Storia

“Date retta a me, vecchio incredulo che se ne intende: il capolavoro della propaganda anti-cristiana è l’essere riusciti a creare nei cristiani, nei cattolici soprattutto, una cattiva coscienza; a instillargli l’imbarazzo, quando non la vergogna, per la loro storia. A furia di insistere, dalla riforma sino ad oggi, ce l’hanno fatta a convincervi di essere i responsabili di tutti o quasi i mali del mondo. 
Vi hanno paralizzato nell’autocritica masochista, per neutralizzare la critica di ciò che ha preso il vostro posto. 
Femministe, omosessuali, terzomondiali e terzomondisti, pacifisti, esponenti di tutte le minoranze, contestatori e scontenti di ogni risma, scienziati, umanisti, filosofi, ecologisti, animalisti, moralisti laici: da tutti vi siete lasciati presentare il conto, spesso truccato, senza quasi discutere. 
Non c’è problema o errore o sofferenza nella storia che non vi siano stati addebitati. E voi, così spesso ignoranti del vostro passato, avete finito per crederci, magari per dar loro manforte. Invece io (agnostico, ma storico che cerca di essere oggettivo) vi dico che dovete reagire, in nome della verità. 
Spesso, infatti, non è vero. 
E se qualcosa di vero c’è, è anche vero che, in un bilancio di venti secoli di cristianesimo, le luci prevalgono di gran lunga sulle ombre. 
Ma poi: perché non chiedere a vostra volta il conto a chi lo presenta a voi? Sono forse stati migliori i risultati di ciò che è venuto dopo? Da quali pulpiti ascoltate, contriti, certe prediche? […] Quella vergognosa menzogna dei “secoli bui”, perché ispirati dalla fede del Vangelo! Perché, allora, tutto ciò che ci resta di quei tempi è di così fascinosa bellezza e sapienza? Anche nella storia vale la legge di causa ed effetto…
Léo Moulin (1906 – 1996), sociologo e scrittore belga.


  • “La storia, luce di verità e testimonio dei tempi, se rettamente consultata e diligentemente esaminata, insegna che la promessa fatta da Gesù Cristo: « Io sono con voi … fino alla consumazione dei secoli » , non è mai venuta meno alla sua Chiesa e non verrà quindi mai a mancare in avvenire.
    Anzi quanto più furiosi sono i flutti dai quali è sbattuta la nave di Pietro, tanto più pronto e vigoroso essa sperimenta l’aiuto della grazia divina.
    E ciò in modo singolarissimo avvenne nei primi tempi della Chiesa, non solo quando il nome cristiano era ritenuto delitto esecrabile da punirsi con la morte, ma anche quando la vera fede di Cristo, sconvolta dalla perfidia degli eretici che imperversavano soprattutto in Oriente, fu messa in gravissima prova. Infatti, come i persecutori dei cristiani, l’uno dopo l’altro, miseramente scomparvero, e lo stesso Impero romano cadde in rovina, così tutti gli eretici, quasi tralci inariditi perché recisi dalla vite divina, più non poterono succhiare la linfa vitale né fruttificare.”
  • Papa Pio XI,Lux Veritatis


  • _06 Curiosita storiche 1

RICORDIAMO:

Come veste il Papa /1^ parte

Come veste il Papa /2^ parte


“Quando il nemico sembra prevalere in battaglia, quando le sue forze sembrano soverchianti, quando la strategia di combattimento sembra far indietreggiare le truppe… allora la battaglia sia portata avanti in maniera diversa, si moltiplichino le “cellule” del bene, i guerrieri restino uniti, la guerriglia si faccia intensa e fastidiosa; si ritrovi lo spirito di corpo, si serrino i ranghi della fraternità, si sopporti l’andare controcorrente, non si perda occasione per, agili e leggeri, colpire al cuore il nemico potente… A noi la battaglia, a Dio la vittoria” (Santa Giovanna d’Arco)

009 Santa Giovanna D Arco 1

Mons. Schneider sul “papa eretico”; anche con l’articolo del prof. de Mattei, mons. Bux e altri

Paolo VI solenne Omelia e Professione di Fede: e perché dobbiamo amare la Chiesa e il Papa?

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La chiesa sentimentale non ragiona; la ragione Islam invaderà il mondo, Charles de Foucauld

ATTENZIONE – Differenze tra ebraismo, cristianesimo e islam: chi rifiuta Gesù vero Dio, non predica lo stesso Dio Unico


2024-2025

Leone XIV: “Beati gli operatori di pace” (Mt 5,9) La Chiesa in Libano

Leone XIV ad Istanbul: c’è un ritorno dell’arianesimo, anche tra gli stessi credenti…

Leone XIV 1700 anni da Nicea: torniamo a professare Gesù vero Uomo-Figlio e vero Dio

Appello ai Vescovi: Cari Vescovi, senza la Dottrina, la Chiesa manca di fondamenta!

Gesù dice: Badate di non lasciarvi ingannare… sarete consegnati a causa mia, non temete. Lc.21,5-19  attraverso anche le parole di Papa Leone XIV all’Omelia e all’Angelus del 16.11.2025

San Leone Magno e le radici cristiane dell’Europa

Discorso di Leone XIV al Quirinale: “Non disprezziamo ciò che i nostri padri hanno vissuto e ciò che ci hanno trasmesso”

Leone XIV dona la Rosa d’Oro a Maria per il Giubileo Mariano

Lo Stato Pontificio e la presa di Roma

STORIA DELLE SCUOLE PIE (Scolopi di san Giuseppe Calasanzio)

STORIA DI SAN GIUSEPPE MARIA CALASANZIO 

Quando San Pio X prese le difese del cardinale J. Henry Newman, oggi Dottore della Chiesa

Il Dogma dell’Assunzione di Maria: Radici, Rivelazione e Riconoscimento

San Gaspare del Bufalo, apostolo del Preziosissimo Sangue

La Rivoluzione Francese: la Granze Menzogna

“Exsurge Domine” Leone X scomunica Lutero

15.6.1887 da Leone XIII a Leone XIV: Quamvis animi nostri consilia. La Provvidenza e i due Leoni

Sant’Alfonso de Liguori scrisse una Lettera per indicare i doveri del futuro Papa

Lo storico Roberto de Mattei, descrive le prime persecuzioni contro i Cristiani.

Giubileo Ordinario 2025: tutto ciò che c’è da sapere per il Pellegrinaggio e l’Indulgenza

Mons. Nicola Bux: Gesù è nato il 25 dicembre

Per ricordare degnamente la Memoria di Benedetto XVI, Joseph Ratzinger

Breve storia e mistica della Traslazione miracolosa della Santa Casa di Loreto

Come Mazzini alterò il concetto tradizionale di religione e agì contro la Chiesa Cattolica

SCARICA QUI CALENDARIO PAPALE GIUBILEO 2025 con la storia dei Giubilei

SCARICA QUI CALENDARIO 2025 DEDICATO A BENEDETTO XVI

La Cattedra dei Pontefici sarà esposta sotto il Baldacchino del Bernini

“LAPIS DIABOLI”: quando il demonio scagliò una pietra contro san Domenico di Guzman

26 ottobre 1570 attentato a san Carlo Borromeo, attentato contro la Fede

San Pietro da Verona, il martirio e… perché viene dipinto davanti ad una “madonna catara”?

di J. Ratzinger: perché il Cristianesimo è l’unica “religione vera”

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11 e 12 settembre 1683 le nazioni Cattoliche con il beato Marco d’Aviano, vincono a Vienna

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La politica anti-ugonotta di San Pio V

Lo Scapolare B.V. del Santo Carmelo e il Privilegio Sabatino

Celestino V e la sua rinuncia al Papato

Davanti alle leggi ingiuste, ecco cosa insegna la Dottrina Cattolica – scarica qui il pdf 

IN REGALO QUI il libro del professor Roberto de Mattei sul beato Pio IX (e sulla Questione Romana e del Risorgimento) della edizione Piemme 2000, in occasione della sua beatificazione. E qui il testo: Pio IX e la Questione Romana “Iamdudum cernimus” del 18 marzo 1861

ATTENTI AI FALSI PASTORI: chiesa cattolica ecumenica di Cristo; non è cattolica!

San Pio V scomunica e depone Elisabetta I con “Regnans in excelsis”

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Crisi nella Chiesa: né elucubrazioni intellettuali né appelli sentimentali, ma seguiamo i santi


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L’ORIGINE DEI CARDINALI
Come sappiamo, a breve i cardinali si riuniranno in conclave per eleggere il nuovo Papa.
Cardibali : figure misteriose spesso calunniate. Non è difficile che nell’immaginario comune, il cardinale sia quello intento a combinare, sotto la cappa rossa, le peggiori nefandezze.
Ma a quando risale tale istituzione?
Sebbene la loro origine ufficiale risalga al V secolo, la vera nascita del cardinalato risale al pontificato di San Cleto (morto nel 92 dopo Cristo). Cleto aveva diviso la diocesi romana in 25 parrocchie, affidandole a 25 preti: queste suddivisioni erano note come “tituli cardinales”, da cui il nome.
Successivamente, papa Aristo (99-108) estese il titolo di Cardinales anche ai sette diaconi delle sette diaconie romane: san Lorenzo, quello arso sulla graticola, era un cardinale, in quanto membro di questo ristretto gruppo di consacrati.
Questi antichi cardinali furono al fianco del Papato durante i turbolenti anni del Grande Agone Filosofico (II secolo), durante le Grandi Persecuzioni di Decio e Diocleziano e durante la feroce lotta all’arianesimo.
Come gli eroi greci seguirono Agamennone nell’Iliade, allo stesso modo i cardinali seguirono i Papi nelle arene, nelle carceri, nelle polverose strade che conducevano ai patiboli.
Il rosso della veste ricorda il martirio e quegli antichi cardinali tracciarono il Segno della Croce non con l’acqua benedetta ma col proprio sangue, versato per la gloria di Cristo e della Chiesa.

 


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STORIA SACRA
Mons. Claudio Nebuloni
Canonico onorario della Metropolitana Diocesi di Milano
del 1928 con Imprimatur per le Scuole Cattoliche


EDITORIALE Corrado Gnerre – Chi non è cristiano può essere un vero “cavaliere”?

 


ALLE ORIGINI DELLA RIVOLUZIONE: LA RIVOLTA DI LUTERO

di Pietro Licciardi

LUTERO ROMPE CON L’UOMO MEDIEVALE E COL SUO LEGAME CON DIO, INFLUENZANDO IN MODO DECISIVO I “FILOSOFI MODERNI” CHE AVREBBERO PORTATO ALTRA ACQUA AL PROCESSO RIVOLUZIONARIO

Dopo aver spiegato che la Rivoluzione è «un tornare indietro, dopo aver abbattuto tutto ciò che l’intelligenza e la volontà umana ha edificato e se si dà uno sguardo alla storia ogni fase della rivoluzione moderna è stata una negazione, seguita da una distruzione» (Gonzague de Reynold) vediamo brevemente quali sono state le principali fasi del processo rivoluzionario nel corso della storia, ciascuna delle quali si è incaricata di demolire e distruggere un pezzo di quella Christianitas medievale e di quell’Occidente che nel corso di oltre mille anni la Chiesa è riuscita ad edificare.

Prima tappa della Rivoluzione è stata la Rivolta protestante di Martin Lutero, che sarebbe limitativo considerare soltanto per le conseguenze sul piano teologico ed ecclesiale, poiché essa fu dirompente per la visione dell’uomo, per tutta la cultura e la civiltà occidentali, influenzando in modo decisivo i “filosofi moderni” che avrebbero portato altra acqua al processo rivoluzionario del XVIII, XIX e XX secolo, essendo molti di loro protestanti: Kant, Fichte, Hegel, Feuerbach, lo stesso Engels prima di cadere nell’ateismo.

Secondo la visione medioevale l’uomo, in quanto creatura, è fatto a immagine e somiglianza di Dio, del Creatore, per cui l’introspezione consente di conoscere o almeno di percepire all’interno dell’uomo l’immagine di Dio. L’universo, in quanto creazione, porta le tracce del Creatore, per cui anche l’osservazione e lo studio della natura consentono di conoscere indirettamente Dio. Esiste poi una relazione fra la creatura e la creazione: l’uomo viene considerato come un universo in piccolo, come microcosmo, rispetto all’universo, il macrocosmo.

I DANNI DELLA RIVOLUZIONE PROTESTANTE

Con la Rivolta protestante tutto questo finisce.

Per Lutero La ragione non è più uno strumento affidabile per comprendere l’ordine divino, per cui l’uomo non può presumere di distinguere il bene dal male e quindi neanche di conoscere la propria natura e il proprio fine. In campo morale l’uomo non possiede certezze, e tanto meno può pretendere di sapere ciò che è gradito a Dio e, quindi, di operare per la propria salvezza. Ma se non si accetta né che l’uomo abbia un fine, né che sia possibile stabilire in modo obiettivo ciò che è buono e ciò che è cattivo, viene a mancare anche ogni possibilità di definire le virtù. L’uomo da solo può operare solamente cose malvagie.

Quando Lutero parla di bontà o malvagità delle azioni si riferisce esplicitamente alla salvezza dell’anima, ma queste tesi hanno ripercussioni anche nella vita civile in quanto negano la possibilità di dedurre le norme etiche da un ordine naturale oggettivo la cui legittimità è fondata sulla legge divina.

Se viene messa in discussione la capacità dell’uomo di dedurre norme di comportamento dalla conoscenza della propria natura e della propria finalità, così come dall’osservazione della natura, ambedue considerate come manifestazione di un ordine divino, vi è la necessità di un potere legislativo che fa le leggi, funzione attribuita prima al sovrano, al Principe, e successivamente ad altri organi.

In opposizione all’ideale medievale nell’era moderna è il sovrano (e poi lo Stato) ad incarnare sempre di più il potere legislativo, e la legittimità delle leggi non viene ricondotta a un diritto di fondo – naturale e divino -, ma alla decisione del legislatore Questa concezione viene enunciata in modo paradigmatico durante la Rivoluzione Francese nell’Atto Costituzionale del 24 giugno 1793: «la legge è l’espressione libera e solenne della volontà generale; è la stessa per tutti, sia che protegga, sia che punisca; non può ordinare che ciò che è giusto e utile alla società; non può impedire che ciò che le è nocivo».

Da questo momento lo Stato avrà il potere di vita e di morte sui suoi sudditi, poiché “potendo ordinare ciò che è giusto e utile alla società” esso in maniera del tutto legale e, dal suo punto di vista legittima, deciderà di ghigliottinare i nobili, mettere al muro o deportare nei gulag i borghesi, trasferire nelle camere a gas gli ebrei o consentire l’aborto, l’infanticidio e comminare la soluzione finale a malati, anziani e persone non più produttive mediante eutanasia.


 
Con l’Illuminismo viene fuori un nuovo concetto di uomo. Un uomo che può iniziare ad essere tutto, ma anche nulla. Discorso questo che sarà ancora più attuato dall’esistenzialismo novecentesco.
Ma perché l’Illuminismo iniziò a dissolvere l’uomo?
Per un motivo molto semplice: perché l’Illuminismo demolisce il concetto di natura, intesa come sostanza data e metafisicamente fondata. Leggiamo cosa scrive Bernard Groethuysen nel suo Filosofia della Rivoluzione francese (Milano 1967, p.1219:
Tutto è in movimento, tutto è perpetuo fluire.
Le forme che gli oggetti assumono in natura non sono mai definitive. Scrive Diderot: “Tutti gli esseri circolano gli uni negli altri, di conseguenza tutte le specie…
Ogni animale è più o meno uomo; ogni minerale è più o meno pianta, ogni pianta è più o meno animale. Non v’è niente di preciso in natura…
Ogni cosa è più o meno una cosa qualunque, più o meno terra, più o meno acqua, più o meno aria, più o meno fuoco, più o meno appartenente all’uno o all’altro regno della natura.”
Non possono darsi in questo mondo, individui definiti una volta per tutte. Che cosa è un essere? La somma di un certo numero di tendenze.
Che cos’è la vita? Una serie di azioni e reazioni. Vivente, io reagisco e agisco in massa, morto, agisco e reagisco in molecole. Non muoio nel vero senso della parola, non muoio più di ogni altra cosa. Nascere, vivere e passare è mutare di forma.
Non conta la forma che si riveste. Ognuna ha il bene o il male che gli è proprio.
Tutto muta, tutto passa, solo il tutto dura, il mondo comincia e finisce incessantemente; in ogni istante è insieme all’inizio e alla fine.

Dove si trova il Sacro Graal?

Risponde Rino Cammilleri che così scrisse su lanuovabq.it nell’anno 2011
Il martire che ha protetto il Graal, Lorenzo, era uno dei diaconi di papa Sisto II al tempo delle persecuzioni.
A Lorenzo era affidata anche la cassa della diocesi di Roma; in particolare, spettava a Lorenzo occuparsi dell’assistenza. Gli Apostoli avevano creato i primi sette diaconi appunto per questo, per sgravare se stessi dall’incombenza di dover provvedere alle vedove, agli orfani e ai bisognosi con i fondi che i primissimi cristiani mettevano in comune. Sisto II subì il martirio, poi toccò a Lorenzo.
A quest’ultimo fu riservato il supplizio della graticola perché rivelasse dove aveva messo le «ricchezze» della Chiesa. Lui indicò i poveri, per cui quelle «ricchezze» erano state spese. Poi gridò al carnefice che poteva anche rigirarlo, visto che da un lato era già «cotto», e rese l’anima a Dio.
Lorenzo era ispanico, per questo il cattolicissimo imperatore Filippo II diede alla sua reggia la forma di un «escorial», una graticola.
Ebbene, nell’anno 258, poiché le cose si stavano mettendo male, Sisto II aveva affidato a Lorenzo alcuni preziosi oggetti da mettere al sicuro. Preziosi per la fede, s’intende.
Lorenzo li aveva portati nel suo paese, a Huesca. Tra questi oggetti c’era anche una coppa di agata pregiata, quella con cui il papa diceva messa.
Perché era speciale, quella coppa?
Perché con essa usava celebrare San Pietro, che l’aveva portata a Roma da Antiochia, e ad Antiochia l’aveva portata da Gerusalemme.
Con quella coppa i suoi ventidue successori celebrarono fino al tempo di Sisto II. Era la coppa che Gesù aveva usato nell’Ultima Cena. In essa il vino era stato trasformato nel suo Sangue. Infatti, la frase con cui nella messa si procedeva alla consacrazione era da considerarsi letterale: «…prese questo glorioso calice…». Ma la coppa che contenne il Sangue di Cristo è il Graal.
Che fine fece il Graal di Huesca?
Attraversò il secoli passando per varie mani, sempre portato al sicuro per sottrarlo prima ai Vandali, ariani, e poi ai musulmani.
Nel 1399 il re d’Aragona, Martín I, lo fece porre nella cattedrale di Saragozza e impreziosire con aggiunte in oro. Nel 1424 il re Alfonso il Magnanimo lo donò alla città di Valencia, che dal 1437 lo custodisce nella sua cattedrale. Con esso i papi Giovanni Paolo II e l’attuale Benedetto XVI (vedi foto), in visita, hanno celebrato la messa.
Nel XX secolo è stato sottoposto a esami da parte di un pool di studiosi, i quali hanno concordemente convenuto che si tratta effettivamente di un oggetto in uso nella Palestina del I secolo.
Perché nel Medioevo il Graal si considerava «perduto» e, dunque, leggendario?
Per il semplice fatto che la Spagna era dominata dagli islamici. E chi sapeva dov’era il Graal si guardava bene dall’aprire bocca.

(la foto riporta Benedetto XVI che celebra a Valencia 8-9 luglio 2006, con il calice “Sacro Graal”)


Se la Chiesa è santa vuol dire che tutti i suoi membri sono santi?

Il fatto che la Chiesa sia santa non vuol dire che tutti i suoi membri lo siano. La Chiesa è formata tanto da santi quanto da peccatori.

Ciò avviene per volontà divina, così come spiega bene Gesù con le parabole della zizzania e della rete che raccoglie ogni genere di pesci. A riguardo si può pensare anche a Giuda Iscariota che comunque, per volontà di Gesù, fece parte della comunità degli apostoli.

Questa coesistenza di santi e peccatori nella Chiesa è una verità di fede che la Chiesa stessa ha voluto ribadire contro le eresie di Hus e dei Giansenisti, le quali affermavano che la Chiesa fosse costituita solo dai santi. Eresie, queste, che non permettevano nemmeno di riconoscere la Chiesa; perché è impossibile sapere chi sia effettivamente santo.

I medievali, pur avendo una grande fede nella Chiesa, erano convinti che molti uomini di chiesa fossero all’inferno. Nel Cerchio dei simoniaci (l’VIII) Dante pone più papi, tra cui Nicola III e annuncia che anche Bonifacio VIII andrà all’inferno. Ovviamente si tratta di convinzioni personali di Dante assai poco condivisibili, ma è interessante il fatto che Dante, da medioevale qual era, riconosce la santità della Chiesa ma anche l’enorme fallibilità degli uomini di Chiesa.

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