bene la situazione dei nostri tempi difficili…(leggi in basso a fondo articolo)
Nel 1972 uscì in Francia una biografia su papa Pio XII intitolato Pie XII devant l’Histoire, scritta da mons. Georges Roche e da Philippe Saint Germain, mai tradotta in italiano. Gli autori riportano alcune confidenze inedite che l’allora cardinale Eugenio Pacelli, nel “lontano” 1933, fece a due amici, il conte Enrico Pietro Galeazzi e monsignor Slozkaz, riguardo le apparizioni di Fatima e l’apostasia della Chiesa cattolica.
È interessante notare che suor Lucia Dos Santos mise per iscritto le visioni e i segreti solamente nel 1941 e nel 1944, per cui ciò che disse l’allora cardinal Pacelli — che si sta avverando tragicamente — farebbe pensare che non tutto ci è stato rivelato durante il Giubileo del 2000. Abbiamo tradotto per voi quelle confidenze, vere e proprie profezie del futuro Pio XII: leggete e meditate.
«Supponiamo che il comunismo sia uno degli strumenti di sovversione più evidenti usati contro la Chiesa e la Tradizioni della Rivelazione Divina. Quindi assisteremo alla contaminazione di tutto ciò che è spirituale: filosofia, scienza, legge, insegnamento, arti, media, letteratura, teatro e religione.
Sono preoccupato per le confidenze della Vergine alla piccola Lucia di Fatima. Questo insistere da parte della Buona Signora sui pericoli che minacciano la Chiesa è un avvertimento divino contro il suicidio che rappresenta l’alterare la Fede nella sua liturgia, nella sua teologia e nella sua anima.
Sento intorno a me che gli innovatori desiderano smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rifiutare i suoi ornamenti e renderla piena di sensi di colpa per il suo passato storico. Ecco, sono convinto che la Chiesa di Pietro dovrà rivendicare il suo passato, altrimenti si scaverà la sua stessa tomba.
Io combatterò questa battaglia con tutte le mie forze all’interno della Chiesa, come al di fuori di Essa, anche se le forze del male forse un giorno potrebbero approfittare della mia persona, delle mie azioni o dei miei scritti, come si prova oggi a deformare la storia della Chiesa. Tutte le eresie umane che alterano la Parola di Dio sono fatte per sembrare di essere migliori di Essa.
Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato rinnegherà il proprio Dio, quando la Chiesa dubiterà come dubitò Pietro. Essa sarà allora tentata di credere che l’uomo è diventato Dio, che suo Figlio è solo un simbolo, una filosofia come tante altre. Nelle chiese i cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Gesù li aspetta; come la peccatrice in lacrime davanti alla tomba vuota, grideranno: “Dove lo hanno portato?”.
Sarà allora che si alzeranno i sacerdoti dall’Africa, dall’Asia, dalle Americhe – quelli formati nei seminari missionari – che diranno e proclameranno che il “pane di vita” non è un pane ordinario, che la Madre del Dio-uomo non è una madre come molte altre. Ed essi saranno fatti a pezzi per aver testimoniato che il Cristianesimo non è una religione come le altre, poiché il suo capo è il Figlio di Dio e la Chiesa (cattolica) è la sua Chiesa».
Preghiera per la glorificazione
del venerabile Pio XII, Pontefice Romano
Signore Gesù Cristo,
Ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa il papa Pio XII,
maestro fedele della Tua verità e pastore angelico.
Egli, con dottrina sicura e mite fermezza,
ha esercitato il supremo ministero apostolico
guidando la Tua Chiesa attraverso il mare agitato delle ideologie totalitarie,
ha aperto le braccia di Pietro, senza distinzione,
a tutte le vittime dell’immane tragedia della II guerra mondiale
ammonendo che nulla è perduto con la pace, opera della giustizia;
con umiltà e prudenza ha dato rinnovato splendore alla Sacra Liturgia:
e ha manifestato la gloria di Maria Santissima proclamandone l’Assunzione al Cielo.
Fa’, o Signore, che sul suo esempio
impariamo anche noi a difendere la verità,
a obbedire con gioia al magistero cattolico
e a dilatare gli spazi della nostra carità.
Per questo ti supplichiamo,
se è per Tua maggior gloria e per il bene delle nostre anime,
di glorificare il Tuo servo, il Papa Pio XII.
Amen
[Testo: don Nicola Bux
Imprimatur: Angelus Card. Bagnasco]
Qui, scarica e stampa l’immaginetta per la devozione privata del Papa Pio XII!

LA VOCE DISCORDANTE
TUTTAVIA ATTENZIONE: NESSUNA VOCE AUTOREVOLE HA CONFERMATO L’AUTENTICITA’ DEI RACCONTI… e neppure sconfessati… quindi ne prendiamo atto e, chiunque abbia scritto questi passaggi, attribuendoli a Pio XII, certo è che conosceva bene la situazione dei nostri tempi difficili… Noi NON disprezziamo le profezie (1Tess 5,20), ma cerchiamo anche di evitare di lasciarci fagocitare da esse, facendo sempre discernimento e pregando, pregando e facendo penitenza per i tempi difficili descritti e che questi, sì, sono veri.
La credibilità del testo riportato, a detta di molti critici, è estremamente bassa dal punto di vista storico, ed è considerata dagli storici specialisti del settore come un’operazione propagandistica basata su falsi o clamorose forzature, dal mondo sedevacantista che cominciò ad usare dal 1958, data della morte di Pio XII, uno sparti-acque della situazione conciliare.
L’estratto che circola molto sul web fa riferimento a una storia reale, ma densa di anomalie e inattendibilità.
Di seguito una panoramica dettagliata.
- Il libro esiste, sì, ma fu un fallimento intellettuale
Il volume Pie XII devant l’Histoire è stato effettivamente pubblicato in Francia nel 1972 dall’editore Robert Laffont.
Tuttavia, lungi dall’essere una biografia autorevole, l’opera fu un totale flop commerciale e scientifico.
Gli storici (come Étienne Fouilloux) lo bollarono subito come un libro “fallace e mendace”, volto a riabilitare la figura di Pio XII dalle accuse sui suoi presunti silenzi durante la guerra utilizzando però metodologie prive di rigore. - Chi è “Monsignor Slozkaz”? (il dubbio)
Nel testo si menziona un fantomatico “monsignor Slozkaz” come destinatario delle confidenze di Pacelli insieme al conte Galeazzi.
- Nella storiografia vaticana e nei registri ecclesiastici dell’epoca non esiste traccia di alcun prelato o personaggio di rilievo con questo nome.
- L’inesistenza di questo testimone chiave getta un’ombra sull’autenticità del colloquio, rendendolo a tutti gli effetti non credibile o una pesante manipolazione letteraria.
Tuttavia è corretto pensare che si sia voluto usare un nome fittizio e non l’originale per proteggere il prelato. Questo è plausibile, ma nel testo avrebbero dovuto specificarlo.
- L’anacronismo di Fatima e dell’apostasia
L’argomento centrale della presunta “profezia” del 1933 (in cui il futuro Pio XII si direbbe “ossessionato” dalle confidenze della Vergine a suor Lucia sul rischio di alterazione della fede e della liturgia) presenta un anacronismo storico:
- Nel 1933, i dettagli specifici sui segreti di Fatima e i testi riguardanti le visioni non erano ancora stati messi per iscritto da suor Lucia, che lo farà solo nelle sue Memorie tra il 1941 e il 1944.
- Le parole attribuite a Pacelli sembrano scritte a posteriori (ossia dopo il Concilio Vaticano II) per far dire al Papa, negli anni ’30, cose che servivano a sostenere le tesi del tradizionalismo cattolico degli anni ’70 contro la riforma liturgica.
- Questo è plausibile, ma non è una prova tangibile sul fatto che non sia vero.
In sintesi
Per i Critici, il testo, non è credibile non tanto per i contenuti, quanto per l’attribuzione diretta al Venerabile Pio XII.
Si tratta di citazioni pseudo-storica nate all’interno di un libro già screditato all’epoca della sua uscita, periodicamente riproposta online da blog o canali social di stampo sedevacantista-tradizionalista come una “profezia ritrovata”, ma priva di qualsiasi riscontro o validità documentale nelle biografie ufficiali di Eugenio Pacelli.
ATTENIAMOCI A FATIMA che non sbagliamo mai!!
Prendiamo atto anche di queste critiche.
Gli autori del libro Pie XII devant l’Histoire (1972) sono Monsignor Georges Roche (1910–1990) e Philippe Saint-Germain, giornalista (1920–1992)
Si tratta di due figure reali dell’ambiente intellettuale ed ecclesiastico francese del secondo Novecento.
Mons. Roche rappresentava la “fonte interna” al mondo ecclesiale.
Philippe rappresentava la penna più strettamente editoriale e divulgativa. Il suo contributo si concentrò sulla stesura materiale del testo e sulla costruzione della narrazione apologetica (cioè di totale difesa) della figura di Pio XII. (Nota: Il nome è il suo vero anagrafico e non va confuso con il celebre e leggendario “Conte di Saint-Germain” del Settecento).
I due unirono le forze all’inizio degli anni ’70 con un obiettivo ben preciso: difendere la memoria di Pio XII.
In quegli anni, la figura di Eugenio Pacelli era duramente attaccata a livello internazionale a causa dell’opera teatrale Il Vicario (1963) di Rolf Hochhuth, che accusava il Papa di essere rimasto in silenzio di fronte alla Shoah.
Roche e Saint-Germain scrissero il libro per riabilitarlo agli occhi del pubblico francese, ma per farlo scelsero la strada del sensazionalismo e della “rivelazione” di documenti privati non verificabili (come il presunto dialogo del 1933), privando l’opera di reale valore storiografico e attirandosi le severe critiche degli storici di professione.
Il punto nodale è che, però, neppure coloro che contestarono il libro seppero portare le prove per screditare i contenuti…
La Nota del discredito si basa su opinioni personali, non su prove concrete.
Prendiamo atto di tutto e meditiamo…


