Santi Patroni primari d’Italia: Caterina da Siena e Francesco di Assisi

CI E’ STATO CHIESTO SE IL 4 OTTOBRE E’ ANCHE PER LA PATRONA D’ITALIA, SANTA CATERINA DA SIENA…
PURTROPPO E’ UN NO, CON UN PICCOLO “SI”!! anche se noi cattolici dovremo ricordarla ugualmente…

👉 CHIARIAMO la questione … la legge non include Santa Caterina da Siena come festività nazionale, ma solo come festa civile….
Che differenza c’è?
leggete a seguire…. 👇👇👇👇

La Legge n. 151 dell’8 ottobre 2025 ha istituito la festività nazionale per la sola figura di San Francesco d’Assisi.
Questa scelta ha creato una sovrapposizione normativa e una situazione definita insolita da molti esperti:

  • San Francesco d’Assisi: In base alla nuova legge, il 4 ottobre diventa festività nazionale a tutti gli effetti, comportando la chiusura delle scuole e il diritto al riposo retribuito (o indennità in busta paga).
  • Santa Caterina da Siena: La nuova norma ha modificato una vecchia legge del 1958 (la n. 132), togliendo da essa il nome di San Francesco (CHE ERA STATO VOLUTO INSIEME DA PIO XII) e lasciando che il 4 ottobre rimaneva, in suo onore, una semplice solennità civile.
    Ma le solennità civili non prevedono la chiusura delle scuole o del posto di lavoro (con il diritto al riposo retribuito, o indennità in busta paga), ma solo celebrazioni o bandiere esposte sugli uffici pubblici.
  • 👉 Il “pasticcio” segnalato dal Quirinale…
    Al momento della firma, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge ma ha inviato una lettera formale al Parlamento per segnalare un problema di coordinamento.
    La legge infatti fa sì che il 4 ottobre sia contemporaneamente una festività nazionale (scuole e uffici chiusi) e una solennità civile per Santa Caterina (giornata che prevederebbe invece attività ed eventi celebrativi all’interno delle scuole, cosa impossibile se sono chiuse).
    In sintesi, i diritti legati alla “festa in busta paga” e al giorno di riposo sul calendario sono dovuti esclusivamente alla reintroduzione della festa di San Francesco..
    Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha formalmente segnalato che il testo di legge ha creato una sovrapposizione normativa paradossale per la giornata del 4 ottobre.
    Le solennità civili per legge richiedono che nelle scuole e negli uffici pubblici si tengano celebrazioni, cerimonie e iniziative dedicate al personaggio storico (in questo caso Santa Caterina).
    Tuttavia, trasformando il 4 ottobre in festività nazionale, scuole e uffici rimangono chiusi, rendendo di fatto impossibile svolgere le attività previste per la solennità civile..
  • 👉 In sintesi, Mattarella ha “bacchettato” la formulazione della legge perché, nel promuovere a giorno festivo San Francesco, le Camere hanno generato un pasticcio normativo che danneggia e rende inapplicabile la ricorrenza civile dedicata a Santa Caterina da Siena..
  • AVETE CAPITO BENE??
    La mia è ovviamente una osservazione ironica …
    👉 Papa Pio XII scelse esplicitamente di unirli PRIMARI PATRONI D’ITALIA e non “compatroni”.
    Con la lettera apostolica Licet Commissa del 18 giugno 1939, proclamò infatti San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena insieme come Patroni Primari d’Italia…
    Pio XII li scelse insieme per affiancare le due anime mistiche d’Italia alle porte della Seconda Guerra Mondiale a protezione dell’Italia, ma la burocrazia dello Stato e i contratti di lavoro attuali, purtroppo, non hanno seguito lo stesso principio di totale uguaglianza..
    Le vecchie leggi dello Stato (come la legge n. 260 del 1949 e la successiva legge n. 132 del 1958), effettivamente, non hanno mai accorpato le due festività in un unico giorno festivo nazionale per la busta paga, ma le hanno collocate in date diverse: il 4 ottobre per San Francesco (la data del suo transito) e il 29 aprile per Santa Caterina (la data della sua morte).
    Il recente intervento del Parlamento interviene specificamente sul testo della legge del 1949 solo per ripristinare il 4 ottobre come giorno festivo nazionale (riposo e indennità economica).
    Santa Caterina, la cui ricorrenza civile e religiosa resta legata al 29 aprile, non riceve lo stesso trattamento di giorno festivo “rosso sul calendario” a livello nazionale, creando la discrepanza sollevata anche dal Quirinale sul piano puramente amministrativo delle scuole e degli uffici.
  • 👉 Ma Pio XII scelse specificamente di unire queste due figure per dare una forte spinta spirituale e di unità nazionale in un momento di enorme tensione geopolitica:
  • San Francesco venne scelto come simbolo di amore universale, povertà e pace.
  • Santa Caterina venne scelta per il suo straordinario coraggio politico, la sua opera di pacificazione e il suo profondo legame con le sorti d’Italia.
    Nelle intenzioni della Chiesa, i due Santi ricevettero lo stesso identico titolo e la medesima dignità, venendo affiancati come custodi e protettori della nazione.
    L’unico caso in cui il 29 aprile si trasforma in una giornata festiva a tutti gli effetti (con riposo o maggiorazioni in busta paga) è per i lavoratori impiegati nel territorio comunale di Siena e negli altri comuni d’Italia che hanno scelto Santa Caterina come propria patrona locale.
    In quel caso si applica la normale tutela della festività patronale regolata da ciascun CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro).
    👉 NON DIMENTICHIAMO CHE, Santa Caterina da Siena è anche Compatrona d’Europa… eh!

PERCIO’ INVITIAMO TUTTI, ovviamente per chi vuole, A RECITARE la:
Preghiera del Venerabile Pontefice Pio XII nel Discorso che elevò a Patroni d’Italia i Santi Caterina da Siena e Francesco d’Assisi il 5 maggio 1940

  • 🙏 O Gesù, Verbo onnipotente, Re dei secoli, che al dividere che faceste le genti e al separare i figli di Adamo, fissaste i termini dei popoli e entro i confini d’Italia eleggeste e stabiliste il luogo santo, ove siede il vostro Vicario, guardate benigno questo popolo e questa terra da voi prediletta, bagnata dal sangue dei Principi dei vostri Apostoli e di tanti martiri, consacrata dalle virtù e dall’opera di tanti vostri Vicari, vescovi, sacerdoti, vergini e servi buoni e fedeli.
    Qui la fede in voi brillò sempre immacolata, santificò gli antri e i rifugi dei vostri credenti, purificò i templi dei falsi dèi e innalzò a voi basiliche d’oro dall’una all’altra sponda dei mari che ne circondano; qui il vostro popolo più e più si strinse intorno ai vostri altari, dimentico dei dissensi, ansioso della concordia degli animi; e qui questo medesimo popolo implora da Voi, o Re divino delle nazioni, che corroboriate della vostra grazia e del vostro favore l’intercessione, che a protezione nostra in modo più alto e particolare affidiamo, presso il vostro trono di benignità e di misericordia, ai vostri due gran Servi Francesco e Caterina.
  • Ascoltate, o Gesù, la nostra preghiera, che per le loro mani presentiamo a voi. Voi li amaste, voi li avete fatti grandi e potenti; Voi amate anche noi, che umilmente vi preghiamo; e il vostro infinito amore vi tiene presente in questo altare, cibo e bevanda a noi, pellegrini verso il cielo, in una valle di miserie e di timori e pericoli. Per il celeste patrocinio dei gloriosi vostri Servi trionfi in noi la vostra grazia, il vostro perdono, la munificenza vostra, la pace vostra.
    Trionfate, o gran Dio, in noi, nelle famiglie, in tutte le terre italiche, nelle pianure e nei monti, nei palazzi e nei tuguri, nei chiostri e nei pubblici uffici, nella gioventù e nella vecchiaia, nelle aurore e nei crepuscoli della vita.
    Trionfate nel mondo, o Dio degli eserciti; e quella pace, che il vostro cuore dona all’Italia, quella pace che voi lasciaste ai vostri Apostoli e noi invochiamo per tutti gli uomini, quella pace ritorni in mezzo ai popoli e alle nazioni, che l’oblio del vostro amore separa, che il rancore avvelena, che la vendetta accende.
    O Gesù, disperdete il turbine di morte che preme sull’umanità da voi redenta: fate un solo ovile pacifico dei vostri agnelli fedeli e randagi; sicché tutti vi ascoltino e seguano la vostra voce; tutte le genti vi adorino e vi servano, e tutte in una medesima fede, speranza e amore salgano dal corso irrevocabile del tempo a inabissarsi nella pace ineffabile dell’eternità beata. Così sia.
    (3Gloria Patri…alla SSma Trinità)

Le Litanie della Attesa per l’Italia triste — sac. Giuseppe de Sacco – con Imprimatur – 1, gennaio, 1945, fedeli all’originale riproposta da un sacerdote per il nostro tempo.

In nomine Patri + et Filii + et Spiritus Sancti +

O Iddio Signore del cielo e della terra che forgiasti l’Uomo a tua immagine e somiglianza, non disdegnare l’implorazione e la supplica che Ti rivolgiamo nell’attesa del prosciugamento delle acque che hanno mondata l’Italia, e dalla ripresa dopo i terribili terremoti che sempre la scuotono devastandola;

O Iddio che permettesti al nostro Paese di accendere la fiaccola della civiltà in tempi remoti,
* abbi pietà dell’Italia.

O Iddio che donasti a questo lembo di terra l’appellativo di giardino d’Europa,
* abbi pietà dell’Italia.

O Iddio che questo lembo di terra immergesti nel mare, fonte di progresso, commercio, prosperità,
* abbi pietà dell’Italia.

O Iddio che ci concedesti campagne fertili, cieli tersi, aure balsamiche,
* abbi pietà dell’Italia.

O Iddio che inviasti a questo lembo di terra Uomini dalla vita mirabile in obbedienza alla Tua santa Legge, i cui Nomi si osannano o si confondono nella loro fattiva operosità benefica,
* abbi pietà dell’Italia.

O Iddio che inviasti a questo lembo di terra Poeti dell’altissimo canto che ci ammaestrarono a riconoscerti nelle meraviglie del Creato, nella eternità dell’Anima,
* abbi pietà dell’Italia.

O Iddio che donasti a questo lembo di terra Pittori dall’angelico pennello che ci svegliarono alle visioni, sovrumane e alla conquista del Regno celeste,
* abbi pietà dell’Italia.

O Iddio che  facesti della Roma eterna il tuo sgabello con la presenza del Dolce Vicario in terra, tuo Sommo Pontefice,
* abbi pietà dell’Italia.

“La vista del Tuo adorato Cuore, o Gesù, mi fa ripetere, fra i sospiri e il pianto: Non più peccati, o Gesù, non più!” Amen

“La vista del Tuo adorato Cuore, o Gesù, mi fa ripetere, fra i sospiri e il pianto: Non più peccati, o Gesù, non più!” Amen

Per la dolorosa Passione del Tuo Figlio;
* o Signore non abbandonare l’Italia.

Per l’olocausto dei suoi Santi, Martiri e Missionari,
* o Signore non abbandonare l’Italia.

Per i dolori, per i sacrifici dei nostri Santi Patroni Santa Caterina e San Francesco
* o Signore non abbandonare l’Italia.

Per le suppliche della Tua Santa Chiesa che t’offre ogni giorno il Sacrificio perfetto del Tuo dilettissimo Figlio,
* o Signore non abbandonare l’Italia.

Per le lacrime di sangue, scaturite dalle mamme d’Italia,
* o Signore non abbandonare l’Italia.

O Signore, Dio dei Forti, in questa ora di gravi tentazioni,
* dacci la Forza.

O Signore, Dio dei Veggenti e dei Profeti, in questa ora delle Tenebre,
* dacci la Luce

O Signore, Dio dei Buoni, in questa ora della malvagità,
* dacci la  Bontà

O Signore, Dio dei Senza-tetto, in questa ora di privazioni,
* dacci una Casa

O Signore, Dio dei Lavoratori, in questa ora di sacrifici o di male acquisita ricchezza,
* dacci il Lavoro e il Pane quotidiano.

O Padre Amantissimo, Dio dei Santi e dei Martiri, ridona il soffio di vita alle nostre anime schiantate, alla nostra carne consumata, sì che possiamo combattere la buona battaglia, per la resurrezione dell’Italia.
* ridona l’Italia libera da ogni malgoverno;

O Signore Gesù che hai avuto compassione mentre Pilato si lavava le mani,
* ridona l’Italia libera dalle schiavitù terrene e dai compromessi perversi!

O immenso e adorabile Paraclito, Spirito Santo, fonte di giustizia e verità,
* rendi l’Italia forte per la giusta battaglia!

* Ridona a noi o Signore, l’Italia forte e Cristiana!

O Signore, Ti supplichiamo: dona all’Italia la purezza dei costumi; dona all’Italia il senso della giustizia; dona all’Italia la saggezza Cristiana; donaci uomini politici saggi e carichi del Tuo Sacro timore.

* O Iddio, Padre nostro, ascoltaci.
* O Iddio, Figlio Amantissimo, esaudiscici
* O Iddio, Spirito Santo Paraclito, abbi pietà di noi.

Un Pater noster, un’ Ave Maria, un Gloria Patri….

– Sia lodato Gesù Cristo + sempre sia lodato

O serafino di carità, s. Francesco d’Assisi, che gettasti nel mondo, ma prima nella tua Patria, l’Italia, il grido amoroso e fraterno “Pace e bene”, componendo in Gesù Cristo gli odi e le fazioni che travagliavano gli uomini del tuo tempo, deh! ottieni al popolo italiano al quale sei stato dato celeste patrono, il dono della pace.

O fiore purissimo di santità e di grazia, S. Caterina da Siena che ai fratelli armati gli uni contro gli altri insegnasti il divino precetto dell’amore, che mai indifferente alle acerbe tribolazioni della Chiesa e della Patria, col ritorno a Roma del Sovrano Pontefice e con la pace ridonata a tanti traviati figli di questa terra, apristi alla Chiesa e all’Italia giorni di letizia e di gloria, guarda a noi che ti salutiamo, soave patrona della nostra gente.

O cari Santi Patroni, proteggete l’ Italia.

Così sia.

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