Catechist’s mail: Non manca la libertà, ma la verità

Spieghiamo bene che cosa è la libertà.

Ci è stato richiesto “semplicemente” questo: è possibile capire cosa è  questa libertà? ci dite che siamo liberi ma poi ci minacciate con l’inferno per le scelte che facciamo. Può un Dio che ci conosce bene e ci ha dato questa libertà ricattarci poi con l’inferno se non facciamo quello che dice lui? Puoi rispondere senza usare troppo catechismi, bibbie o magistero della chiesa?

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0027-liberta-1_55e57548b4f12Carissima L. mi chiedi di non usare il Catechismo, la Bibbia (ne abbiamo una sola eh!) e il Magistero della Chiesa, però le domande che poni le trai da questi…  cercherò allora di fare un discorso più ampio che parta dalla natura delle cose, ma alla fine un richiamo alla Bibbia, o al Catechismo, o al Magistero dovrò farlo  perché noi non siamo…. autoreferenziali!

Partirei dal concetto di LIBERTA’ perché è assai chiaro quanto questo termine sia stato snaturato nel suo significato finendo per stravolgere tutto quanto gli ruota attorno.

Prendiamo l’esempio dei genitori con il figlio piccolo alle prese con una gita fuori porta, come si diceva una volta, e dunque una bella giornata da trascorrere in piena “libertà”.

Libertà dal lavoro, dalla solita routine settimanale, dalla solita giornata casalinga, quel “staccare la presa” per rilassarsi e fare qualcosa che piace, che è bello e che è buono, salutare. Bene, libertà anche per i genitori che pure, però, saranno “costretti” a vigilare sul figlio piccolo, che magari cammina appena ma vuole correre. Libertà anche per il piccolo stesso che finalmente può spaziare e correre, libero sì ma inconsapevole dei molti pericoli ai quali può andare incontro.

Il quadro nel suo complesso è completo, c’è tutto e c’è la libertà di tre persone che però rientra all’interno di un suo contesto specifico, ossia, una libertà che sarà tale solo se i genitori del piccolo sapranno – rispettando la sua – evitargli di incorrere nei pericoli che lo circondano.

Così quella giornata di “libertà” diventerà una grande occasione per la famigliola riunita, occasione di imparare dal bambino le attenzioni e le cure che come genitori hanno il DOVERE di applicare per lui; insegnare al bambino che ci sono delle regole da rispettare anche nella libertà che ha di muoversi…. per evitare che “allontanandosi da loro” possa farsi del male, per esempio,  e loro stessi impareranno l’uno con l’altro che quel giorno di libertà ha delle regole che sono dei doveri da svolgere affinchè ognuno – rispettandoli – comprenda che stando al proprio posto e svolgendo ognuno il proprio compito e ruolo, la giornata trascorrerà felicemente lasciando anche un bel ricordo. Nel momento in cui si riesce a superare questo, tutta la settimana procederà speditamente.

Certo! non illudiamoci e non creiamo la famiglia da “mulino bianco”, ogni giorno la famiglia, come per i singoli individui, ha le sue battaglie e le sue lotte da superare, i pericoli sono sempre in agguato, le disgrazie e quant’altro, ma senza dubbio che l’impostazione della routine manageriale di una famiglia dipende dal marito e dalla moglie se insieme sapranno GESTIRE la propria libertà in funzione DEI DOVERI prima di tutto, lasciando che i diritti maturino di giorno in giorno.

0027-liberta-2_55e575ff2b0a4La libertà è UN ESERCIZIO da compiersi, non uno slogan ideologico e pubblicitario come è stato generato e concepito in questo nostro tempo, svuotando la libertà stessa del suo RUOLO E COMPITO.

Questa è la vera libertà: esercitarsi a compiere e per esercitare dei DOVERI attraverso i quali cresce la famiglia e con essa cresce e si sviluppa la società. Uno dei problemi gravi del nostro tempo è proprio questo concetto errato di libertà svuotato del suo compito. Basta che pochi, nella società, usano la libertà in modo egoistico per mandare in frantumi le piccole comunità che ruotano attorno a loro. Tutte le guerre che abbiamo avuto fino ad oggi da che è nato il mondo, nascono quando è minacciata la libertà di qualcuno o di un popolo, quando qualcuno ha preteso qualcosa dall’altro, o quando qualcuno ha tradito la fiducia dell’altro. La libertà privata del suo compito e ruolo diventa ANARCHIA e genera il caos. Per questo viviamo una gravissima crisi familiare, culturale e sociale.

Ci piace tanto fissare, ammirare e contemplare il Cosmo, le stelle, i pianeti, il sole, le fasi lunari, non accorgendoci però che tutto questo si svolge all’interno di “compiti e ruoli” ben precisi, tutto è ORDINATO A DELLE REGOLE che la scienza studia attraverso metodi scientifici e matematici. Pensiamo per un momento a che cosa è la forza di gravità che non vediamo eppure c’è e ci accorgeremo della sua importanza, forse, se quando per un momento dovesse smettere di compiere il suo dovere…. Così è per il mondo animale, lo chiamiamo “istinto” quel senso che spinge gli animali a svolgere il proprio compito in natura: mandare avanti la propria specie. L’istinto animale stesso non è anarchia, ma finalizzato a dei compiti precisi e stagionali che l’animale, osservandoli e compiendoli, porta avanti nel suo ruolo. Così è per il mondo vegetale che si esprime attraverso dei compiti specifici: fiori che si lasciano impollinare, semi che trasportati dal vento o dagli animali, vagano per poi riprodursi, rigenerarsi altrove, e così via. Così è persino per i vulcani che svolgono la loro attività in modo scientificamente ordinato, in funzione alla terra, così i mari  i cui flussi e maree rispondono a dei cicli generati dalle fasi lunari, ecc… C’è nella Natura stessa tutta una serie di compiti che non sono casuali, non avvengono in modo disordinato, ma ordinato nel rispetto dei propri ruoli. Certo in natura questo avviene “istintivamente” ma non certo casualmente.

Solo nell’uomo c’è questo concetto di LIBERTA’ perchè l’uomo è l’unico essere dotato di INTELLETTO E VOLONTA’ che supera l’istinto (di cui è dotato anch’egli in termini di natura) e lo porta ad agire in funzione della RAGIONE, ma anche questa libertà, questo intelletto e questa volontà non sono affatto una casualità nell’uomo, non è casuale. Esiste un ORDINE nella Natura come esiste un ordine nell’uomo che di questa natura fa parte. Non a caso diciamo che quando l’uomo agisce “d’istinto, senza ragionare” si comporta come… un animale!

Nell’uomo “malato”, per esempio con problemi psichici, gli riconosciamo subito un handicap e riconosciamo che “non è in grado” di autogestirsi, non è in grado – quante volte lo diciamo – di gestire la propria libertà (incapace di intendere e di volere, si dice) perchè non è più in grado di RAGIONARE e di conseguenza la medicina, l’ente sociale, lo affida a dei tutori…. l’uso della libertà, in tal caso, gli è stata inibita dal suo status mentale incapace di ragionare e dunque di fare delle scelte autonome PER IL SUO BENE, e temendo anche che possa farsi del male (suicidio) o che possa avere reazioni spropositate( una strage) interviene lo Stato per lui…

0027-liberta-3_55e5768134807Fin qui la libertà  nel contesto naturale delle cose (da non confondersi con il libero arbitrio il quale, con la libertà, esercita un atto, una scelta) che, come potrai notare, è ragionevolmente ragionevole (perdona il giro di parole) senza la religione anche perchè, attenzione, la libertà non è monopolio di qualcuno (su questa terra) o di una fede avanzata o generata dall’uomo, ma è ESERCIZIO DELLA RAGIONE la quale non ha origine nell’uomo materiale, indipendentemente dalla fede che si professa.

E attenzione, non è monopolio neppure di uno Stato o di una fazione politica o ideologica o persino di una democrazia, tanto è vero che quando uno Stato, un partito, una filosofia a senso unico, fa uso della libertà altrui ripiegandola in una scelta subordinata ad una ideologia,  si dice che siamo in una DITTATURA.

Fin qui come vedi mi sono tenuta lontano dal citare Catechismo, Bibbia e Magistero e tuttavia non è necessario citarli perchè le tue domande nel metterli in mezzo, mi hanno dato modo di usarli senza necessariamente citarli…. perchè quanto ti ho dimostrato della libertà naturale che risponde ad un ORDINE ed è finalizzata all’esercizio della ragione dell’uomo (libero arbitrio), tutto ciò proviene dalla Bibbia e dall’insegnamento della Chiesa avente, come testimone autorevole, molti rotocalchi scientifici che non sono mai riusciti a smentirlo, e questo perchè tutto è parte integrante della struttura dell’uomo e tutto subordinato al suo benessere sia personale quanto sociale, e del resto nessuno fino ad oggi ha saputo INSEGNARE e testimoniare la verità sulla libertà dell’uomo come ha fatto la Bibbia integralmente.

Cosa c’entra, ora, Dio con la nostra libertà? o con noi?

Intanto c’entra il fatto che nel momento in cui noi crediamo in Dio sappiamo che Egli è il datore, il donatore di questa libertà, ed anche se avessimo a che fare con il rispondere ad un ateo o ad uno agnostico, non è che Dio “scompare”, è l’altro a non credere in Dio, ma il suo rigetto non è una prova che Dio non esiste!

C’è anche da definire come viene esercitata certa superba presunzione quando, impugnando la libertà come arma contro Dio, di fatto la si usa per negarne l’esistenza. Ma basta davvero l’uso della libertà per mettere Dio fuori gioco e dare la prova che non esiste?

Qui entra in gioco il “libero arbitrio” che come accennato sopra non è la libertà, ma l’esercizio di una scelta – un arbitrio – fatta nella piena libertà. Facciamo un esempio attraverso il quale si comprende perchè la Chiesa stessa difende la “libertà di religione” o dell’uomo in generale. Se ci trovassimo all’interno di uno stato o nazione in cui vige una dittatura (vedi Stalin o Hitler) è chiaro che il cittadino avrà molta difficoltà ad esercitare liberamente una propria scelta arbitraria e di coscienza, magari verso anche l’espressione della religiosità delle sue radici o identità storica. Inutile dilungarci ora sugli effetti delle dittature sulle libertà individuali come anche comunitarie…. la storia insegna! Mettiamo anche da parte quella “Libertè” della Rivoluzione Francese, ne abbiamo già parlato – vedi qui -. Tuttavia – oggi che le dittature in apparenza non ci sono e vantiamo di vivere nelle democrazie – ci stiamo rendendo conto che non siamo affatto “liberi” e che anzi, si stanno imponendo drasticamente delle scelte omicide e si sta imponendo una visione distorta dell’uomo.

Se potendolo fare, provassimo a chiedere ad un feto abortito: “scusami, posso chiederti se sei contento che ti hanno ucciso in nome della libertà?”, come ci risponderebbe? Pur senza attribuirgli una nostra risposta convenzionale, è chiaro ad ogni ragione che si rispetti che questo feto risponderebbe di non essere affatto contento di essere stato ucciso prima di nascere, se non altro per il fatto che chi rivendicava il diritto di ucciderlo in nome della libertà, di fatto uccideva – ed ha ucciso – la sua libertà prima di nascere e di poter scegliere….

“Se l’uomo non avesse il libero arbitrio, i precetti e le proibizioni non avrebbero ragione di essere” (1), non avrebbe senso la giustizia, non avrebbe senso neppure la società con la quale l’uomo si circonda prosperando, costruendo, inventando. Ecco che man mano ci avviciniamo a Colui che ci ha fatto dono e della vita e della libertà. Infatti già da ciò ne possiamo trarre che l’uomo non è “istintivo per natura”, non è un vegetale, non è una pietra che cade giù per terra e non se ne rende conto. L’uomo, spiega sempre il grande Aquinate, agisce giudicando, sempre, anche quando sbaglia emette comunque delle sentenze e dei giudizi. L’esercizio del libero arbitrio – in uso solo nelle facoltà intellettive dell’uomo – si applica solo quando l’uomo è libero di poterlo esercitare, diversamente si chiama costrizione, imposizione, dittatura e questo perchè – tale libero arbitrio – può essere GIUSTO solo quando è libero di poter fare DISCERNIMENTO prima di scegliere, ragionare, esaminare ciò che E’ BENE E CIO’ CHE è MALE, ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.

0027-liberta-4_55e57748c2942Ora, chi può decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato? Chi può decidere ciò che è bene da ciò che è male?

Chi ha definito nella società ciò che è bene distinguendolo da ciò che è male?

Le domande sono tante ed anche le risposte, cercherò di avviarmi alla conclusione sintetizzando all’essenziale.

La scelta che l’uomo ha fatto – nel tempo, dalla formazione delle comunità primitive alle grandi società del nostro tempo – tra ciò che è bene e male, giusto e sbagliato, dando origine a quelle che chiamiamo “leggi”, nasce da una concezione interiore che l’uomo ha dentro di sè per natura e che lo spinge verso il bene se con l’uso dell’intelletto e della ragione rimane fedele a quelli che chiamiamo “valori naturali-legge naturale”, mentre lo spinge verso il male quando le sue decisioni non rispondono con l’intelletto e la ragione retta, ma sono mosse dall’egoismo, dalla superbia, dalla presunzione, dalle ideologie come diciamo oggi, dal relativismo.

“Il male assoluto, totale, principio del male, non esiste” (2), come nasce dunque a tal punto da averci coinvolto a farci male tra di noi o ad averci spinto, per esempio, a fare una legge che uccida i concepiti? San Tommaso la spiega con una bellissima espressione: il male in quanto tale non esiste di per se, e tuttavia esistendo solo il sommo Bene(=Dio), la causa del male è il Bene ma non in quanto proviene dal Bene quanto IN ASSENZA DEL BENE!

In  poche parole se io – persona umana – non esercito ciò che è BENE, non ho altra scelta che finire in ciò che è MALE, non si scappa, non abbiamo altra scelta. Se Dio non esistesse noi – a prescindere che non esisteremo – saremo comunque in balia del male assoluto. Il mondo che si sta sviluppando oggi senza Dio, si sta avviando alla sua rovina; una Nazione che per legge uccide i propri concepiti, sta uccidendo il suo futuro.

Da qui si sviluppa poi il concetto di “peccato” che,  fatto curioso, pur essendo ignota l’etimologia è un termine che ha sempre caratterizzato il concetto di “trasgressione” ma anche fallire, mancare di qualcosa, mancare di bene.

Ecco allora che l’esercizio della libertà con l’atto del libero arbitrio potrà essere applicato o nel Bene o nel Male. Non esiste una via di mezzo, non c’è altra via.

Lo esprime assai bene Wilhelm Nietzsche il quale non nega Dio in quanto “non esiste” ma con il suo libero arbitrio riconosce Dio e lo rifiuta uccidendolo “Dio è morto” e di conseguenza l’uomo diventa dio di se stesso “il superuomo”… Il cristiano, egli afferma, ha solo una morale da schiavo che lo esclude dall’ esistenza veramente grande e degna… Insomma per lui il cristiano è un idiota perchè è capace pure di morire martire per sostenere Dio anzichè diventarlo lui stesso senza per questo farsi ammazzare.

Nietzsche è la dimostrazione più ragionevole che abbiamo per dimostrare all’atto pratico la scelta fra il Bene e il Male, l’uso pur ragionevole del libero arbitrio, ma dalle drammatiche conseguenze ridotte ad una battuta efficace: ” Nietzsche dice “Dio è morto” – ora è Dio che gli risponde: “ Nietzsche è morto”, e sappiamo anche come, perdendo completamente la ragione.

Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri… (Galati 5,13)

C’è una espressione di Nostro Signore Gesù Cristo che chiarisce ogni equivoco ed ogni dubbio: «Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,32), la vera libertà dipende perciò dalla vera conoscenza delle cose. Gesù ha pertanto accresciuto la nostra libertà liberandola da ogni schiavitù, schiavitù fisiche, schiavitù mentali. Chi dice il contrario lo dice da schiavo dell’ignoranza – da ignorare – ciò che è realmente il Cristo, cosa ha detto e cosa ha fatto. Non è libertà fare “ciò che mi pare e piace”, ma vera libertà è la conoscenza della VERITA’ perchè solo venendo a conoscenza della verità io posso fare uso con il mio libero arbitrio, della libertà.

Infatti  così spiega poi l’Apostolo Pietro: Promettono loro libertà, ma essi stessi sono schiavi della corruzione. Perché uno è schiavo di ciò che l’ha vinto – 2Pietro 2,19, e ancora dice: Comportatevi come uomini liberi, non servendovi della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servitori di Dio – 1Pietro 2,16

0027-liberta-5_55e5785c81e61Vediamo da qui come non è affatto Dio a ricattarci con l’Inferno.

Dio è Amore, è il Bene supremo, e in quanto Creatore come potrebbe “ricattarci”? Non sarebbe Amore e non avrebbe mandato Suo Figlio – Gesù Cristo – a fare quella morte orrenda sulla Croce per salvarci.

Dio non ci ricatta, ma ci salva. Ci salva DA CHE COSA? Questa è la domanda che dobbiamo farci!

L’Inferno non era nel “progetto di Dio” il quale aveva posto l’uomo al centro di un Paradiso seppur terrestre; Satana stesso era fra gli Angeli il più intelligente e dotato, come gli altri Angeli, di volontà e capace di scegliere. Dio non aveva creato il Male perchè essendo Egli il sommo Bene non poteva avere in se alcun che di sbagliato. Nel momento in cui l’Angelo compie la sua scelta di allontanarsi dal Sommo Bene, ha avuto origine ciò che gli è contrario, il Male di cui Satana ne è diventato non semplicemente il “simbolo” ma proprio il signore. Dio ha creato per loro e per chiunque fra gli uomini sceglie il Male, l’Inferno. Di conseguenza non è Dio che ricatta gli uomini con lo spauracchio dell’Inferno, ma è l’uomo che rifiutando Dio e scegliendo il Male, ci finisce per sua libera scelta.

La vita stessa di Gesù Cristo – Dio Incarnato per noi – dimostra chiarissimamente che è venuto PER SALVARCI DALL’INFERNO, e non è venuto per dircelo solo a parole, ma pagando il riscatto (con la Sua morte di Croce e risorgendo vincendo la morte) di quel peccato originale che avendoci coinvolti indirettamente, non ci lasciava certo la possibilità di salvarci da noi stessi.

La storia dell’uomo è storia all’interno di un mondo, di un universo, che inizia nel momento del concepimento e non avrà più fine. Il tempo dentro il quale viviamo e che essendo “tempo” cesserà, ci è dato affinchè noi potessimo compiere questa scelta liberamente. La Voce (il Verbo) di Dio non bastava più e perciò “si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” dentro un “tempo” stabilito per liberarci dal peccato e da tutte le menzogne che le varie credenze pagane e culture con divinità astratte e spiritualiste propagavano fra gli uomini. Non mi dilungo ora sulle varie dottrine, ma sia chiaro che non è Dio a ricattarci e che l’Inferno non è uno spauracchio per castrare il nostro libero arbitrio o la nostra volontà, suggerisco la lettura di questo breve ma intenso libro di Padre Giovanni Cavalcoli O.P. (3)

San Gregorio Magno diceva: Non si riporta la palma della vittoria senza il travaglio del combattimento. Gli faceva eco anni dopo Santa Caterina da Siena: Non c’è vittoria senza battaglia…. insomma, non nasciamo per fare una villeggiatura, non è questa la nostra eternità, Gesù stesso non è venuto al mondo per fare una vacanza e sappiamo bene come è morto, ma è anche Risorto è questo l’aspetto vincente della nostra stessa ragione e dell’esercizio della libertà a vantaggio del Bene che sarà anche il nostro vero bene in eterno.

Pensare di fare uso della libertà senza Dio, negandolo, o lontani da Lui, non è dare la prova che Dio non esiste, al contrario è utopia, è illusione, si pensa di essere liberi senza Dio ed invece si diventa schiavi di se stessi e delle proprie opinioni, o delle ideologie nelle quali si trasferisce quella ” fede” che a Dio si deve, in sostanza avviene che a “DIO” si sceglie “IO”, è una scelta senza dubbio libera ma della quale si pagano poi le conseguenze.

E dice sempre San Gregorio Magno: ci sono due specie di compunzione perchè l’anima nostra ha sete di Dio e di conseguenza la Sua pedagogia che ben conosce il nostro intimo ci infonde il dono delle lacrime e poi della gioia. La prima compunzione è dunque il sacro “timor di Dio”, dono dello Spirito Santo che non significa terrore di Lui ma temere a buona ragione l’Inferno, la morte eterna dell’anima, lontana da Dio per l’eternità e quindi ecco le nostre lacrime miste a dolore ma anche a timore di questo luogo tenebroso senza il Bene. Poi, quando l’anima si è convertita subentra l’Amore sincero verso Dio e allora non si teme tanto il rigore dell’Inferno quanto maggiormente si accende il cuore d’amore per Lui. La consapevolezza di essere stati perdonati e di essere amati, produce nell’anima la passione e l’ardente desiderio di Lui e si soffre di rimanere ancora lontani da Lui.

Sia lodato Gesù Cristo +

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1) San Tommaso d’Aquino Comp.Summ. Theolog. Q.83)

2) San Tommaso d’Aquino Comp.Summ. Theolog. Q.49)

3) L’inferno esiste, la verità negata di padre Giovanni Cavalcoli O.P. vedi qui