Bartolo Longo racconta la vera Inquisizione Spagnola e Domenicana

Dopo avervi dato qualche dato storico in questo link: Quel beato Bartolo Longo sconosciuto… e oscurato, entriamo ora nel vivo leggendo una pagina originale, dalla penna del Beato, a riguardo dell’Inquisizione Spagnola e del ruolo avuto dai Domenicani in quella avviata dalla Santa Sede, il tutto è tratto integralmente dal testo del 1881, terza edizione riveduta e corretta dall’Autore.


– Si espone la parte avuta dai Domenicani nell’Inquisizione Spagnola.

Ecco la parte dei Domenicani nell’Inquisizione di Spagna, come ce la insegna il giureconsulto Pegna nei suoi “Commentari sul Direttorio degl’Inquisitori“:

In Ispagna Ferdinando re d’Aragona e di Castiglia, Quinto di nome, circa l’anno del Signore 1476, come lo attestano le nostre storie: tolse ai frati Domenicani l’officio dell’Inquisizione e lo diede ai chierici secolari. Nel tempo stesso incaricò il cardinal Mendoza di ricostituire dell’officio. Lymborch, quel terribile Lymborch protestante spietato, il primo che usò accusare san Domenico, arriva epperò a difendere i Domenicani in Ispagna e dice espressamente: “Quest’Officio non è più come una volta affidato ai frati Predicatori o Domenicani; ma si cominciò col darne l’incarico ai chierici secolari esperti dei canoni e nelle leggi, e a poco a poco fu loro interamente devoluto. In guisa che i frati Domenicani non vi hanno più nessuna parte, tranne che sovente si vuol servire di essi per qualificare le proposizioni che trattasi di giudicare, guidare nello spirito e da consultori d’anime.”

Un fatto inaudito vi mostrerà qual credito aveano nell’Inquisizione di Spagna i Domenicani. Uno di essi, Bartolomeo Carranza, Arcivescovo di Toledo, uomo venerabile, stimato universalmente per la primaria sede vescovile che occupava, fu repentinamente arrestato per ordine dell’Inquisizione di mano dei chierici secolari e di politici di parte interessati. Indarno il Papa Pio IV lo richiamò, giacché spingeva contro Carranza la politica cristiana di Spagna, in sospetto d’eresia già sotto il sommo pontificato di Paolo IV, malamente informato. Indarno fu esso convocato dal Concilio di Trento che stava già esso adunato, ma da questi fu assolto dalle accuse di eresia che ivi sarebbero state contenute nel suo “Catechismo“, tentativo a confutar l’eresie protestanti, ma senza ristrettezze. Era infatti, pretesto politico, quell’arrestamento per il Catechismo fatto dal Carranza, ma la Congregazione del Concilio, incaricata dell’esame dei libri, alla fine dichiarò cattolico, chiarita qualche imprecisione, i codesti testi. Ma inutili gli sforzi! Fu questa Inquisizione, non affatto sotto la guida del Supremo Pastore, ad essere inesorabile ed ingiusta, questa Inquisizione lo tenne prigioniero per molti anni nelle sue prigioni, motivato dal voler eliminare un vero Pastore cattolico, vietando al Carranza di recarsi ben prima a Roma per essere giudicato dalla Suprema giustizia della Chiesa. Eccolo il potere dei Domenicani in Spagna! Come del resto è tutto riportato dal Padre Lacordaire nelle sue Memorie.

Obiezione:

Ma i Domenicani se non furono i fondatori responsabili dell’Inquisizione Spagnuola, non potrete negare che furono responsabili nei Tribunali del Sant’Uffizio…!

Risposta:

Ma chi non vi prese parte in tutta Europa? Quel che vi sfugge è che l’Inquisizione iniziata dalla santa Chiesa fu un vero progresso, paragonata a tutto ciò che in passato subivano i reo-imputati senza alcun diritto di difesa. Mi si conceda di offrire al lettore di mettere al suo servizio la mia esperienza e conoscenza di avvocato. Che se il lettore volesse solo una risposta politica o di parte, non farebbe egli tesoro della verità. In vece di un tribunale senza alcun diritto di grazia, soggetto alla lettera inesorabile della legge, aveasi un tribunale pieghevole che ora, con la detta santa Inquisizione, perdonava a chi si pentiva, che l’imputato poteva comunque difendersi e raccontare la propria storia, e che tal tribunale rimandava – per legge – al braccio secolare e che pochi erano gli accusati dalla Chiesa, eretici ostinati e gravemente turbolenti, disprezzatori delle leggi e soggetti pericolosi per l’ordine sociale, a finire in quell’ultimo giudizio.

Il giornale francese des Debats così scriveva: “Qual’é il tribunale che in Europa, tranne quello della santa Inquisizione, che ammonisca due, tre, anche quattro volte il reo, con infinita pazienza, prima di punirlo o decretarne il verdetto? E se costui ricade, e se contro gli avvisi ei persiste nella sua condotta, vien sì arrestato, ma che se si pente e confessa il pentimento, vien posto tosto in libertà!” (del 17 settembre 1805).

Il sig. Bourgoing, le cui opinioni non potevano certo essere sospette essendo egli non certo un cattolico ossequiante, perché di un antico ministro plenipotenziario della Repubblica francese presso la Corte di Spagna, scrivendo il “Quadro della Spagna moderna” (16.9.1805) parlando del Sant’Uffizio, dice: “Per rendere omaggio alla verità confesserò che quella santa Inquisizione fatta dai Papi,  potrebbe essere citata ai nostri giorni, quale modello d’ equità per i reo senza difensori…” Qual confessione!!

Or l’Ufficio degl’Inquisitori ecclesiastici e dei Domenicani si restrinse sempre più a ricercar i veri colpevoli, a fare ogni sforzo per ricondurli alla Fede e salvarli convertendoli a Dio, né giammai di giudicarli per condannarli, o per diletto di vederli a morte. Come è vero che tutta Europa si muoveva con i mezzi che avea e con le leggi che avea, ma nessuno può tollere ai Domenicani – come alla santa vera Inquisizione -quella pietà che mai reo avea incontrato nella propria prigionia. Un’altro capitolo spetta all’uso della violenza e o delle afflizioni corporali per indurre il reo ad una rapida confessione. Purtroppo la tanta campagna protestante contro la Istoria della Chiesa, ha messo ombre sulla verità, ha gettato fango sulla Chiesa attribuendo alla santa Inquisizione l’uso libertino delli strumenti di tortura. San Domenico, come il futuro Pontefice san Pio V, mai ne fecero uso e tosto sovente rigettavano l’uso della forza brutale la quale, anche qui, era gestita dal braccio secolare e non dalle decisioni canoniche, che se il reo si confidava al confessore, egli veniva tosto protetto proprio da quel braccio secolare che non attendeva altro che di manifestar la propria potenza.

A quell’epoca di tanto sangue sparso del quale ne facciamo giustizia e memoria, ma colla verità dei fatti, e che contaminò l’Europa intera, la santa Inquisizione dei nostri frati non ne versava neppure una stilla! E questo nostro secolo, per colpa della falsità protestante e massonica degli ultimi anni, osa oltraggiare i Domenicani, sol perché costoro “ebbero parte del santo Tribunale“, tutto ecclesiastico dell’Inquisizione?

Vediamo di sfogliare quelle pagine di storia che indicano chiaramente i Protestanti qual fautori di gravi ed inaudite violenze. Vediamo questo nostro secolo che vuol vantarsi di “civiltà e di libertà“, oggi in mano ai Protestanti ed alla Massoneria, non ha esso udito gli ultimi gemiti dell’Irlanda cattolica oppressa e schiacciata dalla chiesa anglicana? Come non può vedere l’Occidente l’Olanda calvinista spingere agli estremi supplizi i cattolici Belgi per costringerli alla loro riforma? E si finge forse di non udire i lamenti e le sofferenze dei cattolici in tutta l’Inghilterra, perché schiacciati e obbligati di professar la loro fede cattolica di nascosto e di come si vieti loro ogni manifestazione pubblica, pena la morte e la carcerazione? Questo secolo sedotto nelle falsità storiche ha mirato la Prussia protestante gittare nelle carceri un Arcivescovo per una benedizione spirituale, e condannare alla multa esosa o all’esilio tanti sacerdoti cattolici, solo perché fedeli alle leggi della santa Chiesa…! Questo secolo sepolto in un mare di fango contro la santa Chiesa, deve conoscere il martirio della Chiesa in Polonia, martirio atroce, onde però l’Inquisizione Russa-Scismatica cerca ancora di soffogare nel sangue l’istinto cattolico della generosa nazione di Sobieski, già tanto smembrata, provata ed insanguinata…

E come non dire a questo secolo travagliato dalle menzogne di quel “Liberalismo razionalista, con una inesorabile inquisizione ricercare tutte le celle dei Monasteri e dei Conventi per espellervi uomini e donne di preghiera e di pace, e mettere tutti sul lastrico, compresi i nostri Frati più venerandi per virtù e scienza sacra, sino agli infermi senza alcuna pietà, gittati per le strade, quando non venivano ghigliottinati, o massacrati  a colpi di bastoni per le vie cittadine, dopo una vita di dedizione per il prossimo. Ricercare in tutte le clausure, per gittare nella corruzione e nella derisioni, quelle Vergini consacrate, sacrate al Signore… e ancora inquisire tutti gli angoli delle Chiese per ispogliarle dei beni, e tutti i sodalizii religiosi per estirpare la semenza del cattolicesimo e l’affetto con l’obbedienza filiale al Sommo Pontefice, al glorioso Papato. E tutto questo, badi bene il buon lettore, in nome della Libertà dei Culti! della Libertà di pensiero, della Costituzione che dichiara inviolabile il domicilio, proteggerebbe le associazioni pacifiche, intangibili le Chiese e i loro beni e… dominanti nello Stato la Religione Cattolica!

Sì, è vero, i Domenicani hanno sparso il sangue, ma sangue proprio, o per discipline, a fin di placare lo sdegno di Dio contro gli eretici, o pel martirio, a fin di attestare la verità e di piantare e col sangue proprio, annaffiare la Fede in Gesù Cristo, la devozione alla Santissima Vergine Maria, sua Madre, l’onore della sua santa Chiesa. Cercate la storia del loro bianco scapolare con san Giacinto, quando valicò le vette del Settentrione, della Svezia, della Russia, penetrò le foreste dell’Ungheria, della Boemia ed infine della Polonia, non ancora appagato traghettò il Mar Nero e i fiumi dell’Asia minore, percorse le isole dell’arcipelago Greco; ecco lasciò in tutto il suo itinerario tracce di cattolicesimo pio e santo, dove passò gittò i semi della civiltà cristiana aprendo Conventi, saziando gli affamati, rivestendo i poveri, curando gli ammalati…. consolando orfani e vedove. Queste bianche Lane Domenicane non disonorarono mai la gloria di Dio, questo Scapolare ha visto trapassare deserti e ghiacciai, aprire tende pacifiche in terre aride o floride per piantarvi le “Rose Celesti” e pagando spesso con il proprio sangue.

Per opera del domenicano portoghese, il beato Gasparre della Croce, giunge a fondare le prime cristianità in Cina. Il bianco Scapolare del frate Predicatore valicò mari e monti, fiumi ed oceani con Luigi Bertrando e Bartolomeo de Las Casas, il vescovo che riscattò dalla schiavitù gli indigeni delle Americhe e pose argini a quel sangue versato dagl’ingordi spagnuoli… Per non dimenticarci di San Vincenzo Ferreri, ma anche di una grande Donna domenicana, santa Caterina da Siena, grazie ai quali i Supremi Pastori vinsero il pericolo di ulteriori gravi scismi, consolando con la senese le dolci contrade italiche. E che dire di quello Scapolare circondato a ragione da un Sole in mezzo al petto che appassionò il grande Tommaso d’Aquino?

Sì, diciamolo ancora una volta: i Domenicani sparsero del sangue, ma quello proprio, come quello sparso per innaffiare i novelli germogli in terra del Giappone da parte del beato Alfonso Navarrete con 102 suoi Compagni tra Padri ma anche terziari e catechisti, Rosarianti inermi, armato solo del santo Vangelo e della Corona del Rosario… e mentre morivano tra le fiamme cantando l’Inno del Trisagio e, nell’ultimo loro respiro, risonava in tutta la valle il dolce canto alla Vergine Santa… Hanno sparso il sangue, quando per sostener la Fede in Colonia, 49 di essi, ora tutti Beati, furono in un punto tutti tolti alla terra mentre cantavano la “Salve Regina”, dopo Compieta nel Convento di Sandomiria. (1)

E andiamo per le pianure lombarde, purgate in un primo tempo dai violenti eretici dopo trent’anni di santo apostolato del grande San Pietro da Verona, vero santo Inquisitore che pagò con il proprio sangue l’amor diletto verso quel gregge disperso ed ingannato dall’eresia; allorchè l’illustre Protomartire della vera Inquisizione, giacendo a morte sotto il pugnale del sicario protestante, tra Como e Milano, intinse il dito nel proprio sangue, e scrisse in terra il testamento per eterna memoria ai suoi confratelli e a tutti: Credo… in Deum. E quanto potremo continuare, fino ai giorni nostri, come da sempre i Domenicani han suggellato col proprio sangue la vera Fede in Cristo e gli affetti alla Sede di Pietro.

Oggi, da dopo il 1840, ben nuovi Martiri Domenicani troviamo nell’Asia e nell’Europa moderna, oggi oppressa dal manto mortifero protestante e massonico, per riaffermare col proprio sangue, la propria vita, questa fedeltà a Gesù Cristo ed alla sua santa Chiesa. Laonde ci sembra dover concludere questo piccolo scorcio della storia, con il grande domenicano Padre Domenico Lacordaire. L’oratore più eloquente che abbia illustrato il pergamo da Bousset a noi e che disse dal pulpito: “Signori, il nostro manto (lo Scapolare) è bianco, perché è puro; è il manto della verità…”


1) Questo episodio spinge il beato Bartolo Longo ad inserire poi nella famosa Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei, quel bellissimo passaggio commovente: “O Rosario benedetto di Maria, * catena dolce che ci rannodi a Dio, * vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, * torre di salvezza negli assalti d’inferno, * porto sicuro nel comune naufragio, * noi non ti lasceremo mai più. * Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, * a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome vostro soave, o Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico rifugio dei peccatori, * o sovrana consolatrice dei mesti. * Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Così sia.”