“Per mezzo tuo annientò i nostri nemici”

La vittoria di Maria e la battaglia del cristiano negli ultimi tempi. L’Assunzione tra combattimento spirituale, verità di fede e speranza di salvezza.

Santa Messa Assunzione della Beata Vergine Maria in rito tradizionale a Vocogno in Val Vigezzo (VB).
Omelia di don Alberto Secci: “per mezzo tuo annientò i nostri nemici”.
Sabato 15 Agosto 2026.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

Signum magnum apparuit in caelo. Un grande segno apparve nel cielo: è il segno di Maria assunta in corpo e anima. Altro che Coredentrice, la Madonna è di più. È in cielo al termine del pellegrinaggio terreno della sua vita. La sua vita umana è assunta in cielo in corpo e anima, non solo perché è giustizia che abbia la stessa sorte di Gesù Cristo, Signore nostro, asceso al cielo in corpo e anima, ma ancora di più è giustizia perché è Maria Santissima ad aver dato la carne, l’umanità, al Verbo.

Senza Maria non ci sarebbe l’incarnazione; senza Maria Santissima non ci sarebbe la redenzione. Perché se il Verbo non avesse assunto l’umanità, non l’avrebbe redenta, salvata, liberata dal peccato e dalla morte. Senza Maria Santissima, senza di lei non c’è redenzione per noi, perché la nostra umanità, non assunta dal Verbo nell’incarnazione, non potrebbe percepire, assumere, ricevere la liberazione e la redenzione.

Lei è la prima dopo Cristo a salire al cielo in corpo e anima. Sarà il destino dei redenti, chiamati alla fine del mondo alla partecipazione piena della gloria di Dio, quando Dio sarà tutto in tutti; anche noi siamo destinati a salire al cielo in corpo e anima. Il nostro corpo — dice la dottrina della Chiesa definita dogmaticamente — non un corpo generico, un’umanità generica, un modo di dire come va di moda oggi perché non si crede più.

Però permettetemi: questa consolante realtà dell’assunzione in cielo di Maria Vergine in corpo e anima deve essere percepita nell’ordine della lotta. Se c’è una disgrazia, è che l’Assunta cada in mezzo all’estate per noi — non in sé —, dentro un mondo imborghesito che ha inventato questa cosa strana che si chiama “agitazione della vacanza”. “Dove andiamo oggi? Cosa facciamo oggi?” Un cristiano non può mai farsi queste domande: un cristiano è sempre dentro una battaglia.

Voi direte: “No, don Alberto, basta almeno il giorno dell’Assunta!” Scusate, l’epistola di oggi della festa dell’Assunta applica il libro di Giuditta — colei che ha tagliato la testa a Oloferne, il grande nemico del popolo ebraico, del popolo eletto, liberando il popolo e decapitando il nemico. Questa figura è applicata a Maria Santissima assunta in cielo, e l’epistola inizia così: “Il Signore ti ha benedetta nella sua potenza perché per mezzo tuo annientò i nostri nemici.” Se uno poi recita l’Ufficio divino di oggi, la Madonna, usando la Scrittura, è paragonata a un esercito schierato in battaglia.

E no, fratelli: l’Assunta in cielo non è una scappatoia per attutire la paura del morire. È l’affermazione di una vittoria che sarà per l’eternità, ma che inizia già qui. È la vittoria di Cristo: è Cristo che ha vinto. Vi ricordate quando a Pasqua cantiamo: “Mors et vita duello conflixere mirando”? C’è una guerra, c’è un combattimento tra morte e vita: ha vinto Cristo. E questa vittoria, per i motivi che accennavo, è partecipata a Maria Santissima; la Santissima diventa colei che vince con Cristo.

Allora bisogna essere coscienti di una battaglia. Guardate, Pio XII proclama il dogma dell’Assunta il 1° novembre 1950. Era la fine dell’Anno Santo Maggiore, che arrivava dopo cinque anni dalla fine della Seconda guerra mondiale. Fu voluto da Pio XII come l’Anno Santo del “grande ritorno”, perché la guerra aveva scatenato il demonio negli animi. Il problema della guerra non è la guerra in sé, è il peccato che l’ha generata ed è il peccato che segue. Noi siamo sempre pronti a dire che la guerra è un peccato; no, la guerra è il risultato dei peccati.

Il grande Papa Pio XII volle l’Anno Santo come l’anno del grande ritorno, cioè del tornare a Dio e chiudere col peccato. Chiamò a penitenza il mondo cristiano. Repeto: nella guerra si scatena il demonio, non solo sui fronti di guerra, ma in mezzo alla vita della gente, in mezzo alle case, perché ci si abitua alla violenza, alla cattiveria, alla malignità, alla falsità, alla perversione. Chi conosce la storia di quegli anni può confermarlo: l’Assunta è proclamata in vista della coscienza della battaglia che bisogna compiere, la battaglia contro il peccato, la battaglia affinché vinca la santità nelle nostre vite e nella società.

Ma il Signore ci ha avvisati; la Sacra Scrittura ne parla ripetutamente. Permettetemi di citare la Seconda lettera ai Tessalonicesi: “Nessuno vi inganni in alcun modo”, perché prima dell’avvento del Signore — e noi siamo negli ultimi tempi, nel senso che dopo l’ascesa al cielo di Cristo attendiamo il suo ritorno; gli ultimi tempi non si sa quanto dureranno, ma questa è l’ultima stagione della storia del mondo. La rivelazione è compiuta, si attende il ritorno di Cristo e c’è l’opera santificatrice della Chiesa — dice: “Nessuno vi inganni in alcun modo: prima dell’avvento del Signore bisogna che venga l’apostasia”, cioè l’abbandono della fede. Pio XII era preoccupatissimo di questo.

Bisogna che venga l’apostasia e si manifesti l’uomo del peccato, il figlio della perdizione. È Rivelazione questa, eh! Non sono rivelazioni private, è Rivelazione dogmatica e pubblica della Chiesa. Il figlio della perdizione, l’avversario che si innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio ed è oggetto di venerazione, al punto di sedersi egli stesso nel tempio di Dio, prendendo il posto di Dio e proclamando se stesso come Dio: l’Anticristo. “Non vi ricordate” — scrive San Paolo — “che vi dicevo queste cose quando ero in mezzo a voi?”

Questo empio, in virtù della potenza di Satana, verrà accompagnato da ogni sorta di portenti, farà miracoli per ingannare i tonti — e i tonti nella fede sono tanti —, con ogni sorta di portenti, di segni e di prodigi menzogneri, e da tutte le seduzioni che presenta l’iniquità per quelli che si perdono, perché non hanno voluto accogliere l’amore della verità.

Guardate che se non si lavora non c’è scampo, fratelli. Vi supplico, almeno voi che siete qui: non c’è scampo, bisogna lavorare per non essere ingannati. Altrimenti prega, studia, discorri delle cose importanti, parla di ciò che conta con i tuoi amici nella fede, considera profondamente le cose, non stare mai tranquillo! Per questo dice: “per quelli che si perdono perché non hanno voluto accogliere l’amore della verità che li avrebbe salvati. Per questo Dio permette che la potenza del maligno li faccia smarrire, sicché essi crederanno alla menzogna”.

E il Vangelo di Matteo parla del moltiplicarsi dell’iniquità: cioè, per il futuro non c’è da attendere una soluzione, c’è da attendere la moltiplicazione dell’iniquità. Mettiamocelo bene in testa, altro che l’idea che il futuro sia progresso! La Sacra Scrittura dice che ci sarà la grande apostasia, ci sarà la grande persecuzione: questa è verità di fede. Per il moltiplicarsi dell’iniquità, in molti — attenti, in molti — si raffredderà la carità, se non ti alleni a vivere intensamente anche nei tempi di tribolazione. Ma chi avrà saputo perseverare sino alla fine, questi sarà salvo.

Per questo la Chiesa, che ha sempre creduto alla verità di fede dell’Assunzione in cielo di Maria, arrivò a proclamarla nella persona di Pio XII il 1° novembre 1950: perché i tempi sono tempi di tribolazione, e la Madonna è colei che è posta per vincere in Cristo questo pericolo, questa terribile persecuzione per le anime. Nella grande tribolazione occorre guardare a Maria Santissima. Non c’è che un rimedio, ed è per questo che c’è l’Assunzione in cielo di Maria.

È vero, fratelli, che cambia tutto se è così? Pensavate di fare una giornata in onore della Madonna solo perché siete figli devoti? Eh no! Bisogna partire in battaglia contro il nostro peccato — non contro gli altri —, contro la stupidità con cui vi fanno vivere e che voi accettate. Ma basta, basta! Non siete stufi di questa vita confezionata che vi hanno creato quelli che non credono in Dio? Non fate più le cose che fanno tutti, vi supplico! Fate le cose che sono giuste e vere; se poi le fanno anche altri, tanto meglio. Sono tutti in giro come cani randagi: oltre a portare il cane, sono randagi anche loro. Basta!

La nostra anima è per l’eternità, è per il cielo. Il nostro corpo è per la gloria di Dio. Quando aspetti a partecipare a quest’opera? Non c’è che un rimedio: raddoppiare la fede. Così parlavano i santi Padri. Non c’è che un rimedio: raddoppiare la fede, ripetere continuamente l’invocazione del Vangelo: “Signore, io credo, ma aumenta la mia fede!”, e pregare senza stancarci mai la Madonna che ci aiuti. Che ci aiuti a perseverare, a proseguire il cammino, perché siamo nei tempi che il Signore ha predetto.

Quando si canta l’Ave Maris Stella, il grande inno alla Madonna, si dice: “Vitam praesta puram, iter para tutum, ut videntes Jesum semper collaetemur”. Accordaci una vita pura — e non è già una guerra in questo mondo avere una vita pura? —, insegnaci la retta via, affinché, vedendo Gesù, godiamo con te per sempre.

Che sia questa la preghiera alla Madonna oggi, nel grande giorno della sua Assunzione in cielo.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

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