Padre Tognetti con san Montfort: “Maria nella lotta contro il male (Fatima)”

Il relatore è proprio Padre Serafino Tognetti (monaco della Comunità dei Figli di Dio fondata da don Divo Barsotti). [https://costanzamiriano.com/tag/7-novembre-2026/]

L’evento è l’Ottavo Capitolo Generale del Monastero Wi-Fi, intitolato “Maria Madre della Chiesa“, svoltosi all’interno della Basilica di San Pietro a Roma. L’intero appuntamento è stato ideato, organizzato e documentato in diretta dalla giornalista e scrittrice Costanza Miriano.

Nel suo intervento, intitolato precisamente “Maria nella lotta contro il male (Fatima)”, Padre Tognetti ha guidato l’assemblea fino alla recita dell’Angelus a mezzogiorno, che conclude proprio la fine del video che hai inviato.

La trascrizione del testo è nostra…. e potrete ascoltare anche l’audio con il video originale

📌 Sintesi dei Punti Chiave del Discorso

Il discorso si sviluppa attorno al concetto teologico e spirituale della “guerra” tra il bene e il male, utilizzando come testo di riferimento i testi biblici e al testo di San Luigi Maria Grignion de Montfort: Trattato della Vera Devozione a Maria, vedi qui.

  • La Guerra come dato Biblico: Il relatore spiega che la contrapposizione tra la stirpe della donna e il serpente è stabilita direttamente da Dio nella Genesi. Non si tratta di una scelta umana, ma di una reazione inevitabile al male.
  • L’Esercito di Maria: Viene descritto un “esercito” spirituale guidato dalla Vergine Maria, Madre nostra, che si contrappone a Satana. La particolarità di questa guerra è che l’esito è già scritto: la vittoria finale appartiene a Dio e a Maria.
  • La Potenza degli Umili (“I Nani”): Riprendendo le apparizioni di Fatima del 1917, viene sottolineato come Maria non scelga i potenti o i sapienti della Terra, ma i piccoli, i poveri e gli incolti (definiti ironicamente “nani” o “bassi”). Sono proprio loro, attraverso l’umiltà, a costituire il “calcagno” che schiaccerà la testa del serpente.
  • Il Valore della Riparazione: La vera battaglia non si combatte sulle strutture sociali o sugli effetti visibili del male, ma sulla causa profonda: il peccato. L’arma principale è l’offerta silenziosa della propria vita, la sofferenza accettata e la penitenza riparatrice.
  • Il Rosario come Arma: L’Ave Maria viene descritta come un movimento pendolare continuo tra l’Incarnazione e la Redenzione. Questa proclamazione della vittoria di Cristo è ciò che il demonio teme di più, tanto che, citando il Santo Curato d’Ars, “una sola Ave Maria detta bene fa tremare tutto l’inferno”.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Mi è stato dato il compito di parlare di guerra; tutti parlano di pace e a me mi tocca parlare di guerra. Ma una guerra è attestata nella Bibbia, cioè non è che la inventiamo noi. Addirittura nelle prime pagine della Genesi c’è una inimicizia creata da Dio: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe; questa ti schiaccerà la testa” — e quindi è piuttosto forte come immagine — “e tu le insidierai il calcagno”. Bene, questa guerra è un dato biblico, è presente ed è creata da Dio. Ci chiediamo: ma Dio può creare qualcosa di negativo? L’ha creata, e quindi che volete che vi dica, piaccia o non piaccia, questa è voluta e creata.

Anzi, dice il Monfort che questa guerra è in aumento, e più ci avviciniamo alla fine dei tempi più questa guerra sarà acuta. Scrive il Monfort: “Dio non ha mai fatto o formato che una sola inimicizia, ma irriconciliabile, che durerà, anzi aumenterà” — mi dispiace darvi questa triste notizia, la guerra è in aumento, è in aumento — “fino alla fine: quella tra Maria, degna Madre, e il diavolo; quella tra i suoi figli e i seguaci di Lucifero”.

Dunque questa guerra è dichiarata, e lo vediamo nella nella Genesi: appena c’è Adamo ed Eva, appena saltano fuori, saltano fuori anche, salta fuori anche il serpente, salta fuori il nemico, l’avversario. Quindi è una guerra di… è una reazione, è una guerra di reazione al male che viene addosso a noi. Ma lo scenario di guerra, lo dice anche Gesù nel Vangelo, chi non è con me è contro di me. In mezzo non ci si sta, non c’è una zona franca centrale, grigia, dove vogliamo stare. No: o da una parte, o dall’altra.

Quindi, se c’è una guerra, c’è anche un esercito, o no? Avete visto mai una guerra senza eserciti? Che scrive il Monfort? “Maria deve essere terribile al diavolo e ai suoi seguaci come un esercito schierato a battaglia”, specialmente in questi ultimi tempi, poiché il diavolo, sapendo che gli rimane poco tempo, raddoppia più che mai i suoi sforzi e susciterà ben presto crudeli persecuzioni.

Dunque c’è un esercito di Maria Santissima. Però è un esercito particolare, o meglio, è una guerra un po’ particolare: è una guerra in cui noi sappiamo già chi vince. Ma scusate, eh, è già scritta la vittoria, non è una guerra chissà come andrà a finire. Scrive sempre il Monfort — poi arrivo anche a Fatima, naturalmente — qui è un uno fisso, si sa chi vince: avrà sempre la vittoria contro questo orgoglioso, vittoria così grande da giungere a schiacciargli la testa dove risiede il suo orgoglio.

Bene, adesso allora vediamo come la Madonna vince questa guerra, con quale mezzo vince questa guerra. Il mio predecessore, don Roberto, ha detto con l’arma. Io dico invece… no, c’è anche l’arma, eh! Guai a toccare Padre Pio, sennò mi arriva un fulmine sulla testa. L’arma con la quale la Madonna schiaccia la testa al serpente è il piede, il calcagno, lo dice la Bibbia; la parte bassa, la parte umile, la parte a contatto con la terra.

Ma chi è il suo piede? Voi! Voi siete il piede della Madonna! Certo! Voi pensavate che la Madonna vincesse il demonio venendo giù dal cielo con la spada? No, usa il piede! E oggi tutti questi piedi li ha convocati qui a Roma, questi mille piedi, per schiacciare la testa a Satana.

Scrive sempre il Monfort: “Satana tenderà insidie al calcagno di lei, cioè agli umili schiavi e ai suoi poveri figli che ella susciterà per fargli guerra. Questi figli saranno piccoli e poveri, al giudizio del mondo saranno bassi”. Qui ci vogliono i piccoli, i poveri… Questa non l’avevo colta: i bassi! Gli alti non non ci sono, i granatieri non non sono previsti nell’esercito di Maria. C’è qualche basso qua? Bene, allora voi siete la parte privilegiata! Santa Gemma Galgani era alta 1,60, San Francesco era alto 1,62, erano bassi!

“Saranno perseguitati e calpestati come lo è il calcagno rispetto alle altre membra del corpo, ma” — attenzione — “questi bassi saranno ricchi della grazia di Dio, che Maria distribuirà loro abbondantemente”. Allora viva i nani! Viva i nani come nel romanzo di Tolkien, Il Signore degli Anelli, ci sono i nani perché sono ricchi della grazia di Dio, cioè sono coloro che toccano terra, sono gli umili, sono gli umiliati.

Per farci capire chi sono, la Madonna se n’è andata a scegliere tre nel 1917: erano bassissimi, piccolissimi, non sapevano né leggere né scrivere. Piccoli di sicuro: uno aveva 7 anni, uno ne aveva 9 e una ne aveva 10, erano totalmente incolti.

Bene, cosa dice la Madonna a questi tre piedi? Cosa dovete fare? Nel il 13 maggio 1917 la Madonna fa subito una domanda. In altre apparizioni prima sta in silenzio, abitua il veggente, fa delle domande più vaghe; qui, appena appare, a questi tre dice: “Volete offrire offrirvi a Dio per sopportare tutti i dolori che Egli vorrà mandarvi?”, per due motivi: primo, in atto di riparazione dei peccati; secondo, per la conversione dei poveri peccatori. Ecco, allora questi piccoli sono istruiti: cosa devono fare? Offrire la propria vita e sopportare tutte le prove, i dolori che Dio vorrà mandarvi. E Lucia risponde per tutti — Lucia era la più intraprendente — e dice: “Sì, lo vogliamo”. No, forse Francesco avrebbe potuto dire “parla per te”, non lo so, ma comunque lei dice: “Sì, lo vogliamo”.

Bene, quest’opera di riparazione, questa vittoria è una è un’opera invisibile, segreta, intima, non la vede nessuno, interiore; non va sui giornali, non vengono intervistati, non fanno non hanno dialogo politico con le cose del mondo. È una vittoria, è uno stratagemma che non fa pubblicità, non è aiuto ai poveri, non è opere sociali, non è distribuzione dei beni, non è riparazione delle ingiustizie, non è vittoria sulle malattie, ma è la riparazione dei peccati. Voi capite che con questo si entra direttamente nel territorio del diavolo.

Perché a lui non interessano, o interessano meno, questi atti che vanno sui giornali, perché i giornali sono suoi in generale, sono suoi, e e lì lui fa fa far fa fa girare le sue voci. Ma un piccolo, un nano che offre la sua vita in riparazione dei peccati e nessuno vede, nessuno conosce, entra direttamente nella battaglia contro il demonio perché è il suo terreno: il peccato! Allora il combattente ripara il peccato. Allora voi capite che la Madonna ci dice: questa è la vittoria.

E per far capire meglio questa espressione, tre mesi dopo dice: “Molti vanno all’inferno perché nessuno prega per loro e si sacrifica per loro”. Allora vedete che andare all’inferno, salvarsi l’anima, chiede anche una nostra collaborazione. Posso fare qualcosa, posso aiutare Gesù, posso collaborare in questa battaglia alla vittoria contro il male. Il valore della penitenza riparatrice che lotta contro il male invisibile. Guardate, noi dei peccati vediamo solo gli effetti disastrosi, li vediamo. Bene, qui la Madonna invece dice: lasciate stare gli effetti, non potete agire, siete troppo piccoli! Non potete agire sulle sugli effetti, agite sulla causa riparando i peccati. E allora lì la radice del male viene estirpata. Ma questo è quello che ha fatto Gesù nel Getsemani! Gesù nel Getsemani non ha moltiplicato pani, non ha ordinato ai venti; ha preso su di sé il peccato e l’ha riparato, ha pagato per tutti. Un’azione che non ha rilievo pubblico, invisibile.

Ma chi si accorse della morte di Gesù in croce? Solo gli elementi della natura, se ne accorse il velo del tempio. Era lì bello beato, il velo del tempio, muore Gesù a 2 km, frac, si squarcia in due. Chi si accorse della della morte di Gesù? Gli agenti atmosferici: si fece buio su tutta la terra. Forse a Roma si accorsero che Gesù era morto per la riparazione dei peccati? No, se ne accorse la terra: venne un gran terremoto. Ecco coloro che si che si accorgono e vivono la morte di Gesù.

Bene, questi tre bambini si adoperarono immediatamente. Non fecero storie, cominciarono subito a far parte dell’esercito della Beata Vergine Maria, che lei aveva istituito, a fare delle delle penitenze. Sono anime guerriere, guardate le loro foto, guardate le loro immagini. Queste penitenze le fanno per amore, non per spirito che ne so, di di fare chissà che cosa, lo fanno perché l’ha detto la Madonna! Ma scusate, se c’è un generale nell’esercito, noi dobbiamo fare quello che il generale ci dice. La Madonna ha detto di di fare penitenza? La faccio!

Sapete quando Lucia andò a trovare Giacinta all’ospedale a Lisbona, e Giacinta Lucia disse: “Come stai?”. Risposta di Giacinta: “Quante penitenze hai fatto oggi?”. Cioè a lei non interessava niente come stai o come non va, lei “vogliamo fare penitenza” perché è la penitenza la nostra vittoria. Ed ecco perché Satana odia la Vergine Maria e odia i tre pastorelli, odia coloro che vivono con lei, odia coloro che fanno parte di questa sua formazione.

Scrive il Monfort: “Dio donò tanta forza per vincere a con contro questo empio orgoglioso, egli la teme più degli uomini e degli angeli”. Ma è stato detto anche prima.

Bene, allora chi sono le persone più utili nel mondo e nella Chiesa? Voi! Non vi perdete in chiacchiere, non vi perdete in discussioni, ma combattete, perché questa è l’ora del combattimento, l’ha detto la Vergine Maria apparendo a Fatima e in altre apparizioni. Quello di cui c’è bisogno è la salvezza delle anime. I tre pastorelli non ricevono medaglie, diplomi, premi, premi Oscar; rimangono piccoli, bassi, così anche voi nelle vostre parrocchie, cari fratelli preti, nelle vostre diocesi non siete considerati, nelle vostre zone, nei vostri luoghi. Diceva Gesù a Josefa Menéndez: “Io non guardo l’azione, guardo l’intenzione”. Non dobbiamo aver paura di soffrire, non dobbiamo aver paura di dobbiamo solo scaldare i motori, ci è stato detto.

Dunque, noi vogliamo far parte di questo esercito. Il Monfort propone una consacrazione a Maria. A Fatima la Madonna dice: “Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato”. Quindi è Dio che lo vuole, non è lei! Dio vuole, e quindi quando la Madonna dice “Dio vuole” bisogna mettersi sull’attenti. Dio vuole stabilire questo.

Come dobbiamo iscriverci a questo esercito? È molto semplice: c’è un partito in Italia che si chiama le Cinque Stelle, noi facciamo il partito delle Dodici Stelle, la corona della Vergine Maria! Movimento Dodici Stelle, le iscrizioni sono aperte. Associazione a delinquere di stampo mariano. Vi va bene? Certo a delinquere, perché noi delinquiamo contro il male! La nostra è una guerra, una battaglia. Allora le iscrizioni a tale partito sono aperte perché vogliamo delinquere contro il male. Presidente: Maria Santissima. Primo Ministro: Giacinta di Fatima — e non toglie non toglietele questo posto — morta a 9 anni, o più piccola di lei, più imbattibile di lei. La Vergine ha in mano la sorte di questo tempio, quindi essere suoi vuol dire avere un marchio di fabbrica.

Il Monfort dice: fatevi schiavi. Ma schiavo non è una brutta parola, eh, schiavo è una buona parola. Schiavo vuol dire: non ho più una mia volontà. Ora, se io mi faccio schiavo di un uomo non va bene, ma se mi faccio schiavo di Dio, certo! Certo che va bene! Non voglio più avere la mia volontà, voglio appartenere a un altro e questo altro è Gesù Cristo, è Dio, io gli appartengo. Certo, anche Gesù si definisce tale: spogliò se stesso assumendo la condizione di servo, e la Madonna cosa dice? “Ecco la serva del Signore”. I piccoli, dunque, appartengono alla Vergine Maria.

Allora oggi qui non so quanti siamo, io l’invito che vi faccio è a iscrivervi a questo partito perché ce n’è bisogno ce n’è di bisogno. C’è bisogno di avere questi piedi, questi piccoli, questi umiliati, questi nani che vadano nel mondo per far agire la potenza di Dio, e avete capito come: offrendo voi stessi in sacrificio di soave odore, cioè accettando tutte le prove e le sofferenze che Dio vorrà mandarvi. Chissà che lo Spirito non abbia suscitato questo movimento per questo motivo. I monaci, i monaci non hanno altro fine che non la gloria di Dio.

L’ultimo pensiero, perché ho il minutaggio al centimetro, l’ultimo pensiero lo riprendo da quanto don Roberto ci diceva: il Rosario come arma. Ma guardate bene, quando diciamo l’Ave Maria, la prima parte diamo voce all’angelo Gabriele: “Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te”, cioè quello che disse Gabriele. Nella prima parte io sono Gabriele, modestamente, gli ricordo alla Vergine l’incarnazione. Nella seconda parte: “prega per noi peccatori”, cioè la nostra salvezza, la redenzione, la vittoria sul male per la preghiera di Maria.

Allora quando diciamo l’Ave Maria, noi facciamo il ping pong, il pendolo tra incarnazione, redenzione, incarnazione, redenzione, incarnazione, redenzione, incarnazione, redenzione… Sono frustate al nostro nemico perché non lo sopporta l’incarnazione e la redenzione. Quindi questa è la preghiera che ci fa entrare nella vittoria: incarnazione, redenzione, ecco perché la Madonna la chiede nelle nelle varie apparizioni. Mi sono sempre chiesto: ma perché la Madonna chiede il Rosario? Vuole essere pregata lei? No! Dicendo questa preghiera noi entriamo in questa guerra e ci dà questa voce per vincere la guerra, facciamo presente la vittoria: incarnazione, redenzione. Ecco perché è una preghiera odiata, chiedetela agli esorcisti, è stato detto anche questo. Cioè se c’è qualche esorcista qui, sa benissimo che la preghiera che il diavolo non vuole sopportare è quella che proclama la vittoria, cioè il Santo Rosario, perché in essa il demonio vede la sua sconfitta.

Diceva il Santo Curato d’Ars, aprite le orecchie: “Una sola Ave Maria detta bene fa tremare tutto l’inferno”. Più di così non si può. Una sola Ave Maria fa tremare tutto l’inferno. Allora benvenuti in questo esercito della Beata Vergine Maria, l’esercito degli umili; San Francesco lo chiamerebbe l’esercito degli idioti, io lo chiamo l’esercito dei nani, ma questo mi riempie di gioia e di consolazione perché è scritto che i piccoli erediteranno il Regno dei Cieli. Ma in più, in questo tempo, con la loro offerta, la loro sofferenza, portano la salvezza nel mondo, per Cristo nostro Signore.

Adesso ci alziamo in piedi, tutti quanti, perché è giunta l’ora, dopo questa lunga mattina di ascolto, di dire l’Ave Maria. Eh beh, scusate, eh, cioè di dire l’Angelus, in cui noi faremo Gabriele e risponderemo con la vittoria della Beata Vergine Maria.

L’angelo del Signore portò l’annuncio a Maria.
E diede il via all’opera dello Spirito Santo.

Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Ecco sono la serva del Signore.
Avvenga di me secondo la tua parola.

Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

E il Verbo si fece carne.
E venne ad abitare in mezzo a noi.

Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Prega per noi, o Santa Madre di Dio.
Affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo.

Preghiamo. Infondi in noi, Signore, la tua grazia, e perché per l’annuncio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del Verbo, tuo Figlio, fa’ che partecipando alla sua passione e morte giungiamo alla gloria della risurrezione, per Cristo nostro Signore.
Amen.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

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