Dottrina

Catechismo Tridentino originale (in pdf e in video-audio)

Elenco video CooperatoresVeritatis gennaio-marzo 2020

SCARICA QUI in pdf una breve raccolta di Sant’Ireneo “contro le eresie”

Mons. Schneider spiega sul papa eretico, anche con l’articolo del professor de Mattei e di altri

Leone XIV 1700 anni da Nicea: torniamo a professare Gesù vero Uomo-Figlio e vero Dio

Leone XIV ad Istanbul: c’è un ritorno dell’arianesimo, anche tra gli stessi credenti…


*LE BUGIE DEL DIAVOLO CHE ASCOLTIAMO TUTTO IL TEMPO CHE CONDUCONO ALLA PERDITA DELL’ANIMA:*
1. – Va bene se ti rende felice.
2. Dio è un sentimento e non una religione, la religione non salva.
3. – Non esistono verità assolute.
4. – Il diavolo non esiste.
5. Siamo tutti figli di Dio
6. Tutte le religioni portano a Dio.
7. – I dogmi ci legano all’ignoranza.
8. Perché confessare a un uomo quando puoi parlare direttamente con Dio?
9. – È il mio corpo e decido io.
10. – Perché battezzare il bambino? Aspetta che sia cresciuto e che lui scelga quello che vuole.
11. Maria è morta come tutte le donne.
12. – L’inferno è un’invenzione medievale
13. – Il Purgatorio è un’invenzione della Chiesa per prelevare i soldi ai fedeli.
14. – Perché andare a messa? Ci sono solo ipocriti!
15. – Perché sposarsi? L’amore non ha impegni.
16. – Si vive una volta sola, goditi la vita prima di pentirtene.
17. – Non c’è modo Dio non ti perdonerà mai.
18. Avere una famiglia è una cosa del passato.
19. – Non ti preoccupare! Quando muori, finisce qui, non c’è niente dopo.
ATTENZIONE AL DIAVOLO NON GIOCARE CON LUI “Sii sobrio e vigile. Il tuo avversario il diavolo gira come un leone ruggente cercando qualcuno da divorare. ”
 

🙏ATTENZIONE in questo breve a DOMANDE E RISPOSTE Don Alfredo Maria Morselli ci offre una catechesi sufficiente su alcuni termini di lode riconosciuti a Maria nel tempo della storia… non dobbiamo polemizzare sui Documenti della Chiesa, ma imparare a saper rispondere nella verità CON CARITA’ 😉 Ave Maria

SCARICA QUI IL TESTO A DOMANDE E RISPOSTE


ATTENZIONE: insieme al sito amico:  Corrispondenza Romana, e a cronicasdePapaFrancisco….  “volentieri rilanciamo (e facciamo nostra) la dichiarazione pubblicata  da LifeSiteNews da mons. Athanasius Schneider, in merito alla discussa frase della dichiarazione firmata ad Abu Dhabi dal Pontefice e dal rettore dell’Università islamica del Cairo Al Azhar. Per intenderci: la frase in cui si attribuiva alla volontà divina l’esistenza della pluralità di fedi religiose. Ecco la dichiarazione…” 

  • “Nessuna autorità sulla terra – nemmeno la suprema autorità della Chiesa – ha il diritto di dispensare qualsiasi seguace di un’altra religione dalla fede esplicita in Gesù Cristo, cioè dalla fede nel Figlio Incarnato di Dio e nell’unico Redentore degli uomini con l’assicurazione che le religioni differenti sono come tali volute da Dio stesso. Indelebili – perché scritte con il dito di Dio e cristalline nel suo significato – rimangono, tuttavia, le parole del Figlio di Dio: “Chi crede nel Figlio di Dio non è condannato ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio” (Giov. 3, 18). Questa verità era valida fino ad ora in tutte le generazioni cristiane e rimarrà valida fino alla fine dei tempi, indipendentemente dal fatto che alcune persone nella Chiesa del nostro tempo così instabile, codardo, sensazionalista e conformista, reinterpretino questa verità in un senso contrario al tenore delle parole, spacciando con ciò questa reinterpretazione come continuità nello sviluppo della dottrina…”

CONTINUA A LEGGERE QUI

E QUI SEMPRE A RETI UNIFICATE LA DICHIARAZIONE DEL Cardinale Müller, su cosa è la vera Fede e la nostra Dottrina Cattolica, alla quale non possiamo rinunciare, o compromettere, o barattare.


Margherita Guarducci

“Questo dialogo con religioni che rinnegano Cristo, mi pare che non sia concepibile. Ci sono delle religioni cristiane e con queste il dialogo è possibile, ma non è lecito dimenticarsi che la religione Cristiana Cattolica Romana, fondata eccezionalmente sulla tomba di Pietro, è veramente la Chiesa, non bisogna mai dimenticarlo, non è una Chiesa, e quindi non si può mettere alla pari con altre religioni che, sì, riconoscono Cristo, ma non hanno quel sigillo divino che ha la religione Cattolica.

Quello che la Chiesa deve sempre ricordarsi nei contatti con altre religioni, di essere la unica vera Chiesa che Cristo ha voluto fondare e che per sempre avrà la prerogativa di questo grande primato sulle altre, lo stesso primato che alla fine del II secolo i cristiani d’Oriente e d’Occidente riconoscevano a Roma”.

(Margherita Guarducci)


La nuova moda ecclesiale: intransigenza se non si accettano i piani pastorali e mitezza per le eresie

Oggi nella Chiesa può albergare qualsiasi pensiero, qualsiasi posizione dottrinale, ma non un dissenso nei confronti degli orientamenti pastorali.
Per riflettere su questo, vi invitiamo a meditare su queste parole di monsignor Robert Hugh Benson (1871-1914), autore del celebre Il padrone del mondo:

“La Chiesa ha in custodia, oltre ai diritti degli uomini, diritti che possono essere sacrificati dai loro detentori, i diritti e le prerogative di Dio che nessuno, se non Dio stesso, può mettere in disparte. Dio ha dato in custodia alla Chiesa, ad esempio, una Rivelazione di verità e princìpi, che, avendo origine dalla Natura stessa di Dio o dalla Sua Volontà, sono immutabili ed eterni come Lui. Ed è proprio in difesa di questi princìpi che la Chiesa mostra ciò che il mondo chiama intransigenza e Gesù Cristo chiamò violenza.
La Chiesa Cattolica, quindi, è e sarà sempre violenta ed intransigente, quando la questione riguardi i diritti di Dio. Essa, per esempio, è terribilmente spietata contro l’eresia, perché l’eresia non attacca questioni personali sulle quali la Carità possa cadere, ma un diritto Divino sul quale non può assolutamente cedere. Ma, nello stesso tempo, avrà la massima benevolenza per l’eretico, poiché mille motivazioni e circostanze umane possono intervenire nel modificare le sue responsabilità.
Ad una sua parola di pentimento, lo riammetterà senza indugio nello scrigno delle anime; ma non consentirà mai che la sua eresia venga accolta nello scrigno della propria sapienza. Cancellerà, premurosamente e senza far storie, il suo nome della lista nera dei ribelli; ma non il suo libro dalle pagine dell’Indice. Essa darà prova di mitezza verso l’eretico e di violenza verso il suo errore; perché lui è umano, ma la Verità della Chiesa è Divina.
Il mondo giudica ragionevole che una nazione difenda i propri territori con la spada e trova invece intollerante ed irragionevole che la Chiesa condanni, resistendo fino a versare il sangue, princìpi per Essa erronei o falsi.
La Chiesa tuttavia resisterà sempre instancabilmente ed indomitamente quando si tratti di difendere una verità ed un diritto Divino, non potendo in questo caso essere ‘caritatevole’ per ciò che non è di sua proprietà.
Essa emanerà i suoi ordini anche se ad accoglierli dovessero restare in pochi, ripudierà i ribelli che polemizzino sulla sua autorità e purificherà sempre le corti del suo Tempio, anche con quella sferza che gli uomini deridono. Essa cederà tutto quanto sia puramente umano, se il mondo pretenderà di averlo, e non si opporrà al malvagio, se si tratterà di se stessa.
Ma ad una cosa non potrà mai rinunciare, una cosa che rivendicherà fino anche a giungere alla violenza ed alla ‘intransigenza’, una cosa che consiste in quella Regalità con la quale Dio stesso l’ha incoronata.”

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri


2024-2025

“Elogio della Pace” di sant’Agostino nel 1° Messaggio per la Pace 2026 di Leone XIV

DDF Una Caro: Elogio della monogamia, la dottrina si rafforza, amplifica, non muta

Cristo Re: Non solo nel Cuore

Appello ai Vescovi: Cari Vescovi, senza la Dottrina, la Chiesa manca di fondamenta!

L’imponente statura culturale e spirituale di Newman servirà d’ispirazione a nuove generazioni

Ricordiamo Nostra aetate, sì, ma con le dovute precisazioni…

Leone XIV proclama S. Newman «co-patrono missione educativa della Chiesa, insieme a san Tommaso d’Aquino».

AL GIUBILEO DELLA CONSOLAZIONELeone XIV riporta una antica usanza: gli Agnus Dei

Vetus o Novus Ordo è l’unico e sempre medesimo Sacrificio, basterebbe insegnarlo con dottrina

Ecumenismo? Il dialogo non può mai essere negoziazione o compromesso della Verità

Giovanni Paolo II: raccomando mantenere viva la dottrina di sant’Agostino nella società moderna

Modernismo e oltre: capire le radici teologiche della crisi attuale…

Benedetto XVI enc. Caritas in Veritate: “Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo”…

Quando San Pio X prese le difese del cardinale J. Henry Newman, oggi Dottore della Chiesa

Il sensus fidelium non è automatico ed è necessario per il vero Cammino sinodale

Il Diavolo esiste

Benedetto XVI la morte di san Giovanni Battista: La Verità è Verità, non ci sono compromessi.

Con Padre R. Barile OP la comprensione del Vetus e Novus Ordo della Messa e il caso di Traditionis Custodes

“Exsurge Domine” Leone X scomunica Lutero

Leone XIV Giubileo Sacerdoti: andare oltre le emozioni, le paure, le mode… tornare a Cristo

Leone XIII “Custodi di quella Fede”: contro la Massoneria ed ogni deviazione etica e morale

Mons. G. B. Arnaldi 1865: “Devastano la vigna della Chiesa”

20.6.1888 “Libertas” – Leone XIII: la libertà nel vero senso della parola, non è riposta nel fare ciò che piace”

Leone XIV al Giubileo delle Famiglie, dei Bambini, dei Nonni e degli Anziani

Leone XIV ai nuovi Presbiteri: Non siamo ancora perfetti, ma è necessario essere credibili.

Leone XIV: i nostri tre Santi sono senza dubbio dei maestri, la cui vita e dottrina vi invito a far conoscere…

Leone XIII enc. Mirae Caritatis – La Santa Eucarestia è sacrificio, penitenza, mortificazione e riparazione

Leone XIV alla Curia: I Papi passano, la Curia rimane; l’unità nella carità e nella verità

Pio XI: Miserentissimus Redemptor : Riparazione al Sacratissimo Cuore e la Quas Primas Regalità di Cristo Re

Leone XIV: Paolo, però, nello stesso brano, parla anche di «obbedienza della fede»…

Leone XIV: c’è una domanda crescente di Dottrina Sociale della Chiesa a cui dobbiamo dare risposta.

SCARICA QUI un file completo su Sant’Atanasio 

Quando la terra trema… Dio castiga?

San Pio X E Supremi: se rinneghi Dio, invano puoi invocare la pace, perché non l’avrai

Benedetto XVI “Il Papa non è un sovrano assoluto”, Discorso dalla Cattedra

Benedetto XV: calamità e flagelli sono permessi da Dio a causa dei peccati degli uomini e delle nazioni.

Il Santo Rosario: Una sinfonia di dottrina e contemplazione

L’immagine cristiana dell’uomo – un inedito di Benedetto XVI-Ratzinger “emerito”

Professione di fede in Gesù Cristo e nella Sua Chiesa di mons. Athanasius Schneider

Mons. Schneider e Mons. Strickland: la vera dottrina sulle religioni

Benedetto XVI: grati a Dio per averci eletti cristiani e cattolici… custodi della Fede.

San Pietro da Verona, il martirio e… perché viene dipinto davanti ad una “madonna catara”?

Benedetto XVI Magistero per l’Esaltazione della Croce e di Maria Addolorata

Leone XIII Adiutricem populi la potenza del Rosario di Maria debellatrice di tutte le eresie

365 giorni in compagnia con il magistero del cardinale Carlo Caffarra

La Chiesa sinodale imposta da Papa Francesco è dell’eretico scomunicato gesuita George Tyrrell

San Pio X: “Relicturus” contro i Modernisti

Benedetto XVI racconta e spiega San Bonaventura da Bagnoregio

Davanti alle leggi ingiuste, ecco cosa insegna la Dottrina Cattolica – scarica qui il pdf 

Alcuni Sermoni di sant’Antonio di Padova sulla Risurrezione del Cristo

Lacrimazione di Maria a Siracusa e il Magistero dei Pontefici

“Dignitas infinita”? contenuto del documento ottimo, ma la motivazione va spiegata bene!

ATTENTI AI FALSI PASTORI: chiesa cattolica ecumenica di Cristo; non è cattolica!

Padre Michel M. Zanotti-Sorkine: suggerimenti ai Sacerdoti, ma anche ai Fedeli Laici

La Passione e la Morte di Cristo spiegate dal vescovo Schneider

La sofferenza theologia crucis negli insegnamenti e nella vita di san Padre Pio

Permissione Divina e: quando un atto è valido ma illecito?

Beato Pio IX Quanto conficiamur, contro il liberalismo e cosa è l’Extra Ecclesiam nulla salus

Gestis Verbisque sulla validità dei Sacramenti

Giovanni Paolo II ai giovani: “non tacete la verità; lottate contro il peccato”

MATRIMONI MISTI – alcune brevi considerazioni fondamentali e DOTTRINALI – in pdf

2005: cardinale Ratzinger e la denuncia della “sporcizia nella Chiesa” e come combatterla


ARCHIVIO 2022-2023

ARCHIVIO DEL 2021

ARCHIVIO DEL 2020

ARCHIVIO DEL 2019

ARCHIVIO DEL 2018

ARCHIVIO DEL 2017

ARCHIVIO DEL 2016

ARCHIVIO DEL 2015

ARCHIVIO DEL 2013-2014


Domenico: la verità nell’amore

Dall’Omelia al Capitolo dell’Ordine dei Predicatori, 1998 del cardinale Giacomo Biffi

 
Venerati Padri Capitolari e carissimi fratelli miei, l’intercessione del patriarca san Domenico – le cui spoglie mortali attendono in questo tempio il giorno della risurrezione – ci ottenga di accogliere con animo aperto e docile volontà di attuazione l’insegnamento del Signore che abbiamo appena ascoltato.
(…) Il “messaggio” (come è stato detto) si identifica con la “comunicazione”. Perciò il messaggio è buono a misura non della positività del suo contenuto, ma del suo successo e dell’ampiezza della sua risonanza.
Immersi come siamo in questo contesto culturale, anche noi siamo fatalmente sottoposti alla tentazione di risolvere l’annuncio evangelico nel “dialogo”, e di sostituire al fuoco che il Signore è venuto a portare sulla terra il fresco e affabile intrattenimento; dove l’assillo prevalente è di non riuscire spiacevoli ai nostri interlocutori.
E’ ovvio che il dialogo vada sempre cercato e tenuto vivo con tutti e che in esso la cortesia è doverosa. Ma non bisogna mai dimenticare che la fonte della salvezza umana non è la nostra attitudine a farci accettare mondanamente dai più, ma è la verità di Dio.
Quella verità di Dio che, proposta senza ambiguità e senza censure, deve prima di tutto conquistare integralmente noi; e poi, attraverso il nostro appassionato ministero deve giungere a illuminare i nostri fratelli.
Ciò di cui questo morente secolo ha più pungente necessità, è di riscoprire il senso dell’essere (cioè della verità) e il suo primato sull’avere e sull’apparire. La sete più ardente – anche se spesso inconsapevole – dei nostri contemporanei è la sete di luce.
La verità è appunto l’essere che si pone in una vitale comunione con la nostra mente; nutre e fa crescere il nostro spirito; porta l’uomo, vittima di molteplici condizionamenti, a un’autentica libertà: “la verità vi fa liberi” (Cf Gv 8,32), ha detto il Signore.
Senza dubbio il culto della verità non va mai separato dall’amore. In un impeto d’amore il Padre si è manifestato a noi nel suo Figlio unigenito, e ce lo ha inviato come “la luce che illumina ogni uomo” (Cf Gv 1,9).
E il medesimo slancio d’amore deve muoverci a far conoscere a tutti l’unico vero Dio e colui che egli ha mandato, Gesù Cristo (Cf Gv 17,3).
E’ grande e molteplice la miseria dei figli di Adamo; e in tutte le sue forme deve toccare il nostro cuore e suscitare la nostra fattiva generosità. Ma la loro miseria più grande è quella di non conoscere le cose come stanno, di ignorare quale sia il loro destino, di non sapere se ci sia o no una salvezza trascendente che li possa scampare dall’assurdità di un’esistenza senza scopo, senza traguardo, senza significazione. Venire incontro proprio a questo tipo di infelicità (cioè “evangelizzare”) è dunque la carità più urgente e più alta che possa essere esercitata dalla comunità cristiana.
Bisogna fare attenzione: c’è sempre, e non è immaginario, il pericolo di confondere la nostra assoluta dedizione alla verità con la nostra chiusura mentale, con la puntigliosità, con la nostra incomprensione delle prospettive altrui.
Contro questo pericolo va tenuto vivo il senso della verità come umile obbedienza al progetto di Dio; un progetto che è sempre più vasto dei nostri pensieri.
La lettera agli Efesini ha un’espressione che nella sua pregnanza è quasi intraducibile. Dice che noi dobbiamo essere “alethéuontes ev agàpe”. Il che vuol dire prima di tutto che dobbiamo essere veritieri ed essere essenziali annunciatori di verità; ma poi anche che dobbiamo inverare il più possibile in noi e negli altri il disegno del Padre. E tutto questo sempre “en agape” (“nella carità”).
A misura che sapremo farci prossimi degli altri e partecipi della loro concreta condizione, la nostra testimonianza alla luce risulterà più efficace.
Non dimentichiamoci tuttavia che ci è sì proposto di “rallegrarci con quelli che sono nella gioia e piangere con quelli che sono nel pianto” (Cf Rm 12,15). Ma non sta scritto da nessuna parte che in nome della solidarietà dobbiamo sbagliare con quelli che sbagliano e smarrirci con quelli che sono smarriti.
Mi lusingo che anche san Domenico – un santo spiritualmente bolognese e caro a questa città che lo onora come suo speciale patrono – sia di questo stesso parere.
 

SOSTA – Che cos’è il dogma?

Per rispondere a questa domanda, consultiamo il Compendio di Teologia Dogmatica di Ludovico Ott, che scrive: “Per dogma in senso stretto s’intende una verità religiosa immediatamente o formalmente rivelata da Dio e come tale propostaci a credere al Magistero della Chiesa“.

Il Concilio Vaticano I dichiara: “Si devono credere per fede divina e cattolica tutte quelle cose che sono contenute nella Parola di Dio (rivelazione) scritta o trasmessa oralmente, e che la Chiesa, o con solenne giudizio, o col suo ordinario e universale magistero, propone a credere come rivelate da Dio.”.

Dunque nel dogma ci deve essere tanto la rivelazione formale quanto il ruolo del Magistero. Per quanto riguarda la rivelazione formale, la verità deve essere formalmente rivelata da Dio sia in modo esplicito, sia in modo implicito e pertanto essere contenuta nelle fonti della Rivelazione, cioè nella Scrittura o nella Tradizione. Per quanto invece riguarda il ruolo del Magistero, la verità dogmatica si esprime o in modo straordinario con solenni definizioni del Papa o di un Concilio generale, oppure col Magistero ordinario e universale della Chiesa, per esempio con la promulgazione di catechismi da parte dei vescovi.

C’è una differenza tra la Scuola Tomista e la Scuola Scotista in merito a questa questione. I Tomisti affermano che la verità espressa nel dogma debba essere contenuta nelle fonti della Rivelazione immediatamente o formalmente, ovvero sia in modo esplicito che in modo implicito. Secondo gli Scotisti, invece, una verità può essere proposta come dogma anche se contenuta solo mediatamente o virtualmente nelle fonti della Rivelazione.

Il dogma è oggetto della fede divina perché è una verità rivelata da Dio; e anche della fede cattolica perché proposta dal Magistero della Chiesa. Pertanto, se un battezzato consapevolmente nega o mette in dubbio una verità rivelata di fede divina e cattolica, si rende colpevole di eresia e automaticamente incorre nella scomunica.

I dogmi si dividono secondo il loro contenuto, secondo il rapporto con la ragione, secondo la proclamazione da parte della Chiesa e secondo la loro necessità per la salvezza.

Secondo il loro contenuto si hanno i dogmi generali e speciali. I primi sono le verità fondamentali del Cristianesimo (Dio, creazione, redenzione, glorificazione…); i secondi sono le verità particolari contenute nelle verità fondamentali.

Secondo il rapporto con la ragione, si hanno i dogmi puri, cioè conoscibili unicamente per rivelazione (Trinità, Incarnazione); e i dogmi misti, cioè conoscibili anche attraverso la ragione (esistenza di Dio).

Secondo la proclamazione da parte della Chiesa, si hanno i dogmi formali, cioè proposti a credere come rivelati; e i dogmi materiali ai quali manca la proclamazione ecclesiastica, per cui non si possono chiamare dogmi in senso stretto.

Secondo la loro necessità per la salvezza, si hanno i dogmi necessari, ovvero quelli che debbono essere creduti con fede esplicita, e i dogmi non necessari, per i quali basta la fede implicita.


 
 

ATTENZIONE: quando sentite parlare di eventi diabolici e sagre sataniste, ricordateCLICCARE QUI PER I TESTI

Questo esorcismo è riservato (OSSIA PUO’ FARLO SULLE PERSONEal vescovo e ai presbiteri da lui espressamente autorizzati e può essere recitato dai fedeli solo privatamente.
La Congregazione per la Dottrina della Fede ha richiamato all’osservanza di questa norma come e’ spiegato qui.
L’esorcismo privato può essere recitato privatamente da tutti i fedeli con frutto, da soli o in comune, in chiesa o fuori; sempre se si sia in grazia di Dio e si sia confessati.
Non è permesso che i laici recitino l’esorcismo su persone supposte indemoniate, perché questa è esclusiva prerogativa del sacerdote debitamente autorizzato dal vescovo.


Dal «Primo Commonitorio» di san Vincenzo di Lerins, sacerdote
(Cap. 23; PL 50, 667-668)
Lo sviluppo del dogma
Qualcuno forse potrà domandarsi: non vi sarà mai alcun progresso della religione nella Chiesa di Cristo? Vi sarà certamente e anche molto grande.
Chi infatti può esser talmente nemico degli uomini e ostile a Dio da volerlo impedire? Bisognerà tuttavia stare bene attenti che si tratti di un vero progresso della fede e non di un cambiamento. Il vero progresso avviene mediante lo sviluppo interno. Il cambiamento invece si ha quando una dottrina si trasforma in un’altra.
È necessario dunque che, con il progredire dei tempi, crescano e progrediscano quanto più possibile la comprensione, la scienza e la sapienza così dei singoli come di tutti, tanto di uno solo, quanto di tutta la Chiesa. Devono però rimanere sempre uguali il genere della dottrina, la dottrina stessa, il suo significato e il suo contenuto. La religione delle anime segue la stessa legge che regola la vita dei corpi. Questi infatti, pur crescendo e sviluppandosi con l’andare degli anni, rimangono i medesimi di prima. Vi è certamente molta differenza fra il fiore della giovinezza e la messe della vecchiaia, ma sono gli stessi adolescenti di una volta quelli che diventano vecchi. Si cambia quindi l’età e la condizione, ma resta sempre il solo medesimo individuo. Unica e identica resta la natura, unica e identica la persona.
Le membra del lattante sono piccole, più grandi invece quelle del giovane. Però sono le stesse. Le membra dell’uomo adulto non hanno più le proporzioni di quelle del bambino. Tuttavia quelle che esistono in età più matura esistevano già, come tutti sanno, nell’embrione, sicché quanto a parti del corpo, niente di nuovo si riscontra negli adulti che non sia stato già presente nei fanciulli, sia pure allo stato embrionale.
Non vi è alcun dubbio in proposito. Questa è la vera e autentica legge del progresso organico. Questo è l’ordine meraviglioso disposto dalla natura per ogni crescita. Nell’età matura si dispiega e si sviluppa in forme sempre più ampie tutto quello che la sapienza del creatore aveva formato in antecedenza nel corpicciuolo del piccolo.
Se coll’andar del tempo la specie umana si cambiasse talmente da avere una struttura diversa oppure si arricchisse di qualche membro oltre a quelli ordinari di prima, oppure ne perdesse qualcuno, ne verrebbe di conseguenza che tutto l’organismo ne risulterebbe profondamente alterato o menomato. In ogni caso non sarebbe più lo stesso.
Anche il dogma della religione cristiana deve seguire queste leggi. Progredisce, consolidandosi con gli anni, sviluppandosi col tempo, approfondendosi con l’età. È necessario però che resti sempre assolutamente intatto e inalterato.
I nostri antenati hanno seminato già dai primi tempi nel campo della Chiesa il seme della fede. Sarebbe assurdo e incredibile che noi, loro figli, invece della genuina verità del frumento, raccogliessimo il frutto della frode cioè dell’errore della zizzania.
È anzi giusto e del tutto logico escludere ogni contraddizione tra il prima e il dopo. Noi mietiamo quello stesso frumento di verità che fu seminato e che crebbe fino alla maturazione.
Poiché dunque c’è qualcosa della primitiva seminagione che può ancora svilupparsi con l’andar del tempo, anche oggi essa può essere oggetto di felice e fruttuosa coltivazione.


SOSTA – Una volta la Chiesa arrivava prima…adesso arriva dopo

  1. C’è una famosa espressione da dedicare a chi non si impegnasse a vincere. Dice: …mica giochi a perdere? D’altronde è così: o si vince o si perde. Tertium non datur! Certamente non bisogna dubitare del munus profeticum della Chiesa. Munus profetico vuol dire la capacità costitutiva che ha la Chiesa di affermare la verità e, proprio perché afferma la verità, di intuire anche ciò che è bene -in questo preciso momento storico- per l’uomo. Dicevamo: non bisogna dubitare del munus profetico della Chiesa perché è di fede che la Chiesa lo abbia. Ma è pur vero che questa presenza può anche essere momentaneamente “persa” dall’alto e conservata dal basso. E’ il cosiddetto sensum fidei del popolo che mai verrà meno. E inoltre c’è sempre il munus profeticum dei singoli “profeti” (pensiamo ai Santi) suscitati di volta in volta dalla Provvidenza.
  2. Nel documento post-sinodale Christus vivit, del 25 marzo 2019, è scritto al n.212(Può accadere) che dopo aver provocato nei giovani un’intensa esperienza di Dio, un incontro con Gesù che ha toccato loro il cuore, vengano loro proposti incontri di ‘formazione’ nei quali affrontano solo questioni dottrinali e morali (…). Il risultato è che molti giovani si annoiano, perdono il fuoco dell’incontro con Cristo e la gioia di seguirlo (…).Insomma, l’affermazione è chiara: occorre pastorale, sempre più pastorale, ma senza esagerare con la dottrina.
  3. Non è nostra intenzione indicare (anche perché l’abbiamo già fatto in altre circostanze) le contraddizioni in sé di una pastoralizzazione senza dottrina. Contraddizioni teologiche. Infatti Cristo è sì pastore, ma anche maestro. E non  a caso c’è un significato logico chiarissimo nella successione di via, verità e vita, così come Gesù stesso si autodefinisce (Giovanni 14). Ma anche contraddizioni esistenziali. Infatti è sempre la verità a dover garantire l’esperienza, mai il contrario. Ci permettiamo di dire che anche nei riti tribali si sentono il fuoco e l’entusiasmo. Perfino in quelli orgiastici del paganesimo antico e -ahinoi!- non solo di quell’antico. Ma lasciamo perdere.
  4. Piuttosto è altro che desideriamo affermare. Da un po’ di tempo a questa parte gli ambienti clericali hanno una misteriosa capacità di arrivare sempre in ritardo, mostrando in tal modo un grave (questo sì) clericalismo. Permetteteci queste riflessioni che ci fanno capire quanto ormai come cattolici siamo “scollati” dalla realtà.
  5. Primo scollamento. Dov’è tutto questo affanno ad indottrinare? Io personalmente con i giovani sono a contatto quotidiano e vi posso garantire che c’è un analfabetismo religioso da far paura. Anche quei pochi (sempre più pochi) che frequentano la parrocchia vanno in crisi con domande semplici: chi è Gesù? Cosa è la Messa? Cosa vuol dire Trinità?… e l’elenco non finirebbe più. Oggi come oggi una vecchina di campagna, che ha fatto il catechismo in tempi più seri, rispetto ad un giovane di Azione Cattolica se non è una teologa, poco ci manca.
  6. Secondo scollamento. Come si fa a dire che il problema della noia dei giovani sarebbe la dottrina? Ma veramente i giovani oggi abbandonano le parrocchie perché in esse trovano i corsi teologici, oppure perché queste sono ormai ridotte a luoghi totalmente insipidi? Non c’è più una proposta umanamente persuasiva dell’annuncio di fede che sia davvero affascinante. E questo perché si è voluto tutto immanentizzare. Si è fatta la corsa a copiare il mondo, ed ovviamente chi ha la “vista” che funziona bene (come quella dei giovani) preferisce sempre l’originale alla copia. La banalizzazione del sacro fa poi il resto, condita con una riduzione del Cristianesimo a moralismo sentimentalista e non più a scelta virilemilitante e combattiva. E tutto questo scorre via su quel desiderio umanamente coinvolgente che alberga nel cuore del giovane e che, pertanto, rimane senza adeguata soddisfazione.
  7. Terzo scollamento. Quando ormai la liquidità postmoderna è arrivata al capolinea, quando finanche i “sacerdoti” della modernità si rendono conto della necessità di correggere tale ingombrante fluidità, come Chiesa che facciamo? Invece di proporre valori forti, invitiamo alla fluidità emotiva.   
  8. Certo ridurre tutto a dottrina sarebbe una sorta di gnosticizzazione del Cristianesimo (quanto di più sbagliato!); ma non si tratta di ridurre tutto a dottrina, si tratta piuttosto di riscoprire la bellezza della Verità Cattolica, la quale non né solo un’idea (come oggi si ama dire) né solo una persona, da intendersi come volontà che giudica se stessa senza la priorità logica del vero.
  9. La Verità Cattolica è Cristo stesso che è Via, cioè unica salvezza, e perché unica salvezza è Verità, e perché è Verità, è Vita cioè esperienza. Ma la successione logica è questa, non un altra.

SOSTA – Qual é la differenza tra il “fanciullo” di Nietzsche e il fanciullo di cui parla Gesù?

  1. Nietzsche sceglie il “fanciullo” come modello più autentico dell’essere uomo, perché sottolinea del fanciullo la dimensione pre-logica se non addirittura a-logica. Dimensioni, queste, che sono funzionali al modo con cui Nietzsche intende la realtà: ovvero un’esplosione esuberante di forze caotiche. Una realtà caotica, che pertanto non può essere letta con le categorie post-socratiche della metafisica classica; né tantomeno con quelle del Logos cristiano.
  2. Ciò ci fa capire come tale idea nietzchiana di fanciullo sia diametralmente diversa da quella evangelica. Gesù loda i fanciulli, anzi addirittura dice che non si diventa come loro, non si potrà entrare nel Regno dei Cieli: “In quel momento, i discepoli si avvicinarono a Gesù, dicendo: «Chi è dunque il più grande nel regno dei cieli?» Ed egli, chiamato a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Chi pertanto si farà piccolo come questo bambino, sarà lui il più grande nel regno dei cieli.” (Matteo 18,1-4) L’espressione chiave è: “Chi si farà piccolo come questo bambino…”. Gesù, pertanto, esalta l’umiltà dinanzi alla magnificenza e al mistero della realtà, non intende affatto il rifiuto del reale in quanto tale.
  3. Insomma, la differenza tra il fanciullo nietzschiano e quello evangelico è nella meravigliaLa meraviglia sa leggere ed individuare il positivo. La meraviglia non è né pre-logica né a-logica. Il bambino non tende a negare il reale, bensì dinanzi alla magnificenza di esso, sgrana gli occhi, si stupisce… si meraviglia appunto. In tal modo la logica non è negata, bensì sublimata, perché più rapida, cioè più immediata. Platone, ch’era un realista, dice: “La meraviglia è propria della natura del filosofo; e la filosofia non si origina altro che dallo stupore”.
  4. La meraviglia si accorda con la ragione, anzi ne è una precondizione.  Il chimico Luois Pasteur (1822-1895) ha detto: “Meravigliarsi di ogni cosa è il primo passo della ragione verso la scoperta“. L‘astronauta che per primo mise piede sulla luna, Niel Armstrong (1930-2012)., ha detto: “Il mistero genera meraviglia e la meraviglia è alla base del desiderio dell’uomo di capire.” Altro che pre-logicità o a-logicità!

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑