Il Matrimonio

Quod ergo Deus coniunxit, homo non separet


Non parlatemi di leggi sul divorzio fatte dagli uomini! Non sarete giudicati secondo quelle leggi, ma secondo le leggi di Dio, a cui sono soggetti anche coloro che fanno le leggi quaggiù.

SAN GIOVANNI CRISOSTOMO



La tradizione croata e cristiana del matrimonio é molto profonda e comincia a fare scuola in Europa e anche in America! Quando un giovane si prepara al matrimonio, non gli si racconta che ha trovato la persona ideale, il miglior partito.
No! Che cosa dice il Prete? “Hai trovato la tua croce”.
Ed é una croce da amare, da portare, una croce che non si dovrà buttare ma amare. Udire oggi queste parole nel nostro mondo occidentalizzato, e tra i nostri giovani, lascerebbero senza parole, se non forse alimentare denigrazione. Ma in Erzegovina la croce evoca l’amore più grande e il Crocifisso é il tesoro della casa.
Nella loro pastorale, quando i fidanzati vanno in chiesa, portano con loro un Crocifisso, che é benedetto dal prete e durante lo scambio del consenso riveste un’importanza capitale. La fidanzata posa la mano destra sulla croce, a sua volta il fidanzato pone la sua su quella della fidanzata, e così le due mani si trovano riunite sulla croce, fuse sulla croce. Il prete mette allora la sua stola sulle loro mani. Essi pronunciano il consenso e si promettono fedeltà secondo il rito classico proposto dalla Chiesa.
Dopo di che gli sposi non si abbracciano, ma abbracciano la croce, sanno di abbracciare così la fonte dell’Amore e della loro promessa di amarsi a quel modo.
 
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Chi si avvicina e vede le due mani stese sulla croce, capisce che se il marito abbandona sua moglie o che se la moglie abbandona il marito, in realtà abbandona la croce. E quando si é abbandonata la croce non resta più niente, si é perso tutto perché si è lasciato Gesù, si è perso Gesù.
Dopo la cerimonia gli sposi riportano a casa il crocifisso e gli danno il posto d’onore. Diventerà il centro della preghiera in Famiglia perché hanno la convinzione che la Famiglia è nata da quella Croce.
Insegneranno ai loro figli ad abbracciare la croce ogni giorno e a non addormentarsi come dei pagani senza aver ringraziato Gesù. Per i bambini, fin dai più lontani ricordi, Gesù è l’amico di famiglia, che si rispetta e si abbraccia. Questi bambini non hanno animaletti da stringere durante la notte per sentirsi sicuri, ma dicono Buona notte a Gesù e abbracciano la croce. Si addormentano con Gesù, non con un peluche.
Se c’è un problema, se scoppia un diverbio, è davanti a questa croce che gli sposi vengono a cercare soccorso.
Non andranno da un avvocato, non consulteranno un mago o un astrologo, non faranno assegnamento su uno psicologo o un consigliere per sistemare i loro problemi. No, andranno davanti al loro Gesù, davanti alla croce, si metteranno in ginocchio e davanti a Gesù verseranno le loro lacrime, grideranno le loro sofferenze e soprattutto si scambieranno il perdono, chiedendo aiuto alla Beata Vergine Maria, Regina e Patrona dei Croati e delle Famiglie.
 

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Introduzione di “Tre per sposarsi”

di mons. Fulton Sheen

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  • Dall’Isola di Patmos, consigliamo il seguente articolo del domenicano Padre Giovanni Cavalcoli: LA FALSITÀ DELLA SUPPOSTA MUTABILITÀ DELLA DOTTRINA DELLA HUMANAE VITAE.
    “Se poi ci si immagina che un Papa “rivoluzionario” possa mutare la legge naturale o divina, come per esempio dichiarare non più valida la dottrina della Humanae Vitae, vuol dire che si ha perso il senno… (..) Purtroppo, invece, la mentalità sessantottina si riscontra nella pastorale del Papa attuale. Si spiega allora come di recente egli abbia potuto fare un elogio estremamente imprudente del Sessantotto. E il quotidiano Avvenire, di rincalzo, nel numero del 14 febbraio scorso, a pag.21, ha avuto l’infelice idea di rievocare la simpatia per il Sessantotto…”

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Da Bologna con amore: fermatevi!

Ciò che Dio ha unito. La rivoluzione culturale del cardinale Kasper

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La pastorale del matrimonio deve fondarsi sulla verità

Pastorale_dei_divorziati_risposati

Lettera riguardante l’indissolubilità del matrimonio

Ragione e Fede sono contro il divorzio

FINALMENTE  un bravo sacerdote Domenicano, degno Figlio della Veritas che parla sull’articolo 1650 del Catechismo della Chiesa Cattolica….. completamente taciuto da molti pastori …. un grazie a padre Domenico Spadafora … ASCOLTATELO ATTENTAMENTE!!!!


Le interessanti parole di monsignor Fulton J.Sheen sul fallimento dei matrimoni

Leggiamo queste interessanti parole di monsignor Fulton Sheen (1895-1979) sul matrimonio e sulla piaga del divorzio. La citazione è tratta dal suo Tre per sposarsi:

L’amore consiste principalmente nella volontà, non nelle emozioni o nelle ghiandole. La volontà è come la voce; le emozioni sono l’eco. Il piacere associato all’amore, vale a dire ciò che oggi viene chiamato “sesso”, è la vaniglia del dolce: la sua funzione è di farci amare il dolce, non di farcelo ignorare. La più grande illusione degli amanti è di credere che l’intensità della loro attrazione sessuale sia la garanzia della perpetuità del loro amore.

È a causa di questa incapacità di distinguere tra il ghiandolare e lo spirituale – ovvero tra il sesso, che abbiamo in comune con gli animali, e l’amore, che abbiamo in comune con Dio – che i matrimoni sono così illusori. Ciò che molti amano non è una persona, bensì l’esperienza di essere innamorati. La prima cosa è insostituibile; la seconda non lo è. Non appena le ghiandole cessano di reagire con il loro originario vigore, i coniugi che hanno identificato l’emotività con l’amore asseriscono di non essere più innamorati l’uno dell’altro. In tal caso, essi non hanno mai veramente amato l’altra persona: hanno amato soltanto di essere amati, il che rappresenta la forma più alta di egoismo.

Il matrimonio fondato esclusivamente sulla passione sessuale dura unicamente quanto la passione animale. Entro un paio d’anni l’attrazione animale verso l’altra persona può morire, e quando ciò avviene, la legge corre in suo soccorso giustificando il divorzio con termini privi di senso come “incompatibilità” o “crudeltà mentale”. Gli animali non ricorrono mai ai tribunali, perché non hanno la volontà di amare; ma l’uomo, essendo provvisto di ragione, sente il bisogno, quando ha torto, di giustificare l’irrazionalità della sua condotta.


In casa con la mia compagna viviamo da separati. Lei è abbastanza ostile. Insulti ogni giorno, disapprovazioni, ogni cosa che faccio per lei la faccio male

Quesito

Mi chiamo … e ho 40 anni. Sono convivente e ho due figli, uno di 5 e un’altra di 1 anno. Mi impegno con loro con tutte le inesperienze del caso. In casa però con la mia compagna viviamo da separati. Lei è abbastanza ostile. Insulti ogni giorno, disapprovazioni, ogni cosa che faccio per lei la faccio male. Addirittura ha detto lascia il lavoro e occupati solo dei figli. Mi costeresti meno di una baby Sitter. È abbastanza umiliante sentire queste cose. Poi rapporti pari a zero. Ho cercato qualche avvicinamento ma inutile. Questi suoi respingimenti un tempo mi hanno portato anche a frequentare case di tolleranza. Ma mi sentivo sempre più solo e triste, capendo che quella non era la soluzione. Non so cosa fare e come agire. Questa situazione di continue provocazioni è frustrante.
I figli non sono capitati ma sono arrivati con la procreazione assistita e anche questa situazione ogni volta mi viene rinfacciata. Perché dice tu eri il problema. Quindi può capire che umiliazione continua subisco. I problemi c’erano già con il primo figlio, poi per spirito altruistico ho avallato anche la scelta di provare ad avere un altro figlio. Ma la situazione è precipitata. Non so come agire e quale strada intraprendere.
Un saluto.

Risposta del sacerdote

Carissimo,
solo oggi e quasi per caso sono giunto alla tua mail. Mi spiace per il grave ritardo e te ne domando scusa.

1. Penso che il Signore abbia permesso l’attuale situazione all’interno della tua famiglia perché tu prenda consapevolezza degli errori compiuti per porvi rimedio.
Gli errori compiuti sono principalmente due: la convivenza e la fecondazione artificiale.

2. La prima cosa da fare è quella di rimediare alla convivenza che tiene le persone nel provvisorio.
Il matrimonio conferisce stabilità all’unione. Questa stabilità viene poi accresciuta con la grazia del sacramento.
Non so se la tua compagna sia disposta ad ascoltare questo discorso. In caso negativo che cosa puoi fare?
Puoi parlarne a Dio che ha in mano il cuore di tutti gli uomini (cfr. Pr 21,1).

3. Puoi invocarlo attraverso l’intercessione della Madonna.
La Madonna non respinge mai nessuno e, quando interviene, interviene sempre con il suo modo caratteristico che è quello della dolcezza.
Comincia a pregarla. Pregandola, la rendi presente e operante.
Non è bello questo?

4. Comincia a renderla presente e operante pregando con il Santo Rosario.
Sarà il tempo più prezioso e più fruttuoso della tua giornata.
La preghiera infonde in te una grande pace e anche una grande fiducia.
Prova a impegnarti anche tutti i giorni!

5. Il secondo problema è costituito dai bambini che hanno bisogno di crescere in maniera serena e stabile all’interno del matrimonio.
Cerca di provvedere alla loro educazione cristiana.
La prima educazione la dai con il tuo comportamento.
Nella situazione in cui ti trovi, in cui tra l’altro non esiste praticamente l’intimità sessuale, puoi anche accostarti ai sacramenti.
In confessione dirai che sei convivente, ma che di fatto non c’è intimità sessuale, e che il tuo desiderio è quello di essere sposato anche con il matrimonio sacramento.
Facendo di necessità virtù, puoi dire a sacerdote che intendi vivere in castità fino al giorno del matrimonio perché senti il bisogno di vivere in grazia di Dio e di fruire della grazia della Santa Comunione.

6. Il Signore ha detto a Santa Faustina Kowalska che quando viene a noi nella Santa Comunione ha le mani cariche di grazie di ogni genere.
Tu, la tua compagna e i due figli avete bisogno di grazie di ogni genere.
Innanzitutto avete bisogno della grazia dell’orientamento a Dio da parte di tutti.
Perché quando si è in viaggio, e la nostra vita è un viaggio, un transito, è necessario sempre tenere presente l’obiettivo.
Ed è in ordine all’obiettivo che si prendono i mezzi adatti per conseguirlo.

7. Proprio per questo ti raccomando anzitutto e con tutto il cuore la confessione, che è il sacramento della guarigione cristiana.
Procedi poi con la confessione regolare e frequente, anche se non ci sono peccati gravi, perché nella confessione viene sempre donata una nuova effusione di grazia e vieni colmato di tante benedizioni.
La farai sempre con il medesimo confessore, che conoscerà bene la tua situazione e diventerà per te come un padre per la tua anima.
E poi parteciperai alla Messa con la Santa Comunione. In tal modo renderai presente e operante Gesù Cristo nella tua famiglia.
Tu e voi tutti avete bisogno di Gesù Cristo. Solo lui è il vostro Salvatore sotto ogni punto di vista.

Ti auguro ogni bene. Assicuro la mia preghiera per te e per la tua famiglia e vi benedico con tutto il cuore.
Padre Angelo

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