Trattato della vera Devozione a Maria, meditato con voi, in video.

L’opera principale di S. Luigi di Montfort fu scritta verso la fine del suo breve ministero sacerdotale, di soli 16 anni; egli stesso ci dice, al n. 10, che ciò che sta scrivendo è esattamente ciò che ha predicato per molti anni.  Secondo la tradizione, si ritiene che la stesura del Trattato avvenne nell’autunno del 1712, a La Rochelle, dove egli risiedeva in una piccola abitazione chiamata l'”Eremitaggio di S. Eloi”.

Il luogo e la data sono importanti. L’eresia del Giansenismo aveva a quel tempo raggiunto La Rochelle, e con parecchia virulenza. Il Vescovo, insieme con la vicina diocesi di Lucon aveva, nel 1712, pubblicato per la terza volta una istruzione pastorale contro il Giansenismo. Fu quindi nel bel mezzo di uno scontro aperto con il Giansenismo che il Padre da Montfort scrisse la sua opera.

Testo scaricabile in pdf: Trattato della vera devoz. a Maria INTEGRALE

La Vera Devozione non potè mai essere mandata giu’ dai Giansenisti. Essi erano, agli occhi di Montfort, dei falsi devoti a Nostra Signora. Sono fra quelli che, come Montfort scrive, “Se talvolta li si sente parlare di devozione a tua Madre, non è per promuoverla o per convincerne il popolo, ma solo per distruggerne gli abusi. Inoltre allo stesso tempo, per non essere devoti a Maria, costoro mancano di religiosità e di genuina devozione verso di Te (Gesu’)”.

Montfort sapeva che se costoro avessero potuto distruggere il manoscritto della sua opera su Nostra Signora, lo avrebbero fatto senz’altro. La situazione a La Rochelle nel 1712 non consentiva la sua pubblicazione. È questo insieme di circostanze che portarono alla scomparsa del manoscritto, che venne ritrovato per caso soltanto nel 1842.

San Luigi de Montfort non potè pubblicare il suo manoscritto a causa dell’esplosione di giansenismo a La Rochelle nel 1712; molto probabilmente lo consegnò al Vescovo locale -un buon amico- perché lo custodisse. Ma che cosa accadde al manoscritto durante il resto del diciottesimo secolo, è più una congettura che un fatto provato.

Sembrerebbe che il prezioso manoscritto  fosse in principio sistemato in una cassa (probabilmente, in un primo tempo,  presso la residenza del Vescovo e poi nella casa madre della Compagnia di Maria) e, in seguito, durante la rivoluzione francese, nascosta in un campo non ugualmente lontano dalla casa madre dei missionari  a St. Laurent-sur-Sèvre in Vandea.

In ogni caso, la Provvidenza ha ben disposto che venisse alla luce soltanto dopo che  la rivoluzione ebbe fine. Nel 1842, un prete della  Compagnia di Maria (i missionari Montfortani) stava cercando, nella piccola libreria della Casa Madre, del  materiale sullla Madonna per preparare una novena che aveva in previsione di predicare. Separati dai libri,  dei manoscritti -qualcuno assai vecchio – erano stati impilati in fretta e furia su un paio di scaffali, in un angolo della libreria.

Rovistando tra questi, ne trovò uno che sembrava particolarmente bello; infatti conteneva la dottrina della consacrazione totale -la santa schiavitu’ di amore- che la Comunità predicava con devozione. La dottrina era Montfort allo stato puro puro. Portò immediatamente il manoscritto all’ ufficio del Padre Generale, che senza alcuna esitazione riconobbe la scrittura a mano come quella del Padre de Montfort. Fu suonata la campana a festa per raccogliere insieme sia i padri che i fratelli della Compagnia di Maria e le Figlie di sapienza, la cui casa madre è adiacente a quella dei missionari

Le sorelle cominciarono immediatamente a copiare il manoscritto originale che fu poi pubblicato in forma di libro nel 1843 (127 anni dopo la morte del suo autore!) a cura del rettore del seminario locale, che poco tempo dopo, entrò nella Compagnia di Maria.

Il manoscritto non aveva titolo, dato che le sue prime 90 pagine erano state strappate come pure erano andate perse alcune pagine alla fine. 
L’ unico titolo che Montfort fornisce al suo lavoro è in VD 227: “Preparazione per il regno di Gesù Cristo”. Tuttavia, il primo editore lo intitolò: “Trattato della vera devozione  a Maria” e quel titolo rimase fissato.

Questo libro è stato scritto da un santo e ha già formato altri Santi. Ora è nelle tue mani, perché anche tu possa diventare Santo. Tanta gente, oggi, è alla ricerca del senso profondo della propria vita. C’è chi si rivolge a illuminati e saggi maestri del lontano Oriente e chi ai maghi vicini di casa; c’è chi trova pace in antiche religioni, e chi segue invece le mode del momento; c’è chi attende felicità dalla musica New Age, o dal vivere nella natura, o altro ancora. Qui si propone il Maestro Gesù Cristo, con il suo Vangelo puro e semplice. Per un cristiano come te, essere Santo significa seguire e imitare Gesù Cristo, il tuo Maestro.

Nella tua vita di ogni giorno: senza rumore, ma in profondità. Troverai la pace per te stesso e saprai spargere gioia attorno a te. Questo libro parla di Maria, la Madre del Maestro: ma è solo per condurti a Lui e a Dio Padre, nello Spirito Santo. E’ un libro scritto 300 anni fa: te ne accorgerai dallo stile, ma lo troverai facile, perché ti rivela finalmente ciò che tu stai cercando, forse da molto tempo. Se alla prima lettura non ti parlerà al cuore, non buttarlo! A tanti altri è già successo di scoprire solo più tardi la perla preziosa e il segreto che questo libro contiene. Buona lettura (troverete il testo integrale scaricabile, gratuitamente, in pdf qui) e buon ascolto !

 


 

– Insieme con Montfort il suo Trattato a Maria (1)

– Insieme con Montfort il suo Trattato a Maria (2)

– Insieme con Montfort il suo Trattato a Maria (3)

– Insieme con Montfort il suo Trattato a Maria (4)

– Insieme con Montfort il suo Trattato a Maria (5)

– Insieme con Montfort il suo Trattato a Maria (6)

 

 

 

– Insieme con Montfort il suo Trattato a Maria (7)

 

– Insieme con Montfort il suo Trattato a Maria (8)

 

 

– Insieme con Montfort il suo Trattato a Maria (9)

 

  • Con Montfort il suo Trattato a Maria, fine (10)

 

 


 

vi ricordiamo altri video già realizzati, per capire e vivere la Vera Devozione a Maria e per fare la vera Consacrazione al Suo Cuore Immacolato:

– Nel Cuore Immacolato di Maria, con padre Serafino M.Lanzetta:
1- https://www.youtube.com/watch?v=5Q6yiFL77eE&t=20s
2- https://www.youtube.com/watch?v=ymVIA85oc1w&t=3s
3- https://www.youtube.com/watch?v=vkp35MAbTWU&t=4s

– Questioni Mariane:
1- Dalle Tre Fontane Maria ci ammonisce:

https://www.youtube.com/watch?v=Jg-m73EhffE&t=72s
2- Dalle Tre Fontane Maria parla dei Castighi di Dio: https://www.youtube.com/watch?v=1jBKVJbCqFk&t=64s

– DA FATIMA SUOR LUCIA RACCONTA:
1- Fatima e l’apostasia:

2- Sr.Lucia parla del Terzo Segreto:

– COSA SONO LE APPARIZIONI MARIANE?

1- https://www.youtube.com/watch?v=RsLeN708zZY&t=1769s

2- https://www.youtube.com/watch?v=gikVzqX28yY&t=1597s

– QUANDO PIO XII PARLO’ DEL REGNO DI MARIA
1- https://www.youtube.com/watch?v=hBmkXCpW6PQ&t=50s

  • Che cosa è la vera Fede? e cosa essa non è?


SEGUONO LE 4 SETTIMANE DI PREPARAZIONE AL MESE DI CONSACRAZIONE, qui anche in 4 comodi video:

 


 

  Presentazione al Mese di Preparazione per consacrarsi a Maria Santissima in materna schiavitù d’amore

1.- La vera devozione, segno di salvezza eterna

In una favela argentina stupiva la corruzione morale negli abitanti. Un gruppo di seminaristi andava ogni sabato a prendere i bambini e a portarli al seminario, cercando di toglierli almeno una volta alla settimana da quel terribile ambiente. Dopo alcuni anni di questo lavoro molto duro e stancante, nonché pericoloso, chiesi ad uno di questi seminaristi:
-Si vede un miglioramento in questi ragazzi?
-Francamente, no. Non è molto ciò che possiamo fare.
– E non vi scoraggiate?
-No, siamo certi che una volta alla settimana non può cambiarli per tutta la vita. Ma non è questo lo scopo dell’apostolato che facciamo con loro.
-E qual è lo scopo?
-Uno solo: farli diventare devoti della Madonna. Perché succeda quel che succeda, se loro amano Maria, Lei certamente non li abbandonerà. Se solo riusciamo a far sì che la amino, siamo certi della loro salvezza.


La devozione alla Madonna è un segno di “predestinazione”. Detto in altre parole: incontrare un vero devoto di Maria, significa trovarsi davanti ad uno che raggiungerà sicuramente il Paradiso. Perciò esclamava San Giovanni Berchmans: “O Maria Santissima, beati coloro che ti amano!”.
Ma attenzione! Non tutti i devoti sono veri devoti. Molte devozioni mariane sono false. E perciò San Luigi Maria Grignon di Montfort scrisse il Trattato della Vera Devozione a Maria. Dice che in esso vuole rivelare un “segreto” per raggiungere nel modo più facile, diretto e dolce quel fine per il quale siamo stati creati: La salvezza, la Vita eternamente felice di unione “faccia a faccia” con Dio.

[82] Come vi sono segreti di natura per fare in poco tempo, con poca spesa e con facilità certe operazioni naturali, così vi sono segreti nell’ordine della grazia per fare in poco tempo, con dolcezza e facilità operazioni soprannaturali, come spogliarsi di sé, riempirsi di Dio e diventare perfetti. La devozione che voglio rivelare è uno di questi segreti di grazia: segreto sconosciuto dalla maggior parte dei cristiani, conosciuto da pochi devoti, praticato e gustato da più pochi ancora.

– (i numeri nelle parentesi quadre riportano al testo integrale del Montfort)

2.- La devozione a Maria, ostacola la devozione a Gesù?

Qualcuno obietterà, specialmente se proveniente dall’ambito protestante (ma purtroppo si sente dire anche dai cattolici!), che Gesù è l’unico Salvatore nostro. Con la Sacra Scrittura affermiamo che in Cristo e in nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati (Atti 4,12). Ma in ogni atto salvifico del Figlio vediamo che la Sua Volontà è che la Madre sia Mediatrice. Dio ha voluto Maria presente nell’incarnazione, nella nascita, nella presentazione al tempio, nei trent’anni di vita nascosta, e nella stessa morte di Gesù. Gesù si è obbligato a compiere i primi segni miracolosi per mezzo dell’intercessione di sua Madre, come a Cana di Galilea

Se così ha voluto sottomettersi il Figlio alla Madre, esclama San Luigi Maria:
“Oh, come si glorifica altamente Dio quando, per piacergli, ci sottomettiamo a Maria,sull’esempio di Gesù Cristo, nostro unico modello”.
Vogliamo che Gesù regni in noi? Che nel mondo continui ad operare meraviglie? C’è una sola via: “Gesù Cristo ha cominciato e continuato i suoi miracoli per mezzo di Maria e per mezzo di Maria li continuerà sino alla fine dei secoli”. Perché come diceva sant’Agostino:
“Il mondo era indegno di ricevere il Figlio di Dio direttamente dalle mani del Padre. Questi l’ha dato a Maria perché il mondo lo ricevesse per mezzo di lei”.
Neanche noi siamo degni di presentare le nostre opere e offerte direttamente al Signore. Perciò Lui ci ha dato la Sua Santissima Madre, affinché possiamo presentarle le nostre offerte senza paura che queste siano macchiate dalle nostre colpe. Perché offerte tramite e con Maria e ciò fa sì che Lei le presenti con la dignità che conviene al Nostro Dio e Signore Gesù Cristo.

[13] “Il cuore mi ha suggerito quanto ho scritto con particolare gioia, per mostrare che la divina Maria è stata finora sconosciuta, ed è questa una delle ragioni per le quali Gesù Cristo non è ancora conosciuto come si deve. Se dunque, come è certo, la conoscenza ed il regno di Cristo si attueranno nel mondo, sarà effetto necessario della conoscenza e del regno della santissima Vergine Maria, che l’ha dato alla luce la prima volta e lo farà risplendere la seconda”

3.- A chi è rivolto il Trattato?

San Luigi Maria chiarisce bene a chi sta parlando: Agli stessi cui parlava Cristo: ai semplici, umili, piccoli secondo questo mondo:

[26] Se parlassi a certi sapientoni d’oggi, proverei più a lungo quel che scrivo alla buona, con la Sacra Scrittura e i santi Padri, di cui riferirei i testi latini, e con parecchie solide ragioni… Ma io parlo soprattutto ai poveri e ai semplici, che essendo dotati di buona volontà ed avendo maggior fede del comune dei sapienti, credono con più semplicità e con più merito.
Ciò che verrà esposto sulla Madonna è un mistero di Fede. E ai misteri di Fede aderiscono gli umili, non i superbi.

4.- In che modo devo prepararmi? E’ molto lunga la preparazione?

Tutto dipende da quanto frutto vuoi ricavare dalla consacrazione. Noi qui ti proponiamo un modo sereno e semplice con il quale potrai prepararti sufficientemente per diventare schiavo d’amore di Gesù in Maria [sul motivo di questo titolo vedi come lo spiega il santo nel paragrafo 244]. Si tratta di prepararsi durante un mese, dedicando 10 minuti al giorno a due punti: il primo è considerare una parte della dottrina del santo che noi abbiamo riassunto.

Fra le parentesi quadre […] inseriamo i paragrafi che vengono trattati, nel caso in cui preferisci leggere direttamente il testo del santo.Il secondo punto consiste nel prepararsi con la considerazione di alcuni testi e nella recita di alcune preghiere che ti proponiamo sempre seguendo i sapienti consigli di san Luigi Maria.Sono pochi minuti, devi perciò cercare il massimo raccoglimento possibile. Se non riesci non bisogna avere degli scrupoli, ma è buono mettere sempre come proposito il precetto del Signore: quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa(Mt 6,6).

Se qualche giorno non sei riuscito a dedicare questi 10 minuti puoi dedicare un po’ più di tempo il giorno seguente.

5.- Gli impegni di questa devozione sono tanti?

Il primo impegno è di prepararsi. Una volta che sarai riuscito a penetrare il meraviglioso segreto della Vera Devozione a Maria, e a diventare schiavo suo, per esserlo di Cristo, gli altri impegni ti saranno facili.
a)     Il massimo e primo impegno è riconoscere la grandezza di Maria secondo il modo in cui te lo insegna la Fede. Per questo scopo basterebbe prepararsi bene durante il mese prima della consacrazione.b)    Gli altri impegni consistono in un modo di vivere la tua spiritualità facendo tutto per Maria, con Maria e in Maria. Offrendo quotidianamente il frutto delle tue opere perché lei le distribuisca a chi vuole, e le presenti a Gesù.c)     Lo schiavo di Maria confida sempre nella sua materna protezione invocandola. Puoi farlo in molti modi, interni ed esterni: Recitando la corona del Rosario, portando una medaglia di Maria Regina dei cuori o catenina in segno della tua “dignità di schiavo” come Lei stessa risponde all’angelo: Eccomi, sono la serva del Signore (Lc 1,38).

San Luigi promette che il frutto di questa devozione è niente di meno che la salvezza eterna! e che la strada per arrivare, che è sempre la croce, diventerà più dolce e facile perché accanto a noi ci sarà la Madre Celeste. Magari tutti conoscessero questo dono!

[112] Quanto sarebbe spesa bene la mia fatica, se questo piccolo scritto, capitando fra le mani di un cristiano ben disposto, nato da Dio e da Maria e gli scoprisse ed ispirasse, con la grazia dello Spirito Santo, l’eccellenza e il valore della vera e solida devozione a Maria, quale sto per esporre! Se sapessi che il mio sangue colpevole potesse servire a far penetrare nei cuori le verità che scrivo in onore della mia amata Madre, me ne servirei, invece dell’inchiostro, per tracciare questi caratteri.

Carissimo giovane, hai adesso davanti ai tuoi occhi un vero dono dottrinale riguardo la mediazione di Maria per il tuo bene spirituale. Ti può aiutare ad apprezzarlo la profezia che lo stesso San Luigi Maria lasciava per iscritto e che si è compiuta:

[114] Prevedo che molte bestie frementi verranno infuriate per dilaniare con i loro denti diabolici questo piccolo scritto e colui del quale lo Spirito Santo si è servito per scriverlo, o almeno per seppellirlo nelle tenebre e nel silenzio di un cofano perché non sia pubblicato…

Infatti, il manoscritto del Trattato, fu ritrovato nascosto da oltre un secolo in un cofanodurante le turbolenze della Rivoluzione francese nel 1842 e pubblicato per la prima volta, nel 1843.

6.- Tutto tuo sono

Questo Trattato ha avuto un influsso essenziale (una “svolta”) nella vita spirituale di Papa Giovanni Paolo II. Di esso hanno preso la devozione mariana altri grandi santi quali santa Teresina di Lisieux, san Massimiliano Kolbe e sant’Annibale di Francia. Maria ha formato sempre i suoi più coraggiosi soldati; perché il frutto di donarsi a Lei è ricevere appunto Lei come guida, protezione e fonte di perseveranza? Vuoi appartenere alla schiera di questi grandi santi?

[114] Questa visione (della persecuzione del diavolo al manoscritto) mi dà coraggio e mi fa sperare un grande successo, cioè la formazione di uno squadrone di bravi e valorosi soldati di Gesù e di Maria, dell’uno e dell’altro sesso che combattano il mondo, il diavolo, la natura corrotta nei temi difficili più che mai vicini.
Se molti abbracciano questa Vera devozione, con diritto dobbiamo avere una speranza più fondata nella regalità di Gesù nel mondo. Regalità che avrà luogo insieme alla regalità di Sua Madre.


     



  Pratiche di preparazione

Nota preliminare: San Luigi Maria propone di iniziare con degli esercizi spirituali per “liberarsi dallo spirito del mondo, contrario allo spirito di Gesù Cristo”. Siccome pochi possono iniziare con gli esercizi, si propongono qui, per ogni giorno, alcune letture che perseguono questo stesso scopo, che concludono sempre in questi primi 10 giorni con le litanie dell’umiltà, che è la virtù che contraddistingue il cristiano dal mondano.

Per iniziare PRIMA SETTIMANA: Mettersi nella presenza di Dio. Chiedere la grazia di abbracciare con tutto il cuore il desiderio di gradire in tutto il Signore, e di avere come fine unico delle mie scelte fondamentali la Vita Eterna, senza farmi sedurre dallo spirito del mondo.

1) Lettura. Lo spirito del mondo (di mons. Antonio Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana).

Che cos’è il mondo? Si tratta del clima anticristiano che si forma tra le persone che vivono dimentiche di Dio e dedite solo alle cose della terra. È quindi un’atmosfera che avvolge le persone in un modo di pensare, di desiderare e di preoccuparsi solo in ordine ai beni terreni, per vivere appunto una vita meramente mondana, senza considerare la vita eterna. Cristo è venuto ad insegnarci la dottrina della sua “Vera Vita”. Leggiamo: grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo, che ha dato sé stesso per i nostri peccati, per sottrarci al presente secolo malvagio, secondo la volontà del nostro Dio e Padre, al quale sia la gloria nei secoli… (Gal 1,3-5).

L’atteggiamento mondano è descritto ancora con maggior precisione dal Signore stesso:“La campagna di un uomo ricco fruttò abbondantemente; egli ragionava così, fra sé: “Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti?” E disse: “Questo farò: demolirò i miei granai, ne costruirò altri più grandi, vi raccoglierò tutto il mio grano e i miei beni, e dirò all’anima mia: “Anima, tu hai molti beni ammassati per molti anni; riposati, mangia, bevi, divertiti””. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa l’anima tua ti sarà ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sarà?” Così è di chi accumula tesori per sé e non è ricco davanti a Dio”. (Luc 12,16-21).

La stoltezza consiste nel dedicarsi soltanto a raggiungere i beni mondani e non quelli per la vita eterna. Considerando l’esempio di Gesù sulla croce, chiederemo nei primi sette giorni la virtù dell’umiltà nella quale si sono distaccati anche i più grandi santi.

False massime. Sono i principi di pensiero in diretta opposizione a quelle del Vangelo. Il mondo esalta le ricchezze, i piaceri, la violenza, l’inganno e la frode posti al servizio del proprio egoismo, l’illimitata libertà per darsi ad ogni specie di eccessi e di peccati. « Siamo giovani, dobbiamo goderci la vita »; « Dio e buono e comprensivo e non ci danneremo solo perché godiamo e ci divertiamo »; «Occorre guadagnare molto denaro, in qualsiasi modo »; « La cosa più importante è la salute, la vita lunga, il mangiare e il vestire bene, il divertirsi più possibile»; ecc. Queste sono le massime consacrate dal mondo. Non riesce a concepire nulla di più nobile e di più elevato; lo stancano e lo infastidiscono le massime contrarie, che sono appunto quelle del Vangelo. E si spinge tanto avanti, il mondo, nella sovversione dei valori, che un volgare ladro viene reputato « un uomo abile nei suoi affari », un seduttore, « un uomo allegro » un empio e un libero pensatore, « uno spirito forte »; una donna abbigliata in modo indecente e provocante, una persona che « segue la moda »; e così via.
(Rom 12,2) Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà. 

In secondo luogo lo spirito mondano si caratterizza dalla burla e persecuzione di ciò che il cristiano ama. In concreto burla e perseguita la vita di pietà; contro i vestiti decenti ed onesti. Gli spettacoli morali, che elevano lo spirito, vengono definiti ridicoli e noioso; è preso in giro chi ha delicatezza di coscienza negli affari. Riguardo le leggi sante del matrimonio, il mondano le considera antiquate ed impossibili a praticarsi.
Se dobbiamo subire degli scherni, ricordiamoci del Signore, e offriamolo per accompagnarlo nella sua Passione:Allora i soldati del governatore portarono Gesù nel pretorio e radunarono attorno a lui tutta la coorte. E, spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto; intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra e, inginocchiandosi davanti a lui, lo schernivano, dicendo: “Salve, re dei Giudei!” E gli sputavano addosso, prendevano la canna e gli percotevano il capo. E, dopo averlo schernito, lo spogliarono del manto e lo rivestirono dei suoi abiti; poi lo condussero via per crocifiggerlo.(Mt .27,27-31)




  Pratiche di preparazione SECONDA SETTIMANA

Dopo averci guidato nei primi dieci giorni a liberarci dello spirito del mondo, San Luigi ci invita adesso a fare il proposito di acquistare una conoscenza di noi stessi, delle nostre cattiverie, debolezze, piccolezze e miserie, con lo scopo di condurci a una autentica contrizione dei propri peccati e di riconoscere la necessità di essere aiutati. Per questo proponiamo alcuni testi di sant’Alfonso utili per raggiungere la virtù dell’umiltà ed essere pronti a toccare e riconoscere la nostra propria miseria.

1) Ci mettiamo nella presenza di Dio

2) Chiediamo la grazia di avere una conoscenza di noi stessi: “Che io conosca me stesso, Signore”

3) Lettura: Tratto dal libro Via della salute, di Sant’Alfonso Maria di Liguori

Abbiamo un’anima immortale da salvare

Il negozio della nostra eterna salute è il negozio più importante di tutti: ci procura la beatitudine o la rovina eterna. Egli va a terminare all’eternità, cioè a salvarci o a perderci per sempre: ad acquistarci un’eternità di contenti o un’eternità di tormenti: a vivere una vita o sempre felice o sempre infelice. O mio Dio, che ne sarà di me! mi salverò o mi dannerò? Può essere che mi salvi, e può essere che mi perda. E se può essere che mi perda, perché non mi risolvo ad abbracciare una vita, che mi assicuri la vita eterna?
“E poi? e poi?” Oh se tutti pensassero alla morte, in cui tutto si ha da lasciare: al giudizio, in cui di tutto si ha da render conto: all’eternità felice o infelice, che a ciascuno ha da toccare! Se tutti, dico provvedessero a quest’ultimi affari della lor vita, niuno certamente si dannerebbe. Si pensa solo al presente, e così si sgarra la salute eterna.

Vedo, mio Dio, che mi sono scordato che la mia anima è immortale, trascurando l’affare più importante della mia vita, scambiandolo per piccolezze e futilità.  Mi pento, o sommo bene, di avervi voltate le spalle, ed oggi risolvo di darmi tutto a voi. E che aspetto? aspetto forse che voi m’abbandonate, e che la morte mi trovi così misero ed ingrato, come sinora vi sono stato? No, mio Dio, io non vi voglio dare più disgusto, e vi voglio amare. V’amo, bontà, Aiutatemi ancora voi, Maria, speranza mia.

Cosa è il peccato?

Il peccato è un’offesa a Dio, e in quanto tale è un danno che ha una gravità infinita, poiché offende Dio che è infinitamente buono. Il peccato mortale infrange l’amicizia che ci unisce con il nostro Creatore. Insegna Sant’Alfonso:
“Il peccatore quando sta deliberando di dare o negare il consenso al peccato, allora per così dire prende in mano la bilancia e si mette a vedere, se vale più la grazia di Dio, o quello sfogo d’ira, quell’interesse, quel diletto. Quando poi dà il consenso alla tentazione, allora che fa? allora dice che vale più quel misero piacere, che non vale la grazia di Dio. Ecco dunque come egli disonora Dio, dichiarando col suo consenso che vale più quel misero piacere, che non vale l’amicizia divina.
Così dunque, mio Dio, tante volte io vi ho disonorato, posponendovi ai miei miserabili gusti.
Se il peccatore cambiasse Dio per un tesoro di gemme, per un regno, pure farebbe un gran male, perché Dio vale infinitamente più che tutti i tesori e regni della terra. Ma perché tanti lo cambiano? per un fumo, per un poco di terra, per un piacere avvelenato, che appena avuto sparisce.
Ah mio Dio, e come tante volte io ho potuto aver l’animo per beni così vili di disprezzare voi, che m’avete tanto amato? Io non voglio vedermi più in disgrazia vostra. Fatemi prima morire, ch’io di nuovo abbia ad offendervi.Maria Madre di Dio, esauditemi ancora voi; intercedete per me affinché io sempre sia di Dio, e Dio sia sempre mio”.

Il peccato è un disprezzo che si fa a Dio

“Ecco come lo stesso Dio lo dichiara, e ne fa espressi lamenti: «Ho nutrito dei figli e li ho allevati, ma essi si sono ribellati a me” (Is I, 2). Io ho sollevato i miei figli, gli ho conservati e nutriti; ma essi con barbara ingratitudine mi hanno disprezzato. Ma chi è questo Dio, che da quest’uomini è disprezzato? è il Creatore del cielo e della terra: è un bene infinito, un Signore così grande, che a suo confronto tutti gli uomini e tutti gli angeli sono come una stilla di acqua ed un granello di arena, “come la polvere minuta delle bilance“(Is 40, 15). In somma tutte le creature innanzi alla sua infinita grandezza sono così poco, come non fossero.
Ma oh Dio, che ho fatto! Voi, mio Redentore avete tanto stimata l’anima mia che ci avete speso il sangue per non vederla perduta, ed io ho voluto perderla per niente, per un capriccio, per uno sfogo di rabbia, per un misero diletto, con disprezzare la vostra grazia e il vostro amore!
Ah mio Dio, e chi son io che vi ho disprezzato? un povero verme che niente posso ed altro non ho, se non quello che voi mi avete dato per vostra bontà. Voi mi avete dato l’anima, il corpo, l’uso della ragione e tanti beni in questa terra; ed io di tutto mi son servito per offender voi, mio benefattore. Che più? nello stesso tempo che da voi m’era conservata la vita, affinché io non cadessi nell’inferno che meritava, io seguitava a maltrattarvi. Ah mio Salvatore, e come avete avuto tanta pazienza con me! Misero me, quante notti ho dormito in disgrazia vostra.

O Maria, rifugio de’ peccatori, soccorrete un peccatore, che a voi si raccomanda.

Considerazione della propria debolezza“O Signore, che cosa è l’uomo, che tu abbia a ricordarti di lui? Che cosa è il figlio dell’uomo, che tu venga a lui?” (Sal 8,5). Signore, nulla io sono, nulla posso, nulla di buono io ho da me stesso; anzi fallisco in ogni cosa, tendendo sempre al nulla…Essendo più pronto a regredire che ad avanzare, non mi mantengo sempre nella stessa condizione.Ché io non sono altro che vanità, “anzi un nulla, al tuo cospetto” (Sal 38, 6), un uomo incostante e debole. Di che cosa posso io vantarmi; come posso pretendere di essere stimato? Forse per quel nulla che io sono? Sarebbe vanità sempre più grande. O veramente vuota vanteria, peste infame, massima presunzione, che distoglie dalla vera gloria, privandoci della grazia del cielo. Giacché mentre si compiace di se stesso, l’uomo dispiace a te; mentre ambisce ad essere lodato dagli altri, si spoglia della vera virtù.
(T. Kempis, Imitazione di Cristo)

Considera, fratello, che sei di terra, ed in terra hai da tornare. Ora vedi, senti, parli e cammini. Verrà un giorno che più non vedrai, non sentirai, non parlerai, né camminerai. Quando l’anima tua si dividerà dal tuo corpo, il corpo resterà ad esser consumato dai vermi ed a farsi polvere; e l’anima si troverà in quell’eternità, che t’avrai meritata colla tua vita.Ah mio Redentore, voi avete dato la vita per farmi acquistare il paradiso, e vedendo la mia piccolezza mi procurate il vostro aiuto donandomi la vostra stessa Madre. Signore, io vi amo e mi pento di avervi offeso.
Maria, speranza mia, niente sono e niente ho, ma tutto spero di te. Abbiate di me pietà.
(S. Alfonso, Via della salute)


  Pratiche di preparazione

Per questa terza settimana, dice san Luigi: “si applicheranno in tutte le loro preghiere e azioni quotidiane a conoscere MariaChiederanno tale conoscenza allo Spirito Santo. Potranno leggere e meditare ciò che ne abbiamo detto. Reciteranno, come nella prima settimana, le litanie dello Spirito Santo e l’Ave Stella del mare”. Per questa settimana si possono offrire anche le orazioni che uno faccia abitualmente (l’offerta delle opere la mattina, le tre Ave Marie, la preghiera dell’Angelus…) e nella misura delle proprie possibilità recitare il Santo Rosario.

1) Ci mettiamo nella presenza di Dio

2) Chiediamo la grazia allo Spirito Santo di conoscere Maria Santissima.

3) Esortazione di San Bernardo ad avere fiducia: 

” O chiunque tu sia, che nel mare di questo mondo ti senti come sballottato in mezzo a una tempesta, se non vuoi essere sommerso dalle onde, non distogliere lo sguardo dal fulgore di quella Stella. Se insorgono i venti delle tentazioni, se vai contro gli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria! Se turbato dal pensiero delle tue colpe, stai per lasciarti vincere dalla tristezza  e sei per cadere negli abissi della disperazione, pensa a Maria. Nei pericoli, nelle difficoltà, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria. Seguendo lei , non devierai; invocandola, non ti smarrirai; pensando a lei, non peccherai; tenendoti stretto a lei, non cadrai; affidandoti a lei, più nulla temerai. Con il suo aiuto, ogni fatica sarà per te leggera, sotto la sua guida giungerai facilmente alla Patria Beata”.

Trattato: [191-200] Giacobbe figura dei predestinati

San Luigi mette ora in paragone la condotta di Giacobbe con quella dei veri devoti della Vergine: i predestinati seguono le vie della Vergine santa, loro Madre, e cioè la imitano. Proprio in questo sono veramente felici e devoti…Sono felici in questo mondo, durante la loro vita, per l’abbondanza delle grazie e dolcezze che io comunico loro dalla mia pienezza, in più larga misura che a quanti non mi imitano così da vicino. Sono felici nella loro morte, che è dolce e tranquilla, e alla quale abitualmente assisto per introdurli io stessa nelle gioie dell’eternità. Saranno felici infine nell’eternità, perché mai si è perduto un mio buon servo fedele, che in vita abbia imitato le mie virtù.





  Pratiche di preparazione

In questa ultima settimana
, San Luigi ci indica di fare il proposito di conoscere Gesù Cristo, ripetendo durante la giornata la preghiera di sant’Agostino: “Signore, che io ti conosca”. Seguiremmo i consigli che San Luigi insegna su “come vivere la consacrazione nella santa comunione” (trattato: [266-273]). Potete quindi applicare questi consiglio alle Sante Comunioni che facciate durante questa settimana. Vi proponiamo qui un riassunto dei consigli che da San Luigi.

Prima della Comunione

1) Ti umilierai profondamente davanti a Dio.
2) Rinunzierai alla tua indole corrotta e alle tue disposizioni, per quanto buone te le faccia sembrare l’amor proprio.
3) Rinnoverai la tua consacrazione, dicendo: “Sono tutto tuo, o amata sovrana, e tutto ciò che e mio ti appartiene.
4) Supplicherai questa buona Madre di prestarti il suo cuore, per potervi ricevere Gesù con le sue stesse disposizioni.

Nella comunione

Quando ti avvicini a ricevere la Comunione, dirai tre volte: “O Signore, non sono degno. . .”, rivolgendoti alla Santissima Trinità:
a) Al Padre: lamentandoti che non sei degno a causa dei tuoi cattivi pensieri e della tua ingratitudine verso un Padre così buono, ma che ti affidi a Maria e ti avvicini insieme a Lei
b) Al Figlio: gli dirai che non sei degno di riceverlo a causa delle tue parole inutili e cattive e della tua infedeltà nel servirlo, ma che lo preghi di aver pietà di te, poiché stai per introdurlo nella casa di sua Madre,
c) Allo Spirito Santo: Gli dirai che per la tiepidezza e malvagità delle tue azioni e per le tue resistenze alle sue aspirazioni, non sei degno di ricevere il capolavoro della sua carità, ma che tutta la tua fiducia è Maria, sua sposa fedele.

Dopo la comunione

Dopo la santa Comunione, stando interiormente raccolto e con gli occhi chiusi, introdurrai Gesù Cristo nel cuore di Maria. Lo darai a sua Madre che l’accoglierà con amore, lo collocherà degnamente, l’adorerà profondamente, l’amerà perfettamente, l’abbraccerà strettamente e gli renderà in spirito e verità molti omaggi che le nostre fitte tenebre non conoscono.O rimarrai nell’atteggiamento dello schiavo che attende alla porta del palazzo del Re, mentre questi si trova a colloquio con la Regina. Mentre il Re e la Regina parlano tra loro, senza che abbiano bisogno di te, te ne andrai in spirito per cielo e terra e inviterai tutte le creature a ringraziare, adorare ed amare Gesù e Maria, al tuo posto: “Venite, prostrati adoriamo, ecc.”.
Vi è un’infinità di altri pensieri che lo Spirito Santo ispira e ispirerà anche a te, se sarai molto raccolto, mortificato e fedele a questa grande e sublime devozione che ti ho insegnata.

Ma ricordati che più lascerai fare a Maria nella tua Comunione, più Gesù sarà glorificato. E che tanto più lascerai fare a Maria per Gesù e a Gesù in Maria, quanto più profondamente ti umilierai e li ascolterai in pace e in silenzio, senza preoccuparti di vedere, gustare e sentire. Infatti il giusto vive di fede dappertutto, ma specialmente nella santa Comunione, che è un’azione di fede: “Il mio giusto vivrà mediante la fede”.

Dal Trattato: [208 – 212]

B. Li provvede di tutto.

Il secondo dovere di carità che la Vergine santa adempie verso i suoi servi fedeli è di provvederli di tutto, per il corpo e per l’anima:-Ci riveste di abiti doppi, cioè, dei meriti del Suo Figlio Gesù Cristo insieme ai nostri propri meriti purificati ed elevati da Lei stessa.-Offre noi i cibi più squisiti della mensa di Dio, ricolmandoci di speciali grazie. Come tesoriera e dispensatrice dei doni e delle grazie dell’Altissimo, Maria ne assegna una buona porzione, anzi la migliore, per nutrire e mantenere i suoi figli e servi.

C. Li guida.

“Il terzo beneficio che Maria largisce ai suoi servi fedeli è di guidarli e dirigerli secondo la volontà di suo Figlio. Rebecca guidava il giovane Giacobbe e gli dava di tanto in tanto buoni consigli, sia per attirare su di lui la benedizione del padre, sia per metterlo al sicuro dall’odio e dalla persecuzione del fratello Esaù. Maria, stella del mare, guida in porto tutti i suoi servi fedeli, indica loro le vie che conducono alla vita eterna, li allontana dai passi pericolosi, li conduce per mano nei sentieri della giustizia, li sorregge se vicini a cadere, li rialza se caduti, li riprende qual madre caritatevole nelle loro mancanze e talvolta li castiga amorevolmente”.

D. Li difende e protegge.

Il quarto consiste nel difenderli e proteggerli contro i loro nemici. Con la sua premura e accortezza, Rebecca salvò Giacobbe da tutti i pericoli, specialmente dalla morte, che il fratello Esaù ­il quale l’odiava e invidiava, come Caino fece con suo fratello Abele­ gli avrebbe sicuramente inflitto. Può forse temere i nemici un uomo circondato da un esercito di centomila uomini ben schierati? Ebbene, un servo fedele di Maria, circondato dalla sua protezione e potenza imperiale, ha meno ancora da temere. Questa amorevole Madre e possente Principessa dei cieli spedirebbe piuttosto battaglioni di milioni d’angeli al soccorso di qualche suo servo, prima che si possa dire che un servo fedele di Maria, affidatosi a lei, sia dovuto soccombere alla malizia, al numero e alla forza dei nemici.

E. Intercede in loro favore.

“Infine, il quinto e massimo bene che l’amabile Maria procura ai suoi fedeli devoti è di intercedere in loro favore presso suo Figlio, placandolo con le sue preghiere, e di unirli e tenerli uniti a lui con un vincolo molto intimo. Rebecca fece avvicinare Giacobbe al letto del padre ed il buon vegliardo lo toccò, lo abbracciò, lo baciò con gioia, contento e soddisfatto com’era delle vivande ben preparate che gli erano state messe innanzi. Poi, aspirati con molto piacere i profumi squisiti dei suoi abiti, esclamò: “Ecco l’odore del mio figlio come l’odore di un campo che il Signore ha benedetto”.…Questo campo rigoglioso, il cui profumo conquistò il cuore del padre, non è altro che l’odore delle virtù e dei meriti di Maria… Dopo averli ricolmati di favori e aver ottenuto loro la benedizione del Padre celeste e l’unione con Gesù Cristo, la Vergine trattiene i santi nella loro pienezza e ve li fa perseverare sino alla fine…Ecco la spiegazione di questa grande e antica figura della predestinazione e della riprovazione, così sconosciuta e così densa di misteri”.

“EFFETTI MERAVIGLIOSI DI QUESTA DEVOZIONE IN UN’ANIMA FEDELE”
San Luigi ci invita a persuaderci che se saremmo fedeli alle pratiche esteriori e interiori della devozione, questa produrrà dei frutti meravigliosi.

1. Conoscenza sapienziale di sé.

“Con la luce che lo Spirito Santo ti darà per mezzo di Maria, sua cara Sposa, conoscerai il tuo fondo cattivo, la tua corruzione e la tua incapacità di ogni bene, se Dio non ne è il principio come autore della natura e della grazia… Ti considererai come lumaca che tutto insudicia con la sua bava, o come rospo che tutto infetta col suo veleno, o come serpente malizioso che cerca soltanto d’ingannare. Insomma, l’umile Vergine ti renderà partecipe della sua umiltà profonda, per cui ti disprezzerai, non disprezzerai nessuno e amerai d’essere disprezzato”.

2. Partecipazione alla fede di Maria.

“La Vergine santa ti farà partecipe della sua fede: una fede che vinse, quaggiù, quella dei patriarchi, dei profeti, degli apostoli e dei santi: …una fede pura, per cui non ti preoccupi molto di quanto è sensibile e straordinario; una fede viva e animata dalla carità… ferma e incrollabile come roccia …operosa e penetrante… coraggiosa… una fede, infine, che sia per te fiaccola ardente, che rischiari quanti stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte…”

3. Maturità cristiana.

“Questa Madre del puro amore toglie dal tuo cuore ogni scrupolo ed ogni disordinato timore servile, l’apre e dilata per farti correre sulla via dei comandamenti di suo Figlio con la santa libertà dei figli di Dio…” In tal modo considererai Dio come buon Padre, conversando familiarmente con Lui, tendendo con semplicità la tua mano verso di Lui nelle cadute e rialzandoti senza turbamento con filiale fiducia.

4. Grande fiducia in Dio e in Maria.

La Vergine santa ti ricolmerà di grande fiducia in Dio e in lei stessa. Infatti, non ti accosterai più da solo a Gesù Cristo, ma sempre per mezzo di lei.“Tu le hai dato tutti i tuoi meriti, grazie e soddisfazioni perché ne disponga a suo piacimento ed ella ti comunica le sue virtù e ti riveste dei suoi meriti. Così tu puoi dire a Dio con fiducia: “Ecco Maria tua serva: avvenga di me quello che hai detto”. Tu ti sei dato a lei totalmente, corpo e anima, e lei che è generosa con i generosi, anzi più generosa di loro, in contraccambio si dà a te in modo meraviglioso”.

5. Comunicazione dell’anima e dello spirito di Maria.

Se ti impegni ad essere fedele alle pratiche di questa devozione, l’anima della Vergine santa si comunica a te per glorificare il Signore, il suo spirito si sostituisce al tuo per rallegrarsi in Dio, suo Salvatore. “Quando verrà quel tempo fortunato, nel quale la divina Maria regnerà padrona e sovrana nei cuori per sottometterli pienamente all’impero del suo grande ed unico Gesù…in quel tempo accadranno cose mirabili su questa misera terra, perché lo Spirito Santo vi troverà la sua cara Sposa come riprodotta nelle anime e quindi scenderà su di loro con l’abbondanza e la pienezza dei suoi doni ­ in particolar modo del dono della sua Sapienza ­ per operarvi meraviglie di grazie.

San Luigi si interroga: “Mio caro fratello, quando verrà questo tempo felice, questo secolo di Maria?” E risponde: “Questo tempo non giungerà se non quando sarà conosciuta e praticata la devozione che sto insegnando: “Perché venga il tuo regno, venga il regno di Maria”.