FATIMA: perché è così importante? E che cosa ancora non sappiamo?

RACCOLTA importante per approfondire, catecheticamente e cattolicamente, gli eventi di Fatima…

Padre Gruner spiega chi sono i veri nemici di Fatima…

13 ottobre 1917, la Vergine Maria Regina del Santo Rosario, chiudeva le Apparizioni a Fatima e noi vogliamo ricordare il tutto con questo intervento di Padre Nicholas Gruner, che ovviamente condividiamo totalmente, ascoltatelo attentamente….

Dal canto nostro vogliamo ricordare anche una serie di interventi che abbiamo fatto sempre su Fatima e il vero Messaggio:
qui indice raccolta di testi importanti

  • Fatima: Sr. Lucia e Caffarra parlano dell’apostasia nella Chiesa,

https://www.youtube.com/watch?v=nX2bNavIyLg
– Difendiamo la vera dottrina mariana, attenti al minimalismo:

https://www.youtube.com/watch?v=gikVzqX28yY
– Fatima: Sr. Lucia spiega il CASTIGO nel Terzo Segreto,

– Vergine della Rivelazione: Bruno Cornacchiola descrive i CASTIGHI DI DIO che verranno:

https://www.youtube.com/watch?v=1jBKVJbCqFk
– Pio XII e Fatima, le Profezie e il Rosario:

https://www.youtube.com/watch?v=3GrJHLF0fdE&t=1166s
– e ancora, Pio XII ci aveva avvisati sul terzo segreto di Fatima??

– TRE VIDEO nei quali Padre Serafino Maria Lanzetta spiega la vera Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, chiesta a Fatima:

  • video uno:

  • video due:

  • e video tre:

– infine, quando Benedetto XVI CONSACRO’ TUTTI I SACERDOTI al Cuore Immacolato di Maria e al Cuore divino di Gesù nell’Anno Sacerdotale 2009-2010

 

Far tacere i Messaggeri
Padre Fuentes (1959 – 1965)

Intervista con Suor Lucia
Il 26 dicembre 1957, Padre Agustin Fuentes, che si stava preparando a diventare il postulatore delle cause per la beatificazione di Francesco e Giacinta Marto, si incontrò con Suor Lucia al suo convento di Coimbra, in Portogallo. Qui, egli fu in grado di conversare a lungo con la veggente di Fatima. Al suo ritorno in Messico, egli organizzò una conferenza stampa riguardo al suo incontro, nel quale riferì le parole di Suor Lucia. Padre Alonso, l’archivista ufficiale di Fatima per più di 16 anni, affermò che il racconto di questa conferenza fu pubblicato “con ogni garanzia di autenticità e con la dovuta approvazione episcopale, inclusa quella del Vescovo di Fatima.”

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Padre Fuentes affermò che il messaggio proveniva “dalle labbra stesse della veggente principale”.
Fonti: Questo argomento è stato trattato lungamente da Frère Michel de la Sainte Trinité, nel Terzo Volume della sua serie The Whole Truth About Fatima (Tutta la Verità su Fatima). Il testo seguente è la traduzione, comparsa in Inglese sul The Fatima Crusader, dei testi in Spagnolo ed in Inglese pubblicati nel libro di Frère Michel The Third Secret (Il Terzo Segreto) (Vol. III, pagg. 336-338).
I sottotitoli sono stati aggiunti per comodità.

Il resoconto di Padre Fuentes
Vorrei parlarvi dell’ultima conversazione che ho avuto con Suor Lucia il 26 dicembre (dello scorso anno). La incontrai nel suo convento. Ella appariva molto triste, molto pallida ed emaciata. Mi ha detto,” “Nessuno ha prestato attenzione”..
“Padre, la Santissima Vergine è molto triste perché nessuno ha prestato attenzione al Suo Messaggio, né i buoni né i malvagi. I buoni continuano sulla loro strada ma senza dare alcuna importanza al Suo Messaggio. I cattivi, sui quali non è ancora caduta la punizione divina, continuano anche essi la loro vita peccaminosa, senza curarsi del Messaggio. Ma mi creda, Padre, Dio punirà il mondo e lo farà in modo terribile. La punizione del Cielo è imminente.”

Il Segreto non ancora rivelato

“Padre, quanti giorni mancano all’arrivo del 1960? Sarà un anno molto triste per tutti, nessuno potrà provare alcuna gioia se il mondo non prega e non fa penitenza. Non posso fornire altri dettagli, perché è ancora un segreto. Secondo il volere della Santissima Vergine, solo al Papa e al Vescovo di Fatima è permesso conoscere il segreto, ma hanno preferito non conoscerlo per non esserne influenzati. Questa è la Terza parte del messaggio della Nostra Signora, che rimarrà segreta fino al 1960.”

La Russia, il flagello di Dio

“Dica loro, Padre, che molte volte la Santissima Vergine ha detto, ai miei cugini Francesco e Giacinta e a me, che molte nazioni scompariranno dalla faccia della terra. Ella ha detto che la Russia sarà lo strumento scelto dal Cielo per punire il mondo intero, se prima non otterremo la conversione di quella povera nazione.”

“La battaglia decisiva” tra Maria e Satana: la caduta delle anime consacrate e dei sacerdoti

Suor Lucia mi disse: “Padre, il diavolo è in procinto di ingaggiare una battaglia decisiva contro la Beata Vergine. E il diavolo sa cos’è che più di tutto offende Dio e che gli procurerà in breve tempo il maggior numero di anime. Così il diavolo fa di tutto per avere la meglio sulle anime consacrate a Dio, perché sa che in questo modo, le anime dei fedeli, lasciate senza guida, cadranno più facilmente nelle sue mani.”
“Ciò che offende soprattutto il Cuore Immacolato di Maria e il Cuore di Gesù è la caduta delle anime dei religiosi e dei sacerdoti. Il diavolo sa che per ogni religioso o sacerdote che rinnega la sua santa vocazione, molte anime sono trascinate all’inferno… Per questo il diavolo brama di impossessarsi delle anime consacrate. Cerca in ogni modo di corromperle, per addormentare le anime dei fedeli e condurle alla peggiore impenitenza. Si serve di ogni tipo di trucchi, giungendo a suggerire una dilazione dell’ingresso nella vita religiosa. Da questo derivano la sterilità della vita interiore e, tra i laici, la freddezza (mancanza di entusiasmo) nei riguardi della prospettiva di rinunciare ai piaceri terreni per dedicarsi totalmente a Dio.”

Ciò che ha santificato Giacinta e Francesco

“Dica loro anche, Padre, che i miei cugini Francesco e Giacinta si sacrificarono perché, in tutte le apparizioni, la Santissima Vergine aveva un aspetto molto triste. Ella non ci ha mai sorriso. Questa tristezza, questa angoscia che percepimmo in Lei penetrò nelle nostre anime. Essa era causata dalle offese a Dio e dalle punizioni che minacciano i colpevoli. E così noi bambini non sapevamo casa fare, se non trovare diversi modi di pregare e di fare sacrifici.”

L’altra cosa che ha santificato i miei cugini fu la visione dell’Inferno.

La missione di Suor Lucia
“È per questo, Padre, che la mia missione non è quella di indicare al mondo il castigo materiale che certamente lo attende, se non si converte per tempo alla preghiera e alla penitenza. No! la mia missione è di ricordare a ciascuno di noi il pericolo di perdere le nostre anime immortali, se ci ostineremo nel peccato.”

L’urgenza della conversione

Suor Lucia mi disse inoltre: “Padre, non dovremmo attendere un appello del Santo Padre da Roma, che chiami il mondo a fare penitenza. Né dovremmo attendere un appello del genere dal nostro vescovo nella nostra diocesi, o dalle congregazioni religiose. No! Nostro Signore si è già servito molto spesso di questi mezzi e il mondo non se ne è curato affatto. È per questo che ora è necessario che ciascuno di noi inizi a riformare se stesso spiritualmente. Ognuno di noi ha il dovere di salvare non solo se stesso, ma anche di aiutare tutte le anime che Dio pone sul nostro cammino.
“Il diavolo fa tutto quanto è in suo potere per distrarci e per allontanarci dalla preghiera; ci salveremo insieme o saremo dannati insieme.”

Gli ultimi tempi
“Padre, la Santissima Vergine non mi ha detto esplicitamente che siamo giunti agli ultimi tempi, ma ci sono tre ragioni che mi spingono a crederlo.”

La battaglia finale
“La prima ragione è che Ella mi ha detto che il diavolo è in procinto di ingaggiare una battaglia decisiva contro la Vergine. E questa battaglia decisiva è lo scontro finale, da cui una parte uscirà vittoriosa e l’altra sconfitta. Dobbiamo scegliere sin da ora da che parte stare, se con Dio o con il diavolo. Non c’è altra possibilità.”

Gli ultimi rimedi
“La seconda ragione è che Ella ha detto a me ed ai miei cugini, che il Signore aveva deciso di dare al mondo gli ultimi due rimedi contro il male, che sono il Santo Rosario e la Devozione al Cuore Immacolato di Maria. Questi sono gli ultimi due rimedi possibili, il che significa che non ce ne saranno altri.”

Il peccato contro lo Spirito Santo
“La terza ragione è che, nei piani della Divina Provvidenza, quando Dio è costretto a punire il mondo, prima di farlo cerca di correggerlo con tutti gli altri rimedi possibili. Ora, quando vede che il mondo non presta alcuna attenzione ai Suoi messaggi allora, come diciamo nel nostro linguaggio imperfetto, Egli ci offre ‘con un certo timore’ l’ultima possibilità di salvezza, l’intervento della Sua Santissima Madre. Lo fa ‘con un certo timore’ perché, se anche quest’ultima risorsa non avrà successo, non potremo più sperare in nessun tipo di perdono dal Cielo, perché ci saremo macchiati di quello che il Vangelo definisce un peccato contro lo Spirito Santo. Questo peccato consiste nell’aperto rifiuto, pienamente consapevole e volontario, della possibilità di salvezza che ci viene offerta. Non dimentichiamo che Gesù Cristo è un Figlio molto buono e non ci permetterà di offendere e disprezzare la Sua Santissima Madre. La secolare storia della Chiesa conserva le testimonianze dei terribili castighi inflitti a quanti osarono attaccare l’onore della Sua Santissima Madre, dimostrando quanto il Nostro Signore Gesù Cristo abbia sempre difeso l’Onore di Sua Madre.”

Preghiera, sacrificio e il Santo Rosario
Suor Lucia mi disse: “I due strumenti che ci sono stati dati per salvare il mondo sono la preghiera e il sacrificio.”
Riguardo al Santo Rosario, Suor Lucia disse: “Vede, Padre, la Santissima Vergine ha voluto dare, in questi ultimi tempi in cui viviamo, una nuova efficacia alla recita del Santo Rosario. Ella ha talmente rinforzato la sua efficacia, che non esiste problema, per quanto difficile, di natura materiale o specialmente spirituale, nella vita privata di ognuno di noi o in quella delle nostre famiglie, delle famiglie di tutto il mondo, delle comunità religiose o addirittura nella vita dei popoli e delle nazioni, che non possa essere risolto dalla preghiera del Santo Rosario. Non c’è problema, vi dico, per quanto difficile, che non possa essere risolto dalla recita del Santo Rosario. Con il Santo Rosario, ci salveremo, ci santificheremo, consoleremo Nostro Signore e otterremo la salvezza di molte anime.”

La devozione al Cuore Immacolato di Maria

“Infine, la devozione al Cuore Immacolato di Maria, Nostra Madre Santissima, consiste nel considerarLa quale sede della clemenza, della bontà e del perdono e come la via sicura attraverso la quale entreremo in Paradiso.”

La reazione Ecclesiastica a quest’intervista
L’intervista a Suor Lucia, pubblicata da Padre Fuentes, determinò più di un anno dopo, una forte reazione da parte della curia episcopale di Coimbra, diocesi in cui era situato il convento di Lucia. Essa pubblicò un comunicato anonimo che accusava Padre Fuentes di aver inventato quelle dichiarazioni di Suor Lucia, affermando che Suor Lucia aveva accusato quella testimonianza pubblicata di essere falsa. La curia dichiarò che Padre Fuentes aveva inventato completamente le affermazioni riportate in quest’articolo. Fino ad oggi, nessuno si è preso la responsabilità di aver scritto tale comunicato. In quanto anonimo, un documento di quel genere, per la legge, non ha alcun valore, ed è nullo.
In Messico, l’Arcivescovo Manuel Pio Lopez ed il Cardinale Josè Garibi Y Rivera difesero Padre Fuentes, ma inutilmente. Venne infatti rimosso dall’incarico di postulatore per la beatificazione di Giacinta e Francesco, e successivamente rimpiazzato da Padre Luis Kondor.

Commento
Cosa determinò una tale reazione? Qualcuno ha mentito riguardo all’intervista tra Padre Fuentes e Suor Lucia. Sia Padre Kondor che Padre Alonso ritennero che Padre Fuentes non aveva falsificato i resoconti della sua intervista a Suor Lucia. Dopo essere stato nominato archivista ufficiale di Fatima, nel 1966, sulle prime Padre Alonso aveva adottato l’opinione che Padre Fuentes avesse inventato le affermazioni da lui attribuite a Suor Lucia. Tuttavia, dopo dieci anni di studi e ricerche negli archivi di Fatima e di incontri con Suor Lucia, Padre Alonso cambiò opinione ed anzi cercò di riabilitare Padre Fuentes. Egli affermò che i testi della conferenza di Fuentes “non dicevano niente che fosse stato detto già da Suor Lucia nei suoi numerosi scritti, già pubblicati”. Egli dichiarò inoltre che “il testo genuino… non contiene, secondo la mia opinione, niente che possa aver portato al comunicato diffamatorio rilasciato da Coimbra.” Pertanto, possiamo concludere con certezza che la risposta della Curia all’intervista pubblicata da Padre Fuentes è un’indicazione che il messaggio di Suor Lucia è un qualcosa che si vuole far tacere.


Non credevo a quelle apparizioni!

Il 20 febbraio 1953 fu inaugurata nell’ospedale “D. Estefania” di Lisbona una lapide per ricordare che là era morta Giacinta, la veggente di Fatima. In quell’occasione il canonico Nunes Ferreira fece pubblicamente, a proposito delle apparizioni di Fatima, questa confessione.

«Si avvicinava il 13 ottobre 1917 e si diceva che fosse l’ultima apparizione della Madonna. Dal momento che io non approvavo i pellegrinaggi a Cova da Iria, perché non credevo a quelle apparizioni, decisi di passare quei giorni lontano da Fatima recandomi a Lisbona a trovare degli amici. Arrivato alla stazione di Lisbona mi sono incontrato casualmente con l’Arcivescovo di Evora, Manuel da Conceicao Santos. Subito mi chiese se non andavo il giorno 13 a Fatima, perché lui era partito dalla sua Diocesi proprio con l’intenzione di essere presente all’apparizione. “No. Vado lontano da Torres Novas per non trovarmi nemmeno vicino a Fatima”, risposi. E sono riuscito a convincere l’Arcivescovo a ritornare a casa sua, anche se si trovava a metà strada. Secondo me non c’era nulla di vero nelle apparizioni di Fatima. Mi sono poi diretto verso la casa dei miei amici. Anche lì furono tutti sorpresi per la mia visita: “Lei canonico viene a Lisbona quando tutti noi partiamo per andare a Fatima, anzi pensavamo di passare la notte a casa sua”. Era il 12 ottobre e contro la mia volontà dovetti cedere alle insistenze dei miei amici e fui quasi costretto ad accompagnarli a Torres Novas in macchina, alla condizione però che non li avrei portati a Fatima il giorno seguente, perché io ero dell’opinione che, fino a che la Chiesa non si fosse pronunciata, non credevo opportuno che andassero là. Partimmo il mattino presto del giorno 13.

Siccome i miei amici insistevano che indicassi loro la strada per Fatima, con mia grande contrarietà mi sedetti al loro fianco con la ferma decisione, una volta giunti, di non scendere nemmeno dalla macchina. Ci siamo imbattuti in numerosissime persone lungo la strada; pur camminando nel fango erano tutti felici… Tra di loro vi era gente semplice e gente qualificata, senza alcuna distinzione. Di questo sono rimasto molto impressionato. Ammesso che non succeda niente a Fatima – pensavo – è sempre grande cosa la fede e la capacità di sacrificio di questa gente. Siamo arrivati a Cova da Iria e naturalmente non scesi dalla macchina, come fecero invece i miei amici. Al contrario mi sono ben accomodato sui sedili. I cosiddetti veggenti stavano là in mezzo alla moltitudine.

Ad un certo punto scesi dalla macchina. Vicino a me stava un signore di Porto che conoscevo. Anche lui come me non credeva: “Sono venuto per la mia famiglia – mi disse –, perché io non credo a nulla”. “Nemmeno io – gli ho risposto –. Sono venuto unicamente per indicare la strada a dei miei amici”. Dopo mi rifugiai in macchina, perché nessuno mi vedesse. Ad un certo momento vedo che tutti guardano in una certa direzione. Ho domandato cosa succedesse. “La nuvoletta della Madonna! Tra poco Lei arriverà”. “La nuvoletta della Madonna?”, mi arrabbiai e scesi dalla macchina… Ad un certo punto ho visto un fascio di luce tra il cielo e i bambini. Naturalmente io ero lontano, ma mi ricordo bene di aver visto, dentro questa nuvola particolare, una signora avvolta in un fascio di luce. Aveva un Rosario bianco tra le mani e i suoi occhi risplendevano come scintille in quella luce. Non potrò mai, mai dimenticare questa scena. Sentii che veramente la Madonna stava lì e sono caduto in ginocchio come gli altri».

Il canonico raccontava tutto questo piangendo: «Allora ho promesso, e non ho mai mancato, di tornare a Fatima tutte le volte che potevo». E aggiungeva: «Quante volte ho martirizzato la piccola Giacinta con le mie stupide domande! Ero tra quei sacerdoti che vogliono sempre sapere tutto. Per questo ella deve aver sofferto molto, poveretta». Il canonico Ferreira chiese anche pubblicamente perdono alla Madonna per aver convinto l’Arcivescovo di Evora a non andare a Fatima quel 13 ottobre.